Il sindacato dell’AGW

Ridicolo, paradossale, sconcertante. Ops, ho finito le definizioni, ma solo perché sono in pubblico ;-). Eppure, benché sia tutte queste cose insieme, l’atteggiamento che il movimento salva-pianeta ha preso in queste ultime settimane, avrà la sua celebrazione.

Il 22 aprile, in occasione dell’Earth Day, altra celebrazione priva di ogni significato sostanziale, è stata indetta a Washington una “Marcia per la Scienza“, per manifestare lo sdegno dei nostri salvatori verso quanti si ostinano a non voler essere salvati, con questi ultimi che, incidentalmente per loro, democraticamente per tutti gli altri, ora sono al governo della nazione che tutto può.

Lo sdegno e la preoccupazione dei marciatori, si fonda sul sospetto che a qualcuno possa essere chiesto di “vedere” il bluff, investigando sulla reale robustezza di quella che amano definire “schiacciante evidenza” che l’aumento della concentrazione di CO2 sia effettivamente l’unico responsabile dell’aumento della temperatura media superficiale del pianeta e che questo stia portando il clima al disfacimento.

Fatti questi che non sono assodati, ma sono il parto di negoziati politici celebrati in suggestive location dove si radunano annualmente i salvatori.

Quindi, la scienza marcia perché non venga applicato l’unico principio su cui si fonda, quello cioè che prevede il dubbio, la verifica, la continuità della ricerca e, soprattutto, l’indipendenza dalle ideologie politiche.

Ma si marcia, e potete star sicuri che ci saranno schiere di ideali atleti anche da noi. Si marcia contro l’ipotesi che quanti si stanno avvicendando in questi giorni nelle posizioni di comando delle agenzie che detengono la leadership globale in tema di clima e policy ad esso connesse, possano non supportare efficacemente l’idea che ci sia un mondo da salvare e… diversi posti di lavoro da mantenere.

In questo post sul blog dell’AGU, ci sono le opinioni che i candidati alla guida dell’EPA, della NOAA e di vari ministeri chiave quali quelli del commercio, del tesoro e dell’energia americani, hanno espresso quando è stato loro chiesto cosa pensassero in materia di clima. Orrore, il nuovo capo dell’EPA si è permesso di dire che forse la capacità di misurare con esattezza quale sia effettivamente l’impatto delle attività umane sulle dinamiche del clima dovrebbe essere oggetto di un dibattito più approfondito. Ancora orrore, un politico che si permette di pensare qualcosa di diverso da quello che pensano gli scienziattivisti, che dopo decenni di uso politico della scienza ora marciano perché Frankestein gli si sta rivoltando contro.

Potrebbe andar peggio avrebbe detto Igor…potrebbe piovere il 22 aprile!

PS: se volete approfondire andate qui.

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Author: Guido Guidi

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1 Comment

  1. Ma si, è arrivato il bel tempo, stare all’aria aperta fa bene, betonegare pure. Ma ste iniziative non le potrebbero tirar fuori i dietologi, che c’entra il cambiamento climatico? Forse fa più da stimolo, pensare che farsi belle camminate faccia bene alla salute deve essere troppo egoistico, farle per salvare il pianeta, le future generazioni, bla bla vari è molto più gratificante!!!
    😀

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