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La parola al consenso

Calma, calma, neanche stavolta abbiamo deciso di cambiare idea. Cioè, sempre pronti a farlo per carità, ma pare che quel momento non sia ancora arrivato.

Però, però, tutte le opinioni vanno ascoltate, ci mancherebbe. E allora prendiamoci cinque minuti di tempo per ascoltare (e vedere) come Richard Muller, scienziato già noto ma giunto alla popolarità con la pubblicazione del libro Physics for Future Presidents, spiega che dietro all’ormai famosa frase “hide the decline” (icona del climategate) ci sia un problema di policy della scienza, non di policy del clima.

Lo ripetiamo per l’ennesima volta: ciò che stato nascosto a suo tempo (e che c’è voluto qualche anno per vedere inoltre) non è stata una diminuzione delle temperature, ma un disaccordo tra dati osservati e dati di prossimità, problema noto come divergenza, che se mostrato avrebbe potuto far credere che la ricostruzioni di temperatura fatte con quei dati proxy possono non essere affidabili. Policy della scienza, appunto: scegliere di far prevalere il messaggio rispetto a quanto dicono i dati di cui si dispone.

Come si vede nei primi fotogrammi, o come sapete già se avete letto il libro, Richard Muller NON è scettico, si potrebbe dire anzi che “aderisce al consenso sull’AGW”, ma evidentemente non pensa che si possa prescindere da un certo livello di integrità scientifica. Giudicate voi.

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