I numeri del Sole, roba da venerdì.

L’ideale sarebbe che ci fosse maltempo, ma non sarà questo il caso. Mettiamola così, se deciderete di dedicare un po’ di tempo del week end a leggere i suggerimenti che seguono non sarà perché fuori piove, quanto piuttosto perché l’argomento è intrigante.

Perché di venerdì? Perché non sono letture proprio leggere, anzi, sono decisamente impegnative. Si parla di Sole, attività solare e sua influenza sulle dinamiche del sistema pianeta, il tutto nel lungo periodo, ma non senza qualche richiamo a qualcosa di attinente a ciò che stiamo vivendo ultimamente e che le future generazioni potrebbero vivere in futuro.

Ho pensato di proporle insieme perché tra i tanti, tantissimi numeri di cui si parla in materia di relazione sole-clima, questi due approcci ne hanno molti in comune, compreso quello attorno a cui girano entrambi, ovvero un ciclo solare con periodo attorno ai 2400 anni.

Il primo suggerimento è un lungo post uscito sul blog di Judith Curry. Un’approfondita analisi delle dinamiche solari e  delle ciclicità cui sono soggette, con un messaggio da portare a casa in controtendenza rispetto a quanto ci è spesso capitato di sentire in materia di futuro a breve-medio termine climatico: non saremmo alle soglie di una prolungata fase di bassa attività solare (Solar Grand Minimum), quanto piuttosto in una probabile prosecuzione di una fase di recupero, quindi incline al riscaldamento, dal minimo solare della Piccola Età Glaciale; allo stesso tempo tuttavia, proprio l’analisi di un complicatissimo intreccio di oscillazioni con vari periodi dell’attività solare e la loro combinazione verso il riscaldamento, configurerebbe l’ipotesi di una sovrastima del recente (climaticamente parlando) contributo antropico all’evoluzione del clima.

Impact of the ~ 2400 yr solar cycle on climate and human societies

Il secondo suggerimento è riferito al graditissimo contributo di un caro amico di queste pagine, Nicola Scafetta, che mi ha segnalato la pubblicazione della sua ultima fatica. Perché in effetti di fatica si tratta. Un lavoro complesso come solo Nicola ci ha abituato a leggere, che prosegue nel solco dell’indagine del contributo delle dinamiche planetarie e solari al mondo come lo conosciamo o, sarebbe più giusto dire, cerchiamo di conoscerlo. E di prevederne l’evoluzione, con risultati più soddisfacenti di quanto non siano mai riusciti ad ottenere le simulazioni climatiche che la relazione sole-clima la tengono decisamente in disparte. Pulsazioni del sistema solare, espansioni e contrazioni che regolano il flusso e la densità dei raggi cosmici verso la parte più interna del sistema solare, quindi anche verso il nostro pianeta, questo l’argomento dello studio:

On the astronomical origin of the Hallstatt oscillation found in radiocarbon and climate records throughout the Holocene

Come già accaduto per l’ultimo lavoro di Nicola Scafetta e Adriano Mazzarella che abbiamo commentato sulle nostre pagine, anche questo studio è liberamente disponibile sul web, sebbene per un tempo limitato (fino al 10 novembre a questo link), una pratica che merita un apprezzamento speciale in un sistema in cui, sempre più spesso, per leggere di scienza si chiedono cifre a dir poco improponibili.

Che altro? Buona fine settimana!

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Author: Guido Guidi

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3 Comments

  1. Caro Guido, grazie tante.

    C’e’ un accesso libero al lavorovalido fino il 10, Novembre 2016 qui

    http://authors.elsevier.com/a/1TlSB2weQTZcD

    The importance of the article is that it demonstrates quite clearly that the long Hallstatt oscillation (about 2318 year period), which is observed in climate and solar records is a major stable resonance of the solar system. The paper also evaluates the other major planetary stable resonances and we found all other typical oscillations found in climate and solar records such as a quasi 20-year oscillation, a quasi 60-year oscillation, the 82-97 year Gleissberg oscillation and the 159-185 year Jose oscillation (and others). Thus, it appears to me quite clearly that the sun and the climate system are in resonance with the natural oscillations of the solar system.

    Scafetta, N., 2013. Discussion on climate oscillations: CMIP5 general circulation models versus a semiempirical harmonic model based on astronomical cycles. Earth-Science Reviews 126, 321-357.

    http://dx.doi.org/10.1016/j.earscirev.2013.08.008
    free copy: https://arxiv.org/abs/1310.7554

    That demonstrates that none of the IPCC models reconstruct the climate oscillations, which, on the contrary, are linked to astronomical oscillations. Models to reconstruct and forecast the global surface temperature are provided as well.

    I hope that it may be of interest.

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  2. Guido,
    ho provato a scaricare il lavoro di Scafetta tramite il link, senza usare il proxy dell’università e l’articolo risulta a pagamento. Ho potuto scaricarlo solo usando il sistema universitario. Franco

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    • Ci ha pensato Nicola, comunque ho aggiunto il link al post.
      gg

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