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Rinnovabili? Semplicemente non funzionano, parola di Google

Per dar forza ad un argomento una volta si diceva “lo ha detto la televisione”, ora, più semplicemente, lo dice internet.  E quando dici internet dici Google e pochi altri giganti, ma soprattutto Google. Non è però della potenza nella raccolta e gestione delle informazioni dell’azienda di Mountain View che ci interessa parlare oggi, quanto piuttosto della sua potenza economica e finanziaria, derivata certamente dalla prima, ma oggi forse ancora più importante. Già perché Google ha a disposizione talmente tanti soldi da poter fare tutto, ivi compreso, ovviamente, l’impiego di immani quantità di fondi per fare ricerca e sviluppo. E’ loro ad esempio il progetto più avanzato di auto prive di conducente, ma sono loro anche i Google glass, tanto per dirne un paio.

Beh, qualche anno fa, consci del fatto che il loro business è uno dei più energivori, hanno deciso di avviare un progetto di “inverdimento” della loro catena produttiva. Sono nati quindi i centri di cacolo e le server farm più ecosostenibili del pianeta. Tutto molto bello, talmente bello da autorizzare sfide ancor più ambiziose, tipo quella di realizzare tecnologia e infrastrutture per produrre un Gigawatt di elettricità da rinnovabili a costi inferiori di quelli delle fonti fossili e di arrivarci nel giro di dieci anni. Perché? Semplice, perché dato che di affari se ne intendono, sanno e sapevano benissimo che una transizione dall’impiego intensivo di fonti fossili all’uso esclusivo di fonti rinnovabili, avrebbe potuto diventare praticabile solo se conveniente e solo se rapida, o, quantomeno realizzabile in tempi ragionevoli.

Ci credereste? Non ce l’hanno fatta. Nonostante l’impiego di procedure innovative, di tecniche all’avanguardia, di impianti addirittura robottizzati per la costruzione di quanto necessario, i responsabili del progetto, che per la cronaca si chiamava RE<C, se lo sono visto chiudere nel 2011, dopo aver preso atto che “Cercare di combattere il cambiamento climatico esclusivamente con le attuali tecnologie rinnovabili semplicemente non funziona; c’è necessità di un approccio completamente diverso”. Così, adesso si tirano le somme, con questo interessante articolo su IEEE Spectrum.

Sembra infatti che anche nel migliore degli scenari ipotizzati, l’impatto sulle emissioni sarebbe stato marginale, ovvero, nel fantastico mondo di Hames Hansen, sulle cui previsioni si sono appoggiati, del tutto insufficiente a salvare il mondo dall’arrosto climatico. Non solo, dato l’enorme quantitativo di energia necessaria e il conseguentemente enorme dispiegamento di impianti ad energia rinnovabile per farvi fronte, praticamente tutta l’energia prodotta se ne sarebbe andata per realizzarli, qualcosa di estremamente interessante per gli amanti dei lavori socialmente utili ma decisamente poco appetibile nel mondo reale.

Dov’è quindi la soluzione? Beh, questi anni di ricerca e sviluppo hanno in effetti fatto luce su molti aspetti della questione e fornito anche spunti interessanti, ma, per evitare il disastro, scrivono, ci vorrà la provvidenza: “Per invertire il cambiamento climatico, la nostra società necessita di qualcosa che vada oltre le attuali tecnologie rinnovabili. […] “Siamo speranzosi, perché a volte scienziati e tecnici di fatto riescono in qualcosa di impossibile. […] Ora, i dollari della ricerca e sviluppo devono andare agli inventori che stanno misurandosi con la scoraggiante sfida dell’energia in modo che possano tirar fuori con coraggio le loro pazze idee. Non possiamo ancora immaginare quale di queste tecnologie potrà funzionare e portarci ad una nuova era di prosperità – ma le persone di questo prosperoso futuro non saranno in grado di capire come abbiamo potuto vivere facendone a meno“. Parola di Google.

Per la cronaca, dato che lo scenario climatico con cui hanno ragionato è quello prospettato da James Hansen, ossia quello attualmente più lontano dalla realtà, nell’attesa dell’invenzione del secolo o addirittura del millennio, possiamo stare abbastanza tranquilli.

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Published inAttualità

7 Comments

  1. Traparentesi: se non erro, Google aveva un suo progetto di kite eolico (non era proprio un kite, ma una cosa molto simile). Dobbiamo dedurne che il progetto è morto? E già che ci siamo, a che punto è il kite italiano?

    Comunque, qualcuno scriva a Google per segnalare che questa pagina, evidentemente, è un po’ obsoleta:

    http://www.google.com/green/energy/

  2. donato

    Molti anni fa, qui su CM, G. Guidi pubblicò un post il cui titolo suonava, grosso modo, così: è brutto avere sempre ragione.
    Oggi, di fronte a questo post, dobbiamo dire che, ancora una volta, abbiamo avuto ragione: le energie rinnovabili così come sono non sono assolutamente in grado di competere sul mercato e non lo saranno mai a meno che non si droghi il mercato con gli incentivi. Ce ne hanno dette di cotte e di crude, ci hanno definito egoisti, negazionisti, incompetenti e chi più ne ha, più ne metta, ma alla fine la realtà prevale sui sogni. E la realtà è scritta nero su bianco da chi ha fatto della sostenibilità delle sue server-farm un cavallo di battaglia per conquistare il mercato.
    .
    Ci mettiamo a festeggiare? Neanche per sogno: se la teoria AGW fosse vera abbiamo perso tempo e soldi preziosi che avremmo potuto dirottare verso fonti convenzionali che non emettono CO2 (leggi nucleare, per esempio, come del resto ha sempre suggerito J. Hansen). Invece no: solare ed eolico a go go, costi quel che costi.
    In questi giorni sto chiudendo un progetto di una piccola villetta monofamiliare e, leggi alla mano, sono costretto a prevedere che una cospicua percentuale del consumo energetico del fabbricato sia soddisfatta da fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico e biomasse, per la precisione). Non lo faccio perché non ci credo? Il progetto non è approvabile.
    Il proprietario mi ha detto che io posso prevedere tutto quello che voglio, lui non installerà un bel niente in quanto non ha tanti soldi da spendere, io lo capisco e condivido le sue perplessità, ma non so come fare per aiutarlo: dura lex, sed lex.
    .
    Ecco una conseguenza pratica, molto pratica, delle farneticazioni sulle rinnovabili. Se il mio cliente leggesse il post di G. Guidi e le conclusioni di Google, cosa ne penserebbe?
    E poi ci meravigliamo degli euroscettici e della disaffezione dei cittadini nei riguardi della politica e delle istituzioni.
    Ciao, Donato.

  3. Mario

    “Fusione nucleare”, secondo me, è la strada da seguire.
    🙂

  4. DonatoP

    Rubbia, abbandonato il solare termico, attualmente sembra “attratto” dal gas di scisto e dai clatrati…

    • Devo dire che mi è piaciuto il commento di Luciano qua sopra. Volendo parafrasarlo, se a Rubbia piace il gas di scisto, be’, visti i precedenti di Rubbia in campo energetico, se fossi un imprenditore nel campo del gas di scisto non starei tranquillo…

    • Maurizio Rovati

      Ma solo qui in italietta, che negli USA il gas di scisto già va alla grande, come descritto da rubbia.
      I clatrati poi, hanno pure un brutto nome, come il fracking, ci si mette niente a demonizzarli per bene.
      Trovo persino esilarante il fatto che nemmeno il nostro “nobbel” che pure qualche conoscenza ce l’avrà, sia riuscito a trovare studi e dati relativi all’esistenza di gas di scisto nel nostro territorio.
      O che non ce n’è o che temono che si sappia troppo presto e si formino i comitati del no con tanto di mamme coraggio, o che non gliene frega niente.

  5. mancinelli luciano

    Alcuni giorni fa scrivevo il sottostante che confermo:
    mancinelli luciano 19 novembre 2014 (22:09) Reply
    Non posso e non voglio dimenticare di quando rubbia era culo e camicia con il pecorone scannato. Falsificava i fatti facendoci sperperare, in Europa, tanti miliardi di€ su vento e solare ! AVERCELI oggi! Come va il “suo” Solare termodinamico? Non collaborate a rifargli una verginità, dovrebbe dimettersi da senatore. l.m.610.

    Arriverà il (mai?) giorno in cui rubbia e il verdame, saranno chiamati a spalare carbone e/O disinfestare il mondo da pannelli e pale rotanti!
    State comunque SERENI che arriveranno la magistratura e obama a salvarci. …….suddito-n.d.-610

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