Stanno Perdendo

Claudio (lo chiameremo così) è una di quelle persone che ti salvano una vacanza. Gestisce una pompa di benzina in un paesino delle Alpi occidentali che vive quasi esclusivamente di turismo. Ma non è solo un benzinaio: è anche meccanico, gommista, rivenditore di accessori e…piacevole conversatore.

Dopo aver riparato la mia macchina in panne il giorno prima della partenza, e sotto una fitta nevicata, Claudio si è intrattenuto con me in una breve chiacchierata che si può più o meno riassumere come segue:

Massimo: Ancora una nevicata… 20 sotto zero per tre giorni, poi mezzo metro di neve in una notte, e quindi altra neve… Non c’è stata pace questa settimana…

Claudio: E che ci vuoi fare, il tempo in montagna è così… Il turista vorrebbe 2 metri di neve sulle piste e una settimana di sole, ma tutto non si può avere, e ogni stagione è diversa.

M: Quest’anno ne ha fatta di neve, eh?

C: Tanta… Guarda, avrò contato 45 giorni di neve… Una media di una nevicata ogni 2 giorni.

M: Ma l’effetto serra? Non dovevamo morire tutti di caldo?

C: Bah… Ho un amico in Islanda, mi diceva che lì c’erano zero gradi, 20 in più di qua… Ma alla fine il tempo fa quello che vuole. Tutti che parlano di caldo, ma si dimenticano che al Passo tra qui e la Francia (2,300 metri) un tempo si coltivava l’orzo. Provaci adesso a coltivarlo… Lassù ci sono quasi 5 metri di neve, Dio solo sa quando si scioglieranno.

M: Quindi tutte queste cose che ci dicono sul caldo?

C: Tutte storie. La gente si dimentica che il tempo cambia di continuo nel corso dei decenni. Negli annali del paese leggerai che ci sono stati anni in cui le famiglie trascorrevano il Capodanno in Francia con i familiari che vivevano dall’altra parte, e la gente faceva il Passo in pieno inverno con i carretti. Con i carretti, mi spiego?! E poi tornava a casa propria il giorno dopo.

M: Col carretto…

C: Sì, col carretto. Oggi sul passo ci si va solo col gatto. Poi senti quelli che dicono che non si scierà più perché farà troppo caldo. Ho sentito che in Svizzera non investono più in nuovi impianti sotto i 2,100 metri per queste storie sul caldo. Per fortuna qui non gli abbiamo dato retta, altrimenti ci saremmo rovinati.

M: Continuate a non dargli retta, che andate benissimo così. Grazie Claudio, per la macchina e per la chiacchierata.

C: Grazie a te, tornateci a trovare!

Stanno perdendo

Lungo il viaggio di ritorno ho ripensato alle parole di Claudio. Pensavo di fare qualche ricerca sulla coltivazione dell’orzo sulle Alpi o sugli annali del paese… Ma a che scopo? Per tornare da lui e dirgli che le cose stanno un po’ diversamente? È un esercizio che lascio volentieri al catastrofista climatico di turno.

Il punto, infatti, è un altro. Le ondate di gelo come quella americana di dicembre o europea di febbraio. Le nevicate record sulle Alpi di quest’anno. Si continua a sciare l’inverno, si rimane ancora bloccati per strada a causa di una nevicata, si battono i denti in montagna e talvolta anche in città. La neve continua a visitare posti insoliti come Roma, Napoli, Pisa. L’estate è più o meno siccitosa, e il deficit idrico prima o poi si recupera, nonostante lo stato fatiscente della rete idrica nostrana.

Ben lungi dal provare alcunché in termini di trend climatico, tutto questo ha avuto comunque un effetto: quello di convincere i tanti Claudio del fatto che le visioni di arrostimento collettivo declamate dalle vestali del Global Warming antropogenico non si sono avverate e promettono di non farlo mai. Rimangono ottimi argomenti per una dotta conversazione tra migliori in un apericena di Brera, ma il loro impatto nella vita del Signor Rossi è semplicemente inesistente.

Stanno perdendo, quei profeti di sventura che con la minaccia di catastrofi mai concretizzate hanno appesantito le nostre bollette energetiche e imposto agende di decrescita suicide e ridicole. Continuano a guadagnare le prime pagine di media compiacenti, ma perdono il cuore e la fiducia della gente. Li perdono perché hai voglia a torturare data-set del passato, a baloccarti con linearizzazioni spericolate, a omogeneizzare misurazioni più o meno sconvenienti, se nel quotidiano del Signor Rossi nulla è cambiato.

Puoi gridare finché vuoi che fa freddo perché fa caldo, o concentrare la narrativa sulla temperatura troppo alta di un buco-di-culo disabitato della Groenlandia in un giorno di foen, mentre l’intera Europa è nel congelatore. Sono urla e parole al vento, un vento freddo di fine Febbraio che porta l’ennesima tormenta di neve in un paesino delle Alpi che con quella neve continua a campare, oggi come 40 anni fa. E che oggi, come da decenni a questa parte, è ancora pieno di turisti che praticano gli sport invernali.

Di global warming si parlerà al rientro a casa, al prossimo apericena. E senza nemmeno troppa convinzione.

 

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Author: Massimo Lupicino

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36 Comments

  1. “Non credete a chi parla di Burian Bis”
    Non si può fare fagotto tutt’uno, vista la tanta gente che studia il clima, per lavoro, per passione o pura curiosità 🙂
    Ho sentito per esempio parlare di Burian in TV…

    Ma non mi riferisco nemmeno agli acchiappa click!
    Un sito meteo dice una tendenza, magari il giorno dopo sei deluso perché non nevica o non c’è il sole. Un sito serio stima la percentuale di affidabilità della previsione.

    C’è ben altro di pericoloso.. Magari sbandierare con tanto di meteo l’ennesimo Natale subtropicale. Senza menzionare la situazione anomala del vortice polare
    (oppure farlo tardi)
    Peggio ancora non dare ne il tempo e modo, per spiegare la situazione attuale nel suo complesso.

    Troppe veline e menestrelli..

    Post a Reply
    • @Federico

      seconda cosa !

      io non ho falsificato un bel nulla ho utilizzato gloogle translate, perché ovviamente il danese non lo conosco.

      se volete vi posto pure la traduzione.

      Era un po ‘diverso per le stazioni meteorologiche sulla costa occidentale della Groenlandia e nel sud della Groenlandia. Qui, non si usava aria calda come in Groenlandia orientale, e la temperatura media di febbraio terminava sotto o vicino alla norma.

      Chiaro che ho letto male la traduzione ci mancherebbe.. capire una cosa del genere. Invece per il resto non c’è sta proprio dibattito, hai solo attaccato!
      Per quello che ho rilevato io quanto detto sopra non fa una piega, in quanto l’onda atlantica si è mossa seguendo l’evento ESE.

    • @Federico
      Per concludereora quoto le affermazioni del signor Federico.
      “ALE.METEO
      La tua ignoranza è raccapricciante. Mai letta un accazzoglia di menzogne e falsita come le tue.”

      Invece di dare dell’ignorante alla gente, impara a leggere quello che scrivi e quello che posti!
      A me pare di aver scritto di partenza:
      “(Sono state interpretate male!) Sulla costa occidentale c’è un’anomalia positiva di concentrazione. ”
      Tentando poi di capire l’articolo di difficile traduzione..

      Invece il Signor Federico ha scritto:
      “Un buco di culo disabitato in una giornata di foehn ??
      Ma quanta ignoranza che mi tocca leggere. In TUTTA la Groenlandia occidentale (fonte servizio meteo danese) il mese di febbraio è stato il piu caldo di sempre con anomalie fino a 15 GRADI CELSIUS MENSILI.”

      Quando la traduzione google pari pari ..
      cita questo:

      “Era un po ‘diverso per le stazioni meteorologiche sulla costa occidentale della Groenlandia e nel sud della Groenlandia. Qui, non si usava aria calda come in Groenlandia orientale, e la temperatura media di febbraio terminava sotto o vicino alla norma. ”

      Nella mia carta allegata sotto si può notare tutto ciò..

  2. A proposito di 1 giorno di foehn in un buco di c… disabitato, secondo il servizio meteorologico danese in un territorio di CENTINAIA DI MIGLIAIA DI KM quadrati l’ anomalia MENSILE ‘è stata record con anomalie allucinanti fino a +14.4C dalla media MENSILE
    Ecco la fonte (se sapete leggere)

    http://www.dmi.dk/nyheder/arkiv/nyheder-2018/marts/varm-februar-trak-vinterens-middeltemperatur-op-i-nordoestgroenland/

    Non si tratta di 1 giorno in 1 punto (o buco di culo come dite volgarmente voi) ma un territorio immenso per tutto l’ inverno (le anomalie invernali sono scritte nello stesso link).
    Informarsi prima di dire baggianate prego…..

    Se invece credete che le baggianate le dicano quelli del servizio meteo danese ditelo che li contatto subito dicendo che su questo sito si diffama il DMI. Non c’è problema, vediamo chi ha ragione.

    Post a Reply
    • La Groenlandia è caratterizzata da un’altopiano centrale, lo stesso Labrador è un vasto altopiano.
      Temperature alte, si hanno quando l’aria oceanica scorre sopra questi altopiani, provocando inlandsis.

      Per esempio nel corso dell’ultimo semestre 2017 in Groenlandia, ci sono state estese bufere di neve sull’altopiano centrale. Di recente, nel corso di Marzo 2018, quest’attività è stata concentrata lungo le coste verso l’entroterra..
      Aumentando la temperatura sull’emisfero boreale, nel decorso primaverile/estivo aumenta la capacità di produrre ghiacciai dell’intera regione. Ma questo un pò ovuque.. in determinate condizioni.
      *Andando verso il l’estate boreale, ma si può dire anche andando verso l’inverno boreale.
      Questa capacità diminuisce drasticamente durante l’apice dell’inverno boreale, con l’avanzare delle alte pressioni polari e la loro persistenza termica al suolo.
      Un riscaldamento stratosferico non fa altro che riversare al suolo aria estremamente fredda, questa condiziona l’espansione delle alte pressioni polari lungo le aree continentali. Mentre le alte polari a latitudini alte rinforzano ulteriormente, generando anomalie primaverili. Una situazione che nel corso del tempo provoca un raffreddamento emisferico. Sommando questo ad altre variabili astronomiche provoca un’era glaciale.

      Sul polo Nord non è che ci sia più caldo, ci sono piuttosto ampie alte polari, ed un cambio di circolazione che impedisce inlandsis primaverile/estivo.

      Temperature umide oceaniche e/o il loro scorrimmento, ripeto, provocano inlandsis. Una 0 in quota 850 hPa provoca copiose nevicate, diversamente una -30 in quota rinforza rispettivi anticicloni polari o è una loro estensione. La capacità di produrre ghiacciai sul Labrador è aumentata di “recente”, infatti gli inverni sul NE degli USA, sono sempre più freddi del normale.
      Trattasi di capacità, il consolidamento inlandsis è la graduale fase successiva.

      Saluti e Studiare di più… 🙂

      Immagine allegata

    • ALE.METEO
      La tua ignoranza è raccapricciante. Mai letta un accazzoglia di menzogne e falsita come le tue. Il signor Cappelen del servizio meteo danese E MIO COLLEGA, tu non hai nulla da insegnarmi,. Hai FALSIFICATO i dati del servizio meteo danese dicendo che la Groenlandia orientale ha avuto un febbraio sottomedia quando è scritto chiaramente che è stato IL PIU CALDO DI SEMPRE con tanto di dati. STUDIA, perche di clima non sai assolutamente nulla.

    • @Federico

      non mi pare un’accozzagli di bagianate ciò che ho scritto..
      ripeto contare fino a dieci..

      C’è un’anomalia positiva in grado di generare un’alterazione significativa del clima groelandese?

      Nel senso tuo pare di si! Nel sono mio pare di no!

      Io non ho detto che si falsificano dati. Semplicemente c’è un’anomalia positiva di concentrazione sulla costa occidentale groelandese. Ghiacci artici più estesi del normale. Quindi nel complesso la situazione a me pare di saperla leggere molto meglio di te! Siamo ancora sottomedia sulla costa orientale groelandese. Ma lo studio cita temperature nella media poco al di sotto. Quindi ripeto, le tue parole sono attacchi più che un dibattito scientifico! Nulla degno di nota.. Quando sappiamo bene, che durante il corso dell’inverso le dinamiche hanno prodotto ampie oscillazioni (saccature e promontori ) sull’emisfero boreale.

      Immagine allegata

    • Devi studiare tu perché è stata l’evoluzione dell’evento stratosferico a portare le anomalie sulla Groenlandia. Non altre dinamiche ! Delle quali non ho sentito la men che minima..

      Ripeto io non falsifico un bel nulla ho utilizzato google translate, e non era tradotto molto bene..
      Il danese non lo conosco avresti dovuto provvedere tu invece di postare un link e fare il furbo.. Oggi con più tempo ho chiarito il mio errore di traduzione, separato del tutto dal mio ragionamento che non fa una piega. Viste le masse d’aria oceaniche dirette verso il Polo Nord nel corso di Gennaio/Febbraio 2018.

      Da Audeiteeq verso sud-est fino a Kap Morris Jesup a nord, l’inverno nel complesso è diventato più caldo del normale. Uno sguardo più ravvicinato alle misurazioni della temperatura mostra che il calore è venuto soprattutto a febbraio, dove tre stazioni meteorologiche hanno registrato un record sia per febbraio più caldo che per l’inverno più caldo dall’inizio delle misurazioni.

      Mentre l’inverno in Danimarca terminava con il freddo siberiano, era piuttosto diverso nel Nord e nell’Est della Groenlandia. Qui una pesante aria calda si fermò lungo la costa orientale e diede una fine eccezionalmente mite all’inverno.

      L’inverno nella Groenlandia nord-orientale è iniziato diversamente con dicembre e gennaio, dove le temperature erano intorno o sopra la norma per dicembre e gennaio. Ma a febbraio le temperature medie hanno raggiunto il picco e si sono concluse ben prima di febbraio.

      La fornitura di aria calda si rifletteva nelle misurazioni della temperatura, dove tutte le stazioni meteorologiche nella Groenlandia settentrionale e orientale, da Aputiteeq a sud-est a Kap Morris Jesup a nord, mostravano temperature medie elevate rispetto a quelle normali di febbraio. Febbraio ha ricevuto un nuovo caldo record per Kap Morris Jesup, Station Nord, Danmarks Havn, Daneborg e Ittoqqortoormiit. In Aputiteeq è diventato il secondo posto, superato solo a febbraio 2017.

      Era un po ‘diverso per le stazioni meteorologiche sulla costa occidentale della Groenlandia e nel sud della Groenlandia. Qui, non si usava aria calda come in Groenlandia orientale, e la temperatura media di febbraio terminava sotto o vicino alla norma.

      Non fare il furbo!

  3. Un buco di culo disabitato in una giornata di foehn ??
    Ma quanta ignoranza che mi tocca leggere. In TUTTA la Groenlandia occidentale (fonte servizio meteo danese) il mese di febbraio è stato il piu caldo di sempre con anomalie fino a 15 GRADI CELSIUS MENSILI.
    E in USA l’inverno appena trascorso è stato SOPRAMEDIA (fonte NOAA).
    Prima di scrivere baggianate bisognerebbe informarsi un poco.

    Post a Reply
    • Eh… caro Federico, quando l’ignorante indica la luna, il saggio guarda il buco di culo. Lo dice anche il proverbio mi sembra di ricordare… Di Groenlandia parleremo in un post dedicato così il saggio potrà focalizzare le sue salaci e supportate affermazioni in modo più puntuale.

    • Sono state interpretate male! Sulla costa occidentale c’è un’anomalia positiva di concentrazione. Ed altri fattori in gioco che si sommano.. Leggere bene prima di sparare alla diffamazione! Oltreciò il servizio meteo danese non ha sparata la men che minima affermazione sopra il contenuto scientifico del lavoro.
      Semplicemente il dato di fatto le temperature sulle aree da loro rilevate sul più calde del normale.
      Un vento catabatico è provocato da una massa d’aria che preme sul versante opposto di una catena montuosa. Foehn dir si voglia, molte volte scambiato per anticiclone subtropicale.. Quindi stiamo attenti a quanto diciamo..!

      Sulla Groenlandia orientale, la temperatura media di febbraio terminava sotto o vicino alla norma.
      http://www.dmi.dk/nyheder/arkiv/nyheder-2018/marts/varm-februar-trak-vinterens-middeltemperatur-op-i-nordoestgroenland/

      Contare fino a dieci prima di scrivere.
      Grazie!

    • @Massimo Lupicino.
      Le tue gravissime diffamazioni contro i dati UFFICIALI del servizio meteo danese sono illegali se non li supporti con dati che smentano quelli ufficiali.
      Provvederò ad avvisarli sulla vostra attività illegale e diffamatoria cosi sarà una faccenda fra voi due, io mi chiamo fuori.

    • Ecco qua, non si gioca più…

    • Ma di cosa parli? Chi ha mai parlato del dmi? È una delle mie fonti preferite per gli outlook dei ghiacci artici a dirla tutta. Hai mangiato pesante o sei parente di quello che minacciava cause di diffamazione per lesa maestà dei modelli climatici? Quanto al buco di culo in questione, Cape Morris Iesup o similia, è il WMO a parlare di un effetto locale dovuto a vento di caduta. Forse puoi fare causa a loro, la vinci di sicuro. Aspetta paziente il prossimo articolo prima di chiamare Perry Mason altrimenti rischi di pagare una parcella inutile…

    • Questa la traduzione di google translate
      *temperature erano intorno o sopra la norma

      L’inverno nella Groenlandia nord-orientale è iniziato diversamente con dicembre e gennaio, dove le temperature erano intorno o sopra la norma per dicembre e gennaio.
      http://www.dmi.dk/nyheder/arkiv/nyheder-2018/marts/varm-februar-trak-vinterens-middeltemperatur-op-i-nordoestgroenland/
      Dice diversamente, quindi a mio avviso la situazione di partenza era diversa. C’è stato “qualche evento” che ha portato ad un’evoluzione del genere.

      l’Articolo indica dal mio punto di vista, nel complesso, una situazione in linea con le dinamiche climatiche globali. Non c’è stata spiegazione da parte del signor Federico riguardo le dinamiche fredde europee citate nell’articolo danese. Questo è grave quanto la sua presunzione a dover essere noi italiani a dover tradurre/leggere una lingua difficile quanto il danese.

      Qui si indica la situazione anomala di gelo presente in Europa, nel decorso finale del mese di Febbraio.
      “Mentre l’inverno in Danimarca terminava con il freddo siberiano, era piuttosto diverso nel Nord e nell’Est della Groenlandia. Qui una pesante aria calda si fermò lungo la costa orientale e diede una fine eccezionalmente mite all’inverno.”

      Quindi alla fine… qui il signor Federico sta parlando del nulla, poiché ha tralasciato l’intera dinamica ESE.
      (c’è da meravigliarsi se lui stesso è un metereologo”

      Inizialmente una definizione da parte mia è stata data, senza oltretutto mettere in discussione quei dati tanto cari al signor Federico.
      Con il quale, oltretutto, visto che è partito per la tangente, non c’è stato dibattito per quanto concerne la situazione climatica.
      Il signor Federico avrebbe dovuto provvedere a tradurre almeno quei punti essenziali. Invece con caparbietà non si mosso di un dito.. Difficilmente con google translate certe lingue hanno una traduzione facile da leggere in italiano. La presunzione di certa gente mi lascia perplesso.

  4. Quindi ne deduco che le varie località sciistiche estive che hanno chiuso in questi anni per mancanza di neve e freddo sono solo un’invenzione… Se lo dicono esperti come voi ci credo…!

    Post a Reply
    • Simone come tutte le attività imprenditoriali quelle organizzate bene sopravvivono quelle organizzate male chiudono. Mi sai dire per caso quante stazioni sciistiche esistevano 30 anni fa e quante ne esistono oggi? La popolazione turistica che si può permettere la settimana bianca bene male è la stessa di 30 anni fa, ma con più stazioni sciistiche rispetto a 30 anni fa bisogna anche essere meglio organizzati della concorrenza per sopravvivere.

    • Come se sulla Marmolada fossero organizzati male! Per lo sci estivo si può essere organizzati quanto vuoi, ma se il caldo e la neve in diminuzione rompe il ghiacciaio non è come in inverno che si spara la neve e si riprende. Una volta che il ghiacciaio si rompe la località sciistica diventa inutilizzabile e chiude. Chiaro sintomo di un clima che è cambiato e che su questo sito continuate a negare.

    • Ale.meteo
      Prima di diffondere dati FALSI dovrest INFORMARTI.
      Nella Groenlandia orientale le anomalie UFFICIALI MENSILI sono state fino a 15C sopra la media, quindi se falsifichi i dati del servizio meteo danese e li spacci per loro, stai incorrendo in una frode. Punto e basta. Comunque contatterò il servizo meteo danese per avvisare loro che state spaciando dati falsi per loro,vediamo come le prendono. Siccome conosco PERSONALMENTE due persone, di cui John Cappelen il climatologo che si prende cura dei dati groenlandesi, ti posso anticipare che non la prenderanno affatto bene.

    • Federico,
      ok, ma non portarti via il pallone eh?

    • E’ un dato di fatto che località sciistiche estive hanno chiuso e che località invernali in questi anni sono sopravvissute solo grazie alla neve artificiale, senza quella neve artificiale molte località, anche alpine, avrebbero chiuso da un pezzo. Questa è la realtà caro Alessandro, se non ti piace è un problema tuo e se vuoi continuare a credere alla favole scritte su questo portale sei liberissimo di farlo.
      Per la cronaca 31 anni fa il 16 marzo fece 10 cm di neve a Firenze, negli attuali anni che voi reputate freddi chissà quando rivedremo una nevicata del genere a metà marzo a Firenze…

    • Simone, le piccole stazioni sciistiche, se non te ne sei accorto, sono erroneamente alla ricerca dei grandi numeri a tutti i costi. L’impresa di successo non è quella del mass market che è una strategia perdente per la piccola stazione. La finanza facile ha indotto molti gestori a fare grandi errori nel passato senza preoccuparsi della propria sostenibilità economica.
      La gestione di una stazione sciistica è differente tra piccola e grande. Purtroppo non tutti siamo capaci a fare impresa, molti si improvvisano, accedono a finanziamenti facili, gestiscono, ma chiudono.
      Choncludo dicendo che come fai notare chi si è organizzato meglio ha investito su impianti per innevare artificialmente e chi continua a rimanere aperto lo ha fatto in maniera sostenibile dal punto di vista economico essendo consapevole della propria realtà. Una sola pista a pieno regime tutto l’anno anche in un piccolo comprensorio può essere di fondamentale sopravvivenza per una piccola realtà locale. Un modello di gestione del turismo di queste piccole realtà dovrebbe partire dall’analisi dei punti di forza, rappresentati dall’esistenza e vicinanza di bacini d’utenza significativi, dalla bellezza della natura, da storia e tradizioni.
      Non è vero che in Appennino nevica meno che sulle Alpi, dipende dagli anni, è vero invece che la dorsale è meno protetta dall’entrata delle perturbazioni caldo-umide che possono causare repentini scioglimenti. Questo vale oggi in pieno cambio climatico, come valeva 50 anni fa.

    • Il discorso è che le masse d’aria africane agiscono in quota attorno a 700 hPa.. Per il resto quindi è abbastanza ovvio che queste “si incollano” alla Penisola iberica e all’Italia, qui oltretutto generando poi la famosa subsidenza mediterranea..
      Sono le zone collinari in quota, ed interne poi.. a percepire il calore africano, le basse a sentire maggiormente l’umidità.. Quindi si fa presto nelle isole urbane a percepire il calore, come l’assenza di ventilazione marina, fa poi aumentare le temperature stesse.. Altro che anticicloni.. Romolo, Caronte eccettera..
      Cioè se le masse d’aria agiscono in quota 700 hPa è altrettanto logico che su alcune stazioni sciistiche specie a NO, mancherà la neve estiva, perché trattasi di libeccio.
      Ma è un non problema.. Cioè la neve ci sarà dove deve esserci.. Qui si tratta di 45°C estivi ed italiani in cantiere (casomai..) a morire in certi casi sotto le caldazze estive..
      Al momento si tratta di fresco, quindi un temporale o una nevicata in montagna fuori stagione, non fanno male a nessuno.. Nemmeno alle località balneari.. temporale significa respirare.. Portatevi dietro una felpa e da bambino sino a fine giugno, me la portavo dietro quando uscivo alla sera..
      Il turista deve stare solo attento a quello che fa..
      Non credersi un soldato di un reparto speciale..

      ps
      Sono caduti metri di neve e ne cadono ancora sulle Alpi ed Appennini, non mi raccontate balle di qui in avanti..

  5. la narrativa meteo climatica è allo sbando totale
    chi dipinge nevicate ogni 15 giorni nelle citta da novembre a marzo e chi ci profetizza i cactus a nuuk i banani a helsinki e le palme sulle spiagge tropicali del golfo di botnia ..tropicali per questi falliti
    signor lupicino ce una guerra in corso da quando il web ha decretato la morte dellla meteo in tv a suon di cristalli di neve sparati ovunque in cerca di click e notorieta

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  6. Notizia del TGCOM24 dell’ora di pranzo.
    Il riscaldamento globale mette a rischio, le specie ittiche presenti nel Mediterraneo.
    il sito riporta il WWF
    http://www.tgcom24.mediaset.it/green/riscaldamento-globale-il-wwf-lancia-l-allarme-nel-mediterraneo-a-rischio-il-50-delle-specie_3128370-201802a.shtml
    Quel che sento dai pescatori e quando vado a pesca noto sull’alto Adriatico. Con i miei occhi vedo semmai la presenza di specie aliene, come pesci serra. Oppure l’eccessiva presenza delle razze, tartarughe, delfini e troppi tonni che si pappano tutto.. Le elevate temperature, fanno proliferare specie non presenti in numero elevato in natura. La natura non riesce a mantenere e compensare il ritmo come accadeva un tempo. Per vedere risultati bisogna fare come in Veneto fare riserve di pesca. Dove sia vietata la pesca di professione con le reti (di qualunque tipo) Rimane possibile pescando con la canna e quindi come hobby. Con un limite di peso (3/5 kg a testa) di pesce da portare a casa.
    .. Non centra nulla,
    ma ho sentito che certa gente avrebbe buttato delle ceste di vipere sopra un paesello bolognese..

    C’è sempre da rispettare il periodo di riproduzione di qualunque specie e la misura del pescato. Sottomisura va rilasciato e non saprei fuori dalle acque italiane cosa sta accadendo.. Fatto sta che il risultato c’è sulle coste venete, le riserve sono utili ai pescatori di professione. Infatti il pesce si riproduce ed espande dalle riserve di pesca adriatiche. Cosa devastante rimane la pesca con le reti a trascico.
    Il risultato di aver vietato la pesca del tonno in alto Adriatico ai giapponesi c’è.. Ora con la canna per limitarne il numero ci sono periodi di pesca, ma forse bisogna allargare il periodo e le licenze. Al di fuori del periodo di pesca, l’obbligo è il rilascio.

    Immagine allegata

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    • ps:
      Esco dal seminato ma tanto è uguale la dinamica è sempre quella, ed è devastante.. quanto certe cure..
      fa più male che bene..

      Riguardo la Lipu, sempre parlando di pesca, ora si tratta delle acque interne.
      L’eccessiva presenza di volatili a detta di qualche anziano mai visti prima.. Proprio il boom di questi animali, assieme ai bracconieri, sta svuotando di pesce, fiumi e canali.. Anche piccoli corsi d’acqua d’autunno rifugio per gli esemplari giovani. Mentre in primavera zona riproduttiva di molte specie ittiche nostrane.
      Per esempio la tinca, nella pianura padana orientale praticamente estinta, come scardole, lucci e tanti altri..
      A me pare che dobbiamo farci tante domande..

      Ogni fatto ha un colpevole il GW e meno male non si tratta più di AGW. Ma la strada per loro è questa, intontire con global wuaorming, poi zac! è colpa della CO2 e di tutti voi messi insieme! Infine arrivano salvatori della patria a fare convegli ! In mezzo alla neve, manca solo Rambo e poi siamo apposto!
      Saluti grande articolo 🙂
      e avanti così!

  7. non sanno più che pesci pigliare!

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  8. @robertok06
    Da quando è nato il Venerdì è la prima volta che cerco in rete un suo articolo! Ma non hanno il coraggio di metterlo…
    ho passato allo scanner le due pagine e sono circa 7MB l’una
    http://87.6.60.45/v0001.png
    http://87.6.60.45/v0002.png
    Il numero IP del mio server web è stabile da almeno 20 giorni (da quando ho cambiato modem), se dovessero esserci problemi fammi sapere. Franco

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    • @Franco
      Grazie mille per le due pagine…

  9. Hai ragione, caro Massimo, stanno perdendo e per questo annaspano continuamente per non affogare. Ogni tanto -più spesso che possono- alzano la testa e tirano il fiato, cioè esprimono un qualche concetto fasullo, ma questo non li salverà: l’affanno è un brutto compagno per chi sta per affogare. Ci vorrebbe calma, raziocinio e ancora calma ma questi elementi sembrano mancare da un po’ di tempo in certi ambienti.
    Anche Alex Saragosa (alsarago) , ben noto autoproclamatosi difensore della Verità Vera in tutti i posti dove si parla di clima, con possibilità di esprimere commenti, e collaboratore del Venerdì di Repubblica, qualche giorno fa (2 marzo 2018, n.1563) ha scritto un pezzo per dire che gli orsi polari in realtà stanno bene e crescono di numero però infarcendolo di se, di ma e di luoghi comuni per far apparire questa semplice verità molto dubbiosa e non vera in qualche caso (un posto dove un orso soffre per qualche motivo, da qualche parte ci sarà senz’altro, tipo quello dell’ormai famigerata foto).
    In ogni caso, complimenti per il pezzo scritto con la solita bravura e sempre centrato. Franco

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    • “Venerdì di Repubblica, qualche giorno fa (2 marzo 2018, n.1563”

      Salve Franco,

      Ho cercato di trovare questo articolo ma non sono riuscito… c’é in rete il numero del 9/3… non è che potresti darmi un link, o copiate-incollare l’articolo suddetto?
      Grazie in anticipo.

      E.

    • Grazie Franco 🙂

  10. Li stanno perdendo perchè ci attende un filotto di mesi termicamente sottomedia.

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  11. la storia del buco (per questo blog) è forte , ma la narrazione come al solito è da Oscar !
    grazie

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    • Maxx, come dicono a Belluno, quanno ce vo’ ce vo’!!! Grazie a te 😉

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