Il Mare, la Piccola Età Glaciale e le domande da non fare

Misteri che a volte ritornano, più oscuri di prima. Nella enorme complessità del sistema climatico, è cosa nota che gli oceani abbiano un ruolo fondamentale. Accade nel breve periodo climatico, più tipicamente associato alle stagioni o alla variabilità interannuale, con le oscillazioni dell’ENSO, il sistema accoppiato oceano-atmosfera che domina il Pacifico equatoriale. Accade nei decenni, con l’alternarsi di periodi caldi e freddi con ciclo multidecadale sia per l’Atlantico che per il Pacifico nella loro interezza, variazioni conosciute come AMO e PDO (Atlantic Multidecadal Oscillation e Pacific Decadal Oscillation). E accade nei secoli, con le variazioni di intensità della conveyor belt oceanica, il sistema di correnti di superficie e di profondità che trasporta il calore dalla “pancia” del pianeta verso le alte latitudini.

Di questo sistema, l’AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) è non solo la parte più imponente, ma anche quella a noi più vicina, dal momento che la sua componente superficiale, la Corrente del Golfo, è quella che contribuisce a mitigare il clima dell’Europa occidentale ed a renderlo fondamentalmente diverso dalle omonime latitudini del Nord America.

Nell’immaginario collettivo – leggi la clima-fiction The Day After Tomorrow – e, in modo tutt’altro che sorprendente, le variazioni di intensità della CdG sono quindi associate alle oscillazioni del clima sull’Europa: una corrente meno intensa significa meno calore in arrivo e clima più rigido; viceversa una sua accelerazione si associa a clima più mite.

Ma sembra che non funzioni così. Lo apprendiamo da un articolo pubblicato recentemente su Nature e ripreso da Science Daily:

Dunque, molto brevemente, la corrente calda e molto salata che dal Golfo del Messico si spinge fin sul Labrador depositandovi molta parte del suo calore, si inabissa nella parte settentrionale dell’Atlantico e scende nuovamente di latitudine, un meccanismo parte di un sistema molto più ampio che coinvolge tutti gli oceani e che si stima che per compiere un intero ciclo di ricambio impieghi centinaia di anni. Analizzando delle ricostruzioni paleoclimatiche provenienti da sedimenti marini, i ricercatori hanno valutato che, diversamente da quanto si riteneva, l’AMOC sarebbe stata piuttosto intensa durante il periodo climaticamente più freddo dei tempi recenti, ovvero durante la Piccola Età Glaciale, terminata più o meno alla metà del 1800. Successivamente, non è chiaro se in modo repentino oppure graduale, l’AMOC avrebbe subito un rallentamento, presumibilmente indotto dall’aumento di contributo d’acqua dolce proveniente dai ghiacci sulla terraferma che durante la PEG erano consistentemente aumentati di volume ed estensione. L’indebolimento dell’AMOC, poi, sarebbe proseguito fino ai giorni nostri, tanto che oggi, come recita il titolo dato al pezzo di Science Daily, sarebbe ai minimi da 1600 anni a questa parte.

Ora si pone la domanda delle domande: è la circolazione oceanica a battere il ritmo delle oscillazioni climatiche o sono altri meccanismi a condizionarne le dinamiche? E in questo caso, quali?

Sempre su Science Daily, prendendo spunto da un altro paper che ha analizzato il comportamento dell’AMOC a partire dalla metà del secolo scorso, quindi per un periodo più breve, si attribuisce il rallentamento più recente al contributo antropico, ossia all’aumento che la temperatura media del pianeta ha subito nelle ultime decadi del secolo scorso. Tuttavia, ed ecco la domanda da non fare: se questi processi si sono innescati ben prima che il contributo antropico esistesse, a patto che possa effettivamente avere un ruolo significativo, in che modo le dinamiche attuali dovrebbero avere origini diversi dalle precedenti?

Domande difficili a cui rispondere, forse è per questo che gli autori dei paper non se le pongono.

Già che ci siamo vale la pena aggiungere un ulteriore elemento di incertezza. La PEG è coincisa notoriamente con un prolungato periodo di attività solare molto bassa, mentre il secolo scorso, in cui la temperatura media del pianeta è aumentata e i ghiacci si sono ritirati, ha visto quello che chi studia queste cose definisce Solar Grand Maximum. Difficile che si tratti di coincidenze. Ora sembra che l’attività solare sia tornata a calare, come testimonia la debolezza del ciclo solare che sta concludendosi, quali saranno gli effetti sul sistema – circolazione oceanica compresa – di queste variazioni?

La risposta ci sarà, ma probabilmente ci vorranno decine di anni per averla. Ci vuole pazienza ;-).

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Guido Guidi

Share This Post On

11 Comments

  1. @Federico
    spari panzane..

    USA prima decade di Gennaio 2018

    Negli Usa più freddo di Marte. Osservatorio meteorologico del Mount Washington, in New Hampshire tocca -37°C

    Il 20 dicembre 2017 su Marte si era registrata una massima di -23°C

    Florida iguane gongelate cadono dagli alberi.. Massachusetts squali morti, tartarughe rigide dal gelo sulle coste statunitense.

    “ciclone bomba”. Fino a -42°C
    Cancellati oltre 5.000 voli, automobili intrappolate dal gelo..

    ma di che parli ?

    Immagine allegata

    Post a Reply
  2. Essendo il clima un sistema complesso, non bisogna fare l’errore di pensare che ad un dato input corrisponda un output “scontato” e soprattutto perfettamente ripetibile. Personalmente, azzardo addirittura di dire che le ricostruzioni paleo-climatiche ci dicono poco se non inserite nel giusto contesto: il nostro potrebbe essere un riscaldamento naturale anche più grande dei precedenti; ovvero potrebbe essere di origine umana anche se più piccolo dei precedenti naturali; per fare solo due dei tanti esempi possibili.

    Questo detto, azzardo anche due possibili ipotesi. La prima, che l’AMOC non agisca “in tempo reale”, ma (come sarebbe anche prevedibile) anticipa il cambiamento, di qualche decennio/secolo data l’inerzia termica del sistema soprattutto oceanico.
    La seconda, che ad un raffreddamento del Nord Atlantico non corrisponda un clima estivo più freddo (conditio sine qua non di qualunque glaciazione, grande o piccola): le acque più fredde sono infatti generalmente meno propense a generare/sostenere i sistemi perturbati, e questo lascerebbe maggiore spazio ad anticicloni continentali. E quindi un raffreddamento invernale, ma anche un riscaldamento estivo in Europa.
    A meno che, per la seconda ipotesi, l’AMOC e l’AMO non siano praticamente la stessa cosa (espressa con diversi numeri).

    Post a Reply
    • Il fattore antropico c’è, si deve pensare al calore rilasciato dalle isole urbane (l’effetto cementificazione) Per il resto quei gas poco salutari, in un qualche modo, potrebbero alterare la composizione atmosferica. Alzando lo zero termico.

      Il discorso è complesso, porta pensare cosa serve ad una pianta per vivere bene. Perché se a noi una bottiglia di acqua minerale con un certo pH può andare bene. La stessa acqua può in certi casi rallentare la crescita vegetale. In sintesi creare problemi in alcuni apparati della pianta. In larga parte ciò che è veleno per noi, fa bene alle piante.

      Si vede benissimo già nella stratificazione dei terreni cosa comporta il gelo e la neve. Ma questo è un discorso che non vale la pena iniziare. Forse si può pensare alle bombe d’acqua che ogni tanto piovono dai cieli italiani..

      Lo scorso Inverno, quando il “tempo” (atmosferico) cominciò a mutare verso la seconda decade di Febbraio. La prima entrata invernale in tempi lontani, sarebbe stata neve per larga parte della Val Padana. Quello che in successione è stato, si direbbe pioggia fredda solo per una questione di pochi gradi centigradi. Presumo che nel secolo scorso con meno inquinamento, con una -3/-4 in quota 850 hPa, ciò che cadeva dal cielo era quasi sempre allo stato solido. Oggi più fattori impediscono un raffreddamento omogeneo in Val Padana.

      Non sarei cosi’ sicuro ad imputare la CO2 come il maggiore responsabile. Se pensiamo ad un vettore energetico, nascono più dubbi che certezze… Il vapore acqueo in circolazione emisferica, è di natura a mio avviso non antropica.. Derivante da altri cicli e circolazioni atmosferiche su larga scala..

      Restando perciò nell’area atlantica, se c’è una circolazione polare o subpolare calda, o subtropicale umida.. e/o eccetera: altri modelli circolatori caldo-umidi, c’è poco da fare.. Siamo su diversi piani di alterazioni climatiche.

      Saluti

    • Comunque l’anomalia SST nei pressi di Terranova è positiva e si allarga notevolmente.. Si tratta di acque superficiali e molti certe domande non se ne fanno. Appunto considerando che nella circolazione termoalina nord-atlantica, le acque superficiali hanno un contributo a detta loro “marginale”. Considerando invece che l’acqua calda scorre in superfice generando ciclogenesi poi sulle acque più fredde mi fa molto pensare.. Detta cosi’ non suona bene infatti il sistema è più complesso. Perché esistono circolazioni atmosferiche polari e tropico-equatoriali con legami continentali.

      Poi consideri anche la frontolisi azzorriana e quella generata dall’alta pressione balcanica. Un mix di effetti e cause e/o per meglio dire, cause ed effetti che creano un clima dinamico. Dinamicità significa scambio tra fonti termiche. Diversamente pensiamo ad un sistema che si sta riscaldando, questo tenderebbe ad essere statico. Frequenti fronti caldo umidi tropico/equatoriali in movimento verso il Mediterraneo centro-occidentale. Forse ma neanche tanto.. per lo più statici..

      Al momento vige un’alta pressione europea generata da un prefrontale. Risalita della massa d’aria subtropicale associata a stabilità nord-africana. Circolazione che segue la dinamica, dell’oramai nota semipermanente atlantica (lacuna iberico-marocchina). Di anomalo ci sono le termiche in quota, ma relativamente… Dalle quote attorno a 700 hPa, queste termiche tendono a discendere e stabilizzare dalle alture. Nel nostro caso le altezze sono le Alpi, infatti il cuore di questo anticiclone europeo, si è avvolto attorno le Alpi, capovolgendo l’Italia. Per il resto tutto è gradevole e lascia ben sperare. Rilevo bassa umidità notturna, ventilazione occidentale, a tratti intensa. Rilevo anche venti che tendono a seguire la fase qbo negativa, quindi entrate di estro (fasi di inversione… )

      L’alta azzorriana sta entrando nella fase continentale. Distensione dell’alta oceanica, che avverrà con buona probabilità durante il prossimo mese di Maggio.

      Ancora Saluti 🙂
      piccole cronache di un clima dinamico ..

      Immagine allegata

  3. In pratica la corrente del golfo devia verso il Labrador, apportando nevicate, la conseguenza, l’effetto albedo estivo raffredda la regione. Infatti poi, una serie di eventi a cascata raffreddano l’Atlantico. Curioso il fatto della direzione del getto polare e della dislocazione delle masse glaciali artiche. Il tutto visto che il pianeta Terra non è un pendolo d’orologio, fa ballare un pò tutto e di più..

    Tutto quanto mi sa tanto di anomalia SST in zona RM (nei pressi di Terranova) Ma più in generale nel tempo la massa glaciale artica, non comprime e consolida più sullo Stretto di Bering. Essa potrebbe avanzare nel tempo, sui settori euroasiatici occidentali. Per poi estendersi verso le Svalbard, Islanda e verso il Mare di Norvegia, Baltico.

    Si vede ora in Russia, nei porti lungo le foci settentrionali dei grandi fiumi siberiani. Queste rimangono nella morsa del gelo anche d’Estate. Difficilmente libere per lunghi periodi, di tutto il ghiaccio accumulato nel corso dell’Inverno. Questo ho letto in queste annate, è sempre peggio di anno in anno.

    Per il resto in Groenlandia hanno sparato panzane, ed in Scandinavia è nevicato molto quest’inverno. Oltretutto una circolazione ad alto indice “zonale”. Non fa altro che portare grandi inverni americani e siberiani, con gelide oscillazioni sull’Europa del Nord.

    Anche se pare una contraddizione sul grande inverno siberiano, se il fronte polare si espande, non fa altro che influenzare conseguentemente le onde planetarie (le trascina in imponenti ESE). Innescare ampie oscillazioni. Una volta che il raffreddamento è avvenuto è un problema bello grosso. Un fronte polare espanso ed ampie oscillazioni, immaginate cosa possono provocare se durante qualche Inverno…
    Il vortice polare tende ad accelerare. Lasciamo perdere nel discorso, quei coriacei anticicloni mediterranei, residuo di una stagione estiva oltre che torrida ed anomala.
    Lentamente e gradualmente si procede verso un raffreddamento emisferico. C’è gradualità, non c’è un esponenziale riscaldamento. Un raffreddamento non può essere esponenziale (molti segnali parlano chiaro..), cosa avvenuta circa durante metà del secolo scorso.

    Oltretutto molti omettono tutto questo ed è vietato parlare di molte cose. Non parliamo di UFO.. Siamo dinanzi ad una scienza evoluta, come le altre discipline, con notevoli personaggi nel corso del novecento. Attualmente ci si dimentica di questi uomini di scienza. Un pò come se nella fisica ci si dimenticasse di Planck, Tesla ed Einstein..
    fatemo voi.. 😉

    Saluti

    Post a Reply
    • Grandi inverni americani ? Dove ? I dati ufficiali della NOAA dicono che l ultimo inverno e stato SOPRAMEDIA, quindi qualche giorno di blizzard non fa inverno da solo.
      Ogni anno sempre piu freddo e sempre piu ghiaccio ?
      Mamma mia moriremo tutti, che dire, facciamo le ultime preghiere perchè il pianeta si sta congelando, Parola di ale.meteo di Climate Monitor. Sogna, sogna,……

    • Ah davvero il sopramedia in Groenlandia “sono solo panzane” ?
      Ah beh sono i dati UFFICIALI del servizio meteorologico danese allora sono loro che sono dei falsificatori bugiardi.Siccome questa e la quarta o quinta volta che in questo sito si dice che le anomalie positive in Groenlandia sono false, scriverò al servizio meteorologico danese chiedendo come mai ,secondo questo blog, loro sono falsificatori che dicono solo panzane….sarà interessante sapere la loro risposta ;-). Nel frattempo ci congeleremo tutti …… che paura….

    • Non c’è nessuna persistente anomalia sulla Groenlandia, sulla costa nord-orientale, la concentrazione dei ghiacci artici è nella norma. Si parla di quelle dinamiche estreme, che creano distanti variazioni nelle temperature medie. Oltretutto ci si dimentica delle grandi nevicate sulla costa nord-orientale americana, avvenute durante questa decade annua. Si omette totalmente della variabilità tipica di una grande metropoli, quale New York, che sta alla latitudine di Napoli. Nella città americana passiamo da un cielo terso con 13°C a -5°C con blizzard.. Senza scomodare nessuno, la prego di smettere di chiamare mamma e papà per farsi difendere. Non siamo all’asilo..
      Siamo abbastanza grandi per discutere da soli. Eventi come il Major Stratospheric Sudden Warming del Gennaio 2013 parlano chiaro.. Oltretutto le isoterme in quota controllando le reanalysis, da un mese a questa parte parlano di una situazione mutata sulla Groenlandia, sulla costa orientale.. Quindi ci si arrampica sugli specchi… c’è una grande variabilità stagionale. Il sito che hai riportato citava anomalie positive di temperatura.

      Che sono dati falsi lo dici tu stesso, io dico che le tue parole sono panzane. Mai detto che quei dati da tu stesso riportati sono panzane. Penso che un meterologo quale tu stesso affermi di essere.. Dovrebbe considerare in primis cosa sta provocando queste anomalie.. E soprattutto, l’intera evoluzione stagionale avvenuta in Groenlandia.. Visto che la situazione sulla costa occidentale pare essere totalmente diversa.. viste le concentrazioni di ghiacci artici.
      Ci sono dinamiche che hanno generato quella anomalia sulla costa orientale groelandese… Tu parli, ma di scienza al momento non hai detto nulla..

      Immagine allegata

    • @federico

      Hai ragione, le temperature record in Groenlandia non sono panzane… come non e’ una panzana che la copertura nevosa dell’intero emisfero boreale e’ praticamente costante, senza alcun trend di diminuzione visibile, dal 1972 ad oggi… come indicato da DATI qui (sesta figura):

      http://www.climate4you.com/SnowCover.htm

      … che cita questo sito/documento:
      https://climate.rutgers.edu/snowcover/files/Robinson_snowdata2017.pdf

      Assolutamente NESSUN trend, NESSUNA correlazione con la concentrazione della terribile e velenosissima CO2 assassina, la cui concentrazione e’ passata da circa 320 ppmV a piu’ di 400 dal 1970 ad adesso…

      … mentre i modellini farlocchi che tanto amate che sono basati sul mantra della CO2 assassina che riscalda il pianeta fino a farlo bollire prevedono che…

      “Future Changes in Northern Hemisphere Snowfall”

      https://journals.ametsoc.org/doi/pdf/10.1175/JCLI-D-12-00832.1

      “Annual snowfall is projected to decrease across much of the Northern Hemisphere during the twenty first century, with increases projected at higher latitudes.”

      Una vera Panzana, con la “P”.

      Ciao.

    • Non si prende atto di quello avvenuto durante l’ultima decade annua, mentre regnavano fasi di l’alta pressione invernale mediterranea.

      Anche perché il 2012, 2017 ed 2018 non sono stati esenti da avvezioni fredde in zona meditterranea centro occidentale. Un’aumento di avvezioni fredde in Nord Italia, dal 2009 in poi c’è stato..

      Ci sono oscillazioni, anche perché se prendiamo recenti Inverni, sulla Turchia, Grecia ed Italia meridionale, quindi Mediterraneo centro orientale.. Ci sono state fasi fredde e molto nevose soprattutto in Anatolia..

      Stiamo parlando di un paio di recenti inverni degni di nome in Nord America? No.

      Qui si sta prendendo atto dell’origine di un futuro raffreddamento emisferico. Mancano recenti ed importanti anomalie termiche negli stati del sud statunitensi? Non mi pare del tutto vero.. A memoria verso il Golfo del Messico, Texas, Florida o California.. qualcosa dovrebbe essere successo.. Basta spulciare un’attimo nella recente cronologia..

  4. @guido
    “Domande difficili a cui rispondere, forse è per questo che gli autori dei paper non se le pongono.”

    … concludono con un laconico…

    ” Future work should aim to constrain the roles of internal climate variability and early anthropogenic forcing in the AMOC weakening described here.”

    Le probabilita’ di finanziamento sono inversamente proporzionali alla “pericolosita’” del fenomeno studiato… tutto quello che ha a che fare con la terribile e velenosissima CO2 assassina viene finanziato, questi studi sui fenomeni naturali un po’ meno.
    Alla fine, pero’, rimane la domanda: come diavolo fanno a usare le “anomalie” (di temperatura, ma non solo) nei loro modellini farlocchi quando non conoscono con precisione le variazioni naturali dovute a questi cicli secolari, quando non addirittura millenari?… uno dei tanti esempi possibili qui…
    https://unfccc.int/files/methods_and_science/research_and_systematic_observation/application/pdf/13_kondo_cmp5_projection.pdf

    … slide 11 si avventurano fino al 2300!… no shit! … una ri-definizione del concetto di “volo pindarico”… 🙂

    Post a Reply

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »