Dall’Illuminismo al Buismo

Facciamo l’ipotesi assurda che un marziano sia sceso a Roma il 18 Febbraio alle ore 18 in concomitanza della settima edizione consecutiva dell’iniziativa “M’illumino di meno”, promossa dalla trasmissione Caterpillar di Radio 2. Avrebbe trovato alla Camera dei Deputati l’illuminazione della facciata di Montecitorio spenta e quella dei corridoi del Palazzo ridotta (dalle ore 18 alle 19.30), le luci della facciata di Palazzo Madama simbolicamente spente e l’illuminazione interna di sale e uffici ridotta al minimo (dalle ore 18 alle ore 19), il Campidoglio, l’assessorato all’Ambiente e tutte le sedi dello stesso dipartimento Ambiente con le luci spente e spente anche le luci della facciata esterna del Palazzo del Quirinale dalle 18 alle 18.15. Tornando i giorni successivi avrebbe invece avuto l’opportunità di vedere il Colosseso illuminato anche di notte varie volte, in occasione dei purtroppo numerosi stupri accaduti a Roma. La domanda sorge spontanea, avrebbe detto un noto personaggio televisivo di qualche anno fa: se si spegne la luce per salvare il pianeta quando “s’illumina di più” come mai non è contro GAIA ma diviene a favore delle donne?

Purtroppo la moda dei monumenti ed uffici pubblici ridotti a lampeggianti alberi di Natale da alcuni anni va forte con amministrazioni sia di centrodestra sia di centrosinistra (se volete metteteci il trattino), perché rappresenta con spesa nulla un visibile impegno della PA per i grandi temi. Per questo si sceglie di spegnere la luce al posto, ad esempio, di diminuire di uno o più gradi la temperatura dei locali o bloccare gli ascensori ad un orario opportuno. Che poi la famigerata CO2 risparmiata spegnendo le luci una sera sia subito emessa in più la sera successiva a nessuno frega nulla, l’importante non è l’azione fatta ma l’interpretazione che si riesce a farne dare alla gente. Proprio per questo si può partecipare ad un’iniziativa allo scopo di “illuminarsi di meno” che, badate bene, è molto diverso da “illuminarsi in modo più efficiente”. La prima da per scontato che voi consumate inutilmente per avere più luce di quella di cui avete necessità ossia sprecate; la seconda invece che cercate di ottenere la luce di cui avete bisogno con il minor consumo di energia possibile (rimanendo sempre nell’economicamente conveniente oltre al tecnicamente fattibile, altrimenti non sarebbe applicabile da tutti).

Nonostante non creda al catastrofico ed imminente fenomeno del “global warming”, mi sono sempre impegnato, ed insegnato ai figli, per cercare un senso nelle cose che si utilizzano. Le luci vanno accese dove e quando servono, sempre al minimo relativamente a quello che servono. Le luci dell’albero di Natale non sono uno spreco in quanto utili a rendere il giorno di festa. Compatibilmente con le finanze familiari ho messo delle luci a basso consumo. La scelta non è fatta per evitare convenientemente il riscaldamento globale, ma la farei anche se andassimo contro la glaciazione, è una scelta di comportamento, in altri tempi si sarebbe detto che discende dalla virtù della temperanza.

Le famiglie che conosco fanno tutte come me, mi sento di dire che da loro tutti i giorni ed a tutte le ore la luce è ridotta al minimo, non ci sono luci accese inutilmente o se lo sono, una volta “scoperte”, sono spente definitivamente. Chi può “illuminarsi di meno” temporaneamente è solo chi spreca e sa di farlo, tanto che ogni anno torna a spegnere sempre le stesse luci. E chi è che spreca di più? La pubblica amministrazione, dove tutti sanno che corridoi e stanze rimangono accesi inutilmente, e gli sprechi in altri settori sono ben altri. E’ la stessa pubblica amministrazione che “s’illumina di meno” e poi fa tenere a tutta la popolazione i fari delle auto accesi anche nei mezzogiorni estivi.

Il tutto serve perché l’idea che deve passare è che non sprecare è impossibile come non peccare, alla fine dev’essere un comune sentire che tutti sprecano come tutti rubano.

Alla fin fine, per salvare il mondo, ad ognuno si chiede di illuminare di meno, non lo stesso in modo più efficiente. L’ideale moderno è il ritorno al buio, dall’illuminismo che vedeva la luce come progresso al buismo che vede le luci solo come inquinamento luminoso. Belle sono solo le stelle del cielo, non le luci dell’uomo.

Forse oggi vale la pena rileggere le ultime pagine de “La coscienza di Zeno”, pubblicata nel 1923 da Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz, nome poi italianizzato in Ettore Schmitz (Trieste, 19 dicembre 1861 – Motta di Livenza, 13 settembre 1928), esse testimoniano il male dell’anima moderna di un secolo fa. Emerge all’analisi di Svevo una condizione di alienazione dell’uomo che risulta lucidamente incapace di avviare un rapporto operoso con la realtà che lo circonda:

« La vita attuale è inquinata alle radici . L’uomo s’è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinato l’aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste ed attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze. V’è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande ricchezza…nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà dalla mancanza d’aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco! Ma non è questo, non è questo soltanto.

Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo […]. Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca a chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l’uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione alla sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che la forza dello stesso, ma oramai, l’ordigno non ha più alcuna relazione con l’arto. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione naturale. Altro che psico – analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie ed ammalati. Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie »

Per “illuminarsi in modo più efficiente” occorre aver fiducia nell’uomo e in ciò che produce, occorre impegnarsi tutto l’anno. Per partecipare a “M’illumino di meno”occorre mantenere uno spreco per l’intero anno in modo da eliminarlo vanitosamente per qualche ora, o frazione di ora, mentre le TV e la radio ne parlano. La luce che viene spenta durante la manifestazione dai “paladini ecologisti”, è quella che gli stessi contemporaneamente, con il loro agire, dichiarano inutilmente accesa il resto dell’anno.

Ricordatevene il prossimo 26 marzo, quando per un’ora (dalle 20.30 alle 21.30) saranno spente simbolicamente le luci di monumenti, uffici, luoghi simbolo e abitazioni private in tutti i continenti, in occasione della campagna del WWF dal titolo “l’Ora della Terra”.

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Author: Fabio Spina

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33 Comments

  1. per tornare al tema: trovo vergognoso che gli enti pubblici, simbolo dello spreco, ci vengano a fare la morale sull’utilizzo della corrente elettrica.
    Gli stessi poi, che la settimana successiva ci chiedono di partecipare alla notte bianca

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  2. Personalmente sono ben felice di confrontarmi con chi ha idee diverse dalle mie. La mia anima profondamente democratica mi porta a questo, e anche la mia subdola e maliziosa voglia di migliorare, perché a parlare tra persone che la pensano tutti alla stessa maniera porta a non approfondire le cose, mentre quando si dialoga con persone che hanno idee diverse si è costretti ad approfondire anche quello che sembrava ovvio.
    Peccato che spesso ci si scontri con persone assai aspre che forse credono di essere ancora nella loro aula e di avere a che fare con timidi studenti timorosi della bocciatura. Ma forse questo è lo scotto da pagare per poter parlare con queste persone, alcuni dei quali hanno indubbiamente argomenti che val la pena di leggere o ascoltare.
    Ricordo che un professore voleva bocciarmi per una frase che dissi ad un esame. Si rivolse al pubblico in aula, umiliandomi davanti a tutti come se avessi detto la cosa più cretina che essere umano potesse mai aver detto. Fu una cosa indegna. Peccato per lui che quella eresia era scritta in un libro di testo da lui stesso imposto. Di quel libro si portava solo un capitolo, ma io, come uso fare, me l’ero letto tutto.
    Così, appena glielo feci notare, si rabbuiò, mi mise un frettoloso 20 e chiuse la questione.
    Così, io sono paziente per natura, e, convinto come sono di avere ragione, aspetto che la verità venga a galla.
    Nel frattempo non mi adeguo ad iniziative che ritengo profondamente sbagliate, come questa, che spinge a consumare meno, come se fosse questo il problema. Non accendo luci inutili, non l’ho mai fatto, e non solo perché poi pago io la bolletta, ma anche dove quella bolletta non la pago io, perché sono una persona civile e rispettosa degli altri.
    Ma si dice dalle mie parti che lo sparagno non sia guadagno. Quante decisioni sbagliate si prendono per spendere meno (lo stesso è per consumare meno). Potrei raccontare molti spiacevoli, e alcuni spiacevolissimi fatti, di sparagni che hanno creato solo problemi, anche fatali.
    Ma ognuno di voi avrà avuto le sue esperienze, e potrà farsene un’idea. Del resto, nelle aste per assegnare commesse pubbliche, mi risulta che si scarti a priori l’offerta più bassa. Non mi farò quindi coinvolgere in un’iniziativa antieconomica (perché l’economia non decolla, ma si deprime se si punta al minor consumo in maniera acritica) e ideologica, che non porterà nulla di buono.
    Sono convinto che questa Società abbia invece bisogno di progresso e debba puntare su esso.
    Pensate se solo qualcuno inventasse un sistema conveniente per imagazzinare energia… sarebbe la fine di tutti i nostri problemi energetici, e renderebbe possibile in brevi tempi lo sfruttamento di quell’energia che il Sole invia nello spazio e che è due miliardi e duecento milioni di volte circa maggiore di quella che invia alla Terra. Non solo, ma l’eccesso di calore potrebbe essere convertito anch’esso e immagazzinato in qualche forma. Fine del GW 🙂
    Fantascientifico ? Può darsi, al momento. Ma in fondo che sono i giacimenti di petrolio, di gas, di carbone, di uranio, se non immagazzinamenti di energia ? La natura lo ha già fatto, e in varie forme.
    Quindi, dipendesse da me, io punterei su quel tipo di ricerca, con decisione.
    Del resto è il principio di precauzione a spingerci verso il progresso 🙂
    …infatti, non abbiamo attualmente una tecnologia pronta per neutralizzare i pericoli degli asteroidi…e ce ne sono tanti che ci girano intorno. Se ci chiudiamo in una economia al risparmio, non potremo mai mettere a punto una difesa da quelli.
    Il principio di precauzione è bello per questo, perché è usabile per tutto e per il contrario di tutto 🙂
    Secondo me.

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  3. C’era un link nel mio “m’illumino di piu'”…chi non va a vedere quella pagina, non capira’ la mia iniziativa. Va bene lo stesso.

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  4. Si può tranquillamente contestare e non essere d’accordo ma senza per questo ergersi a detentore unico della verità (pur essendolo), sbeffeggiando, con sorrisetto ironico, colui il quale osa esporre una idea diversa.
    Lo stile degli interventi di Climate Monitor è ben altro.
    Sono circa due anni che seguo con attenzione queso sito e non mi era mai capitato di leggere commenti così sprezzanti, sarcastici ed offensivi, prima dell’arrivo di questo buontempone.

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    • Caro Andrea G.,
      il mondo è bello perché è vario e la diversità è solitamente ricchezza. Se la pensavamo tutti uguali non c’era gusto neanche a giocare la schedina. La cosa peggiore sarebbe fare pre-giudizialmente dei filtri, si può essere di volta in volta non d’accordo con tutto o parte di ciò che scrive, ma mai contro la persona. Non credo che lo scopo del “buontempone” sia solo offendere, ma confrontarsi con chi la pensa diversamente…..magari succedesse più spesso e in più ambiti. Con stima.

    • Caro Fabio S.,
      anche io non credo che l’intento sia solo offensivo ma, ribadisco, ci si può confrontare anche senza salire sulla cattedra e prenderesi gioco di chi non può essere così ben acculturato nella materia o, semplicemente, in Italiano.
      Con deferenza.

    • Concordo completamente con Fabio Spina. Guai a chiudersi in una cittadella fortificata dove vige il pensiero unico. Porte spalancate ad “antistrafalcione” ed a tutti coloro che la pensano diversamente da noi. Si cresce solo se ci si confronta. E ci si può confrontare solo se le opinioni sono diverse. Anche perché le competenze di “antistrafalcione” sono ragguardevoli e sarebbe un peccato perdere le sue opinioni. Questo non significa che poi bisogna essere d’accordo con lui.
      Ciao, Donato

    • Caro Donato,
      e con questa chiudo perchè evidentemente non si vuole ascoltare, non ho detto che siccome il buontempone ha una idea diversa dalla mia non voglio che la esprima, ho detto, e lo ribadisco, che le proprie idee si dovrebbero esporre senza offendere o dileggiare alcuno. Tanto più se si ha ragione e si ha una cultura superiore in quella materia.
      Passo e chiudo.

  5. DA NON PUBBLICARE – Scusate, ma è proprio necessario pubblicare tutti gli interventi di questo simpaticone?
    Oppure, non sarebbe meglio NON pubblicare le risposte ai suoi geniali discorsetti? Così rimarrebbe da solo a cuocere nel suo brodo(primordiale ovviamente).

    Reply
    Andrea, gli inteventi, ove non offensivi o clamorosamente OT hanno tutti pari diritto di pubblicazione.
    Admin

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    • Perchè, alcuni non sono palesemente offensivi?

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      Perché sono impegnati a salvare il pianeta, lavoro difficile, impegnativo e, per questo, psichicamente destabilizzante. Un bel problema. 🙂
      gg

  6. Morabito lei conosce quell’aneddoto dei sostenitori di Re Ferdinando di Borbone che andarono a reclamare da lui:
    “Maestà vulimmo essere fanatici!” (ossia Maestà vogliamo essere vostri fanatici)
    e si narra il Re gli rispondesse:
    “eppure fess!”
    (ossia oltre che fanatici vi concedo di essere anche stupidi)?

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    • Ognuno è libero di fare ciò che gli pare se non compie un reato, per quello che conta comunque non condivido neanche questa inziativa. Saluti.

    • E’ giusto. Ci deve essere anche il cognome.
      Tornando al discorso è esattamente questo il punto. Prendere una posizione provocatoria uguale e contraria a quella che si intende criticare ci fa cadere nello stesso errore che tentiamo di correggere. La cosa più difficile da fare è cercare una mediazione che sintetizzi le opposte ragioni e riuscire a comunicarla al pubblico più numeroso possibile anche con delle azioni concrete e tangibili: dove uno tocca con mano (soprattutto se in prossimità del proprio portafogli) si convince della bontà di ciò che viene detto.
      Quì è meglio fermarsi perchè si entrerebbe nel campo della sociologia e della filosofia che non sono propri (come gli sproloqui inconcludenti) di questo sito.

    • Senza alcun intento polemico, oltre al concetto di “sintesi, antitesi e sintesi”, nella tua replica al mio intervento non riesco a capire il tuo riferimento al cognome e quali sono le azioni concrete e tangibili che toccano il portafogli. Scusa ma altrimenti non posso, eventulmente, commentare la tua replica e così si aggiungono interventi che possono essere interpretati da qualcuno come “sproloqui inconcludenti” del sito. La bontà che c’entra con il portafogli (e quindi la sola convenienza)? Proponi una visione etica utilitarista con cui ad esempio avremo ancora la schiavitù? Scusa ed eventualmente Grazie.

    • Nessun intento polemico ci mancherebbe altro, si tratta di comprendere le affermazioni che non sono chiare (anche per colpa di chi le ha scritte, cioè io). Il cognome in più aggiunto al nome è riferito al commento di Claudio Gravina in risposta al commentatore “anonimo”, pertanto io, nel mio piccolo, non ho alcunché da nascondere quindi ritengo giusto, come tutti, scrivere anche il cognome; gli sproloqui inconcludenti sono intesi come interventi, magari anonimi, che mirano a difendere una posizione presa senza giovare alla discussione.
      Per quanto riguarda “l’etica del toccare il portafogli”, è una delle possibili azioni concrete e tangibili che tutti possono capire, sia a proprio favore (leggi risparmio) che a proprio danno (leggi tariffe maggiorate ecc.) e sono d’accordo che da sola non porta a nulla se non è supportata da una seria cultura di formazione ed informazione sul tema dell’ “illuminarsi in modo più efficiente” o del, aggiungo io, consumo intelligente. Condivido quanto detto da Lei nell’articolo, Fabio, o da Guido Botteri nel suo primo intervento, ma sono convinto che il progresso non sia purtroppo sempre salubre e nobile, come scriveva Svevo, ciònonostante bisognerebbe essere in grado di poter scegliere quale progresso sia veramente sostenibile (quindi utile non solamente all’uomo e basta ma anche all’ambielte che lo circonda poiché dipendiamo da esso) e quale no e ciò assomiglierebbe molto ad una buona democrazia. Nei Paesi dove tutti possono, nel loro piccolo, esprimere la propria opinione e soprattutto scegliere (dobbiamo quindi togliere dalla lista le dittature e le finte democraazie), nessuno può essere schiavo se non dei propri vizi; a riguardo (e con buona pace del progresso in questo caso) è bene tornare a leggere quanto scritto da Pericle nel 461 a.C. (link: http://www.articolo21.org/139/notizia/pericle–discorso-agli-ateniesi-461-ac.html).
      La ringrazio per l’attenzione e saluti.

  7. l’efficienza è un problema di energia non di denaro, in alternativa mi dia per favore la formula dell’efficienza in termini di denaro Gravina; ma cosa scrivete?cosa vi inventate?
    torno a sentire che tempo che fa; almeno li non dicono strafalcioni

    Non le darò un bel niente e non le fornirò ulteriori spiegazioni. In fondo è lei che è piombato qui, dando fastidio ad una comunità intera, in quanto Deus Ex Machina, in quanto conoscitore primo e ultimo di ogni scienza umana (e non solo umana). Ci spieghi tutto lei, e mentre che c’è (non ce, c’è) mi spieghi anche a cosa sto pensando quando le dico che l’efficienza è anche una questione economica. Per un troll anonimo e geniaccio come lei, non dovrebbe essere così difficile.

    Mentre che va, ci faccia un piacere, non torni.

    Claudio Gravina.

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  8. PS non rispondero’ su facebook per vari motivi; ma ho letto la sua domanda; le segnalo che ancora una volta lei non ha capito la fisica di quel problema (Frigerio e C.) : non posso insegnargliela qui.
    la “zuppa fotonica” del problema ha la T delle radiazioni in gioco non quella del vuoto dello spazio (quella è il riflesso del big bang e nel problema non c’entra nulla);

    Non risponderà su FB perchè lì’ ha nome e cognome, in chiaro. Ovvio.

    C. Gravina

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    • Spett. Antistrafalcione,
      Si può risparmiare CO2 respirando meno, ma questo, stranamente, evita di dirlo. In effetti, ci sono tante cose che evita accuratamente di dire.
      Non dice,ad esempio, come si possa trasportare un prodotto da un’isola ad un continente ( paura delle implicazioni della risposta?), e addirittura si lancia in spericolate affermazioni che danno il senso del suo grado di comprensione del mondo( se la faccia in loco, se proprio le serve)…
      Non spiega come mai “adesso” nessuno può fare a meno di internet… Afferma che risparmiare CO2 è una questione di efficienza…
      Evita di dire qual è la temperatura della celeberrima zuppa fotonica…mah.
      Ho conosciuto TROLL più interessanti. Mi stia bene.

  9. no non i sardi, un grande popolo; forse più modestamente è LEI.
    al punto 1 le ho scritto: se la faccia in loco se proprio serve;ma cambia poco
    al punto 2: non ho risposto, ha ragione, perchè non c’entra;
    al punto 3: l’efficienza rispetto a cosa la misura? io la misuro rispetto all’energia impiegata per costruire il tutto e alla sua sostenibilità;
    risparmiare CO2 E’ una questione di efficienza, l’efficienza non è un problema di soldi

    L’efficienza sulla CO2 non è una questione di soldi? Forse. Ci ragioni, da lei ci aspettiamo molto di più, ormai. Per il resto, è irrecuperabile. Caro troll anonimo.

    Claudio Gravina

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  10. Spett. Antistrafalcione
    Porti un po di pazienza, ma noi Sardi abbiamo difficolta con le lingue straniere…Ma veniamo a noi.
    Al punto uno le ho chiesto come la porto, la mia birra che cresce “naturalmente” sui nostri alberi, in Italia. Mica le ho chiesto come si produce la birra…..
    Al punto due le ho chiesto se internet, non presente nel medio evo, sia cosi indispensabile oggi.
    Al punto tre le ho chiesto se installare un MW di potenza elettrica che in un anno produce per 1.378 ore (forse), rispetto ad un identico MW che nello stesso anno produce energia elettrica per 8.000 ore, è sinonimo di efficienza o di spreco, mica se risparmio CO2 o meno.
    I lettori prendono atto che lei non ha risposto a nessuna delle banali domande…Comunque, sono fiducioso per il futuro, e mi attendo ricercate e articolati teoremi socio-culturali…li può postare direttamente in questo sito:
    http://www.facebook.com/group.php?gid=71545480565

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  11. nella sua mail ci sono vari strafalcioni:
    1) Come c’è la porto = come ce la porto
    2) la Birra Ichnusa non la conosco ma le birre si possono fare quasi dappertutto e certo non sarà l’import export di birra a cambiare il mondo, casomai quello di petrolio, di uranio o di acqua
    3) il MW eolico o FV NON consuma IRREVERSIBILMENTE alcuna risorsa naturale, come fa invece un generatore fossile o ad uranio
    i costi tuttavia come lei sa non sono rapportati all’EROEI, ma al mercato, ahime!

    Reply
    Come sopra.
    gg

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  12. lo strafalcione che mi punge di più della sua lettera è
    Come c’è la porto
    gli altri sono talmente come dire, ingenuotti che fan ridere:
    1) la birra si potrebbe fare anche dalle sue parti basta coltivarne le materie prime che sono coltivabili in gran parte d’europa e d’america e lo sono state per anni;
    2) il MW eolico o FV che produce solo per poche migliaia di ore l’anno NON produce CO2 ed è rinnovabile per l’eternità ( o meglio per la durata vita impianto tenga presente che bastano pochi mesi o pochi anni per ripagare la spesa energetica degliimpianti eolici e FV) ) a costo di risorse naturali ZERO, invece che estraendo e consumando irreversibilmente risorse come petrolio e gas o uranio che sono finite e che in gran parte sarebbero meglio usate per fare altro
    infine oggi c’è l’eolico troposferico (kitegen) una invenzione italiana che potrà funzionare 5-6000 ore l’anno o più;
    si aggiorni Borrielli

    Reply
    La correzione ortografica nei commenti è da troll. Per cortesia evitiamo.
    gg

    Post a Reply
  13. Spett. Antistrafalcione
    Punto primo.
    Ogni sera mi concedo una Birra Ichnusa ( che da noi cresce sugli alberi) in più rispetto al dovuto (quindi sto sprecando). Da domani rinuncio alla mia Birreta, e la metto a disposizione del resto del mondo (quindi sto dividendo una risorsa per di più naturale che, se non la raccolgo dagli alberi, li marcisce). Solo che abito su una bellissima isola, che, per definizione, è isolata. Come c’è la porto, la mia birretta Ichnusa, sul continente per far si che altri possano bere la mia birra?
    Punto secondo.
    Sia nel Medio Evo che in epoca Illuministica, non c’era internet. Adesso c’è e pare che non se ne possa fare a meno…come mai?
    Punto terzo Installare un MW di potenza elettrica che in un anno produce per 1.378 ore (forse), rispetto ad un identico MW che nello stesso anno produce energia elettrica per 8.000 ore, è sinonimo di efficienza o di spreco?

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  14. Oggi è il 6 marzo, che nel dialetto del nordest si potrebbe leggere anche come “sei marcio”, data pertanto significativa per descrivere la attuale umana condizione. L’argomento del post ne descrive un aspetto.
    Tutte le iniziative, le ricorenze, gli adesivi in sè servono per ricordarci di non dimenticare una determinata cosa e quindi per farci pensare; in linea di principio non sono contrario, personalmente preferisco cercare di ricordarmi per i rimanenti 364 giorni (+ 1 ogni 4 beninteso) di fare o non fare certe cose. E’ bene pensare,però, che non tutti siamo uguali e che molte persone hanno bisogno di sentirsi dire dagli altri cosa debbono fare: quindi meglio l’iniziativa per ricordare che nessuna.
    MA!
    C’è un MA. MAiuscolo per giunta.
    Guai a prendere per oro colato qualsivoglia manifestazione, iniziativa, pubblicità, articolone e chi più ne ha più ne metta sposando per intero tutto quello che viene detto perchè ci riconosciamo nelle azioni, nei titoli o nelle immagini, salvo poi non metterle personalmente in pratica perchè si fa troppa fatica o perchè non si è capito un accidente di quello che veniva detto.
    Bisogna essere critici, consapevoli e coerenti.
    Quanta gente conosco che fa la differenziata estrema staccando persino la finestrella plastica dalle buste cartacee invece che farsi spedire il contenuto in formato elettronico via e-mail, che sostituisce tutte le lempadine a incandescenza con quelle a risparmio e poi ha almeno 2 televisori, 1 decoder, 1 lettore dvd, 1 pc tutti accesi inutilmente o in stand-by credendo invece che siano veramente spenti, che coltivano le verdure nel proprio orto perche così mangiano sano salvo poi concimarle con sostanze chimiche in quantità che in rapporto sono il doppio per pianta rispetto alle dosi delle coltivazioni intensive e avanti di questo passo.
    C’è del marcio in tutto questo, non trovate?
    Per forza: 6 marzo!

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    • Caro Roberto, condivido tutto quello che scrivi (a parte il 6 marcio 😀 ). A me quello che non va proprio giù è che qualcuno partecipi a questi eventi solo per propaganda, cercando di rifarsi una verginità, quando si conosce bene quanto spreca durante l’anno. Inoltre tali partecipazioni, per me inutili, sono elogiate dai mass-media come esemplari. Questa è l’ipocrisia che va combattuta, questo è ciò che va fatto notare a chi non se ne accorge. La Camera dei Deputati ogni anno potrebbe dire quanto consuma di energia e quanto è il trend in decrescita, invece gli basta spegnere un’ora all’anno gli uffici e questo diventa comportamento esemplare (gli stessi uffici saranno illuminati di più ad esempio l’intera notte del 17 marzo per il tricolore).
      Inoltre andrebbe chiarito che la luce è spreco ma anche progresso, il mondo migliore non è al buio ma quello in cui ogni luce accesa ha un senso. L’impegno è poi mantenere accese queste con il minimo di energia, non spegnerle. Grazie.

  15. Botteri in effetti individua una cosa condivisibile: ci sono milioni di persone che non rispettano semplici regole di buona creanza; con la semplice, semplicissima proposta di sensibilizzazione del 26 marzo, fatta proprio a chi non rispetta le regole come lei dice, Botteri, una volta l’anno si fa collettivamente una cosa che si potrebbe fare tutto l’anno:risparmiare; è un evento un po’ paradossale si spengono anche luci che di solito non si possono spegnere, ma si tratta appunto di sensibilizzare; d’altronde rifletta le luci di notte stanno accese essenzialmente per la “sfiducia” sociale che pervade le nostre società; abbiamo paura del vicino (in senso lato, il diverso, quello del quartiere povero, il rom).
    non sono d’accordo invece con altre cose che dice che non sono affatto supportate dai dati, tipo che nei paesi sottosviluppati la speranza di vita è inferiore a quella nostra perchè quelli consumano ” di meno “; quelli consumano ” meno del necessario “, non mangiano abbastanza, (circa 1 miliardo di persone) noi sprechiamo circa 1/3 del cibo che usiamo (porzioni eccessive o comportamenti di spreco) sono due cose ben diverse; pure andare a parigi pagando 10 euro con l’aereo non le sembra uno spreco? a me si; io ci sono andato solo per lavoro e ne ho approfittato per visitarla; ma mi fa un po’ senso andarci solo per approfittare delle offerte low cost, non occorre consumare PER FORZA. e questa è la logica per salvare il pianeta, rinunciare al superfluo innanzitutto;oltretutto era una vecchia regola che (nella sostanza) un tizio di cui non ricordo il nome enunciò un paio di migliaia di anni fa, ma sempre valida.
    non sono gli scienziati che devono diventare politici, ma forse i politici dovrebbero imparare un po’ di scienza e soprattutto pensare non nel limite del loro mandato, ma questo è OT.

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    • Caro Antistrafalcione, Lei è persona preparata e intelligente, e quindi mi permetta di proporLe un breve ma significativo studio di comparazione, basato su due mappe di Wikipedia.
      Se Wikipedia non Le andasse bene, può proporre Lei fonti scientifiche alternative sugli stessi argomenti.
      Ecco i link
      http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_stati_per_aspettativa_di_vita
      http://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica
      Da uno studio comparativo attento potà verificare Lei stesso la veridicità delle mie affermazioni.

      Lei ha scritto
      [ non sono d’accordo invece con altre cose che dice che non sono affatto supportate dai dati, tipo che nei paesi sottosviluppati la speranza di vita è inferiore a quella nostra perchè quelli consumano ” di meno “; quelli consumano ” meno del necessario “, non mangiano abbastanza, (circa 1 miliardo di persone) noi sprechiamo circa 1/3 del cibo che usiamo (porzioni eccessive o comportamenti di spreco) sono due cose ben diverse ]
      non usi la Sua indubbia intelligenza per giarre intorno alle mie parole, però, per favore.
      Che l’aspettativa di vita nei Paesi africani sia mediamente molto più bassa che nei Paesi occidentali è supportato dai link che le ho fornito, quindi NON è esatto quello che Lei dice, secondo me.
      Il “perché” che Lei mi attribuisce è frutto di una deduzione Sua, che segue un Suo ragionamento. Io non ho detto questo.
      Non l’ho nemmeno pensato.
      Il “perché” succeda una cosa simile è però oggetto di “interpretazione” dei dati. Per il momento confrontiamoci sui dati, e poi ci confronteremo sul perché.
      Il presunto ammalato ha la febbre ? Quant’è ? Quali sono gli altri sintomi ?
      Prima di fare una diagnosi, e prima di tentare una cura, stabiliamo i dati di fatto.

  16. come si faccia a non comprendere il senso di una manifestazione di denuncia dello spreco non lo so; siete cosi’ intrisi di quella ideologia che dite di voler combattere che negate l’evidenza; si tratta di una azione di denuncia, ovvio che tutti coloro che hanno una coscienza ecologista agiscano al meglio tutto l’anno; ma quel giorno si cerca di smuovere le coscienze di coloro che non lo fanno, e grazie anche a chi ragiona come l’estensore del post sono parecchi;
    il male dell’anima moderna è di negare l’evidenza; che so il GW;
    voi cosa proponete al posto dell’illuminismo? il medioevo?
    a cosa serve citare la letteratura se poi non se ne comprende il senso più profondo?
    l’alienazione attuale è di scrivere post come questo che negano l’evidenza e cioè che si sprechi tanto e che ha senso una opera di sensibilizzazione come quella che svolgono da anni gli amici di mi illumino di meno;
    io il 26 mazo (come tutti gli altri giorni) mi illumino meno che posso; quel giorno lo farò insieme a milioni di altri per significare che un futuro diverso è possibile; voi invece continuerete anche quel giorno a riempire queste pagine di disinformazione a la frigerio; che spreco di menti!

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    • Se vorrà le risponderà direttamente Spina. A me viene solamente da chiederle se abbia letto veramente l’articolo. Perchè la sua risposta è un nonsense totale, rispetto a quanto scritto nel post. Che spreco d’aria, strafalcione.

      La sua è la classica posizione chic (decadente) di chi pensa di avere la ragione in una mano e la virtù nell’altra. Se le raccontassi, ma non lo farò, cosa metto in campo io per ridurre il mio spreco (per questioni etiche verso chi ha meno, non per la bufala del catastro-credulonismo come il suo), ebbene diventerebbe pallido. Stia tranquillo, non ci insegna nulla. Magari qualche formula a Frigerio, ma per il resto è meglio che torni sulla Terra. Beneamata.

      Saluti

      Claudio Gravina.

    • Ho sempre combattuto gli sprechi, ma quelli veri. Lavarsi NON è uno spreco, è una norma d’igiene, checché ne dica chi si vanta di lavarsi una volta alla settimana, e suggerisce di far la scarpetta per risparmiare acqua (abitudine sconsigliatissima dai medici).Non c’è bisogno di consigli (secondo me maniacali) come fare la doccia in due, per risparmiare l’acqua, o di fare la pipi sotto la doccia, o sui covoni, oltre a tutta una sfilza di direttive per me paradossali che ci vengono continuamente propinate come se fossero il frutto di immensa saggezza, e non cose inventate, credo e spero, giusto per inventar qualcosa.Vivo in una città dove il senso sociale stenta ad affermarsi, ed è una vita che mi batto sugli sprechi veri, che escono da una mentalità che non si cura di questi aspetti “tanto non è roba mia, e allora si può sprecare”…no, questa è la nostra Società, e quello che sprechiamo, “tanto lo paga lo Stato”, lo Stato ce lo fa pagare, attraverso le tasse.Proprio qualche giorno fa si parlava, in funicolare, di questa mentalità che non riconosce la città come propria, ma come qualcosa di estraneo. Avevo mangiato una pizza e volevo buttare la carta, che però era “umida” perché sporca di sugo. Non mi è stato possibile, perché c’erano due contenitori per la plastica (due), due contenitori per la carta (due), un contenitore per l’alluminio e nessuno per la spazzatura indifferenziata (stazione della funicolare di Montesanto).Ebbene, io mi son ben guardato dal buttare la carta sporca per terra, come non avrei fatto a casa mai, e come non faccio per strada. Mi sono tenuto in mano quel pezzo di carta sporca fino a che non ho trovato un contenitore per la spazzatura indifferenziata. Cioè mi sono comportato per strada come mi sarei comportato a casa mia (così mi comporto sempre). Ebbene, c’è tanta, tanta gente invece che a casa propria non butta i rifiuti nel salotto, ma lo fa per strada. C’è gente che non spegne le luci inutili, tanto non le pagano loro. C’è gente che spreca perché se ne frega.Dunque, come anche altri hanno tentato di farLe capire, una cosa è lo spreco, che tutti condanniamo… altra cosa è incitare al minor consumo, alla de-crescita, al de-sviluppo.Non è spegnendo per un’ora luci “utili” che risolveremo nessun problema, ma anzi, stiamo dando un messaggio sbagliato, negativo.Se potessi andare da Napoli a Parigi con un pieno ne sarei ben felice, ma se mi si incita a non andare a Parigi, giusto per risparmiare, allora non ci siamo, perché il progresso non è fare meno, ma è fare meglio, fare le stesse cose consumando meno, o fare addirittura di più, consumando meno.Prova ne è che nei Paesi sviluppati (dove si vorrebbe che il progresso facesse qualche passo indietro) la speranza di vita è molto più elevata che nei Paesi sottosviluppati (lodevoli per la loro impronta ecologica).Dunque rispettare le direttive dell’impronta ecologica (scusi l’espressione sintetica) porta ad una MINORE speranza di vita.Prima dunque di ridurre deliberatamente la speranza di vita della popolazione vorrei essere ben certo che certe direttive abbiano senso e che il pianeta corra davvero quei rischi che qualcuno paventa, senza poterne dare prova certa.C’è chi ha chiesto la sospensione della democrazia, per “salvare il pianeta”, e chi vorrebbe un governo di illuminati, al di sopra delle sovranità nazionali, sempre con la scusa…ehm, volevo dire “motivazione” della “salvezza del pianeta”.C’è chi vorrebbe drastiche riduzioni della popolazione, ognuno sparando cifre diverse, per cui dedurrei che siano a fantasia, e mi pare che di fronte a richieste così esose, non basti la “autorevolezza” delle fonti scientifiche, ma ci si debba confrontare anche sugli argomenti, perché c’è molto sospetto in giro che certe cose siano portate avanti per ideologia, per politica, per interessi personali di carriera, di affari, di finanziamenti, e via dicendo.Per questo atteggiamenti denigratori come sono in uso da parte di certe persone (come giudicare una cosa non per se stessa, ma sulla base di chi l’ha detta) non sono accettabili, a mio (personale) parere. Qui non stiamo discutendo di cose secondarie, ma di aspetti vitali della Società.E quando la Scienza invade il campo della politica, non può, e non deve, aspettarsi che ciò che propone sia accettato solo perché lo dice qualche “autorevole illuminato”. Gli autorevoli illuminati, finora, nella storia hanno creato solo dittature assai poco piacevoli, per cui mi perdonerà se continuo a dar fiducia a questa vecchia democrazia, per imperfetta che sia, ma che è pur sempre il miglior sistema di governo che ci sia.Se qualcuno vuole salire in cattedra, in definitiva, lo può fare nell’aula che gli ha messo a disposizione l’università, ma non si aspetti di trovare studentelli intimoriti, quando esce per strada, nel mondo reale, perché qui troverà persone libere, che pensano con la loro testa, e non accettano autorità che non venga dal sistema democratico. Se certa Scienza diventa politica, e invece di raccontare fatti scientifici vuole sostituirsi ai decisori politici, allora deve di fatto scontrarsi in politica con mezzi politici, e mi pare che gli ultimi segnali non siano favorevoli, a giudicare dal voto negativo sui fondi all’IPCC della House of Representatives americana, e delle recenti decisioni sfavorevoli alla green economy di Sarkozy e Zapatero… diciamo che si tratta di una versione moderna del famoso detto “sutor, non ultra crepidam”, che potrebbe aggiornarsi in “scienziato, non oltre la scienza” !Secondo me.

    • Carissimo Antistrafalcione,
      per prima cosa La ringrazio per il numero di commenti crescente che porta ai miei miseri post. Siccome nessuno è perfetto, tranne Lei che può fregiarsi di tale nome, spero di continuare ad approfittare della sua competenza ed “uso efficiente della mente” anche in futuro. Inoltre La ringrazio per aver detto che ragiono e che anche tanti lo fanno come me, già questo mi consola a meno che non si tratti di uno strafalcione ed intendeva scrivere sragiona. Sicuramente avrà letto quanto scritto da Ernesto Galli della Loggia il 5 marzo 2011 sui guasti del buonismo e sull’uomo dell’età dell’ipocrisia, cioè l’uomo contemporaneo.
      A Lei, caro antstrafalcione, è evidente quanto me che spegnere la stessa luce ogni anno è un’azione inutile dal punto di vista ambientale, ipocrita e vanitosa dal punto di vista della coscienza, è che da la colpa agli altri di sprecare quando si è i primi a farlo dichiarandolo proprio con quell’atto di poter fare a meno di quella luce. Prima di insegnare/sensibilizzare gli altri non sarebbe meglio pensare a togliere per sempre quello spreco? Visto che di spreco deve trattarsi, altrimenti si cambi titolo alla manifestazione, si tolta quel “di meno” e divenga “in modo più efficiente”. L’evidenza la nega Lei, tutti gli altri lettori hanno capito che il post non è a favore dello spreco, tutt’altro. Purtroppo siamo assuefatti a manifestazioni con belle frasi senza azioni pratiche conseguenti che divengono solo dei slogan propagandistici staccati dalla realtà. Lei scrive: il “26 mazo” [strafalcione da matita blu speriamo che antistrafalcione non veda] “(come tutti gli altri giorni) mi illumino meno che posso”. Ed è proprio quello che se veramente fa, come spero e cerco di fare anch’io, Le impedisce il 26 di fare cose diverse dagli altri giorni e quindi agli altri di accorgersene….questa è l’evidenza! Si tratta di logica! Se lei non mangia patate tutto l’anno non può dire che per dare visibilità a tale comportamento non lo farà anche il 20 marzo, nessuno se ne accorgerebbe. Invece più sprechi e più sarà visibile la riduzione. Poi Lei per un futuro migliore può ambire ad una decrescita, io cerco un mondo più efficiente, etc. Ad inizi ‘900 già c’è chi scriveva di sprechi e che la popolazione era troppa, dove sta il limite del giusto “consumo”? Queste sono discussioni che richiedono tempo e spazio. La cosa che non mi piace è che scriva che si tratta di disinformazione, ognuno può leggere quanto scritto da me e da Lei e giudicare, come accaduto anche nel caso del sig. Frigerio. Forse per Lei sarebbe informazione solo se scrivessi cose politicamente più politicamente corrette che non scontentano nessuno, un mondo ove avviene pacificamente la ridistribuzione della ricchezza venendo incontro ai desideri dei poveri senza scontentare i ricchi, ove il diritto internazionale prontamente dirime ogni conflitto in modo pacifico agevolando le democrazie, un mondo a impatto zero dove tutta la popolazione mangia prodotti tipici coltivati biologicamente nei vicini orti vicino a Km 0 favorendo il mercato equo e solidale, etc. Tutte cose per cui potrei spegnere la luce dentro al frigorifero per un’oretta in modo da dire che contribuisco ad un futuro migliore. Ho sbagliato! Devo trovare una luce visibile perché sono gli altri a cui debbo smuovere la coscienza. Forse allora per Lei non negherei più l’evidenza. Saluti e “sogni d’oro”.

  17. non si può che essere daccordo con le sue affermazioni, in passato anche io camminavo con l’adesivo del panda appiccicato dietro la mia ” autovettura diesel”, ero convinto che le campagne di questi pseudo ambientalisti erano fondate e sopratutto basate su prove scientifiche, ma poi la rinuncia al demoniaco nucleare, il dio fotovoltaico, le rivoluzionarie auto elettriche…. e ora anche m’illumino di meno, mi hanno fatto comprendere e continuano a confermare questo mio pensiero, che quando ho strappato quel pacifico e mansueto adesivo con il panda dalla mia “auto diesel” è stata cosa buona e giusta.
    bravo continua così forse sarebbe molto meglio un po più di educazione, e meno ecologismo da notizia.
    saluti giuve

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