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Deja vu

Il maltempo non ha certo risparmiato il nostro Paese negli ultimi giorni, ma una cosa è certa, e lo era con discreto anticipo: l’aria che viene dall’Atlantico è sostanzialmente mite, per cui, montagne e basso Piemonte a parte, ci siamo risparmiati la neve e lo spettacolo pietoso delle nostre città decisamente poco resilienti rispetto a quel genere di eventi. La storia di oggi quindi la possiamo guardare da fuori, non senza un po’ di soddisfazione.

 

Prima un remainder. Febbraio 2012, l’ultimo ‘nevone’ italico. Una breve ma fitta nevicata colpisce anche Roma, pochi centimentri nell’area metropolitana in verità, molti di più nelle zone limitrofe. Vi risparmio la cronaca delle polemiche di allora, se ne avete voglia, qui c’è un assaggio. Ma, dicevamo, si parla dei fatti di casa d’altri. Non di un Paese scanzonato e scomposto come il nostro, ma degli USA, dove in genere pianificano e codificano anche il percorso mattutino dalla camera da letto al gabinetto. La città è Atlanta, in Georgia, stato bene a sud, certamente non famoso per il clima rigido.

 

Qualche giorno fa, al culmine dell’ondata di freddo che ha colpito gli USA e riempito il web di immagini spettacolari, anche Atlanta si è beccata la sua nevicata. Pochi centimentri per la verità, ma tanto è bastato per mettere letteralmente in ginocchio una metropoli con sei milioni di abitanti. Circa questo evento abbiamo una testimone d’eccezione, Judith Curry, nota scienziata e blogger in materia di clima e affini. Il suo post sull’argomento avrebbe potuto essere scritto due anni fa su Roma.

 

Evento raro ma non eccezionale (pare che i tempi di ritorno per la neve ad Atlanta siano di 4-5 anni), previsioni sostanzialmente accurate per lo più ignorate nel processo decisionale, pianificazione assente, valutazioni dal sapore molto più politico che gestionale nelle decisioni, polemiche furibonde all’indomani dell’evento. Traffico in tilt, bivacchi autostradali, popolazione infuriata etc etc…Il tutto così riassunto:

 

Qualcuno da qualche parte deve assumere il controllo e chiudere il cerchio della comprensione della minaccia tra previsori, decisori e pubblico.

 

Tutto il mondo è paese…

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Published inAttualità

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