La Cura

Non sei razzista, non lo sei mai stato. Ma ritieni che i confini dei paesi non siano una reliquia medioevale, che l’immigrazione vada in qualche modo regolamentata e che sia giusto tutelare i costumi, le tradizioni e le conquiste di civiltà del tuo Paese. La religione Globalista ha coniato un termine Politically Correct anche per te: xenofobo, che è un po’ come dire che non sei razzista ma poco ci manca, sei sordo alle sirene del politicamente corretto, voti i partiti sbagliati e quindi hai un problema di salute mentale da risolvere.

Per fortuna una cura sembra esserci anche per i casi disperati come il tuo. Si tratta di una “stimolazione di comportamenti altruistici” unita alla somministrazione di un ormone (l’ossitocina) che fino a ieri era appannaggio esclusivo di donne alle prese con gravidanze che tardavano a concludersi. Ci informa di questa commovente scoperta il PNAS che pubblica un paper (N. Marsh et al. 2017) frutto della collaborazione di ben tre università: due tedesche (Bonn e Lubecca) e una americana (Tulsa, Oklahoma).

Il Paper

Incipit: “Nel mezzo di una rapida globalizzazione, la pacifica coesistenza di culture richiede una conoscenza più approfondita delle forze che sottendono a comportamenti pro-sociali e reprimono la xenofobia (…) Le nostre scoperte suggeriscono che l’uso dell’ossitocina, combinato con norme altruistiche dettate dal contesto sociale, riduce la repulsione nei confronti dello straniero anche negli individui più xenofobi ed egoisti, e quindi favorirebbe un più facile adattamento delle persone al rapido cambiamento dell’ecosistema sociale”.

Segue quindi l’Abstract in cui si sostiene che le emigrazioni di massa sono fenomeni sostanzialmente inevitabili e richiedono solo che la popolazione indigena “si adatti”. Purtroppo, però, in Europa la gente continua ad eleggere candidati “populisti” e xenofobi. La via della salvezza ce la indicano gli scimpanzè, nei quali si è notato che l’adesione alle norme sociali del gruppo si associa ad una maggiore produzione endogena di ossitocina. Più “stimoli di comportamenti altruistici”, quindi, e più ossitocina per tutti come antidoto alla xenofobia e all’esercizio scorretto del diritto di voto.

Conclusione mistica per l’Abstract, con riferimento alla Parabola del Buon Samaritano, e annessa citazione del Vangelo di Luca.

La Discussione che segue usa toni più morbidi laddove si propone di aumentare la sola produzione endogena di ossitocina nello xenofobo-medio. Come? Utilizzando i media, cambiando i programmi scolastici e organizzando eventi che promuovano l’accettazione dell’agognato “cambiamento ecosistemico sociale”. Ché come gli scimpanzè, anche gli uomini sottoposti a tali stimoli reagiranno producendo più ossitocina endogena, trasformandosi quindi in buoni samaritani globalisti.

Provando a riassumere in modo politicamente scorretto, lo studio chiama in causa elettori xenofobi, scimmioni empatici, sniffate chimiche e pure un evangelista. Per confermare cosa? Che la propaganda politica funziona, forse anche grazie al sistema ossitocinico.

Qualche osservazione

Si fa francamente fatica a cogliere il valore scientifico in un Paper che sembra prima di tutto un comizio politico globalista; tuttavia qualche osservazione vale la pena farla:

  • Pare emergere una nuova e curiosa forma di democrazia, in cui esiste solo un voto giusto e uno sbagliato. Il “cambiamento ecosistemico sociale” è inevitabile e in quanto tale non suscettibile di modifiche attraverso il regolare esercizio del diritto di voto. Per contenere il rischio di un voto sbagliato la ricetta pare consistere in una massiccia dose di propaganda (fino a ieri si chiamava così l’uso dei media e la modifica dei programmi scolastici per fini politicamente educativi).
  • La somministrazione di ossitocina per rafforzare l’effetto “stimolante” dei media e della buona scuola suona come una forma di castrazione mentale chimica: l’equivalente dolce di una lobotomia o di un elettroshock. Trattamento che oggi non si propone nemmeno al peggior pedofilo o stupratore seriale: evidentemente meno bisognosi di cure, rispetto ad uno xenofobo.
  • Difficile non percepire echi sinistri di orrori del passato, leggendo questo paper. La ricerca ad ogni costo dell’uomo perfetto per le necessità del tempo mi ha fatto venire alla mente gli “esperimenti” di Mengele. Ma devo ammettere che è più calzante il paragone che si fa su GEFIRA con i trattamenti psichiatrici cui erano sottoposti i dissidenti in Unione Sovietica, ad opera degli scienziati del famigerato Istituto di Ricerca Centrale Serbsky a Mosca.
  • Risolto con l’ossitocina il problema della xenofobia non resta che attendere la risoluzione, sempre per via chimica, dell’altro grande cruccio globalista: la scarsa sensibilità dell’opinione pubblica alla narrativa imperante sul Climate Change Antropogenico. Quale sarà la cura per il negazionista climatico refrattario alla ri-educazione a base di modelli climatici e secchiate di acqua marina più o meno gelata? Una mega-dose di olio di ricino eco-sostenibile? O direttamente la cicuta?

Conclusione

Forse più ancora che di rieducazione psichiatrica sovietica, si avvertono echi sessantottini in questa ricerca: amore universale, sniffate chimiche, senso di appartenenza al gruppo, pace, fratellanza e rieducazione del “fascista” di turno che vota male. E quindi, piuttosto che diaboliche repliche di orrori del passato, forse alla base di questo paper c’è solo una comprensibile nostalgia per i bei tempi andati.

Ché se è vero che la storia minaccia di ripetersi, nella forma di totalitarismi che se ne fregano dell’esercizio del voto, separano buoni da cattivi e si arrogano il diritto di convertire i dissidenti con metodologie poco ortodosse (ma molto “scientifiche”) è altrettanto vero che la faccenda sembra essere grave, ma non seria. Perché proprio un tale Carlo Marx ha scritto che la storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, e la seconda soltanto come farsa.

 

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Author: Massimo Lupicino

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11 Comments

  1. Fantastico , queste persone vogliono replicare la sindrome di Williams Bueren a livello globale. I soggetti affetti da questa malattia complessa sono soggetti a scompensi nella produzione dell’ ossitocina e sviluppano la cosiddetta personalità da “cocktail party”:sono estremamente socievoli con gli estranei. Il pericolo per queste persone è che non sono in grado di distinguere un malintenzionato o una minaccia.

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    • >>non sono in grado di distinguere un malintenzionato o una minaccia …
      Il che potrebbe suonare come un auspicio, per qualcuno…

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  2. Francamente avrebbero rotto un attimino gli zebedei con queste analisi psicologiche da quattro soldi, che dispensano fobie a destra e a sinistra (quando invece i dispensatori di fobie non si accorgono che stanno diventando dei subdoli manichei).

    Mi auguro inoltre che a qualcuno non venga in mente di osservare il comportamento della mantide religiosa per risolvere l’annosa questione del femminismo.

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  3. Io tanto convinto della solidità della frase di Marx (ha proposito: ha perso una ‘r’) non sono… Ora non mi preoccupo, ma il trend…

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    • Grazie Fabrizio per la segnalazione 😉

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  4. Articolo stupendo, scritto veramente bene, e che centra perfettamente il/i problemi.
    Di natura sono profondamente ottimista, infatti cercando cercando ho trovato Voi; questa volta però, su questi temi , mi duole ammettere che questa mia natura vacilla ed ho il fortissimo presentimento che, prima o poi, questi “illuminati” avranno la strada spianata dalla politica, poco illuminata anzi proprio ceca, che pur di raccattare soldi e voti approveranno di tutto , anche l’ossitocina.

    Mi complimento con Massimo xché resterà a futura memoria la previsione che, purtroppo, ne fa una Cassandra 2k.
    Proprio bravo. L’ho letto d’un fiato due volte.
    Lo farò leggere anche a familiari , parenti ed amici.

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    • Troppo buono Alberto. Spero di non essere una Cassandra, comunque: sarei ben contento di sbagliarmi, fermo restando che mi sono guardato dal fare una previsione (le previsioni sul lungo termine le lascio volentieri agli …esperti del caso 😉 )

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  5. Alla fine ritorniamo sempre a Orwell: mi sembra di rivedere il dirigente di partito, O’Brien che in 1984 tortura il protagonista per fargli dire che 2 + 2 può far 3, 4 o 5 a seconda dei casi

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    • Caro Andrea, Orwell c’entra sempre, un po’ come fantozzi… 😉

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  6. “Democratici” del Pensiero Unico.
    Per loro la democrazia è dire le cose che piacciono a loro.
    Chi la pensa diversamente sarebbe (sempre secondo loro) razzista, xenofobo ecc.
    Sostenitori di una ideologia fuori della realtà, sono in perenne contraddizione con se stessi. Contraddizione che risolvono (o meglio, tengono a bada) con massicce dosi di ipocrisia.
    Tutti uguali, gli altri, ma ciò che è loro resta loro, e non si tocca.
    Ricordate la foga con cui il numero uno della contestazione sessantottina, ha difeso i suoi privilegi ? Proprio lui che si batteva con vigore contro i privilegi (altrui).

    Chi decide cosa sia giusto e cosa no?
    In democrazia (quella vera) lo decide il popolo.
    Ora, ci possono essere idee diverse su cosa sia il popolo e sulle forme in cui possa, il popolo, esprimere la propria opinione. Attualmente però c’è la tendenza, da parte di una minoranza di chiamare populismo ogni idea che provenga dal popolo e non gli faccia comodo.
    Ma se i referendum sono ignorati, se le elezioni sono populismo, chi ha il diritto di assurgersi a rappresentante autentico della volontà del popolo ?
    Personalmente resto convinto che una democrazia debba avere rispetto della volontà del popolo.
    Anche quando si pensa che il popolo stia sbagliando.

    Si può (anzi è normale e giusto) pensare di avere ragione e battersi per far trionfare le proprie idee,
    ma
    non si può consentire che qualcuno “pretenda” di avere ragione, con qualsiasi mezzo coercitivo
    perché
    questa è la peggiore forma di dittatura criminale

    La democrazia esiste proprio per permettere il CONFRONTO delle idee, e non l’imposizione delle proprie ad ogni costo.

    Devo dire che lo spunto per interessarmi alla climatologia mi venne proprio dal cogliere un atteggiamento dispotico, dogmatico e intollerante in una certa parte che dovrebbe essere scientifica, e si rivela sempre più politica ed ideologica.
    L’uso del termine “negazionista” è il classico rivelatore di un atteggiamento autoritario ed antidemocratico.

    Se poi le predizioni fatte dai detentori (secondo loro) della verità contrastano con la realtà, si rafforza la mia convinzione scettica.
    E non solo non mi sento in colpa ma sono sempre più convinto della bontà dei miei dubbi; e del resto è di dubbi, non di dogmi, che si nutre la vera Scienza.

    Secondo me.

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  7. >> è di dubbi, non di dogmi, che si nutre la vera Scienza
    Amen

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