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Ce Melàne tenève u màre, avèv’a ièsse na piccola Bbare

Se Milano avesse il mare, sarebbe una piccola Bari. Presto fatto, anche se forse sarebbe anche l’unica Bari, visto che l’originale pare finirebbe sott’acqua. Almeno nell’immaginazione di un simpatico disegnatore profeta di sventura, la cui specialità è la Deviant Art. Ne ignoravo l’esistenza e penso che potrò continuare a farlo anche in futuro, sebbene mi sovvenga qualche sospetto sul significato intrinseco della deviazione. Comunque, la mappa rappresenta ciò che nel 2100 dovrebbe restare del Belpaese dopo congruo innalzamento del livello dei mari. La trovate praticamente ovunque on line, io nella fattispecie l’ho presa da corriere.it, grazie alla segnalazione di Fabrizio Giudici. C’è anche qualche zoom, non si sa mai vi dovesse venire in mente di iniziare a progettare un pontile nel cortile.

Enjoy

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Published inAttualità

6 Comments

  1. alessandrobarbolini

    Perfetto da modena a Verona prenderei la nave

  2. simone gioppo

    Qui sul Carso si resterebbe all’asciutto…parrebbe! Grazie per la misericordia al simpatico disegnatore, che se nel frattempo si trovasse una ragazza, scoprirebbe altri modi per scaldarsi.Oltre alle punizioni bibliche,s’intende.

  3. Luigi Mariani

    Per Milano il mare non è certo una novità, come ci dice il toponimo “porto di mare” (https://it.wikipedia.org/wiki/Porto_di_Mare).
    Un poco di sconcerto invece per la Valtellina che secondo la carta non verrà ahimè allagata: pertanto le famose telline, prodotto DOP per cui la vallata è famosa fin dal tempo dei dinosauri, non si potranno più produrre, nemmeno dopo il grande olocausto climatico. E’ una vera ingiustizia.

  4. Oh, finalmente. Almeno i milanesi non ci intaseranno più le autostrade (liguri) nei weekend estivi. :o)

  5. Ichnusa

    Umh …
    Tutto sommato, la prospettiva mi piace !!!
    La Sardegna diventerà, finalmente, un arcipelago e spariranno i Cagliaritani …

  6. Uberto Crescenti

    Conoscevo la frase d’inizio di quest’articolo però riferita a Parigi non a Milano. Comunque va bene anche così; ma mi auguro che l’autore di tanta catastrofe l’abbia immaginata come esercitazione. Milano si ttrova circa a 140 metri di quota rispetto al livello dell’Adriatico; ce ne vuole per far risalite tale llivello a tale quota. Forse il disegnatore si è ispirato al servizio televisivo che qualche anno fa Mario Tozzi propose con le barche a Piazza del D’Uomo entro questo secolo (mi pare dicesse il 2050). Che vogliamo farci, la moda catastrofista sposata pure da Papa Francesco è di grande attualità.

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