Fermi tutti, c’è un mondo dal salvare…Ma non lo fate sapere ai suoi abitanti.

Sarai mondo se monderai lo mondo” ammoniva un fantastico Enrico Maria Salerno nell’incontrare gli sventurati dell’Armata Brancaleone. All’epoca, in parodia ma non troppo, si trattava di andare alle crociate, oggi magari è diverso, ma la missione salvifica continua e sa adeguarsi all’esigenza. Il mondo va salvato, non c’è dubbio. Circa i suoi abitanti se ne può parlare, ma i margini sono alquanto ristretti.

 

Mi capita tra le mani questo post di Roger Pielke jr. Il titolo è emblematico: “Ridurre i gas serra o aumentare l’accessibilità all’energia?“. Un bel problema, specie perché interessa qualche miliardo di persone. Da questa analisi che Pielke riprende sul suo blog, si evince che concentrare le risorse messe a disposizione dall’OPIC (principale istituzione finanziaria americana per lo sviluppo estero) per aumentare l’accessibilità all’energia puntando sulle sole fonti rinnovabili (allo stato dell’arte) garantisce accessibilità energetica a 70 milioni di persone in meno di quante ne potrebbero invece beneficiare si ci si concentrasse esclusivamente sulle fonti fossili. In mezzo, naturalmente, varie gradazioni di mix energetico e beneficiati. Il grafico è qui sotto.

 

 

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Siccome il lavoro dell’OPIC è stato sin qui praticamente concentrato tutto sulle fonti rinnovabili, così lo sono state ovviamente le risorse messe a disposizione e così è probabile che sarà in futuro. Questo nobile orientamento e il grafico qui sopra pongono però la necessità di una scelta: dato che il ricorso alle fonti fossili genera emissioni, si darà energia a tanti o la si concederà a pochi ma in modo ‘pulito’? Le due cose insieme, per quanto moralmente molto soddisfacenti, con le attuali tecnologie e costi semplicemente non sono possibili.

 

Si deciderà quindi di salvare il mondo o i suoi abitanti? Pare che qualcuno stia già decidendo. Un amico personale e di queste pagine mi ha segnalato questo articolo, che a sua volta riprende un pezzo apparso sull’Huffington Post. Si Parla degli oneri che attendono la neo designata presidente della FED – banca centrale americana, istituto che sospetto possa avere voce in capitolo circa la destinazione d’uso e/o le regole per impiegare le risorse destinate agli investimenti nello sviluppo. Una to-do list impegnativa, c’è da giurarci, vista l’attuale contingenza economica. Ma ecco che si aggiunge un compito ormai inderogabile:

 

[…] Il cambiamento climatico sarebbe un’aggiunta inattesa a quella lista, ma il capo della FED è in una posizione importante e molto favorevole per far qualcosa sulla crisi climatica. […] Janet Yellen avrà poteri unici sulle policy economiche, e può usare i suoi nuovi poteri per salvare il pianeta. Per farlo, dovrà aggiungere un altro punto alla sua to-do list.

 

Tra i suggerimenti per far fronte all’onere dei ritagli di tempo, salvare il pianeta, quello di sfavorire gli istituti membri della FED rei di concedere crediti all’industria energetica petrolifera e a quelle attività economiche e industriali ad essa collegate. Non male come intervento centralizzato nella politica industriale del paese teoricamente più liberista che c’è.

 

Questi saggi consigli vengono da una firma d’eccezione (che non so quanto credito abbia verso il vertice della FED). In testa all’articolo credenziali di tutto rispetto: Economista politico, professionista dei cambiamenti climatici (?) e attivista della sostenibilità (?). L’ideologo attivista, la testata autorevole, il potere economico. Il cerchio si chiude, sarà il caso di far scorta di candele.

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Author: Sancho Senza Panza

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3 Comments

  1. beh, ma un pò di panza c’è, si vede che tiene il fiato quando appare in tv.

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    • Questa è uno spettacolo! Mi sto rotolando, per l’appunto. Glielo dirò.
      gg

  2. Fortunatamente i vertici delle principali istituzioni economiche sono molto poco sensibili alle ideologie, ai progetti visionari et similia e molto più sensibili agli aspetti economici e finanziari: visto come ci hanno ridotto pur di salvaguardare questi aspetti possiamo dire che sono molto pragmatici. 🙂
    Tutto ciò premesso aspetterò a comprare le candele: meglio risparmiare, visti i tempi. 🙂
    Ciao, Donato.

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