AGW? E’ tutta questione di consenso!

[blockquote cite=”Abba Eban”]

Consenso significa che tutti sono d’accordo a dire insieme ció che nessuno crede individualmente.

[/blockquote]

Si dice che gli scienziati che hanno contribuito al 4° report IPCC fossero circa 2500. Tra questi qualcuno che ha ritirato il suo supporto, qualcuno che ha restituito il nobel e molti che hanno confermato le loro convinzioni. Come possa un economista dirsi convinto delle origini antropiche del riscaldamento globale o come possa esserlo uno studioso di demografia o come possano esserlo tutti quelli – e tra quei 2500 ce ne sono davvero tanti – che non masticano la scienza del clima, resta comunque un mistero.

Perché la materia climatica consta di decine di diversi settori di applicazione ed è veramente molto vasta. C’è il paleoclima, che coinvolge le scienze della terra, la chimica, l’astronomia, la biologia, la storia e la letteratura. C’è l’attualità, che si esplica nelle tecniche di osservazione, nella gestione dei dati e nella loro validazione. C’è il futuro, che comporta la conoscenza dei cicli naturali e degli eventi non ciclici ma ripetitivi e della necessità di inserirli nella modellistica. Ci vorrebbero intere schiere di cloni di Pico della Mirandola per poter parlare di consenso informato, altrimenti si rischia di avere davvero un gran numero di “esperti” che si limitano a credere ciò che gli altri credono. Magari li abbiamo, vai a capire.

Judith Curry, che ammette di non essere tra questi, ha avuto un’idea che potrà sembrare banale e l’ha chiamata proprio così: Credere quello che altri credono

In pratica é un test. Poche semplici domande che potrebbero sembrare ironiche o scontate ma non lo sono affatto, perché racchiudono in sostanza tutti quei concetti che di fatto animano il dibattito e giustificano lo scetticismo circa “quello che altri credono”. Superarlo del tutto o quasi autorizza a possedere un’opinione proprietaria, a dichiarare cioè di aderire al consenso in modo informato. Al contempo, leggendo le domande vi renderete conto che superare il test equivale a non poter essere d’accordo – e quindi niente consenso – circa la “certa” totale origine antropica del riscaldamento globale e la collegata deriva catastrofica del clima, temi che costituiscono il fulcro del messaggio dell’IPCC.

Ora il test:

  1. Ho letto interamente la parte del workin group 1 del quarto report I IPCC – SI NO
  2. Comprendo il tema dei proxy paleoclimatici nel senso che ho letto almeno 6 articoli scientifici su questo argomento e sono cosciente degli argomenti con cui sono state sollevate delle critiche all’interpretazione di questi proxy – SI NO
  3. Ho un buon livello di comprensione del funzionamento di un modello climatico globale, nel senso che ho contribuito in qualche allo sviluppo di modelli, ho condotto degli esperimenti utilizzando con modelli globali o regionali, e/o ho letto il manuale di uno dei modelli climatici globali o della letteratura scientifica più significativa che descrive la costruzione e la validazione dei modelli climatici – SI NO
  4. Sono cosciente delle incertezze relative all’esistenza di un forcing esterno nelle simulazioni modellistiche del clima del 20° secolo (come quello solare, vulcanico, da aerosol etc.) e ho letto almeno qualche articolo scientifico dedicato all’argomento. – SI NO
  5. Ho letto almeno 6 articoli scientifici sulla variabilità naturale interna al sistema e sono cosciente delle controversie riguardanti la Piccola Età Glaciale e il Periodo Caldo Medioevale. – SI NO

Dunque vediamo.

  1. La lettura integrale del 4AR WG1 credo l’abbiano fatta veramente in pochi.
  2. Se comprendo le critiche sollevate all’interpretazione dei proxy devo aver compreso anche che l’incertezza sulle oscillazioni paleoclimatiche della temperatura è pari o superiore all’ampiezza di quello che oggi conosciamo come riscaldamento globale e qualcuno definisce “senza precedenti”.
  3. Se ho lavorato allo sviluppo di modelli o ho letto come vengono sviluppati devo anche ammettere che a questi fantastici strumenti d’indagine manca qualcosa di veramente importante, ma non si sa bene cosa.
  4. Questo qualcosa per esempio potrebbero essere dei forcing esterni, sui quali appunto sussiste un livello di comprensione scientifica basso ove non del tutto insufficiente.
  5. Se mi sono informato sulla LIA e sull’MWP so anche che quanto accaduto nelle ultime decadi ha pochisime chances di essere “senza precedenti”.

Se vi interessa vi darò il mio punteggio in sede di commento, non mi è sembrato il caso di metterlo in calce a questo post perché NON sono uno scienziato, NON faccio ricerca e NON credo che della mia mancata adesione al consenso (che ritengo sufficientemente informata) importi niente a nessuno. Però, mi piacerebbe tanto, ma veramente tanto sapere cosa ne pensano un po’ di quelli bravi.

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Author: Guido Guidi

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39 Comments

  1. quanta gente è campata e campa parlando di cose banali scontate da quando mondo è mondo ovvero il clima….conferenze in giro per il mondo ,tra l,altro inquinando per parlare di falsi propositi in nome di un ecologismo che solo quelli che vivono nella jungla meritano…ma vi rendete conto che il nostro dire a nulla serve!! tutti dicono al lupo al lupo e la gente scappa ..mi rendo conto che per guadagnare oggi in questa epoca di crisi si ci inventa di tutto,ma che per lavorare degli scienziati debbano continuarci a raccontarci che il clima cambia ..beh!lasciatemelo dire ,è come che un pornostar ci continui a parlare di sesso ogni giorno…la natura gia la conosciamo..la scienza deve fare la scienza e non l,industria..o per lo meno scrivete un bel film stile the day after che almeno sognamo,perche per vedere gli iceberg al largo del portogallo di secoli ce ne vorranno idem i famosi banani in val padana

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  2. per Valery:
    visto che Lei ritiene che persone laureate in materie scientifiche, come molti di noi qui su CM, non abbiano titolo ad esprimere opinioni sulla questione climatica, immagino che troverà molto interessante questa conferenza della canadese Donna Laframboise, tenuta a Melbourne, dove si parla della preparazione degli autori della Bibbia della climatologia, i report dell’IPCC:
    (ringrazio Steve Allcock per la segnalazione)

    sembrerebbe che più che una laurea in climatologia, per essere accettati come autori dei report IPCC convenga essere attivisti di greenpeace o wwf, magari non ancora laureati…
    che ne dice, Valery ? Sarei molto interessato ad un suo commento.

    Post a Reply
    • non fate altro che rafforzara la mia convinzione che le vs fonti sono i giornali e le chiacchere da parrucchiera.Non ho detto che certi scienziati devono essere prsi in seria considerazione, dico solo che certe persone e certi comportamenti non rappresentano una categoria. Voi ne fate una guerra di religione esattamente come i pessimi personaggi che attaccate.

    • Valery,
      i giornali li leggo e spesso ne commento le esagerazioni. Le parrucchiere mi mancano, questioni contingenti limitano i miei scambi con quella rispettabilissima professione. Di religione ognuno ha la sua, ma non mi sembra un buon motivo per fare guerre. Mi par di notare che i tuoi argomenti già deboli si stanno riducendo al bastian contrario. Facciamo che è sabato e ti rispondo solo perché ho il tempo di farlo. Buon week end.
      gg

  3. @ Valery
    scusi ma lei mi sembra un marziano caduto dai cieli!

    Dalle sue parole sembra che si sia approciato da poco al dibattito sembra che il climagate 1 e 2 non sappia cosa sia stato, sembra che tutti gli errori dei rapporti IPCC sulle stime delle forzanti o sulle stime delle temperature del passato non ci siano mai stati.

    Scrive: “Peggio ancora, dipingete il mondo scientifico ed accademico come composto da asini incapaci di senso critico. Si sentirebbe in grado di affermare che non esistono pubblicazioni serie fatte da persone serie che supportano la teoria dell’AGW? Mi piacerebbe, qualora fosse possibile, vederle linkate anche qui.”

    si vada a rilegegre le email craccate dove:
    – con un artificio già usato per l’hockey stick si nasconde il declino delle T,
    – dove piuttosto di fornire i dati per le verifiche si afferma che verranno cancellati (li avrebbero magari mangiati come fantozzi)
    – declino che sta diventando una cosa grottesca,
    – per cui nessuno può affermare che ridurre le emisssioni serva ad alcunchè
    – dove si impediscono le pubblicazioni agli scettici
    – dove si fanno cacciare i giornalisti scettici
    – dove emergono pressioni per raccontarci la favoletta di un periodo caldo medioevale tiepidino
    – dove si afferma: abbiamo sbagliato tutto confondendo le fluttuazioni oceaniche con azioni delle forzanti
    – abbiamo sbagliato tutto bastava auemntare il valore del sole e tutto tornava
    – dove si gioisce della morte di uno scettico
    – dove si ride del’obiettivo fissato dai politici di non andare oltre i 2 gradi come se fosse una barzelletta
    – dove si concertano campagne con il WWF per amplificare il catastrofismo sulla siccità in Australia
    ecc ecc

    il tutto scritto in privato da quegli stessi scienziati che lei vorrebbe che noi prendessimo in seria considerazione, visto che in pubblico invece sono accaniti catastrofiti climatici, anzi vorrebbe che anche noi li citassimo, come se non ce ne fosse abbastanza di catastrofismo climatico, che è ovunque su tutti media, lo mettono anche nelle canzoni, adesso esce fuori pure nei supermercati dei mobili. Un olio maleodorante che contagia ogni cosa!

    Post a Reply
  4. L’accenno alla vicenda ILVA è stato solo un “incidente di percorso” e, come ha correttamente sottolineato G. Guidi, voleva rappresentare un termine di paragone. Mi rendo conto che esistono argomenti che è meglio non toccare! Non sono d’accordo, ma mi adeguo 🙂 . Anche perché la mission di questo blog è un’altra.
    Scrive valery:
    “Sulle capacità di analisi dell’argomento ‘climatologia’ di chiunque si nutra di divulgazione e non sia dentro la materia, qualsiasi settore della materia, dico solo che qualche esame universitario e un titolo non sono un passaporto sufficiente per esprimere giudizi, che possono anche essere corretti, ma la loro correttezza è più affidata al caso che al ragionamento.”
    Se volessimo applicare alla lettera quello che scrive valery, vivremmo in una società strutturata per compartimenti stagni: ognuno vivrebbe nel suo comparto e li sarebbe re o regina. Al di fuori del comparto, invece, sarebbe suddito. E’ una società che a me non piace affatto per il semplice motivo che io ho il brutto vizio di fare e pensare ciò che reputo giusto. Mi rendo perfettamente conto di essere un brutto soggetto (me lo dicono di continuo), ma ci tengo molto alle mie opinioni e le esprimo senza remore: anche se questo atteggiamento dà fastidio a molti. In questo spazio, fortunatamente, ci è consentito esprimere dei giudizi su tutto (quasi 🙂 ) e questo è un bene. Vede, valery, nell’istante in cui io rinuncio ad esprimere un giudizio, rinuncio a scegliere. Per essere più precisi delego a qualcun altro il diritto di scegliere al mio posto. Faccio, ora un piccolo esempio. Se a seguito di un esame clinico mi accorgo di avere un tumore mi rivolgo ad un oncologo e gli chiedo di illustrarmi le possibilità di cura che ho. Egli, esperto della materia, mi illustra lo stato dell’arte e, alla fine, valuto ciò che lui mi ha proposto. In ogni caso mi consulto con un altro medico o anche più di uno e, alla fine, decido quale strada seguire. Io non sono un medico, non ho competenze specifiche, però, la decisione finale è mia. Io decido di che morte voglio morire. Io e nessun altro. All’oncologo lascio l’atto tecnico della cura, ma la decisione sull’opportunità della cura è mia e solo mia. Se questo è un mio diritto, tutelato dalla legge, su un bene prezioso come la salute mi chiedo e le chiedo per quale motivo io non possa esercitare lo stesso diritto anche in altri campi. Sulla mia bolletta della luce, per esempio, pago un tot per le energie alternative (tra cui l’eolico e il solare). Credo che sia un mio diritto stabilire se sia giusto o meno pagare questi soldi. In base a quello che ho potuto capire non lo è, però, sono costretto a pagare da una legge dello Stato. Io pago, ma credo di avere il diritto di contestare questa legge. Lo stesso dicasi per tutte le cose di cui si discute su queste pagine.
    Chi si “nutre di divulgazione” impiega tempo, fatica e spende anche dei soldi per “nutrirsi”. Secondo quanto mi è parso di capire da quello che lei ha scritto, aggiornarmi sullo stato dell’arte della scienza è uno spreco di tempo e soldi in quanto non mi consentirebbe di esprimere dei giudizi. Mi dispiace deluderla ma l’unico scopo per cui io continuo ad informarmi, infatti, è cercare di capire quel che succede nella comunità scientifica per poter esprimere un giudizio su quel che fanno gli scienziati ed esprimere un “consenso informato” sulle varie questioni che mi vengono proposte. Non mi è mai capitato di leggere qualcosa con l’atteggiamento supino di chi è disposto ad accettare sulla base dello “ipse dixit”. Questo è il frutto di tutta la mia formazione scolastica. Sono vissuto, fortunatamente, in un periodo storico in cui ci veniva insegnato a chiedere ed a chiederci sempre il perchè delle cose. Ai miei tempi non veniva premiata l’abilità a ripetere pagine di libro, ma la capacità di analisi e di critica.
    In ogni caso sono d’accordo con lei, valery, per esprimere un giudizio su qualsiasi cosa, anche la ricerca scientifica, non occorre un titolo o qualche esame universitario. Per fare questo, infatti, è sufficiente il buonsenso, cioè la diligenza del buon padre di famiglia. Il titolo o l’esame universitario, però, possono aiutare ad esprimere un’opinione tecnica sulla questione. E con questo il cerchio si chiude. Come vede, abbiamo idee piuttosto antitetiche. Io rispetto le sue, mi auguro che lei abbia altrettanto rispetto per le mie.
    Ciao, Donato.

    Post a Reply
    • chiunque possieda una cultura scolastica media è in grado di valutare quel che un medico propone. Lo stesso non si può dire p.e. della fisica p.e. teoria delle stringhe ecc.. cmq non ho detto che lei non può esprimere un opinione, ho detto che qui si usano gli stessi metodi usati dalle persone che voi contestate. Peggio ancora, dipingete il mondo scientifico ed accademico come composto da asini incapaci di senso critico. Si sentirebbe in grado di affermare che non esistono pubblicazioni serie fatte da persone serie che supportano la teoria dell’AGW? Mi piacerebbe, qualora fosse possibile, vederle linkate anche qui.

    • Scusi, Valery, ma chi le impedisce di linkare uno studio serio, sostenitore dell’AGW ? Non mi pare che Guido Guidi abbia mai censurato nulla che fosse serio.
      Anzi, se in tanti anni che lo seguo e lo stimo, ho capito qualcosa del suo modo di moderare questo sito, credo che sia ben felice (ed anch’io, nel mio piccolo, lo sarei) di vedere su queste pagine “anche” il punto di vista dei sostenitori dell’ipotesi AGW (la chiamerò “teoria” quando verrà fornito un esperimento che la possa falsificare, in caso di esito negativo, e non prima).
      Su questo sito ho visto citare sostenitori dell’ipotesi AGW, quali Bjorn Lomborg, Judith Curry, e altri, che invece sono tacciati di “eresia” dai fedeli della religione di Gaia, e concluderei che sono altri quelli che dovrebbero farsi l’esame di coscienza sul loro senso di libertà di espressione, e vocazione al dialogo.
      Ma ben oltre questi scienziati (la Curry, perché Lomborg è un economista) che dicono tutto sommato, anche cose che piacciono agli scettici, ricordo che Guido Guidi ha invitato anche persone che intendessero supportare l’AGW.
      “Chi ama la scienza, ama la verità, e non ha paura delle altrui opinioni.”
      (Shelburn)

    • non sono io a dover linkare ma voi a dover proporre. Mica conduco io un sito in cui si dichiara di tenere alla scienza più di ogni altra cosa. GG non censura nulla, glielo concedo, ma non propone nulla di diverso del vs pensiero unico. “Chi ama la scienza, ama la verità, e non ha paura delle altrui opinioni.”
      (Shelburn)

    • Salve Giulia, ci si rivede eh?
      Certo che non hai molto da fare per zompettare da un sito cattolico ad un altro che smonta tutto quello in cui hai sempre creduto eh?

    • Piero,
      questa proprio non l’ho capita. Risparmiamoci gli scambi da forum per cortesia.
      gg

    • Pubblicazioni a sostegno dell’AGW ne esistono a centinaia. Personalmente ne ho lette parecchie e, in molte di esse, ho potuto trovare qualcosa che non mi convince del tutto. Allo stesso modo esistono delle cose che non mi convincono del tutto nelle pubblicazioni degli scettici climatici. Sulle pagine di CM sono linkate decine di pubblicazioni che possono essere riferite a posizioni pro-AGW. Per restare alle ultime vorrei citare tutti gli articoli riferibili a BEST. Io stesso ho avuto la possibilità di commentare, qui su CM, una pubblicazione che può essere considerata pro AGW: http://www.climatemonitor.it/?p=26271
      Personalmente, come molti altri lettori di CM, ho l’abitudine di ascoltare le due campane prima di esprimere un’opinione.
      Proprio a forza di leggere, ad oggi, posso dire di essere ragionevolmente convinto che le temperature globali sono aumentate rispetto al passato e che la CO2 contribuisce a questo aumento delle temperature globali. Ciò che non mi convince è:
      – di quanto sono aumentate le temperature globali;
      – il problema della sensibilità climatica;
      – la questione dell’attribuzione alla CO2 di origine antropica; dell’esclusiva responsabilità del riscaldamento globale;
      – la fine del mondo nel 2100 a causa del GW.
      Per quel che riguarda gli eventi estremi l’IPCC ha già detto la sua (che condivido) per cui, fatta eccezione per queste tre o quattro “questioncelle”, tra la mia posizione e quella della comunità scientifica le differenze non sono abissali, anzi! Come vede, per me, gli scienziati NON sono affatto asini. Essi, però, sono uomini per cui potrebbero anche sbagliarsi su qualche punto dei loro ragionamenti e su qualche conclusione. Proprio leggendo mi sono reso conto che i ripensamenti sono moltissimi e che, da un anno all’altro, molti scienziati cambiano le loro convinzioni. Di errori di valutazione compiuti dagli scienziati, sono pieni i libri di storia della scienza. Questo non significa, però, che chi sbaglia sia da mandare al rogo. Tutt’altro. Lo scienziato, proprio perché indaga ai confini della conoscenza, è molto più probabile che incappi nell’errore. Ci sarebbe da meravigliarsi del contrario. L’errore è insito nel metodo scientifico-sperimentale; è normale. Proprio per questo la scienza non progredisce mai in modo lineare, ma, quasi sempre, per tentativi ed errori.
      E per finire solo una piccola considerazione su una sua affermazione. Lei scrive:
      “chiunque possieda una cultura scolastica media è in grado di valutare quel che un medico propone. Lo stesso non si può dire p.e. della fisica p.e. teoria delle stringhe ecc.”
      La teoria delle stringhe effettivamente è una parte della fisica che poche persone al mondo credono di aver capito. In questo caso, però, come lei certamente saprà, molti cosmologi, molti astrofisici, molti fisici (esperti della materia, quindi) e molti divulgatori sono convinti che questa teoria, più che una teoria fisica, sia una religione. Il motivo è semplice: non può essere falsificata (nel senso di K. Popper).
      In questo momento non ho tra le mani i riferimenti bibliografici. Mi riservo, se del caso, di fornirli in un prossimo commento. Come vede un sano scetticismo è molto diffuso tra gli scienziati.
      Solo in ambito climatologico sembra che tutti abbiano delle certezze. Mi sono sempre chiesto il perché. 🙂
      Ciao, Donato.

  5. @commosso
    Mi spiace non avere dei fazzoletti di carta a portata di mano (per le sue lacrime!) Belli quei grafici…li fa direttamente Mann? A me piace di più questo: http://www.cru.uea.ac.uk/ …ma è questione di gusti, d’altronde io vengo da un altro pianeta 😉

    Post a Reply
    • eh, Mauro caro, più che per le lacrime i fazzoletti, mi servono per il sudore…
      Comunque, in effetti, come esprime bene il titolo di questo commovente post di questo commovente blog si tratta pur sempre, in fondo, di una “questione di consenso”, o se preferisce, di gusti, come dice Lei!
      Basta mettersi d’accordo e un pianeta (perfino la Terra) si raffredda, se si vuole. Alto-basso, freddo-caldo, dolce-salato, tutti concetti relativi e soggettivi, insomma.

      Ps:
      Nel link da Lei così gentilmente segnalatomi (grazie) leggo.

      “The period 2001-2010 (0.44°C above 1961-90 mean) was 0.20°C warmer than the 1991-2000 decade (0.24°C above 1961-90 mean). The warmest year of the entire series has been 1998, with a temperature of 0.55°C above the 1961-90 mean. After 1998, the next nine warmest years in the series are all in the decade 2001-2010. During this decade, only 2008 is not in the ten warmest years. Even though 2008 was the coldest year of the 21st century it was still the 13th warmest year of the whole record. “

    • (prego)…appunto….”The most important statistic is that global average temperatures stopped rising in 2001,….The claim that the warming trend over the last 50 to 100 years is continuing right now, or that it is even ‘accelerating’ is pure speculation, based upon the assumption that what has happened in recent decades will continue into the future….There were probably even warmer years during the Medieval Warm Period (MWP) than we have seen in recent years. Even the warmth of the ‘record’ warm El Nino year in 1998 might well have been surpassed several times during major El Nino events that occurred during the MWP…” …dipende sempre da che lato si guarda la cosa,..suvvia! Tanta “commozione” per un po’ di sudore 😉

    • certo, certo, Mauro, è tutto pure speculation, lo sbilancio energetico, il forcing radiativo … (mi domando che l’abbiamo inventata a fare la fisica, tanto bastano le chiacchiere, no?) e, sì, nel medioevo faceva caldissimo, i vikinghi coltivavano datteri nella greenlandia. Ok.

      Il motivo per cui mi sono messo a commentare il suo intervento è che la storiella del mondo che si sta raffreddando, mi sembrava un po’ passata di moda, almeno in questi ultimi mesi bollenti dove mezzo emisfero arrostisce e secca, se non altro per una questione di buon gusto, e magari rispetto verso chi vede raccolti, coltivazioni, a volte il lavoro di una vita, andare letteralmente in fumo. Ma vedo che qui non si butta niente!
      La lascio nel suo mondo in raffreddamento, e, commosso, la saluto.

    • @ Commosso

      ma per cortesia viene qui a fare ironia?
      Ma allora ci spieghi, una volta per tutte, se non vuole essere ridicolizzato, con tutta la sua fisica, tutti i suoi bilanci energetici e tutti i forcing radiativi che conosce, cosa ha determinato il periodo caldo medioevale diffuso in ogni dove nel pianeta, con gli stessi ratei e le stesse massime del riscaldamento corrente.
      In caso non ci riuscisse ci farebbe piangere dalle risate! Non commossi, ma divertiti fino alle lacrime.

      I datteri no ma i Vikinghi coltivavano l’avena e allevavano pecore e bovini nei fiordi della Groenlandia che infatti erano visibili da molto lontano come “terra verde” in mezzo a terre bianche, nome scelto anch eper far pubblicità ai coloni, ma effettivamente i fiordi erano molto, ma molto verdi.http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2010/06/15/news/groenlandia_clima_vichingo-28988/

  6. Un ingegnere (elettronico, meccanico, civile, ecc., ecc.) ha conseguito la sua laurea dopo aver superato: due esami di analisi matematica, un esame di algebra lineare e geometria analitica, due esami di fisica, due esami di chimica (di cui uno di chimica applicata), un esame di meccanica razionale ed altri ventuno esami di vario tipo, ma tutti fortemente incentrati sulla fisica, la chimica e la matematica. Come ingegnere credo di possedere una preparazione fisico-matematica di tutto rispetto e come persona ho avuto modo di coltivare, da circa trent’anni, la mia formazione scientifica cercando di aggiornarmi quotidianamente sui vari temi di cui si occupa la comunità scientifica attraverso la lettura di riviste di divulgazione scientifica (Le Scienze, nella fattispecie). Negli ultimi tre anni, inoltre, cerco di approfondire le mie conoscenze in campo scientifico anche attraverso la lettura di pubblicazioni scientifiche (che non siano a pagamento, ovviamente). Tra l’altro insegno matematica e fisica nelle scuole superiori. In ultima analisi credo di avere le conoscenze e le competenze per esprimere un giudizio su argomenti di carattere scientifico pur NON essendo uno scienziato. Anche perché è difficile che esprima un giudizio senza prima leggere il lavoro dello scienziato di turno. Qualche volta, ad onor del vero, mi è capitato, però, ho cercato di fare subito ammenda e non ho avuto timore ad ammetterlo pubblicamente precisando il mio pensiero.
    Questo, però, non significa nulla. Avvocati, letterati, impiegati, muratori, coltivatori diretti, bancari, ecc., ecc., sono stati chiamati, quali cittadini-elettori, ad esprimere un giudizio sulla ricerca scientifica da condurre sulle cellule staminali; a decidere sul futuro energetico del nostro Paese (attraverso un referendum sul nucleare) e vengono invitati continuamente a mobilitarsi per dire NO alla TAV, alle centrali a turbogas, ai rigassificatori e via cantando ed a dire SI al fotovoltaico, all’eolico, alle biomasse. Sulla scorta di quali competenze scientifiche? Nessuno si pone il problema, l’importante è raggiungere il quorum o l’effetto mediatico. Del resto è giusto che sia così: è la democrazia. Se, però, un ingegnere, un informatico, un zootecnico, un geologo esprimono un giudizio su questi stessi temi diventano presuntuosi e vengono tacciati di incompetenza (se gli va bene) da coloro che “fanno parte della comunità scientifica”.
    Mi è dispiaciuto molto dover fare queste precisazioni, però, comincia a seccarmi leggere in qualche commento che gli ingegneri “osano” criticare gli scienziati. Come si permettono, questi vili meccanici, intromettersi in campi che non li riguardano? 🙂
    Signori miei, scendete dai vostri pulpiti. Se la scienza è altrove (cosa cui non credo perché una scienza slegata dalla società che l’alimenta e se ne alimenta è destinata a fare una pessima fine) riportatela tra i comuni mortali!
    In Italia, riflettevo oggi, un magistrato monocratico può decidere, con una sua sentenza, delle sorti dell’industria e dell’economia dell’intero Paese. Un uomo (o donna, ovviamente) solo può, a suo insindacabile giudizio, decidere con un’ordinanza ciò che è giusto o sbagliato per milioni di persone. A nulla valgono, di fronte a questa decisione, deliberati di ministri, decreti governativi, scioperi e cortei. Solo un’altra sentenza di un altro giudice può modificare (forse) tale decisione. Se io e, per esempio, la maggioranza degli italiani troviamo questa decisione ingiusta e riprovevole dobbiamo rispettarla (e questo è giusto). Avremmo, però, il diritto di criticarla. Il problema è che non lo possiamo fare perché non è politicamente corretto criticare la magistratura. Se, quindi, dovesse esistere (è solo un’ipotesi, badiamo bene 🙂 ) un giudice cretino che prende decisioni cretine ce lo dobbiamo tenere sul groppone perché, in caso contrario attaccheremmo, l’intera magistratura. E’ semplicemente ridicolo!
    La stessa cosa capita con gli scienziati: se ne critichi uno, critichi tutta la comunità e pecchi di lesa maestà.
    Al mio paese questo si chiama corporativismo. Nella corporazione tutti se le possono dare di santa ragione (sopra e sotto la cinta), ma guai se parla qualcuno estraneo: se li ritrova tutti addosso a menare come matti. Peggio ancora. Se qualcuno esce fuori dal coro e dice o scrive cose che non incontrano il consenso della comunità, è escluso dalla comunità stessa come succedeva agli appestati in tempi più bui di quelli di oggi.
    La cosa buffa è che nella società odierna è lecito criticare (a torto o a ragione) il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, i Presidenti delle Camere, i Ministri, i deputati e senatori, forse anche il Papa, ma guai a parlar male di qualche magistrato o di qualche climatologo osservante: anche se dice delle enormi sciocchezze, ovviamente.
    Così non va, così la gente si allontana dalla scienza, dalla magistratura e da tutte quelle istituzioni che si comportano in questo modo.
    Ciao, Donato.

    Post a Reply
    • Infatti è proprio per questo che sono convintamente qualunquista. non ho nessuna fiducia nelle istituzioni (sedicenti democratiche, in realtà viviamo in una oligarchia depravata) che sono arroganti corporative marce e becere… non solo in italia anche se noi rischiamo di essere in pole.

    • se vuole parliamo del ruolo della magistratura nella politica italiana ma non mi pare il caso. cmq se avesse voglia di rivedersi i miei post su articoli precedenti si renderebbe conto che non intendo affermare la validità di alcuna teoria ma solamente farvi notare che il vs comportamento è del tutto simile a quello delle persone che criticate aspramente. Sulle capacità di analisi dell’argomento ‘climatologia’ di chiunque si nutra di divulgazione e non sia dentro la materia, qualsiasi settore della materia, dico solo che qualche esame universitario e un titolo non sono un passaporto sufficiente per esprimere giudizi, che possono anche essere corretti, ma la loro correttezza è più affidata al caso che al ragionamento. Sarebbe molto più interessante riportare con correttezza il dibattito scientifico vero, concreto,che avviene su certi argomenti e non le stupidaggini che passano i giornali.

    • Neanche a me sembra il caso, grazie.
      PS: leggi anche la risposta a Donato.
      gg

    • Donato,
      sono giorni che rifletto circa l’opportunità di affrontare la questione ILVA, per molti aspetti collegata alle nostre discussioni in materia ambientale. Ma ho comunque deciso di non farlo perché – e lo dimostra lo scambio di battute tra te e Valery – finiremmo fuori strada in un battibaleno. Una strada che su queste pagine non voglio percorrere per motivi che ho già avuto modo di spiegare in altre occasioni. La tua, lo comprendo, voleva essere solo un’analogia riferita al diritto di critica (o alla sua assenza come nella fattispecie), ma per fortuna nel nostro ambito di discussione alla carta bollata non ci siamo ancora arrivati. Temo che possa succedere presto, come del resto è avvenuto in altri paesi sia per macro (Nuova Zelanda e USA) sia per micro (sempre USA e UK) dispute, ma non vorrei precorrere i tempi. 🙂
      Vale quindi la regola di sempre: litighiamo (bonariamente) sulla materia che ci è più congeniale, che di per se è già abbastanza vasta, e lasciamo le altre pur interessanti discussioni ad altri ambiti.
      gg

  7. Caro Guidi forse come dice lei non si va da nessuna parte con certi commenti,
    però molta gente è stufa degli articoli catastrofisti di quotidiani come re
    pubblica,corriere etc e comincia ad essere come minimo scettica(es. artico sen
    za ghiacci prima del 2010 apparso mi sembra in uno dei precedenti giornali in
    torno al2004-2005.

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  8. “quelli di cui parli leggono, si informano e esprimono il loro parere per quel che è loro possibile comprendere” Gia’ Guido, ma pare loro abbastanza per insultare quotidianamente il lavoro altrui (vedi gli articoli di Costa) pur sapendo di non avere la basi/voglia per capire le fondamenta della scienza che attaccano. Non e’ un controsenso accusare policy-makers e scienziati di sovvertire il mondo basandosi su faciloneria credulona, e utulizzare la stessa faciloneria per accusarli di scienza sloppy (vedi credere a tutto cio’ che Mamma Watt vomita giornalmente)?

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    • Alessio,
      Claudio non insulta il lavoro altrui, scrive solo in modo a volte un po’ troppo colorito, lo ammetto. Gli insulti sono un’altra cosa, sono quelli per esempio che i soliti noti gli rivolgono gratuitamente nelle discussioni nella torre d’avorio. Se credi posso chiedergli di farti avere un memorandum.
      La storia di Watts é vecchia. Di mamma ce n’è una sola e la mia non si chiama Antony. Chissà quanti sono invece convinti che la loro si chiami Hansen. Quella che ci sia una volontà di sovvertire il mondo non é un’accusa, ma una constatazione che segue a una dichiarazione d’intenti. Nulla di male, ma spero sia consentito farlo notare. Ovviamente con una differenza: qui nessuno pretende di aver ragione. 🙂
      gg

    • non è vero! voi tutti pensate di aver ragione anzi lo ripetete di continuo nei vs commenti dal tono sarcastico. Si vada un pò a rileggere quel che pubblica. le ricordo che tra i suoi frequentatori abituali ce n’è uno che sostiene di poter dimostrare che l’agw è logicamente impossibile, le pare normale un atteggiamento del genere? E’ linguaggio colorito?

    • Valery, se vuoi dare una mano a moderare accomodati. Penso che un po’ di pensiero unico farebbe bene anche a CM. 🙂
      gg

    • “tono sarcastico”? “atteggiamento”? “linguaggio colorito”?….ma di cosa stiamo parlando? I dati, ci vogliono, “DATI” che dicono(fino a prova contraria) che la Terra da 10 anni ad ora, si sta raffreddando nonostante la CO2. Lo dice anche Rubbia! (è uno scienziato vero? 🙂 ) Tutto il resto sono parole al vento, ovvero “opinioni” più o meno “scientifiche” condivisibili o no ma non dimostrabili.

    • commoventi osservazioni, Mauro!

      stavo per chiederLe da quale pianeta e galassia ci scrive, e, magari, di inviarci da lì un po’ di osservazioni, ma poi ho letto meglio il Suo post (scrive la “Terra”, forte) e mi sono accorto che il tono era ironico.

      Quanto ai dati terrestri, provi qui, ad esempio:
      http://berkeleyearth.org/results-summary/

      si scherza, nè, si suda, anche, è vero, ma abbiamo sempre voglia di scherzare. 🙂

    • @ Alessio e Valery

      infatti Rovelli, Caserini, Coyaud, Tozzi, Bardi; Della volpe, Mercalli, De Leo Valentini Veronesi, ecc sarebbero climatologi? NO!
      Allora perchè possono parlare di clima? perchè sono allineati? e perchè questi con anche il Vincenzo Ferrara possono fare accuse alla zootecnia quando non distinguono una vacca da un toro? E ancora perchè ad un climatologo come Hansen si consente di fare politica energetica senza critica alcuna? Come mai nessuno dice nulla sul fatto che Hansen promuova in ogni modo e in ogni forma il nucleare scrivendo a ministri e presidenti di mezzo mondo?

      Io ho fatto delle affermazioni su quello che ci hanno raccontato sul clima e che trovo incoerente o sbagliato, ma non sono un climatologo: sono sbagliate. Male!(purtroppo capita) le correggerò, però dovete ancora dimostrare che ci sia qualcosa di sbagliato in quello che ho detto.

      @ Alessio

      Nella discussione sulle menzogne climatiche ti abbiamo risposto sia io che Donato ancora mi deve indicare gli errori che avrei fatto

  9. Avevo intenzione di commentare che nella lista dei settori avrei incluso l’epistemologia, quando click dopo clik, passando per il blog della Curry linkato dal post, arrivo al seguente paper:

    Assessing climate model projections: state of the art and philosophical reflections

    http://home.tm.tue.nl/jkatzav/Assessing%20climate%20model%20projections%20-%20Katzav%20et%20al%20(preprint).pdf

    Mi scuso per l’OT, però, per come la penso io, questo è un lavoro molto importante e molto interessante. Spero un giorno di poter discutere serenamente con chi ha un parere opposto al mio sui GCM considerando anche questo articolo. Anzi, in realtà, in merito non ho molto da dire che non sia già contenuto nell’articolo. Non vorrei che il riferimento alla filosofia inducesse a credere che si tratti di questioni astratte: viceversa, si tratta di problemi tecnici, pratici, in particolare la stesura di un test severo secondo la definizione di Popper.
    Per ritornare al tema del post, secondo me un consenso che sia pienamente consapevole dovrebbe passare anche per la lettura di articoli sulla scienza del clima di stampo epistemologico, come quello sopra citato.

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    • Hai ragione, avevo letto anche quello, ma non ho voluto mettere troppe cose in quello che in definitiva era un preambolo, pur se propedeutico al resto del post. Anche per non correre il rischio di far deragliare l’eventuale discussione. Comunque condivido con te l’interesse per quel paper. Dalle procedure di validazione e dai loro risultati deve dipendere in fondo il messaggio finale. Ove queste fossero inadatte o fallaci, il messaggio lo sarebbe altrettanto. Ben vengano quindi analisi del genere.
      gg

  10. come fanno dei laureati in informatica, ingegneria elettronica, esperti(forse) in zootecnia,tutte persone che scienziati non sono, a parlare quotidianamente di clima,energia, nucleare e permettersi giudizi acidissimi nei confronti del mondo scientifico?

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    • Valery, ci hai già provato e non mi pare sia andata tanto bene. Comunque quelli di cui parli leggono, si informano e esprimono il loro parere per quel che è loro possibile comprendere, senza per questo pretendere come gli esperti di cui al post di presagire la fine del mondo e suggerire (ove non attuare fattivamente attraverso il processo di informazione ai policy makers) di sovvertire l’economia di intere nazioni. Se il co-chair dell’IPCC Oppenheimer, economista (il chair è un ingegnere ferroviario), afferma aderendo quindi al consenso che a causa del pericolo AGW le COP non sono più summit climatici ma eventi dove si discute la redistribuzione del reddito, mi piacerebbe sapere su cosa poggia la sua adesione. Tutto qui. Non hai la stessa curiosità?
      gg

    • gg, lei ci prova ogni giorno e se le pare che vada bene questo andazzo, auguri. La scienza fortunatamente è altrove

    • il mondo “scientifico”caro amico è venduto ,se neaccorgerà anche lei!

    • Non sono d’accordo Davide. Il messaggio non é questo e così non andiamo da nessuna parte!
      gg

    • Valery, fai finta di non capire. Guido Guidi te l’aveva detto chiaramente, il presidente dell’IPCC, e cioè la massima autorità in campo climatico, in quanto condiziona le policy dell’intero mondo, è un ingegnere ferroviario, NON uno scienziato climatico. Perché non hai mai protestato per questa che, secondo te, dovrebbe essere (se tu, ahi ahi, fossi appena appena un po’ coerente) una assurdità ?
      Te la pigli con un sito che fa informazione, su cui si discute, su cui possono parlare sia scettici che sostenitori dell’ipotesi AGW (come credo tu sia), ma che ahimè, non può assolutamente competere con la forza mediatica, economica e decisionale dell’IPCC, e accusi questo sito di una “colpa” che (se è colpa) è un miliardo di volte più grave nell’IPCC, per le sue conseguenze reali sulle economie mondiali ?
      La scienza sarebbe altrove ? Dove ? Non all’IPCC, secondo il “tuo” metro di giudizio !
      Secondo me.

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