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La certezza dell’incertezza

Quant’è certa la conoscenza sul clima ostentata dal mainstream ?

Mi faccio spesso delle domande. Sono curioso, e quando le cose non mi tornano, me ne faccio spesso e tante. Così mi sono domandato come mai ci fossero tanti studi che confermassero l’AGW. Possibile che fossero tutti in malafede ? Non lo posso credere. Dopo averci riflettutto a lungo e profondamente, mi sono convinto (già in tempi passati, e non in specifico riferimento ai problemi climatici, ma in generale) che onestà, sincerità e buona fede sono molto più diffuse di quanto si creda. Solo che le cattive notizie e i cattivi comportamenti fanno più rumore e sono al centro dell’attenzione, creando una falsa impressione di essere molto più diffusi di quanto in realtà non siano. Posto che tanti risultati non mi tornano… o sbaglio io (non sono un essere perfettissimo e che non possa sbagliare, tutt’altro, e quindi devo mettere in conto anche questa possibilità), oppure ci deve essere qualcosa che porti a sbagliare anche ricercatori in buona fede.

E così, un po’ perché ci ho fatto più attenzione, un po’ perché il mio subconscio l’aveva già intuito, ho cominciato a rendermi conto di quante volte i ricercatori precisino di aver ottenuto i loro risultati facendo uso di modelli a computer.

Sempre nell’ipotesi che nonostante io sia un signor nessuno in questa occasione abbia indovinato la via giusta (se non fosse così, se mi convincessi di stare sbagliando non avrei nessun problema a prenderne atto), la conclusione è che qualcosa non funzioni in questi modelli climatici.

Ma questa è la mia preesistente convinzione, indipendente da questo ragionamento, e fondata su altre esperienze e studi. Per esempio sono convinto che la sensibilità climatica sia sovrastimata, che alcuni parametri siano stati trascurati, altri valutati in maniera sbagliata.

Si tratta di una convinzione che ho da tempo, ma ecco alcune prove che vengono direttamente dalla NASA:

Do clouds make Earth warmer or cooler? Cioè “le nuvole rendono la Terra più calda o più fredda ?” per quel che ho capito io, da profano, ci sarebbero effetti contrastanti e non sarebbe ben chiarita l’intera questione, anche se molti meccanismi sono conosciuti (effetti dovuti a nuvole basse, a quelle alte, e così via);

Do aerosols make Earth warmer or cooler? (…) Scientists do not understand how aerosols affect regional and global climate. They are not even sure whether aerosols are warming or cooling our planet. cioè “Gli aerosol rendono la Terra più calda o più fredda ? (…) Gli scienziati non capiscono come gli aerosol influenzino il clima regionale e globale. Non sono nemmeno sicuri se gli aerosol scaldino o raffreddino il nostro pianeta.”

Onesta e responsabile ammissione, ma che depone male sulla validità senza-dubbi dei modelli climatici…

Do the Sun’s natural cycles affect our climate? (…) We also think the Sun’s energy output may vary over longer periods too. Scientists aren’t sure about any longer-term cycles, though. That’s because they have been closely monitoring the Sun for only about 40 years. Cioè ” I cicli naturali del Sole influenzano il nostro clima ? (…) Pensiamo anche che l’output dell’energia del Sole possa variare anche su periodi più lunghi [del ciclo degli 11 anni]. Sebbene gli scienziati non siano sicuri su questi cicli più lunghi. Questo succede perché hanno monitorato attentamente il Sole solo per circa 40 anni.”

Altra onesta e responsabile ammissione, che, come la precedente, depone male sulle sicurezze ostentate dal mainstream sui loro modelli climatici.

How much of the CO2 that humans produce can Earth clean out of the air? (…) But as Earth warms up, will the ocean be able to absorb as much CO2? Scientists are worried about that. (…) So, as the surface waters of the ocean warms up, the ocean may not be able to absorb and hold as much CO2 from the atmosphere. Cioè “Quanta della CO2 che producono gli uomini può, la Terra, “ripulire” dall’aria ? (…) Ma, man mano che la Terra si scalda, saranno gli oceani capaci di assorbire altrettanta CO2 ? Gli scienziati sono preoccupati di questo. (…) Così, man mano che le acque superficiali si scaldano, l’oceano potrebbe essere meno capace di assorbire e trattenere altrettanta CO2 dall’atmosfera.

La NASA sta, giustamente, studiando questo problema, che, manco a farlo apposta, non è ancora conosciuto nella sua completezza, anche perché questi fenomeni non vivono da soli, e allora condividerei le loro preoccupazioni, ma sono inserite in un ampio e complesso sistema, dove quando varia un parametro, ne variano in conseguenza molti altri, e tutto è legato e non indipendente, per cui si possono avere risultati opposti a quelli previsti studiando un parametro alla volta, e mantenendo costanti gli altri (cosa che può succedere nella simulazione a computer, ma non nella realtà fisica).

Su questo punto io sarei col professor Mazzarella, che propone un approccio olistico alla questione.

Meglio fidarsi dei risultati sperimentali, che inventarsene a computer. Secondo me.

Noterei, visto che ci sono, che ci stanno dicendo (cosa che dico anch’io da tempo) che all’aumentare della temperatura aumenta la CO2 emessa dagli oceani. Una brutta notizia per chi sogna di azzerare la CO2…ed una ragione per spiegare perché la CO2 segua la temperatura (e non viceversa).

How will melting ice sheets affect massive ocean currents? (…) Could melting ice in the Arctic and Greenland actually work to cool Earth? Most scientists doubt it, but no one really knows. Cioè “Come, le grandi correnti oceaniche, possono influenzare lo scioglimento dei ghiacci ? (…) Potrebbe lo scioglimento dei ghiacci artici e groenlandesi far raffreddare la Terra ? La maggior parte degli scienziati ne dubita, ma nessuno lo sa realmente.

Ancora una onesta e responsabile ammissione che il “debate is” NOT “over”, che la questione non è chiusa. Non si può chiudere una questione quando ci sono così tanti aspetti (questi e altri) ancora sconosciuti o non bene conosciuti, e non bene valutabili quantitativamente !

La NASA onestamente ci studia ancora, ma il mainstream mediatico, e certo mondo politico, e quello ideologico, prendono per certo quello che la NASA ci sta dicendo che è ancora avvolto in molte, secondo me troppe, incertezze.

How will climate change affect distribution of rain and snow fall? (…) Climate change is causing unusual, extreme weather, (…) As the ocean gets warmer, more evaporation will make more clouds and more rain and perhaps more hurricanes. Can we predict where floods will occur and prepare for them? Cioè ” Come, il cambiamento climatico, influenzerà la distribuzione della pioggia e la caduta della neve ? (…) Il cambiamento climatico sta causando un tempo inusuale, estremo, (…) Man mano che l’oceano si scalda, maggiore evaporazione creerà più nuvole e maggiore pioggia e forse più uragani. Possiamo prevedere dove succederanno le inondazioni e prepararci ad esse ?”

Pur concedendo la buona fede di chi ha scritto queste pagine, mi sento di dissentire sull’affermazione degli eventi sempre più estremi, sulla base di sempre più numerosi studi peer-reviewed che sostengono il contrario, in particolare sulla questione degli uragani, dove il nostro amico ricercatore della NASA ha, ancora una volta onestamente e responsabilmente, scritto un “perhaps” (“forse”) che la dice tutta sulla sicurezza “very likely” da dare a certe affermazioni.

How high and how fast will sea level rise? We don’t know enough about Earth’s ice to know just how many meters sea level is likely to rise as ice melts in various locations. And we don’t know how fast it could rise. Cioè, “Quanto e quanto velocemente si alzerà il livello dei mari ? Non sappiamo abbastanza sul ghiaccio della Terra per sapere quanti metri esatti sia probabile che si alzi il livello del mare man mano che il ghiaccio si sciogliesse nei vari posti. E non sappiamo quanto velocemente si possa alzare.

Ancora, come vedete, ammissioni di non sapere. Per qualcuno questo potrebbe dare una cattiva impressione, a me invece danno un senso di tranquillità, avere a che fare con persone oneste e responsabili che dicono la verità di quello che pensano. Questo non vuol dire che ciò che pensano sia vero, ma che loro ci credano, e questo, in questo momento così acceso della polemica sull’AGW, è già molto, e glielo riconosco con stima. Stima che non concedo a chi invece vanta sicurezze che NON può avere. Come la NASA ci conferma.

La NASA sta ancora studiando molti fenomeni, e qui non si parla di tanti altri che non sono conosciuti, come l’influenza dei raggi cosmici, del campo magnetico, del sistema solare (non esiste solo il Sole, e le maree, per esempio, sono influenzate anche dagli altri pianeti), e via dicendo.

C’è ancora tanto, tanto da studiare e tanto, tanto da capire. Diffidate da chi ostenta sicurezze che non possono essergli suggerite dalla Scienza, ma da altre motivazioni sulle quali non intendo discutere.

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Published inAttualitàVoce dei lettori

5 Comments

  1. Maurizio

    Condivido ampiamente il senso dell’articolo ma vorrei muovere una piccola critica o chiarire un punto in particolare, soprattutto affinchè non venga strumentalizzato.

    A causa delle dimensioni planetarie e della distanza relativa, le maree causate dai pianeti esistono, ma hanno ampiezze ed effetti trascurabili sulla Terra, sia sull’atmosfera che sugli oceani e sulla crosta.

    Questo non significa che le perturbazioni (alle orbite) causate dai pianeti maggiori non abbiano in pratica effetto alcuno. Vuol dire solo che la marea è un fenomeno fisico legato alla stessa forza dominante nella dinamica del sistema solare, la gravità, ma ha caratteristiche ed effetti diversi per molti ordini di grandezza.

    La marea ha cadenza giornaliera, si ripete 4 volte al dì a causa della rotazione del pianeta su se stesso. Nel caso terra-luna il rapporto tra le dimensioni e le distanze dei due corpi è sufficiente a creare un differenziale gravitazionale notevole perchè il punto della terra che guarda la luna si trova 12mila km più vicino di quello opposto, il 3% della distanza dei centri di massa, che conduce a una differenza di circa 1 millesimo dell’attrazione gravitazionale tra la parte più vicina e quella più lontana. Quantificando: una massa di una tonnellata sulla terra sarebbe attirata dalla luna da una forza di 3,5 grammi dal punto vicino e di 3,4 grammi da quello lontano… Il differenziale rispetto al Sole è ancora più infimo, non oso dire quanto lo sia quello rispetto a Giove o Saturno.

    Stimo che sia necessario renderci conto dell’ampiezza e della complessità dei problemi. Il clima è una faccenda in cui la complessità è grande e l’ignoranza, gli errori nella raccolta e nella stima dei dati e di alcuni fattori può condurre a teorie e risultati o previsioni sballati.

    Più volte mi è capitato di discutere con persone che sostenevano il fatto che la teoria kopernicana e la sintesi newtoniana fossero un esempio valido da portare in ordine all’affidabilità del metodo scientifico e della purezza dei “sentimenti” degli scienziati. Che le loro idee sono state premiate, ovviamente contro l’oscurantismo di uno dei poteri dominanti di allora. Questa è una generalizzazione insostenibile, a mio avviso, sia sul piano filosofico che scientifico e logico. Di più: oggi il “consenso” spesso portato a sostegno della teoria AGW ha un lato oscuro che assomiglia al dogmatismo religioso di galileiana memoria.

    • Guido Botteri

      Grazie Maurizio, è sempre un piacere ricevere critiche così urbane.
      Le maree erano solo un esempio, e non intendo aprire una discussione che ci porterebbe OT, preferisco recepire il tuo punto di vista, sicuramente più aggiornato del mio che risale a quando lessi l’argomento in una delle enciclopedie di Jacques-Yves Cousteau (gliene ho comprate due). Ricordo che lessi che l’influenza della Luna è [ solo ] 2,25 volte maggiore di quella del Sole (molto più grosso ma molto più lontano), e che anche gli altri pianeti (diceva l’articolo dell’enciclopedia) hanno una loro, minore, influenza. Ma magari questa è stata calcolata con maggiore precisione (son enciclopedie vecchie, e anche i ricordi), in tempi recenti. Non dubito che l’influenza anche del maggiore sospetto, Giove, possa essere assai minima, ma non saprei quanto esattamente. In effetti, grosso lo è (ha un diametro equatoriale che è circa un millesimo della distanza Terra-Sole, e non è poco) ma è talmente lontano, circa cinque volte quella stessa distanza, che la sua influenza gravitazionale non può essere che minima, per quanto sufficiente a spostare il centro di massa del sistema solare, facendo che non coincida con il centro del Sole (addirittura in alcuni periodi si trova al di fuori del Sole).
      Piuttosto, visto che ci siamo, posso approfittare dell’occasione per scroccarti un aggiornamento ? Sempre in quell’enciclopedia, vetusta ormai, si diceva che l’utilizzo delle maree come fonti di energia non erano convenienti se non con mareee di più di 5 metri. Sai se questo dato è cambiato ? Mi sento un po’ in imbarazzo a citare un dato così vecchio.
      Grazie e cordiali saluti.

    • Maurizio

      Ops… Errata corrige:

      Nel caso terra-luna …. che conduce a una differenza massima di circa [6 centesimi] dell’attrazione gravitazionale tra la parte più vicina e quella più lontana. Quantificando: una massa di una tonnellata sulla terra sarebbe attirata dalla luna da una forza di [3,45] grammi dal punto vicino e di [3,24] grammi da quello più lontano.

      Dati:

      Massa Lunare= 7.3E+22 kg
      Dist. Terra Luna = 3.8E+8 m
      Diam. Terra = 1.2E+7 m
      Cost.Grav.Univ.= 6.7E-11

      Riassumendo.
      Luna:
      Attrazione dalla superficie terrestre.
      Vicino: 3.4527208 gr/Ton.
      Lontano: 3.2445653 gr/Ton.
      Differ. assoluta: 0.2081555 gr/Ton.
      Differenza 6.03%

      Ho calcolato (con excel) i valori per il Sole e Giove

      Sole:
      Attrazione dalla superficie terrestre.
      Vicino: 604.05 gr/Ton.
      Lontano: 603.96 gr/Ton.
      Differ. assoluta: 0.0966372 gr/Ton.
      Differenza 0,02%

      Giove (considerata la distanza media):
      Attrazione dalla superficie terrestre.
      Vicino: 0.0214384 gr/Ton.
      Lontano: 0.0214381 gr/Ton.
      Differ. assoluta: 0.0000007 gr/Ton.
      Differenza 0.003%

    • Guido Botteri

      da:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Marea
      [ Effetto del Sole
      Il Sole esercita sulla Terra una forza di marea analoga a quella esercitata dalla Luna; poiché però la distanza Terra-Sole è molto maggiore (mediamente circa 390 volte) della distanza Terra-Luna, sebbene il Sole abbia una massa molto maggiore della Luna, la forza di marea del Sole risulta pari solo al 46% circa di quella della Luna. Anche gli altri pianeti del sistema solare esercitano una forza di marea, ma avendo una massa molto inferiore a quella del Sole, l’entità di tali forze è del tutto trascurabile (meno di un decimillesimo della forza di marea della Luna). ]

      Wikipedia dà il 46%, che sarebbe 2,17 invece del 2,25 che ricordavo io a memoria, e che corrisponderebbe a poco più del 44%.

    • Maurizio

      Ossignur! Non saprei che dirti riguardo allo sfruttamento delle maree per produrre energia… Se il salto utile ipotizzato è di 5 m mi torna in mente l’idroelettrico con alternatore e turbina Kaplan (quella che sembra un’elica da nave montata in verticale) adatta a piccoli salti d’acqua e grandi portate. Boh?

      Per le maree. Bisogna vedere cosa significa “forza di marea”. Io mi sono limitato a calcolare il differenziale gravitazionale che causa, insieme alla rotazione terrestre, le maree.

      In ogni caso, chi volesse potrebbe ripetere il calcolo. La formula è quella di Newton F= M1*M2*G/R^2 dove M1 è la massa del corpo celeste, M2 è pari a 1000 kg, G è la costante di gravitazione universale arrotondata a 2 cifre ed R è la distanza.
      Per il Sole D=150Mkm, per Giove 740Mkm

      In realtà le dimensioni di Giove non c’entrano con l’effetto di marea da lui provocato sulla Terra, c’entrano con l’opposto cioè con la marea indotta dalla terra su giove.

      Hai ragione a stimare la posizione del centro di massa del sistema solare in prossimità della superficie del sole. Ma non ha niente a che vedere con le maree. Solo ci dice che se ponessimo sole e giove su una leva di primo genere equilibrata, il fulcro (il centro di massa o di equilibrio) si troverebbe lì (trascurando gli altri pianeti of course). Anche il centro di massa del sistema terra luna si trova in un punto interno alla terra più prossimo alla superficie. Dato che la luna è 1 centesimo circa della terra e la distanza è di 380000 km, questo punto si trova a circa 3800 km dal centro della terra. Ma questo non c’entra molto con le maree che sono dovute al differenziale gravitazionale, alla rotazione e al fatto che i corpi non sono rigidi.

      Detto questo, dato che il sole è molto grande l’influenza mareale di giove sul sole dovrebbe essere di una certa importanza (molto maggiore che sulla terra, domani mi calcolo il differenziale) ma l’importante è che il periodo di rotazione del sole è di circa 25 gg e quindi le sue maree avranno quella periodicità.

      Saluti.

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