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Luci di repertorio

 

Quando si dice il caso. A pochi giorni dallo scoccare dell’Ora della Terra, la NASA twitta questa stupenda immagine del sud Italia presa nel giugno del 2011 dalla ISS. E’ tornata la luce!

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Published inAttualità

4 Comments

  1. donato

    Caro Maurizio Rovati, tra noi due sta nascendo un dibattito che, credo, sia largamente OT e, tra l’altro, poco usuale su questo blog. E’ mia intenzione, pertanto chiudere con questo commento la questione per cui non è più mia intenzione intervenire su questo argomento.
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    Maurizio, sulle questioni climatiche possiamo anche trovarci d’accordo, ma su un tema specifico come questo noto che le distanze tra noi due sono molto grandi. Ovviamente ognuno ha diritto alle sue opinioni per cui non pretendo di cambiare le tue. Ho intenzione, però, di esprimere le mie che, come vedremo, sono diametralmente opposte alle tue.
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    Tu scrivi che il nord ha prodotto il benessere di questo paese contribuendo con le tasse pagate anche al benessere dei meridionali. Permettimi la franchezza, ma questo è vero solo in parte e, anche se lo fosse integralmente, sarebbe una specie di pena del contrappasso: dopo l’Unità d’Italia, infatti, si verificò l’esatto opposto e le risorse, invero modeste, dei poveri meridionali furono drenate verso il nord determinando il totale sconvolgimento della struttura economica e sociale del meridione d’Italia e trasformandolo in terra d’emigrazione, in mercato delle merci prodotte al nord ed in serbatoio di manodopera a basso costo (cfr. Luigi Einaudi – Il buongoverno; G. Fortunato – Il mezzogiorno e lo Stato Italiano; F.S. Nitti – Nord e Sud; ecc. ecc.). Molto istruttivo in proposito è un bell’articolo di P. Malanima et al.: Il prodotto delle regioni ed il divario Nord-Sud in Italia (1861-2004). http://www.paolomalanima.it/default_file/Articles/Daniele_%20Malanima.pdf
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    E’ opportuno, però, tornare al tema dei fuochi. Tu scrivi che il nome deriva dal malcostume dei cittadini campani di dare alle fiamme i propri rifiuti. Credo che tu sia male informato. Se ti riferisci ai servizi televisivi che in piena emergenza mostravano i roghi dei cassonetti, posso assicurarti che si trattava di effetti dell’esasperazione dei cittadini. I fuochi da cui la disgraziata terra di cui parliamo prende il nome sono ben altri: sono i fuochi con cui venivano e vengono distrutti i rifiuti illegali che provenivano e provengono dalle industrie del Nord, del Centro ed anche del Sud dell’Italia. Si bruciano i cavi elettrici, i circuiti stampati, i copertoni e centinaia di altre schifezze per ricavarne rame ed altri metalli.
    Tu parli di documenti di accompagnamento e di imprese intermedie: sei molto lontano dal problema, mi sembra. Qui non ci sono documenti o imprese intermedie: la trattativa è diretta tra il delinquente di turno ed il capoccia dell’azienda. Il trasporto è illegale, non ci sono carte, non ci sono documenti, bolle o altre documentazioni. Tutto è concordato a voce ed il pagamento è cash, liquido, non tracciabile. I criminali sono due: il capoccia dell’azienda (meridionale, settentrionale o altro importa poco, caro Maurizio) ed il mafioso che si occupa del trasporto e dello smaltimento finale. Tutto per un pugno di schifosissimi euro, per guadagnare di più. E’ la stessa causa che sta desertificando il Nord (ex)industriale: si de-localizzano le fabbriche per guadagnare di più, si avvelenano i territori per guadagnare di più, stop.
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    E veniamo alle domande del tuo commento: dove stavano i proprietari dei terreni in cui si seppellivano o bruciavano i rifiuti? Dove stava chi doveva evitare che tutto ciò accadesse? Le risposte sono semplici, lapalissiane: erano collusi, non si può spiegare altrimenti. Il problema, però, è ancora più grave perché il livello superiore di tutto ciò è formato dalla classe dirigente di questo Paese cui faceva e fa comodo che certe cose accadono. E con questo mi riferisco all’intera classe dirigente (politica ed amministrativa) del Nord, del Sud e del Centro che ha visto, vede e gli fa comodo che le cose stiano così.
    E’ troppo comodo, caro Murizio, prendersela con gli ignavi meridionali (dal camorrista di più basso profilo al grand commis): le responsabilità, purtroppo, sono di tutti e sono responsabilità che affondano le loro radici nella storia di questo nostro martoriato Paese senza distinzione di regione, città o campanile che dir si voglia. Non esistono innocenti, almeno così la penso io.
    Un esempio? In questi giorni si parla di un noto politico di Casal di Principe invischiato in problemi giudiziari. Ebbene, senza l’opera di costui i vari politici settentrionali (uno dei quali ha apertamente parlato di “cancro della conurbazione Napoli-Caserta”) non avrebbero avuto l’opportunità di governare nel corso di gran parte degli ultimi venti anni.
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    Un punto del tuo commento mi ha colpito in modo particolare: bastano quattro soldi di risarcimento per tappare la bocca di chi protesta. Anche di chi ha visto morire il proprio figlio, la propria madre, o altra persona cara? Non credo. Perché, caro Maurizio, ti potrà sembrare strano, ma anche molti di noi meridionali abbiamo una dignità e, ti posso garantire, che non è in vendita.
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    E, ora, una replica al tuo incipit: il fuoco … brucia. Personalmente vivo in Campania, ma lontano dalla terra dei fuochi. Nel mio Comune ricicliamo oltre il 75% dei rifiuti, la raccolta avviene porta a porta e paghiamo un sacco di soldi (nostri non del Nord) di TARSU. A me, personalmente, non brucia proprio niente, dà solo fastidio l’atteggiamento di accomunare un intero popolo per il 90% onesto al 10% di malavitosi ed intrallazzatori (del Nord e del Sud) che avvelenano il nostro territorio.
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    Vorrei farti notare, inoltre, che l’avvelenamento del territorio non riguarda solo le regioni del Sud. Che ne dici delle settecentomila persone (marchigiane non meridionali) avvelenate dalla discarica di una nota industria con sede nel Nord, delle migliaia di vittime dell’amianto del Monferrato, avvelenate da un’industria di proprietà di facoltosi imprenditori svizzeri, dei veleni in cui affoga Porto Marghera, dell’atrazina che ha inquinato le falde idriche a cui si approvvigionano milioni di cittadini del Nord Italia? E i proprietari del centro siderurgico di Taranto dove risiedono e dove tengono i loro capitali accumulati a spese dei poveracci che sgobbano nelle loro fabbriche ed in esse muoiono?
    Vedi caro Maurizio gli avvelenatori non hanno un ben preciso profilo antropologico: sono una minoranza che distrugge la vita della maggioranza. E sono del Nord e del Sud, insieme concordano come violare la legge e fare del male al prossimo. Sarebbe giusto, quindi, che a pagare fossero loro. Il guaio, però, è che pagheremo tutti noi: cittadini del Nord e del Sud, senza differenza alcuna.
    Ciao, Donato.

  2. maurizio rovati

    Il fuoco… brucia, si capisce.

    Lì, nella terra dei fuochi, tutti sapevano e ora fingono di essere stati ingannati dagli avidi e cinici cittadini del benestante nord che risulta essere anche quello che ha versato (nel bene o nel male) le tasse in questo paese e che ha prodotto (lavorando) il benessere di tutta l’italia.
    E non è che al nord manchino i meridionali anche nei quadri direttivi delle aziende accusate di sversamento.
    Quel tipo di smaltimento passava attraverso aziende intermedie (ubicate nell’iperspazio? gestite dagli alieni?) )che si sono occupate di risolvere il problema fornendo la (falsa?) documentazione di legge per accompagnare i rifiuti.
    Adesso il problema lo deve risolvere lo stato, che però lo sapeva da sempre, perchè la magistratura lo sapeva, è agli atti.
    Domanda: il personale dello stato, per la maggior parte, da dove viene?
    Ma il solito sillogismo dice che se i rifiuti venivano da nord a pagare deve essere il nord.
    E non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e, specialmente se pensa che potrà avere quattro soldi di risarcimento, chiuderà anche occhi e bocca.

    Immagino il conflitto di interessi tra produttori alimentari che spergiurano che l’area inquinata è minima per vendere la mozzarella radioattiva alla diossina e quanti invece si aspettano di essere risarciti che hanno la convenienza di allargarla.

    E vogliamo parlare della cittadinanza? Perchè la terra dei fuochi pare si chiami così perchè i cittadini ( incapaci di darsi un sistema di gestione dei RSU) danno allegramente alle fiamme i loro stessi rifiuti solidi urbani e non perchè la camorra interrava rifiuti qua e là.
    Vuoi vedere che la colpa è sempre del cinico nord?.

    Come diceva Toto’? “E io pago!”

    Per portare le ecoballe campane in germania dove si fanno pagare dallo stato italiano per bruciarle e ci producono anche un po’ di energia che si godono alla faccia nostra.

    Che spettacolo, no termovalorizzatori, no discariche ma territorio comunque sporco ed inquinato.
    Non resta che dare la colpa ai cinismo altrui della incapacità civile propria.

    Cume se dis a milan (da un po’ di tempo a questa parte) “ca nisciun’ è fess…”

  3. donato

    Napoli è una metropoli di circa un milione di abitanti e tutta l’area metropolitana (che coincide con la provincia di Napoli), raggiunge i 3 milioni di abitanti. Se ad essa si aggiunge anche la vicina Caserta ci troviamo di fronte alla conurbazione più popolosa d’Europa con una densità media della popolazione di circa 2600 abitanti per chilometro quadrato e con punte di 12000 ab/kmq a Portici.
    Quella che appare come una macchia luminosa, pertanto, non è certo la “terra dei fuochi”, ma l’agglomerato urbano più esteso e popoloso d’Europa. Il chiarore diffuso dell’area, pertanto, non è il bagliore dei fuochi, ma il segno dell’esistenza di milioni e milioni di esseri umani che ogni giorno cercano, tra infinite difficoltà, di sbarcare il lunario e, la sera, accendono le luci (il minimo possibile per risparmiare quanto più si può) nelle loro case, nei loro negozi, nelle strade dove abitano creando quel chiarore quasi diurno che risalta nella foto del post.
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    Sono italiani che hanno centomila difetti, ma che scontano anche le il cinismo di altri italiani che li hanno avvelenati con i rifiuti delle loro fabbriche, italiani che hanno fondato il loro benessere sfruttando in modo illegale, anzi criminale, la terra di altri italiani che abitavano ed abitano quella che viene definita la “terra dei fuochi”.
    Ciao, Donato.

  4. maurizio rovati

    Va come si vede bene la terra dei fuochi!

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