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Le Previsioni di CM – 28 Settembre / 4 Ottobre 2026

Questa rubrica è a cura di Flavio  ——————————————————–

Analisi sinottica

Configurazione sinottica con blocco “a omega”, con promontorio nordafricano stabilizzante in quota che dal Mediterraneo occidentale si spinge fin sull’Europa centrale con ingresso in fase con la cellula russa, e i due soliti cavi d’onda rispettivamente sul medio Atlantico e su Mar Nero ed Anatolia.

La settimana sarà caratterizzata da tempo stabile e soleggiato e assenza pressoché totale di precipitazioni.

Consigli per il Rescue Team

Previsioni del tempo all’insegna del “non perdiamo tempo”. Il RT, come del resto chi cura questa rubrica, è infatti talmente annoiato dalla persistenza ormai semestrale della configurazione sinottica di blocco già descritta almeno 25 volte nelle ultime 26 settimane, che si è ritirato in letargo in attesa di cambiamenti al momento nemmeno ipotizzabili.

Previsioni per la settimana

Per tutta la settimana tempo stabile e soleggiato salvo addensamenti su Piemonte occidentale e Valle d’Aosta tra giovedì e venerdì complice un debole richiamo di correnti orientali nei bassi strati.

Temperature generalmente stazionarie, nella media del periodo. Ventilazione debole in prevalenza dai quadranti nord-orientali, più vivace su basso Adriatico e Ionio.

Buon letargo a tutti.

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Pubblicato inAttualità

5 commenti

  1. Mauro

    quando il NINO diventa molto potente , inibisce in atlantico gli uragani, si ha un forte wind shear verticale in atlantico, che non favorisce la formazione di uragani, ma non vuol dire che non ci siano tempeste tropicali.

    • Brigante

      In effetti è condizione forse necessaria, ma non sufficiente. Durante il super Nino del 1997-98 ci furono 10 uragani e 3 uragani maggiori; nel 2016 il conteggio fu di 7 + 4; perfino nel 1983 si ebbero 3 uragani + 1 maggiore, e tutti tra agosto e settembre. Ad oggi credo ci sia anche altro oltre al Nino strong.

  2. AlessandroU

    Mi sembra invece che lo scioglimento di questo blocco con riapertura della porta atlantica, sebbene nel long (metà settimana prossima) e con alta incertezza, fosse già ipotizzabile al momento della stesura dell’articolo. Mah.
    Casa mia: https://wetterzentrale.de/de/ens_image.php?geoid=72692&var=201&run=0&date=20-10-12&model=gfs&member=ENS&bw=1

    Comunque, sul discorso blocco ad omega semestrale non ho ancora trovato possibili ipotesi serie e argomentate da nessuna parte. Semplice sfiga? Noi non crediamo (cit.)

  3. Brigante

    Seguo la rubrica con tanto interesse, e mi sarei aspettato qualche passaggio in più sulla scansione settimanale. Certo, la situazione non depone a favore di cambiamenti importanti, ma un lento declino termico, accompagnato da velature in transito, qualche banco di nebbia in più, magari si potevano citare.
    Oppure allargare un pò lo sguardo oltre la dorsale medio-oceanica dell’Atlantico per ricordare al RT che quest’anno non si è visto nemmeno un uragano, di quelli degni di un nome (per l’esultanza di tutte le compagnie assicuratrici di oltreoceano). E se qualche tempesta l’hanno nominata, ossia qualcuna delle cosiddette TS, c’è da ricordare che prima degli anni 50-60 non le consideravano nemmeno nei registri e negli annali… Non è che poi queste configurazioni anomale sull’Europa e questa carenze di tempeste in Atlantico siano per caso collegate? Due o tre facce dello stesso dado!?
    Grazie.

    • Andrea D

      Allo stato attuale è sufficiente che un disorganizzato ma persistente disturbo tropicale, con convezione ininterrotta per oltre 24h e accenni di rotazione intorno a un minimo virtuale (LLC), che raggiunga lo status di depressione tropicale perchè gli assegnino un numero.

      Se la depressione numerata si organizza ulteriormente e racchiude venti superiori a 34nodi viene promossa a tempesta tropicale, ma a questo punto già le viene assegnato il nome, che manterrà qualora dovesse raggiungere intensità uragano (>64nodi).

      In Atlantico effettivamente al momento nessuna tempesta tropicale nominata ha raggiunto lo status di uragano e nemmeno ha sfiorato isole nè terraferma.
      Molto più organizzata invece l’attività su Est Pacifico, con una sequela di finora una ventina di tempeste nominate, tra le quali diversi uragani. Allo stato attuale ci sono Rachel (tempesta) e Nolo (uragano) attivi.

      Al momento sono queste le conseguenze più dirette del Nino in corso.

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