Le Previsioni di CM – 8 / 14 Gennaio 2018

Le Previsioni di questa settimana sono di Fabio Campanella

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Situazione ed evoluzione sinottica

Innanzitutto buon anno a tutti i lettori di Climate Monitor!

Il 2018 ha esordito con un vortice polare forte, dovuto non solo ad una predisposizione della stratosfera a raffreddarsi notevolmente rispetto alla media trentennale ma anche dalle precedenti vicende troposferiche con i flussi di calore risultati forti e divergenti verso il polo con il contributo essenziale della wave pacifica. Tale evoluzione come da letteratura scatena una serie di eventi riassumibili in 3 fasi:

  • Riscaldamento dovuto ai continui flussi di calore in propagazione verso la stratosfera, e, in questo caso, instaurazione di un canadian warming per l’afflusso prevalente in onda 1 (wave pacifica).
  • Compressione del vortice polare che diventa spesso ellittico e “fitto” da un lato. Core del vortice che viene dislocato dal polo (displacement) accompagnato da un aumento delle velocità zonali alle quote medio-alte.
  • Risoluzione del warming ed approfondimento del vortice il quale si raffredda notevolmente e tenta di riconquistare la sua sede naturale (Polo). Tale dinamica favorisce la propagazione verso il basso sia delle velocità zonali che del raffreddamento con aumento delle vorticità soprattutto ad est del precedente riscaldamento, in questo caso nell’area Atlantica.

Questa particolare evoluzione determina una esplosione di vorticità e del getto in uscita dal continente americano e, grazie alla persistenza dell’onda pacifica, un accanimento del core del vortice sul Canada ed America Nordorientale in genere ove,  guarda caso, si sta manifestando un periodo tra i più gelidi degli ultimi decenni. Di risposta tale pattern favorisce tutt’altro in Europa dove va a prevalere ancora una volta la NAO positiva, l’Eastern Atlantic/Western Russian negativo e l’East Atlantic Pattern positivo, una terna che determina le condizioni tra le più miti che si possono manifestare. Difatti come possiamo vedere nella figura 1 (Fonte WeatherBell http://www.weatherbell.com), nell’ultima settimana le anomalie positive in Europa sono diventate pesanti con l’estremo est che sperimenta anomalie di oltre i 16°C.

Figura_1

A breve non è prevista alcuna modifica a questo pattern attuale, favorendo quindi ancora un assetto Europeo volto verso NAO positiva, EA positiva ed EA/WR negativa. Di conseguenza continueranno a traslare dal continente americano forti depressioni associate a tempeste dirette prevalentemente verso Inghilterra ed Europa settentrionale mentre l’Europa meridionale sarà marginalmente coinvolta da questi passaggi  i quali risulteranno talora molto miti talora freschi a seconda della provenienza dei venti. Tuttavia ci sono da segnalare alcune varianti al tema:

  • Nei prossimi giorni assisteremo all’instaurazione di un breve episodio di Scandinavian Pattern Positivo dovuto all’attuale oscillazione in senso verticale del getto in entrata sull’Europa.
  • Per la causa di cui sopra si avrà un raffreddamento abbastanza repentino di tutta l’Area Russo-Siberiana, ad ora interessate da forti anomalie positive.
  • L’aumento della divergenza del getto in uscita dal continente Americano causato dal pattern Scandinavo (opposizione alle westerlies dovute alla presenza ad est di aria molto fredda). Solitamente questo evento favorisce l’abbassamento della latitudine del fronte polare in entrata sull’Europa ed il calo seppur modesto della NAO.

Queste 3 varianti, ad oggi ancora da confermare e soggette a progressivi “tuning” nella loro magnitudo ed espressione, potranno tracciare il futuro dell’inverno sull’Europa e conseguentemente sulla nostra Penisola.

La prossima settimana la possiamo definire “interlocutoria”. I modelli deterministici mostrano scarsa stabilità già a medio termine (Figura 2. Fonte www.wetterzentale.de) anche se traspare la possibilità almeno fino a tutta la seconda decade di gennaio e parte della terza del prosieguo del pattern attuale grazie alla rinnovata presenza di forti correnti zonali in uscita dal comparto americano.

Quindi nella settimana dall’8 gennaio al 14 gennaio assisteremo al passaggio della saccatura attualmente presente in Spagna in trasferimento graduale verso levante con la cessazione graduale dell’episodio sciroccale e l’instaurazione di correnti più fresche le quali riporteranno le temperature intorno alle medie stagionali.

Figura_2

Previsioni del tempo sull’Italia (basate su modello Ecmwf a 13 km)

Lunedì:  Avanza verso nordest la bassa pressione sulla Spagna facendo ulteriormente peggiorare il tempo sulle Regioni Nordoccidentali italiane. Aumento delle precipitazioni anche di forte intensità su Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta con nevicate copiose oltre i 1.400/1.600 metri di quota. Estensione delle precipitazioni su alta Toscana, Lombardia e su Triveneto con nevicate a quote più alte. Altrove nuvolosità irregolare con schiarite più ampie su medio Adriatico, Sicilia e Sardegna con conseguenti mari molto mossi o agitati. Venti da scirocco su tutti i mari, di grecale esclusivamente su Mar Ligure. Temperature stazionarie molto sopra la media specie al Sud e nelle minime con punte di 20° su Sicilia, Calabria e Puglia.

Martedì: Attenuazione delle precipitazioni sul Nordovest mentre aumentano su tutto l’Arco alpino  con nevicate intorno ai 1.500 metri, altrove nuvoloso o coperto con qualche pioggia su Toscana e Lazio specie dal pomeriggio-sera. Venti di scirocco su Adriatico, Ionio, canale di Sicilia, di Libeccio su Tirreno settentrionale e Liguria. Mari molto mossi specie su Adriatico e Ionio. Temperatura stazionaria al Nord, in calo su centrali tirreniche, Sardegna, Toscana e Lazio; temperature stazionarie su livelli primaverili (o autunnali che dir si voglia) altrove.

Mercoledì: Passi avanti verso levante della struttura depressionaria. Miglioramento al Nord con cielo molto nuvoloso ma senza precipitazioni. Schiarite sulle regioni Centrali, tempo più chiuso e piovoso tra Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia. Sul resto del sud ancora in attesa con peggioramento più organizzato a partire dalla serata. Venti ancora di scirocco su Adriatico Meridionale, Ionio. Da maestrale su Tirreno centromeridionale, canale di Sicilia, Adriatico centro-settentrionale. Moto ondoso sempre vivace su Canali di Sardegna, Sicilia, Ionio e basso Adriatico. Temperature in ulteriore lieve calo al Centronord specie Tirrenico, in diminuzione più decisa altrove specie nei valori minimi.

Giovedì: Nuvolosità irregolare un po’ su tutta la Penisola con coperture più intense al Nord specie lato Adriatico. Schiarite al Sud e sulla Sicilia. Qualche pioggia su Sardegna, Sicilia occidentale e Toscana. Dal pomeriggio peggiora su tutto il versante Tirrenico centro meridionale con piogge sparse. Nevicate oltre i 1.500 metri sull’Appennino Centrale con abbassamento della quota neve dalla serata. Venti a circolazione ciclonica: da nordest sui mari settentrionali, da maestrale su Sardegna, da ovest su canale di Sicilia, da sudovest su Ionio. Temperatura diminuzione al Nord e zone Tirreniche; stazionaria sul basso Adriatico e sulle zone Ioniche.

Venerdì: Ulteriore traslazione della bassa pressione verso levante con attenuazione delle precipitazioni su medio e basso adriatico e soprattutto sulle zone ioniche e Sicilia. Residue nevicate sull’Appennino centro-meridionale oltre i 1.000 metri. Altrove nuvolosità variabile con ampie schiarite su Lazio, Toscana, regioni nordoccidentali. Venti forti di maestrale su Sardegna e canale di Sicilia, moderati di tramontana su medio-basso Adriatico e Ionio. Temperatura in diminuzione su medio e basso Adriatico, zone ioniche e Sicilia, stazionarie al Centro e alto Adriatico, in lieve aumento su Toscana e regioni Nordoccidentali.

Sabato*: Si allontana la bassa pressione Spagnola verso la Grecia. Tempo che migliora ovunque con residui annuvolamenti sul Sud Peninsulare e medio Adriatico. Altrove poco nuvoloso ma con aumento della nuvolosità al Nord e Sardegna per il sopraggiungere di una nuova perturbazione atlantica. Venti ancora moderati di maestrale con rinforzi su  basso Adriatico e Ionio, temperatura stazionaria o in lieve aumento al Sud e zone centrali.

Domenica*: Rapido peggioramento su tutte le regioni con qualche pioggia essenzialmente su Sardegna e al Nord in rapida traslazione verso levante. Nevicate oltre i 1.200/1.500 metri su Appennino centrale. Venti in rinforzo dai quadranti meridionali. Temperatura in aumento al Sud e sul medio Adriatico, in calo al Nord specie versante occidentale e Sardegna, stazionarie altrove.

(*): vista l’estrema incertezza a medio termine dei modelli matematici di previsione le due giornate asteriscate hanno un grado di affidabilità molto bassa al momento pertanto invito a prenderle come linea di tendenza.

Alla prossima.

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2 Comments

  1. Buongiorno , non mi è chiaro il concetto di vortice polare forte, potrebbe gentilmente chiarirmi questa definizione ? grazie

    Post a Reply
    • Il vortice polare forte è una definizione che esprime lo stato di parte o dell’intera colonna d’aria che esprime la circolazione atmosferica a partire dal livello del mare fino all’alta stratosfera (40 km). La sua “forza” viene misurata oltre che da alcune grandezze (vedi NAM a 10 hPa, AO) quindi indici calcolati, anche da elementi di contorno quali possono essere le anomalie di geopotenziale alle medie latitudini, la profondità delle basse pressioni e la forza dei venti ad esse associate e alla distribuzione nonchè alle velocità della corrente a getto polare. Solitamente (ripeto solitamente) un vortice polare forte lo si denota da un vortice compatto, chiuso con poche o assenti ondulazioni (prima armonica), ma non sempre è così. Nel nostro caso abbiamo un vortice polare in troposfera decentrato sul Canada e con discrete ondulazioni. Un vortice polare forte atipico ma sempre forte in quanto le velocità zonali sono molto elevate, le basse pressioni sono molto profonde e nelle medie latitudini intorno all’emisfero nord si hanno discrete anomalie positive di geopotenziale positive (gradiente elevato). In questi particolari casi spesso il valore della AO troposferica non ha molto impatto sul determinare la “forza” del vortice polare mentre lo si può denotare a quote più elevate, nel nostro particolare caso oltre i 50 hPa (oltre i 20 km di altezza) dove possiamo notare anomalia di temperatura e di geopotenziale marcate. Spero di aver risposto alla tua domanda.

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