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L’inizio della Piccola Era Glaciale

Ci saremmo arrivati, lo sapevate voi e lo sapevamo anche noi: è stata individuata la data precisa di inizio della Piccola Era Glaciale. Come la scuola anglosassone ci insegna, in questo caso lo studio è nordamericano, possiamo e dobbiamo mettere una etichetta a tutto. In questo caso il fondamentale dato che mancava al panorama paleoclimatologico era la precisa data di inizio della PEG. Lo studio condotto dal professor Gifford Miller1 della UCB (University of Colorado at Boulder) non si limita solamente a individuare quando e perchè si sarebbe innescata la PEG, ma grazie a nuovi e potenti modelli matematici ci spiega anche come sia possibile una durata così lunga nel tempo. E le conclusioni, credetemi, sono davvero stupefacenti, ma ne parleremo più avanti.

Grazie ad una serie di carotaggi ed all’analisi di alberi riemersi dalle lingue di ghiaccio ormai ritiratesi, è stato possibile ottenere nuove informazioni, tutte debitamente datate al radiocarbonio. Il risultato è davvero interessante. In un periodo compreso tra il 1275 e il 1300 si sono verificate ben 4 eruzioni vulcaniche. Secondo lo studio, quindi, sarebbe stata questa sequenza di eruzioni vulcaniche a innescare il raffreddamento, fate attenzione, della zona Nord Atlantica, non la ridotta attività solare. Ma non è finita qui. Una volta individuate queste nuove eruzioni, i ricercatori hanno inserito i nuovi dati nel CCSM (Community Climate System Model) per cercare di comprendere l’evoluzione della PEG e il suo mantenimento nel corso dei secoli.

L’innesco è stato individuato, ma come ha potuto portare al raffreddamento dell’Europa e dell’area Atlantica settentrionale (lo studio ammette l’esistenza di un certo raffreddamento anche in alcune zone del globo, distanti dal Nord Europa)? Ebbene l’ampliarsi dell’era glaciale al resto d’Europa passa immancabilmente attraverso l’indebolimento della Corrente del Golfo. Le eruzioni vulcaniche, infatti, avrebbero portato al repentino raffreddamento delle zone circostanti la Groenlandia con un conseguente abbassamento di latitudine del limite dei ghiacci marini. La successiva fusione di questi ghiacci marini, a minor densità avrebbe contribuito a rallentare (arrestare) la circolazione più settentrionale della Corrente del Golfo, dando vita ad un ciclo in grado di auto sostenersi (nella generazione di altro ghiaccio e altro freddo). Da lì al raffreddamento dell’Europa, il passo è veramente breve.

La PEG ha avuto una durata di diversi secoli, chiaramente occorreva una spiegazione per condizioni climatiche così prolungate. Da un lato la precedente spiegazione del freddo che si auto sostiene, dall’altro lato abbiamo invece una successiva serie di eventi vulcanici, intervallati nel tempo, in grado di garantire il permanere di condizioni particolarmente fredde.

E quindi arriviamo alle conclusioni dello studio: i vulcani, non la minor attività solare, sono la causa della Piccola Era Glaciale. Anzi, sottolineano i ricercatori, i modelli climatici mostrano che eventuali variazioni dell’attività solare non avrebbero avuto alcun effetto sulla PEG.

E dunque, anni e anni di studi sui minimi solari, finiscono tutti in soffitta? Il “mitico” minimo di Maunder ormai assurto a paradigma della PEG, diviene obsoleto e addirittura folklore meteorologico? Voi che ne pensate?

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  1. http://www.agu.org/pubs/crossref/2012/2011GL050168.shtml []
Published inAttualitàClimatologia

10 Comments

  1. Gianni

    Forse è finta un po’ dopo.

    Minimo di Damon: 1856-1913

  2. prima o poi mi dovranno spiegare l’incredibile e assurda coincidenza tra la PEG e i 4 grandi minimi solari, perchè le date combaciano talmente bene che sembra quasi fatto apposta per farci crede che sia il sole a comandare il clima terrestre.

    Minimo di Wolf: 1280-1350
    Minimo di Sporer: 1460-1550
    Minimo di Maunder: 1645-1715
    Minimo di Dalton: 1790-1820

    è incredibile pensare che la PEG sia iniziata tra il 1250-1300 e finita intorno al 1850 combaciando così bene con l’attività solare

    • Inverno 1709

      Caro Nintendo…..non ti spiegheranno mai la coincidenza tra l’attività solare e la PEG, semplicemente perchè negano l’esistenza della PEG
      Quindi non hanno nulla da spiegare 🙂

  3. Non ho ancora letto l’articolo, ma credo che chiunque faccia queste cose deve prima dimostrare che Scafetta (2010,2012) ha sbagliato. I cicli solare/planetario et al. sono troppo precisi e ciclici, mentre le eruzioni
    “four large sulfur-rich explosive eruptions, each with global sulfate loading >60 Tg” non sono altrettanto cicliche (di LIA ce ne sono poche o forse una) e non so se 60 Tera grammi di solfati sono una cosa comune o rara. Molto probabilmente queste eruzioni sono in grado di modificare qualcosa nel record di temperatura, tipo addolcire o amplificare variazioni di temperatura, ma dubito che il loro effetto sia più di una fluttuazione saltuaria.

  4. donato

    Quando il nostro cervello viene sottoposto ad una raffica di messaggi contraddittori, le idee cominciano a confondersi. Qualche giorno fa ( http://www.climatemonitor.it/?p=23329 ) abbiamo visto che il prof. J. Hansen valutava in 0,25 W/mq la minor quantità di energia che dal Sole giungeva alla TOA per effetto del “prolungato minimo solare in corso”. Poiché lo squilibrio termico tra energia entrante ed energia uscente è stimato in 0,58 W/mq, ne deduciamo che, riducendo il flusso in entrata di 0,25 W/mq, esso si ridurrebbe a 0,33 W/mq. Essendo il Sole la fonte continua di energia che riscalda la Terra, una riduzione della quantità di energia che raggiunge la TOA dovrebbe necessariamente produrre un raffreddamento o, quantomeno, un rallentamento del riscaldamento. Oggi, invece, ci dicono che la colpa della PEG non è imputabile alla riduzione della TSI (che è costante), ma all’aerosol di origine vulcanica che schermò i raggi solari alla fine del 1200 e per diversi secoli. Se, come sostiene J. Hansen, la riduzione della TSI in questo minimo solare è stimabile in 0,25 W/mq, altrettanto, se non di più, è quella imputabile al minimo di Maunder. Oggi, sempre secondo Hansen, tale riduzione è ampiamente bilanciata dal forcing antropico per cui il mondo tende comunque a riscaldarsi. Nel 1200, invece, di CO2 ve ne era ben poca quindi l’effetto raffreddante di 0,25 W/mq in meno si sarebbe dovuto sentire. E’ a questo punto che le idee cominciano a confondersi. Ha ragione Hansen o hanno ragione gli autori dello studio citato da C. Gravina? Probabilmente vi è stato un concorso di colpa (aerosol + minimo solare + altro). Nel termine “altro” includo tutto quello che non sappiamo (effetti geomagnetici dei minimi solari ancora tutti da esplorare, cicli plurisecolari o multidecadali delle temperature che non riusciamo a spiegare dal punto di vista fisico, feedback positivi o negativi di cui ignoriamo gli effetti, ecc. ecc.). E con questa constatazione di profonda ignoranza (mia, ovviamente 🙂 ) il cerchio si chiude.
    Ciao, Donato.

  5. alex1

    si ho l’impressione che si sta cercando il modo di screditare il sole come consistente forzante climatica, quindi se i vulcani non eruttano non si raffredderà un bel niente anche con il sole al minimo.. ma mi facciano il piacere..

    riporto un commento di un utente, su l’occidentale.it che secondo me, racchiude in un pensiero molto acuto tutta la “teoria” AGW

    ( era in risposta ad un autoreferenziato “esperto climatico”

    Edoardo Ferrazzani
    03/02/12 19:20
    Ancora a parlare di scienza quando si parla di climatologia? Non è una scienza, ovvero lo è quanto lo sono il diritto o la politologia. Sono opinioni, codificate in un linguaggio sistematizzato che si vuole scientifico e che lo è quanto lo è l’analisi zodiacale. Quanto alla maggior parte delle ricerche climatologiche compiute dai climacambisti e dai globalwarmisti di questo mondo (progressisti, colpevolizzanti e centralizzanti) e fatte con i denari pubblici nelle università d’Europa e d’America, esso sono il risultato di simulazioni effettuate attraverso software che necessitano di parametrizzazioni per compiere i propri calcoli. La maniera in cui questi dati sono parametrizzati e inseriti per l’elaborazione, sancisce il grado ideologico della ricerca; il suo risultato, per farla breve, sarà coerente con il livello di pregiuzialità con cui sono stati inseriti i dati per l’analisi di un determinato fenomeno climatico. Dalla mie parti si chiama fuffa. Dunque, per pietà cristiana, non la butti sul “voi giornalisti”, nè sulla “SCIENZA”, che Lei di scienza ne sa quanto ne so io di fisica quantistica.

    ha fatto centro vero? 🙂

    • agrimensore g

      Nei GCM ci sono dei cosidetti tunable parameters, ma non credo e non ho motivo di credere che siano valorizzati in base a un pregiudizio ideologico. Anzi, penso che i ricercatori abbiano fatto del loro meglio per valorizzarli. La questione è semplicemente che ci sono e non sappiamo se il “meglo” sia “abbastanza”. Pertanto non si può fare a meno di dover testare gli output dei GCM con la realtà futura, non basta verificare se, all’incirca, sono congruenti col passato.

  6. Inverno 1709

    A me risulta che la PEG sia iniziata un po’ dopo, ovvero all’inizio del 1300. Non dimentichiamoci che nell’inverno 1289-90 in Germania si mangiavano fragole a Natale e che per l’Europa fu forse più mite del 2006-07.
    Questo articolo suinceramente mi sembra un assist per gli AGWisti……uno potrebbe concludere che allora il SOle non conta nulla e che quindi, come una sua bassa attività non ha contato nulla per innescare la PEG, recentemente non ha contato nulla per portare al GW

  7. agrimensore g

    Scusatemi se sono ripetitivo, ma questo articolo è proprio la prova che utilizzando modelli a feed-back positivo, una volta perso il punto di equilibrio… non lo si ritrova più! A questo punto la domanda che vorrei porre agli autori è la seguente: se non ci fosse stata l’era industriale con l’innesco dell’effetto serra per aumento CO2, dobbiamo pensare che la PEG sarebbe durata e sarebbe divenuta ancora più cruda? Cosa avrebbe mai potuto salvarci da una più profonda glaciazione (dato che anche nel 1800 ci sono state delle consistenti eruzioni vulcaniche)?
    La mia impressione è che utilizzando modelli a feed-back positivi si ottengono risultati sorprendenti.

  8. Guido Botteri

    Ma allora le glaciazioni sarebbero dovute ad attività vulcanica ripetutasi ciclicamente ?
    Non sono la persona che possa fare affermazioni su questa materia, ma visto che hai chiesto il nostro parere, direi che mi sembra per lo meno assai poco probabile, anche tenuto conto che le eruzioni vulcaniche causano, sì, un raffreddamento, ma limitato nel tempo.
    Mi sembra però sospetta tutta questa voglia di minimizzare l’influenza del Sole. A dir la verità, da quando mi interesso alla climatologia, mi son sempre più convinto che il Sole abbia un ruolo molto importante ed efficace sulle variazioni di temperatura, molto, ma molto di più delle variazioni di CO2, per esempio.
    Basti pensare a che un secolo di aumenti “senza precedenti” (e non è vero) di CO2 hanno portato ad un misero aumento di MENO di un grado, mentre c’è una differenza di temperatura ben maggiore tra la notte e il giorno, tra l’estate e l’inverno, tra le basse latitudini e quelle alte…dove c’entra il Sole, mi sembra, gli effetti sulla temperatura sono imponenti e vistosi, e non c’è bisogno di “tricks” per rendersene conto, basta pensarci un po’ su.
    Secondo me.

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