Marcia che ti passa

Sabato prossimo, 22 aprile, gli scienZiati americani scenderanno in piazza per marciare. Dal momento che non si tratta di un evento sportivo e tanto meno di una parata, resta una sola ipotesi, trattasi di marcia di protesta inscenata dagli stessi a cui all’indomani della vittoria di Trump è stato messo a disposizione il sostegno psicologico negli atenei americani. Tanto leggiamo dalle pagine web prontamente messe on line in occasione dell’evento, che incidentalmente coincide con l’Earth Day:

Di fronte ad un allarmante tendenza a screditare il consenso scientifico e limitare le scoperte scientifiche, dobbiamo invece chiederci: possiamo permetterci di non scendere in piazza a difenderli?

L’allarmante tendenza e il pericoloso limite, risiedono naturalmente nel fatto che l’attuale amministrazione USA sente parecchio meno caldo della precedente, ed è perciò molto più prudente in materia di clima che cambia. Dopo la risibile corsa al salvataggio di dati che si temeva sarebbero stati fatti sparire, allarme cui non ha creduto nessuno perché i dati in questione sono talmente pubblici da non poter essere nascosti a nessuno, l’attenzione si è spostata sulle policy che, a tutti gli effetti, la nuova amministrazione ha deciso di intraprendere. Se fossimo dalle nostre parti questo segnerebbe la nascita del “partito della scienza”, con quella pratica tutta speciale che pretende di risolvere i problemi di tutti partendo dalla conoscenza di quelli di pochi, come il partito dei pensionati, quello degli animalisti, etc etc. Insomma, la scienza americana, fa coming out e scende in politica, dopo averla evidentemente praticata sottobanco per qualche decennio.

Qui si ferma l’analisi dell’evento, perché sono fatti loro. Veniamo piuttosto alle minacce di cui sopra che forse dovrebbero preoccuparci, perché in materia di scienza del meteo e del clima gli americani non sono secondi a nessuno perché vi dedicano soldi a palate. Appena ieri sono apparse due notizie su Twitter che sono forse sfuggite a quanti stanno preparando la marcia, evidentemente molto impegnati ad allenarsi.

Ecco la prima:

Ed ecco la seconda:

Così, mentre, si protesta per il sospetto di non essere “liberi” di lavorare per conto dello Stato pretendendo di dirgli cosa deve fare, quello stesso Stato legifera per dare impulso e risorse alla ricerca ed alle infrastrutture destinate a migliorare la qualità dei sistemi di previsione degli eventi atmosferici intensi, quelli che contano davvero. A corredo di questa simpatica dissonanza cognitiva, scopriamo anche che nel giro di uno o due anni, grazie ad una cospicua quantità di risorse messe a disposizione all’indomani della debacle previsionale della NOAA sull’atterraggio della Tempesta Tropicale Sandy in quel di New York – previsto invece correttamente e con largo anticipo dal modello europeo – sarà messo in linea un nuovo modello previsionale che promette faville, tanto in termini di affidabilità che di velocità di esecuzione dei calcoli che di efficienza.

Nel frattempo, spaventati dal sospetto di non poter più campare prevedendo come sarà il tempo tra cent’anni, loro marciano. Speriamo che non piova.

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Author: Guido Guidi

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3 Comments

  1. Le ricordo che la scienza non è solo quella del clima e che i simpatizzanti del vostro Trump sono gli stessi che mettono in dubbio cosucce come a teoria dell’eveluzione di Darwin e che vorrebbe che al posto dei testi di astrofisica teorica si leggesse la Bibba. Un pò di peoccupazione mi pare lecita

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    • Un vero cristiano non interpreta la Bibbia come un testo scientifico , in cui trovare risposte che ovviamente non convincono. La Bibbia è un testo che descrive il rapporto tra l’umanità e il suo creatore e tra i vari popoli, in una faticosa ricerca di armonia e fraternità. Insomma una “storia d’amore” che ci educa ai corretti atteggiamenti e che allo stesso tempo cammina con noi (se letta col cuore) nel cammino della nostra vita. Chi utilizza la Bibbia per fare ricerca scientifica non ha capito nulla…Il discorso qui è di capire che la realtà manifesta decorsi che spesso non trovano riscontro sulle proiezioni modellistiche e che quindi spiazzano , la vera umiltà sta nel cercare di costruire un dialogo costruttivo sul perchè di questi fenomeni, piuttosto che schierarsi come lupi o agnelli a seconda della propria idea. Cordialmente

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