Salta al contenuto

AGW e comunicazione? Meglio se a senso unico

Di per se titolo di questo post è un paradosso, perché fino a prova contraria ogni genere di comunicazione dovrebbe prevedere uno scambio. E la comunicazione scientifica non è esente da quest’obbligo.

Leggiamo però questo interessante tweet di Roger Pielke Jr:

La traduzione del testo evidenziato:

[La correlazione conferma che] più gli scienziati tedeschi parlavano con i giornalisti e pubblicavano articoli sui media, meno si rendevano disponibili a discutere di questioni irrisolte pubblicamente. Essi si dimostravano inoltre tanto più favorevoli al confronto con i media quanto più si convincevano che le problematiche inerenti i cambiamenti climatici erano accettate pubblicamente, cioè che questi sono causati dall’uomo, pericolosi, storicamente unici e calcolabili.

Nel resto del testo le tre probabili cause di questo atteggiamento:

  1. Gli scienziati preferivano che i loro interlocutori confermassero piuttosto che si dimostrassero critici;
  2. Ben consci delle preferenze dei loro interlocutori, gli scienziati preferivano parlare con quanti si dimostravano convinti;
  3. Gli scienziati che considerano il cambiamento climatico una minaccia sono più motivati a parlare in pubblico e ad agire da attivisti.

Nell’abstract del lavoro da cui è estratto tutto ciò:

[…] gli scienziati climatici temono che i loro risultati possano essere male interpretati o strumentalizzati da gruppi di interesse. Chieder loro di scegliere tra pubblicare una di due ipotetiche ricerche mostra che i loro timori erano maggiori quando i risultati implicavano che i cambiamenti climatici sarebbero stati lenti di quanto non lo fossero con risultati che implicavano che sarebbero stati rapidi.

In sostanza:

  • Meglio parlare con chi è concorde con la tua tesi e non la metterà in discussione;
  • Meglio ancora calcare la mano sull’AGW

Se questo non è bias, non saprei davvero come chiamarlo.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualità

3 Comments

  1. alessandrobarbolini .critico meteo

    Tutta roba manipolata e focalizzata dai media

  2. Fabio Vomiero

    Io la vedo come un conseguente, logico effetto collaterale di una situazione, solo in parte degenerata, e che riguarda il difficile rapporto tra scienza e società e di conseguenza tra scienza e politica. Io credo che nella società odierna ci troviamo a vivere un grande paradosso: in un’epoca oramai fortemente dipendente dalle scienze naturali come non mai, e dalle sue applicazioni (per il grande pubblico spesso scienza e tecnologia sono indistinguibili), esistono ancora sia una forte presenza di analfabetismo scientifico e sia una vera e propria avversione nei confronti delle scienze, che tende a generare sentimenti di paura e irrazionalità. E questo possiamo verificarlo quotidianamente. La genetica? Il genetista è SOLTANTO un irresponsabile manipolatore della vita stile Frankeinstein. L’industria farmaceutica? SOLO una macchina per fare soldi. Gli OGM? SOLO trovate commerciali e pericolose operate dalle multinazionali sulla nostra pelle. E poi si potrebbe andare avanti con gli innumerevoli luoghi comuni e i miti legati alla pseudoscienza, che i vaccini fanno male, che ci si può curare con l’omeopatia o intrugli improbabili, che i cibi sono pieni di pesticidi e ormoni, che l’astrologia esiste, che le sfere magiche possono darci una mano e via dicendo. Per inciso e per evitare fraintendimenti, non dico che i problemi degli OGM o quelli etici di certa genetica per esempio non esistano, è che diventerebbe opportuno sapere fare le dovute contestualizzazioni. Nel mondo reale è tutto un pullulare di informazione pseudoscientifica, e i media spesso sono proprio i primi complici del dilagare di questo pericoloso problema, consapevolmente (molto spesso) o inconsapevolmente, in quanto l’informazione è gestita da chi di scienza ne capisce sempre troppo poco, esattamente come il pubblico che andrà poi a leggere, nel quale il processo cognitivo del bias, peraltro, è all’ordine del giorno. E’ questo secondo me il grande problema, e quindi, di conseguenza è anche certamente vero, che alcuni scienziati si lasceranno poi sedurre da questo modo, alquanto atipico e facile, di comunicare la scienza. Basta un niente per cavalcare, a proprio favore, l’onda dell’ignoranza. Anche qui, dovuta precisazione, esistono anche scienziati atipici, corrotti o di parte, ma in genere sono una sparuta minoranza. La questione dell’AGW, quindi, alla fine è sempre e solo (lo ripeto spesso) un esempio come tanti altri, perché vista secondo questa ottica, diventa anch’essa espressione di quanto sopra detto. La comunicazione specialistica della scienza è invece per fortuna un’altra cosa, esistono delle norme rigorose che devono essere rispettate (peer-review, comunità scientifica, riviste specializzate ecc.), in parte opinabili finchè si vuole e non esenti da possibile contaminazione o errore (che in genere però in poco tempo vengono smascherati), ma che al momento rappresentano comunque sempre il meglio che abbiamo.
    Saluto cordialmente

  3. Guido Botteri

    Chiamalo “Pensiero Unico”

    ma non mi chiedere che rapporti possa avere il Pensiero Unico con la Scienza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »