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Accettare l’Evidenza – Sulle previsioni

Nei post precedenti di questa serie, tratti dal cap. 5 del libro Accettare l’evidenza (il mondo che vorrei),[1] ho presentato, chiariti da preziosi commenti, fatti e nozioni scientifiche solidi che contraddicono la narrativa corrente su un cambiamento climatico catastrofico innescato dalle attività umane. Ed ogni ragionamento sensato si basa su fatti e nozioni scientifiche solidi.

Le previsioni non sono “fatti”. Forse lo diventeranno ma, con queste premesse, è difficile crederlo per i modelli climatici.

Le previsioni di un futuro climaticamente fosco sono, infatti, semplici opinioni furbamente presentate come dei fatti sui media borghesi, che rappresentano gli interessi di chi si spartisce le decine di miliardi visti un paio di post fa. La riprova è il seguente grafico dell’IPCC che confronta le previsioni delle sue decine di modelli con le osservazioni (la linea più spessa).

Temperature previste da Kirtman (2013) Figura 11.25 p. 1011

Figura 1: Temperature previste da Kirtman (2013) Figura 11.25 p. 1011

È evidente che nessun modello preso singolarmente riproduce la realtà osservata. Se però prendiamo istante per istante la minima previsione tra tutti, ci riescono abbastanza bene, anche con la stasi “misteriosa” degli ultimi anni:[2] se tanto mi dà tanto, di questo passo per i prossimi decenni l’aumento più probabile sarà di pochi decimi di grado, un ordine di grandezza confrontabile agli errori di misura e perciò trascurabile. Niente di cui preoccuparsi per il semplice fatto che non ci sono elementi validi scientificamente per pensare altrimenti. Pertanto, chi sceglie previsioni più elevate dei minimi vuole solo fuorviare gli ignoranti.[3] Senza contare, infine, che non serve essere uno scienziato per capire che avere decine e decine di modelli invece che uno solo è un chiaro sintomo di inaffidabilità.

Insomma, diversamente dall’astronomia che con i suoi modelli è in grado di ricostruire la posizione degli astri nel passato confrontabili con le osservazioni tramandateci (metodo storico) o di prevederne con precisione le traiettorie per pianificare le missioni spaziali (metodo sperimentale), i modelli climatici non si adattano né al presente né al passato. Come si può credere alle loro predizioni?

Il seguito che hanno le teorie catastrofiste invece dimostra che, purtroppo, oggi neppure gli adulti (che pure vengono dalla “vecchia” scuola) sanno più distinguere tra fatti ed opinioni, che il dibattito sul clima che cambia ormai nulla ha di scientifico e che le lezioni impartite da tanti sull’uomo che distruggendo il clima si autodistrugge sono ideologiche come quelle di “mistica fascista”.[4] O, citando Fantozzi, sono una “cagata pazzesca”.[5]

Finisce qui la riproposizione dei contenuti del capitolo 5 di Accettare l’evidenza (il mondo che vorrei). Nel prossimi rileggerò il resto del libro per svelare altri motivi che, secondo me, hanno consentito l’affermazione del climatismo.

 

[1] Accettare l’evidenza (il mondo che vorrei)

[2] Mariani, 5/12/2019. Mariani, Luigi e Zavatti, Franco: Temperatura Globale – Modelli e Osservazioni

http://www.climatemonitor.it/?p=51977 (17/1/2021)

[3] Hausfather, 2020. Hausfather, Zeke; Peters, Glen P.: Emissions – the ‘business as usual’ story is mis-leading, Nature.com del 29/1/2020.

https://doi.org/10.1038/d41586-020-00177-3 (17/1/2021)

[4] Mistica fascista (30/12/2020)

https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mistica_fascista&oldid=117464519

[5] Il secondo tragico Fantozzi di Luciano Salce, Italia, 1976

https://www.youtube.com/watch?v=vEEiUgithd0 (28/12/2020) dal 1:05:50 a 1:05:60

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Published inGuest bloggerVoce dei lettori

2 Comments

  1. DonatoP

    Articolo interessante, peccato che la linea nera spessa (osservazioni reali) si fermi ad una decina di anni fa. Non esiste qualcosa di più aggiornato?

  2. FRANCO CARACCIOLO

    Se è per questo non si può credere nemmeno alle previsioni a 10 giorni, basti confrontare gli scenari di qualche “portale” meteo che prefigurano anticicloni sub-tropicali in modalità sistematica, salvo essere smentiti nel giro di pochi giorni.
    Ma anche il modo in cui le previsioni giornaliere sono lette e commentate è rivelatore di un “clima” da imbonitori alla Dr. Dulcamara…
    Le temperature al di sopra della norma sono definite da “fine aprile”, mentre le altrettanto normali fluttuazioni in diminuzione sono presentate come “lievemente al di sotto della norma” etc. etc.
    Buona domenica a tutto il Villaggio di Asterix

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