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Invito alla lettura

Che dire? Leggere sulle pagine del Corriere della Sera, uno dei quotidiani più letti del Paese, le cose che diciamo e scriviamo da anni da’ una certa soddisfazione.

 

I pentiti dell’ecologismo radicale

Mark Lynas, Bjørn Lomborg e Patrick Moore hanno abiurato il culto dell’ambiente che preferisce l’anatema all’analisi

 

Certo, si tratta solo di un’opinione espressa nella sezione Il Club de La Lettura, nessun endorsement da parte del media, ma è comunque un segnale positivo. E quello negativo? Beh, tanto per cambiare, si riporta di una inversione di tendenza che sta avendo luogo all’estero, mentre da noi i comitati del no impazzano ancora gioiosamente per le strade.

 

Vedremo, intanto, leggiamo.

 

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Published inAttualità

Un commento

  1. donato

    Ho l’impressione, che, ormai, queste tematiche costituiscano oggetto di polemica politica ed ideologica che, notoriamante, lascia poco spazio alla razionalità ed al dibattito. Nei programmi dei partiti che si sono confrontati durante le scorse elezioni politiche e che ora si apprestano a governare (?) il nostro Paese, le tematiche ambientali ed energetiche erano tutte orientate, in maniera più o meno radicale, verso l’obiettivo dello sviluppo sostenibile e della riduzione dell’impronta ecologica. Il politicamente corretto ambientale ed energetico è costituito da: decrescita o sviluppo sostenibile (che è la stessa cosa), economia verde, lavoro verde, riduzione delle emissioni e tutta la litania che accompagna questi item.
    Lo si vede anche dagli ospiti dei vari programmi televisivi di “approfondimento”: sostenitori della decrescita, dello sviluppo alternativo, del baratto, del km zero e via cantando, sono sempre presenti e, a volte, in forze. Sarà che il provincialismo italico si manifesti anche in questo modo, ma, onestamente, credo che nel prossimo lustro tali temi saranno dominanti nelle agende politiche, economiche e sociali del nosto Bel Pese. Le conseguenze? Io me le immagino e non sono per niente buone. Spero, però, di sbagliarmi e che le sorti magnifiche e progressive che prefigurano i sostenitori di queste tematiche siano reali. Mah…, nel frattempo mi limiterò a osservare e (fino a che ne avrò la forza fisica e mentale e mi sarà consentito da blog come questo) a commentare la situazione.
    Ciao, Donato.

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