La scienza sull’orlo.org

Cosa pensare della scienza del clima? E’ la frontiera delle scienze e della modernità o l’ultima spiaggia della retriva conservazione?

Gli attivisti più spinti grideranno subito “eresia, eresia!!”. Come dubitare che la climatologia sia la scienza del progresso e della futura umanità? Anzi di più: solo quella climatologia che si riconosce nelle idee che formano il quadro scientifico tratteggiato nei rapporti IPCC è vera scienza. Questa conferma ideale viene appunto dalla lettera scritta da una corposa rappresentanza dei climatologi francesi al proprio ministro nella quale si chiede, più o meno, di chiudere la bocca a chi dissente. E questa chiusura deve valere anche per radio, giornali, TV. Insomma, ogni mezzo di informazione deve essere precluso agli scettici in nome del progresso.

Questa notizia mi giunge proprio mentre sto leggendo il libro, a cura di John Brockman, “153 ragioni per essere ottimisti” (il Saggiatore, 2010). La prefazione curata dallo stesso Brockman ci anticipa dell’esistenza di una ‘terza cultura’ animata da scienziati che riflettono sul mondo empirico per ridefinire chi e che cosa siamo. Esiste un sito che rappresenta il luogo di raccolta di questa terza cultura che ha quale indirizzo web www.edge.org. Edge viene definito da Brockman “la celebrazione delle idee della terza cultura, una vetrina per questa nuova comunità di intellettuali in azione, che la usano per presentare il loro lavoro e le loro idee commentando quelle di altri esponenti dello stesso ambito, ben sapendo di poter essere a loro volta criticati”. Le discussioni che ne emergono vengono definite vivaci di un pensiero intelligente che prevale su una saggezza anestetizzante.

Pur non appartenendo alla schiera degli ottimisti a tutti i costi, ho molto apprezzato il libro, e ho trovato la descrizione di Edge sostanzialmente azzeccata.

Mi ha divertito molto rilevare due cose racchiuse in questi due eventi apparentemente scorrelati. La prima vedere confrontati due stili diametralmente opposti, ovvero la chiusura di una comunità che sentendosi minacciata pretende un approccio fideistico da parte delle autorità al ‘proprio’ sapere (in fondo null’altro che l’antico rapporto capo tribù – sciamano), mentre dall’altra parte il confronto aperto al mondo senza censure. La seconda cosa è la difesa di un sapere ‘normato’ tout-court, dove, anche in presenza di gravissimi sospetti, proprio sulle radici del corretto uso delle fonti, si faccia finta che nulla sia successo e si chieda di allontanare l’apostata. E quello che ci segnala che i tempi sono cambiati è proprio il fatto che solo grazie alla rete si sia venuti a conoscenza che la fede-vera non era fatta di verità assolute. In fondo Edge dimostra già di avere ragione in prospettiva.

La difesa degli interessi consolidati difficilmente è stata nella storia segno di modernità. Altrettanto difficilmente la storia, almeno quella della scienza, l’hanno fatta quelli che si sono irreggimentati dietro al paravento di una accettazione di un patto formale con la propria comunità scientifica.

Ma come diceva il compianto Giorgio Gaber “ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?”.

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Author: Teodoro Georgiadis

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5 Comments

  1. A noi di CM non piace quando si parla male di altri siti (siano blog o forum). Sicuramente ci piace il confronto, la discussione anche accesa, ma termini come “vergognoso” nei confronti di un sito terzo, no, davvero non ci piacciono.

    Casa nostra è aperta, ma non vorremmo che diventasse una ribalta per togliersi i sassolini dalle scarpe, nei confronti di altri siti.

    Sicuri della vostra comprensione, auguriamo a tutti un buon proseguimento.

    L’admin.

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  2. Anche io sono stato espulso senza motivo, è una vergogna questo forum, appena scrivi qualcosa d’interessante ti eliminano!!!

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  3. Vorrei segnalare a riguardo che sono stato espulso dal forum di meteonetwork. Giorni fa:

    – Ho aperto una discussione sul feedback del vapore acqueo postando i grafici sul vapore acqueo che indicano stasi e non aumento(invito la redazione ad approfondire il tema)e me l’hanno chiusa, così senza motivo

    – Steph l’ha riaperta e mi ha risposto, ma l’hanno chiusa

    – io l’ho riaperta per rispondere a Steph con 3 peer review mutuate da Pielke sr e l’hanno chiusa, sempre senza motivo.

    – Ho protestato e sono stato espulso per sempre cito:

    “Sei stato escluso dal forum per il seguente motivo:
    Non c’è un motivo specifico.
    L’esclusione verrà tolta il: Mai”

    Saluto gli interlocutori che lascio nel forum in particolare Giorgio 1940 che sempre mi ha difeso.
    Giorgio vieni via da lì prima possibile che c’è da vergognarsi a reggere il moccolo alla censura.

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  4. Se andiamo incontro ad anni caldi (ammettendo che sia vero) sarà saggio adattare le colture, i sistemi di vita ad una prospettiva più calda, e viceversa se ci aspettiamo anni più freddi.
    La nostra capacità di previsione dovrebbe indirizzarci a capire, intuire il clima che verrà, piuttosto che pretendere presuntuosamente di piegarlo alla nostra volontà. Ed una volta che sapessimo cosa ci attende, ad adattarci ad esso.
    In fondo l’agricoltura fece un passo avanti, mi corregga Claudio Costa se dico una cosa sbagliata, quando si accorse che un campo coltivato sempre allo stesso modo rendeva poco, e si fece la rotazione delle colture. Un anno un certo tipo di coltivazioni, poi ogni anno si cambiava, per tornare alla coltivazione precedente dopo pochi anni, appunto a rotazione.
    Voglio dire che già gli antichi agricoltori “si adattavano” variando il tipo di coltivazione.
    Se nel gelido Canada, o nella rigida Siberia, dovesse fare un po’ più caldo, pazienza, toccherà adattarsi, e magari coltivare qualcuna di quelle piante che prima, per il freddo, non potevano dar frutto 🙂
    …e che sarà mai ?
    Che il nostro pianeta vada a fuoco, non ci credo, e comunque abbiamo qualche tempo per verificare la bontà di certe teorie.
    Sto ancora aspettando di sapere quali temperature ci sono state ai tropici e in quota, nella loro troposfera, per vedere se la previsione della temperatura tripla in quota sia o no verificata.
    Non mi piacciono le teorie che hanno sempre ragione qualsiasi cosa accada. Mi puzzano di bufala.
    Ma mi pare di capire che questo particolare sarebbe distintivo dell’AGWT, e quindi potrebbe darci illuminanti risposte.
    Dunque, perché gli ambientalisti non parlano di adattamento, e pretendono che sia invece il clima ad adattarsi all’uomo ? Perché il loro pensiero è strutturalmente, profondamente conservatore.
    Se in Siberia coltivavo quello che il freddo mi consentiva, e fa più caldo, per un ambientalista è una tragedia, perché non posso conservare il tipo di vita che facevo uguale uguale, ma devo cambiare un tantinello, adattarmi alle “opportunità” alle “occasioni” che mi offre un clima più mite.
    E quindi un ambientalista, conservatore, strillerà alla diminuzione di produzione di cibo, in Siberia, perché quel cibo, frutto necessario del freddo, viene un po’ meno. E un ambientalista, conservatore, non pensa che invece può produrre molto di più, grazie al clima migliore.
    Che l’ambientalismo sia conservatore, lo mostra anche il tipo di personaggi che se ne fa paladino, a incominciare dai reali, conservatori, d’Inghilterra.
    L’ambientalismo è la forza portante del partito del No. No a tutto, per principio, e si a qualcosa quando serve per dire No a qualcos’altro, salvo poi a dire No, quando si facesse qualche passo concreto dove avevano detto di si. Esemplare è la storia dell’eolico, da sempre sostenuto a parole dagli ambientalisti, da sempre ostacolato nei fatti dagli stessi ambientalisti.
    L’eolico va bene per dire No a petrolio, carbone, gas, nucleare, ma se poi gli presenti un progetto contarrio, sono i primi ad opporsi e con forza.
    Questa loro opposizione a tutto, e l’odio viscerale che hanno per il lavoro dell’uomo li qualifica come una forza ultraconservatrice, che si identifica col mito di Prometeo, quel mito che fu creato per scoraggiare qualsiasi progresso. Non dimenticate che fu accusato di aver “rubato” il fuoco agli dei, e per questo dovette subire orrendi supplizi.
    Non sappiamo quanto ci sia di vero in un mito, ed in fondo non è poi essenziale saperlo, quello che bisogna capire è che esso è stato il mezzo mediatico col quale una forza conservatrice, molto simile all’ambientalismo moderno, tentò di opporsi al progresso.
    Ora si tenta di bloccare la discussione. In un campo così pieno di incertezze si vorrebbe che nessuno potesse dissentire. E quando mai il progresso è stato dittatura, censura ?
    Questi metodi sono caratteristici delle forze conservatrici.
    Conosciamo forse alla perfezione ogni parametro del clima, ogni piccolo particolare ?
    Lo conoscessimo, non sarebbe nemmeno lecito stroncare ogni discussione, imporre la propria (indimostrata) teoria.
    Ma mi pare, e correggetemi se sbaglio, che la conoscenza, per quanto migliorata, per quanto possa avvalersi di più potenti mezzi, come computer potenti e satelliti, sia ancora lontana da essere “matura”, da spiegare ogni cosa.
    E allora, tentare di bloccare il dissenso colla forza è solo un tenativo di dittatura da parte di una forza palesemente conservatrice ed antiprogressita.
    Chiediamo invece maggiore trasparenza, maggiore spazio alla discussione e ascolto anche delle tesi degli scettici.
    Come dice il mito degli ambientalisti, Janes Lovelock
    “Quello che mi piace negli scettici è che nella buona Scienza
    hai bisogno di critici che ti facciano pensare:
    ‘Perbacco, ho fatto un errore, qui ?’
    (…)Ma hai bisogno di scettici specialmente quando la Scienza
    diventa molto grossa e monolitica.”
    Secondo me.

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  5. Ho più volte fatto notare come l’ambientalismo sia una delle forze più conservatrici che si possano immaginare.
    L’idea stessa che si debba contrastare il “cambiamento climatico”, e che saremmo in grado di farlo, dimostra di per sé quanto l’idea ambientalista sia conservatrice. Vorrebbe conservare pure una cosa che per sua natura è mutevole, come il clima !
    Invece di puntare all’adattamento, vorrebbe che spendessimo l’ira di Dio per “mitigare” il clima.
    Quando viene l’estate mi vesto leggero, quando viene l’inverno mi vesto pesante. Sarebbe pazzesco se pretendessi di vestirmi sempre uguale, mitigando invece le stagioni !
    Secondo me

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