Salta al contenuto

Moore, Oklahoma, il tornado era un F5

La massima intensità che eventi di questo genere possono raggiungere, almeno con riferimento ai dati disponibili. Il National Weather Service americano ha diramato un comunicato tecnico in cui l’intensità dei venti associati al tornado è stata stimata provvisoriamente in 200-210 miglia orarie, poco sotto 340kmh.

 

La scala di riferimento per valutare l’intensità di questi eventi è applicabile solo a posteriori, ossia dopo la valutazione dei danni. Un sensore che dovesse trovarsi sul percorso infatti non potrebbe davvero riportare alcun dato, anzi, presumibilmente non sarebbe proprio possibile ritrovarlo. Così, come ci racconta wikipedia, si ricorre alla scala Fujita, che prende il nome dello studioso che l’ha definita, analizzando per anni i danni provocati dai numerosi tornado che si svilupparono subito dopo l’esplosioni atomica di Hiroshima.

 

 

Per avere un termine di paragone, per quel che può valere, il tornado che ha colpito l’Emilia Romagna lo scorso aprile era presumibilmente un F2, o forse F3. Il nostro territorio, pur non sempre risparmiato, non ha certamente il potenziale di generare eventi di questa portata. Quel che serve sono sostanzialmente caratteristiche molto continentali in termini di morfologia del territorio e la possibilità che si incontrino masse d’aria fredde e molto secche con masse d’aria calde e molto umide. Esattamente la carta d’identità, purtroppo, degli stati centrali degli USA, dove, non a caso, la striscia di territorio che dal Texas raggiunge il Nebraska attraversando prima l’Oklahoma e poi il Kansas è nota anche come Tornado Halley, la strada dei tornado, appunto. Dalla NOAA aprendiamo che, nel mese di maggio, capitano mediamente 43 eventi nel Texas, 28 nell’Oklahoma, 38 nel Kansas e 17 nel Nebraska, e apprendiamo anche che maggio è il mese più pericoloso della cosiddetta stagione dei tornado, che abbraccia più o meno la primavera e l’estate.

 

Nonostante glis forzi enormi in termini di ricerca, prevenzione e protezione, i tornado restano gli eventi più pericolosi e impredicibili che la Natura sappia generare, perché l’inensco delle dinamiche che portano una normale cella temporalesca a diventare una cella rotante o super cella, come la si definisce in gergo meteorologico, sono tutt’altro che note. Nella maggior parte dei casi, per non dire proprio tutti, l’identificazione di quesi soggetti è esclusivamente appartenente al tempo reale e, anche in questi casi, non sempre si sviluppano dei tornado e non sempre, quando si sviluppano, questi sono identificabili dai pur avanzatissimi sistemi di indagine dell’atmosfera di cui dispone il National Weather Service americano. A complicare ulteriormente la situazione, una forte variabilità interannuale, con stagioni in cui i numeri si discostano molto dalla media attesa (gli americani li chiamano tornado outbreak), come nel 2010 e nel 1974, e altre che passano quasi in sordina, come quella del 2012.

 

I risultati, purtroppo, si sono visti. C’è ancora molto da fare, in questi casi, anche per sapere che tempo farà nel breve volgere di pochi minuti.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualità

11 Comments

  1. … distruzione di edifici in pietra d’epoca, precisiamolo. A Oklahoma City tutti quelli che avevano un rifugio debitamente costruito (le scuole dove sono morti i bambini non l’avevano) si sono salvati.

  2. Tutto bellissimo, i radar, le discussioni, i temporali, l’effetto serra. Dopodiché è abbastanza evidente che Oklahoma city è un bersaglio ricorrente dei tornado. Bastava costruire in cemento, oppure far sì che tutte le case avessero un rifugio sicuro – i giornali dicono che in molti non se lo possono permettere, perché costa. Ecco, vorrei sapere quanto, perché anche gli incentivi verdi costano, solo che i soldi spesi a Oklahoma City in un annetto potevano salvare vite e beni nell’immediato, gli incentivi verdi non si sa cosa faranno, comunque nei prossimi vent’anni. Secondo me prima si pensa ad evitare i morti di oggi, specialmente se le soluzioni sono semplici e a portata di mano, solo dopo quelli di domani, specialmente se le soluzioni sono complesse e ancora dubbie.

  3. max pagano

    e per la gioia di tutti, il quotidiano LA STAMPA di oggi titola a doppia pagina a proposito del tornado, che la colpa è dell’EFFETTO SERRA e che dobbiamo pagare il conto……

    evvabbè…..

    • Max, posta il link se puoi.
      gg

    • max pagano

      l’ho vista sul cartaceo, il link al pdf è disponibile purtroppo solo per gli abbonati….

    • Fabio Spina

      I commenti sono vari e sintetizzati dal quotidiano Europa:”Ma sulle cause gli scienziati interpellati oggi hanno opinioni diverse: siamo disarmati, ammette il meterologo Richard Rotunno citato dal Corriere della Sera, perché le trombe d’aria sfuggono a i radar (e i tornado sono ogni anno circa 1200, solo negli Usa sono 150) e sì c’è un legame col cambiamento climatico ma «solo con i cicloni tropicali». Il «conto dell’effetto serra», dettaglia invece La stampa, con annessa infografica sulla situazione nel mondo e ancora un monito dei climatologo: «Dobbiamo adattarci». Dura anche la valutazione dell’esperto Cnr Franco Prodi sul Messaggero: non è bastato un sistema di radar eccellenti a scongiurare questa tragedia e poi, interrogato sul legame del tornado con i cambiamenti climatici mette un freno: sì, si deve vedere se i temporali sono aumentati in numero e intensità, «ma rimane una questione molto controversa nella comunità scientifica». E contrario all’idea che la responsabilità sia dell’effetto serra è anche Pietro Greco sull’Unità: «Una falsa percezione», non è ancora influenzato dai cambiamenti del clima, argomenta.” http://www.europaquotidiano.it/2013/05/22/tornado-da-effetto-serra-o-no/
      Da notare che anche il mitico Maracchi mi è sembrato molto più prudente del solito: http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/21/il_papa_prega_a_messa_e_in_un_tweet_per_la_tragedia_di_oklahoma_city/it1-694076

  4. gbettanini

    Scusate la pignoleria ma mi pare che però si debba distinguere tra scala Fujita (Fx) ed Enhanced Fujita (EFx) perchè hanno valori limite molto diversi ed infatti nelle notizie dei vari quotidiani si è fatta una discreta confusione. Comunque nel comunicato tecnico mi sembra si parli di EF5.

    • La questione non è chiara, credo perché il comunicato viene aggiornato via via che i survey team riportano i danni. Comunque, la prima stima del primo comunicato parlava in effetti di EF5 ma i venti stimati erano quelli dell’F5.
      gg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »