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Stambecchi magri o depressi?

Nemmeno per il clima che cambia tutto è possibile. Può far dimagrire o ingrassare le pecore, sciogliere o far aumentare il ghiaccio marino, sommergere le città costiere o lasciarle inaridire dalla siccità, aumentare la potenza degli eventi atmosferici o regalarci un clima da savana, ma non può, almeno per ora, accoppare gli stambecchi.

Appena qualche giorno fa, forse complice la voglia d’evasione che tutti ci accomuna in questo periodo, abbiamo visto su vari TG delle stupende immagini del Parco del Gran Paradiso, ove pare che la consistenza della popolazione degli stambecchi sia minacciata dal clima che cambia.

Personalmente ho assistito all’efficace spiegazione di un addetto ai lavori che direttamente dai boschi del parco spiegava come in ragione dell’arrivo sempre più anticipato della primavera, i piccoli appena partoriti non riescano ad avere la giusta quantità di vegetazione di buona qualità. Questo li renderebbe deboli e maggiormente esposti ai pericoli della vita boschiva. L’evidenza sarebbe nella diminuzione della consistenza della popolazione di stambecchi. In calce alla spiegazione anche un calcio d’angolo, ovvero l’ammissione che, però, negli ultimi due anni la tendenza si sarebbe invertita. Infatti, pensavo tra me e me, si è invertita pure la tendenza climatica del medio periodo.

Ma eravamo in errore tutti e due. Già, perché altri addetti ai lavori, smentiscono la tesi che poggia sul solito strappamento di capelli climatico. La popolazione di stambecchi delle aree adiacenti al parco gode di ottima salute: “classi giovanili ben rappresentate e consistenze numeriche con tendenza all’aumento”. 

Poche storie, se fa caldo dentro, fa caldo pure fuori dal parco. Non sarà che le povere bestiole vanno in depressione a causa dei continui (e infondati) allarmi climatici che ne presagiscono l’estinzione? Forse più che un climatologo ed un etologo ci vorrebbe uno psicologo per capire cosa succede. Ma non per gli stambecchi.

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3 Comments

  1. PIERO IANNELLI

    Gent. Guido Guidi.
    lei non può trattare cosi dei poveri stambecchi depressi..
    Sappia Lei che questo spirito sulla tragedia climatica è fuori luogo!

    Mi si sono ingrassate le “MARMOTTE”!..
    E non c’è niente da ridere!
    La marmotta si è incicciottita, le pesano!
    Mica a vista, questi son scienziati, anzi SCIENZIATI!
    Non sono “tosacani”, pesano con la bilancia le marmotte..

    E io sono disperato.
    Si perchè questa gente, viene pagata..
    Si non è che lo fanno per sport, questo è proprio un “LAVORO”!

    Il “PESATORE” di marmotte ciccione..

    E se in Italia?

    Ecco che ci distinguiamo!
    Su questo non può fregarci nessuno.

    Ecco a voi l’– “ULULATORE”

    Be? Noi lo paghiamo, lui và per i boschi e ulula..
    Mi sembra normale no?

    Lui ulula, i lupi rispondono e siamo tutti contenti.
    (22 mila euro più altri naturalmente)

    /—–/

    Paghiamo anche chi “studia” tecnologie per salvare i rospi dall’attraversamento stradale.

    NON RIDA!.. qui la questione è seria e mi schiacciano il rospo!
    Vedo anche che c’è la BATstudiosa..
    Studia i pipistrelli!

    E io ho una idea geniale, se addestriamo i pipistrelli potrenno fare un ponte aereo per i rospi.

    Lei continua a ridere.. e io mi innervosisco!
    Non dimostra la sensibilita animalista eco-solidale a impatto antropico contenuto!

    LEI E’ CLIMALTERANTE!

    Ecco allora se lo legga da solo:

    Io vado a pesare le cacche notturne delle mosche innamorate.. mica pettino le bambole io!

    “Lavoro” anche io contro il surriscaldamento mentale.

    Cordialmente

    Piero Iannelli

    • PIERO IANNELLI

      dimenticavo:
      Nell’articolo ho trovato un commento, una disperata richiesta di aiuto…

      #8 Massimo di San Rocco (128) – lettore il 01.02.09 alle ore 11:21 scrive:
      Sono specializzato in singhiozzi, lacrimazioni varie, gemiti di dolore, ecc. (…)

      Possiamo aiutare questo volenteroso lavoratore?

      Commento moderato. Piero, stai forzando la policy di questo blog, ci costringerai a cambiarla ancora.
      Admin

      E… ma Lei mi ride su tutto..

      Ok.. torno alle mosche.

  2. Guido Botteri

    Ripropongo ancora il link
    http://www.numberwatch.co.uk/warmlist.htm
    Ormai aggiungere come causa di qualsiasi male l’AGW è diventato di prassi.
    L’abilità sta nel trovare il modo originale per mettercelo in mezzo.
    Ora i ricercatori pigri hanno la soluzione per ogni problema, la causa di tutti i mali, e con essa la soluzione, il desviluppo, la decrescita, e magari l’estinzione della specie umana (è stato chiesto anche questo).
    Qualcuno però si accontenta dell’estinzione della civiltà occidentale.
    Altri si accontentano delle opportunità della green economy, che però pare stia dando segni piuttosto negativi, a giudicare dalle notizie che ci vengono dalla Spagna.
    Naturalmente sto parlando dei soli ricercatori pigri, nella speranza e nella convinzione che non manchino quelli che sapranno nobilitare la Scienza e il progresso guardando oltre le proprie convinzioni alla realtà dei dati e dei risultati sperimentali, qualsiasi essi siano.
    Qualsiasi.
    Il tempo (in ogni accezione) sarà galantuomo, e farà giustizia di pregiudizi e convinzioni mal riposte, qualsiasi esse siano.
    Secondo me.

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