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Energia: cosa uccide di più?

Nel marzo 2011, il blog Next Big Future ha presentato un breve e doppio studio, dove calcola i morti per TWh prodotto, per ogni fonte d’energia: doppio perché, da una parte inserisce quelli calcolati per un anno come il 2008, e dall’altra fa un calcolo più raffinato ma anche più incerto su quelli che sarebbero i morti “a lungo termine” (stima su ottant’anni, sulla base della produzione di energia del 2008). Le fonti su cui sono basati i calcoli sono soprattutto la WHO (World Health Organization – Organizzazione Mondiale della Sanità) e lo studio europeo ExternE. I risultati sono per certi versi sorprendenti e, soprattutto, lo sono nel riguardo di alcuni “luoghi comuni”: ma lasciamo parlare i numeri, che valgono più di molte parole.

Ecco intanto le morti per TWh prodotto, divise per fonte energetica:


Il totale dei decessi viene dunque calcolato come:


Balza subito all’occhio che l’ultima posizione viene occupata dal nucleare, il quale, pur quasi raddoppiando i morti nella proiezione a ottant’anni a causa degli effetti di contaminazione a lungo termine (es. Chernobyl), rimane la fonte più sicura per TWh prodotto. Bisogna infatti tenere a mente che, rispetto alle energie “rinnovabili”, parliamo di una fonte con una densità energetica molto più elevata, cioè in grado di produrre grandi quantità di energia in pochissimo spazio. Non bisogna tuttavia dimenticare, rispetto agli altri settori industriali, i rigidissimi criteri di progettazione e i grandissimi investimenti in sicurezza degli impianti nucleari, che li rendono particolarmente sicuri anche nel campo degli incidenti sul lavoro, oltre che molto costosi.

L’energia idroelettrica risulta la più pericolosa globalmente, ma non in Europa, grazie evidentemente agli sforzi ed agli investimenti fatti sul fronte della sicurezza, nonché alla minore densità abitativa nei pressi delle dighe (l’evento di Banqiao, Cina, influisce in maniera molto negativa sul bilancio). Rimaniamo tuttavia su livelli di rischio piuttosto bassi, cioè su un costo umano che definirei mediamente accettabile.

Infatti balza altrettanto all’occhio l’elevatissimo costo umano delle fonti cosiddette fossili, dove agli incidenti sul lavoro (anche nel settore estrattivo) si sommano e prevalgono le morti indotte dal pesante inquinamento prodotto. Il quale, essendo molto più vasto e soprattutto non completamente schermato verso l’ambiente esterno rispetto a quello nucleare, risulta fortemente più costoso in termini di vite umane. Diviene evidente anche quanto gli investimenti sulla sicurezza ed il livello tecnologico influiscano in tale campo: gli effetti nocivi dell’industria del carbone, negli USA, sono quasi venti volte inferiori a quelli della corrispettiva industria cinese, una differenza decisamente elevata, che però è in parte giustificata anche dalle differenti densità abitative.

Tuttavia, se la mortalità a causa del carbone fosse portata ovunque ai livelli americani (ed europei), potremmo considerare il petrolio come la peggiore causa immediata di morte. In realtà lo è già, come mostra la proiezione a ottant’anni, a causa della sua capacità di contaminazione dell’ambiente e degli effetti cancerogeni a lungo termine; nel calcolo sono stati considerati anche i dati riguardanti l’inquinamento dovuto ai trasporti. Infine, una breve menzione va anche a carburanti e biomasse: non esattamente così “verdi” come alcuni immaginano, benché nettamente meno letali del petrolio.

In sostanza, possiamo dire che la combustione uccida oggi da centinaia a migliaia di volte di più sia del nucleare (nonostante incidenti come Chernobyl e Fukushima) sia delle fonti rinnovabili, e non solo a causa dell’amplissimo uso che si fa dei combustibili nel mondo.

In conclusione, lasciamo i maggiori dettagli a Next Big Future, dopo averne anticipati i risultati e fornita una breve presentazione:

qui, Deaths per TWH by Energy Source

e qui, Lifetime deaths per TWH for energy sources

In essi, si troverà anche il confronto con la pericolosità di altre possibili cause di morte, per tumore o altro (dal fumo alle ischemie) e con altri tipi di impiego ad elevato rischio o particolarmente usuranti.

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Published inAttualitàEnergiaNews

8 Comments

  1. Rinaldo Sorgenti

    Nell’ambito dei soliti “luoghi comuni”, qualcuno ha resuscitato questo post per farmi notare quanto sia “nocivo” il Carbone!
    Ebbene, quelle elaborazioni dello studio europeo ExternE sono del tutto fuorvianti, perché si basano sostanzialmente su estrapolazioni statistiche dove non è assolutamente possibile fare una valutazione misurata che determini la reale incidenza delle singole fonti. ed attività.

    E’ evidente, che in moltissime realtà, coesistono nei diversi luoghi tutta una serie di attività antropiche, le cui emissioni si sommano e diventa quindi molto aleatorio determinare quale di queste abbia avuto una minore o maggiore incidenza sull’evento.

    Il caso Cina è eclatante, ed infatti nell’articolo qui sopra è evidenziato il confronto tra quanto avviene in Cina ed in USA riguardo all’attività mineraria di estrazione del combustibile, dove le cause cinesi hanno ben poco a che fare con il combustibile, mentre il problema sono la mancanza di regole e strutture per la relativa sicurezza di tale attività.

  2. donato

    Ogni qualvolta si parla di nucleare (energia elettrica di origine nucleare) e si spezza una lancia a favore del nucleare, ecco arrivare il buontempone di turno che ti invita a fare una scampagnata a Chernobil o, da un po’ di tempo a questa parte, a Fukuschima. Anzi ti invita a fare qualche bell’investimento immobiliare da quelle parti. Io l’investimento immobiliare, anche avendo i soldi, a Fukuschima non lo farei così come non lo farei a Bophal (esplosione impianto chimico) o nel Monferrato (Eternit) o a Priolo (industria petrolchimica) o ad Acerra (inceneritore) o a Taranto (Italsider e petrolchimico) o…. (potrei continuare per un’altra mezz’ora ma gli Adm., credo, mi censurerebbero). In tutte le zone in cui è impiantato un grosso impianto industriale gli investimenti immobiliari non si fanno. In quelle zone edilizia di pregio non se ne realizza. Al massimo case popolari o edilizia di bassa qualità. Brutto a dirsi ma, purtroppo, vero. Ogni attività umana, signori miei, determina un impatto ambientale più o meno rilevante. Filippo Turturici ha, razionalmente, cercato di dimostrare che il costo in vite umane di un TWh elettrico di origine nucleare, confrontato con quello delle altre forme di generazione di energia elettrica, è tra i più bassi. Questo, piaccia o non piaccia è un fatto. Così come è un fatto che gli incidenti nucleari determinano danni ambientali enormi. Il problema, secondo me, si risolve cercando di operare in modo da evitare gli incidenti non eliminando alla fonte la tecnologia nucleare. Mi si risponderà dicendo che fino a che non riusciremo a trovare soluzioni al problema della sicurezza è opportuno sospendere, precauzionalmente, ogni attività nucleare. Tale risposta, sempre secondo me, è del tutto illogica. Essa equivale a dire che, poiché in Italia muoiono per incidenti sul lavoro oltre mille persone all’anno, sarebbe opportuno smettere di lavorare, per precauzione, fino a che non si trova un modo per eliminare gli incidenti sul lavoro. Il discorso è lo stesso per gli incidenti automobilistici, aerei, marittimi e via cantando. Bisogna operare in modo da limitare gli incidenti e, contestualmente, continuare a lavorare, guidare, viaggiare. Quindi, concludendo, è necessario accettare il rischio e, contestualmente lavorare per ridurlo al minimo. E’ appena il caso di sottolineare che se si vuole annullare il rischio connesso alle attività umane è necessario …. annullare ogni attività umana. A titolo di esempio voglio far notare che, qualche volta, mentre bevevo dell’acqua, il liquido mi è andato di traverso ed ho rischiato di soffocare. Che faccio, smetto, precauzionalmente, di idratarmi per paura di morire strozzato?
    Ciao, Donato.

    • Donato – vedo che cominci a capire. Il Piano per l’Azzeramento del Rischio non si occupa di quisquilie come il tuo soffocamento, pero’.

      L’idea e’ di impedire ogni sofferenza e ogni trauma, prevenendo la nascita (la quale tutto sommato, e’ la causa di ogni nostro guaio).

      Non appena avranno una Macchina del Tempo, gli stessi Difensori contro il Rischio partiranno per Olduvai ad uccidere i genitori di Lucy nel trentamillesimo secolo A.C..

    • Guido Botteri

      Condivido il tuo post al 100%.
      Aggiungerei qualche piccola osservazione. A chi, come Rubbia, consiglia di andare a Fukushima se si è favorevoli al nucleare, farei notare che a me piace vivere in una bella villa, piuttosto che in una catapecchia, ma se la bella villa andasse a fuoco, non accetterei l’invito di buttarmi tra le fiamme. Non per questo preferirei le catapecchie alle belle ville.
      Andrei invece volentieri a vivere nella nuclearizzatissima Francia (conosco il francese) o in Giappone (il giapponese dovrei perfezionarlo, ma me la caverei), piuttosto che in tantissime altre nazioni dove si vive molto peggio e molto di meno, anche perché non ci sono installazioni nucleari (non solo per le installazioni nucleari, d’accordo, ma è il totale che fa la somma, diceva Totò).

  3. mex silvio

    hai ragione non capisco il perchè di tanto scetticismo, …poi si fanno anche ottimi affari sia a Cernobil, che a Fukuschima, se vi interessa ci sono graziosissime case , magari da usare per le vacanze a pressi davvero convenienti, adatte a persone con mentalità aperta come dimostrate di averla voi. una villetta per pochi euro…
    è un affare da non perdere… un magnifico posto per investire un minimo capitale…!!!

    Reply
    Non attacca mex, io la casa se posso me la compro al mare vicino a quella di Al Gore.
    gg

  4. donato

    Mia moglie si ostina nel rifiuto di salire su di un aereo. Secondo lei è pericolosissimo per cui il nostro “raggio d’azione turistica” è miserevolmente piccolo. A nulla, fino ad oggi, è valso sciorinare tutte le statistiche che dimostrano che l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro tra quelli in uso tra gli esseri umani. Mia moglie resta pervicacemente convinta che l’aereo è il mezzo di trasporto più pericoloso che eista.
    Mi spiace per Filippo Turturici ma, credo, che la stessa sorte avranno anche i suoi dati: il nucleare è, PER DEFINIZIONE, il più pericoloso tra i sistemi di produzione energetica al di la delle evidenze statistiche, indagini epidemiologiche e di tutte le risultanze scientifiche passate, presenti e future. Contro il senso comune la razionalità scientifica non ha speranza: è destinate ad una misera fine. Spiace notare che nel caso del nucleare, tra quelli che considerano questa tecnologia la più pericolosa tra tutte quelle esistenti, bisogna annoverare molti esponenti del mondo scientifico.
    Ciao, Donato.

    • un conoscente e’ guarito dalla paura dell’aereoplano avendo constatato quanti aerei partano tutti i giorni da un grande aereoporto, e quanti arrivino a destinazione atterrando allo stesso aereoporto. Cioe’, tutti tranne casi rarissimi.

  5. Filippo Turturici

    ERRATA CORRIGE:

    “L’energia idroelettrica risulta la fonte rinnovabile più pericolosa globalmente”

    “una breve menzione va anche a biocarburanti e biomasse”

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