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Che inverno sarà? Dipende dalla direzione

Sono ormai anni che pubblichiamo degli outlook per la stagione invernale e, come scrivevo ad un lettore appena qualche giorno fa, per quello di quest’anno bisogna avere ancora un po’ di pazienza. Ma, naturalmente, la situazione sta maturando o, sarebbe più giusto dire, evolvendo.

Sicché, per fornire a quanti vorranno cimentarsi – molti lo staranno già facendo – con la prognosi stagionale, vi segnalo un analogue molto interessante che fornisce le indicazioni sui passaggi nell’evoluzione delle dinamiche autunnali che possono incidere in modo significativo sul carattere della stagione invernale. Viene dalle pagine personali del prof. Judha Cohen, del cui lavoro abbiamo parlato tante volte su queste pagine.

Come tutti gli schemi, tuttavia, è vittima di grandi semplificazioni, non ultimo il risultato, che appare diviso tra “freddo” e “caldo” (naturalmente relativi). Questo è inevitabile, anche se sappiamo che le sfumature, le vie di mezzo, oltre ad essere la normalità, sono anche quelle che poi fanno la differenza.

Comunque ecco qua:

Quelli che leggete nei riquadri sono una catena di feedback, il cui evolvere porta a condizioni di segno negativo o positivo dell’Oscillazione Artica, ossia dell’indice che riassume la direzione e la velocità delle correnti in seno a cui viaggiano le masse d’aria, nonché la distribuzione delle stesse sull’emisfero settentrionale.

Da notare che l’Oscillazione Artica, che come detto descrive il carattere delle correnti zonali (westerlies o ovest-est), non deve essere vista come la causa dell’evolvere della stagione, quanto piuttosto il suo tracciante. Il segno dell’AO descrive le dinamiche della distribuzione della massa, la posizione dei centri d’azione e, quindi, il destino delle masse d’aria. Protagonista assoluto, nella fattispecie, è il Vortice Polare Stratosferico, il cui “carattere” però dipende a sua volta dalla disposizione delle correnti zonali.

Vi sembra un ragionamento circolare? Lo è, perché non esiste una componente delle sue dinamiche che non dipenda da altre, che a loro volta possono dipendere da quella originale.

Ecco, ora se pensavate di aver chiaro il concetto, la confusione sarà totale. Quindi, per tornare da dove abbiamo iniziato, ancora un po’ di pazienza e uscirà il nostro outlook.

Ah, per inciso, in questi primi giorni di ottobre la copertura nevosa dell’are Euro-Asiatica sembra autorizzare l’utilizzo del lato destro dell’immagine ;-).

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Published inAttualitàMeteorologia

7 Comments

  1. Alessandro(Foiano)

    L’inizio invernale per l’Europa sarà determinato da un vortice freddo in conseguenza alla direzione delle westerlies verso il Polo. Infatti una volta che il flusso si dirige verso nord la vorticità planetaria aumenta e diminuisce la vorticità relativa. Quando la vorticità relativa diviene negativa il flusso si dirige verso sud e a vedere UKMO sarebbe tale da provocare un cut off del vortice freddo proprio sull’Italia:

    Immagine allegata

    • Alessandro(Foiano)

      Come del resto si scrive su questo blog riguardo l’inaffidabilità di certe previsioni a lungo termine , anche nel breve termine guardate come è stata rivista di molto la previsione:

      Immagine allegata

  2. Alessandro(Foiano)

    L’inverno che sarà, sarà come tutti gli anni giudicato rispetto agli estremi inverni freddi 1962/63 e 1980/81 dal punto di vista termico e sarà giudicato rispetto agli inverni nevosi 1955/56 e 1984/85 dal punto di vista nevoso.
    Così facendo per l’ennesima volta il mainstream farà credere alla gente che il clima è cambiato adesso e che non è mai cambiato prima. Davvero triste e ignorante come moda.

  3. Alessandro(Foiano)

    ecco le anomalie Sea Level Pressure nord emisferiche, quelle negative solitamente le trovavsmo negli ultimi anni molto più a basse latitudini nei primi 10 gg di ottobre:

    Immagine allegata

  4. FabioDue

    Grazie a GG per l’articolo. Ora abbiamo capito quale “direzione” molto probabilmente imboccherá l’Outlook invernale…… 🙂

  5. Alessandro(Foiano)

    Sto notando che il circolo polare è sempre interessato da un forte anticiclone. Il Vortice Polare Troposferico tende quindi ad estendersi con le proprie vorticità a dellelatitudini più basse del normale. Ne risulta un Vortice Polare al momento tendente ad essere più esteso della media:

    Immagine allegata

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