Climate Change Megagalattico

Forse mancavano davvero solo gli astrobiologi sul carro del clima che cambia, dopo le scienze sociali, quelle economiche, quelle mediche etc etc. Per cui si saranno detti… insomma, se le due paroline magiche attirano i fondi e garantiscono la pubblicazione, perché non usarle?

Ed ecco qua, l’insostenibile pesantezza del clima parte alla volta dei segreti dell’universo, per capire, a mezzo apposito modellino, se possano esistere le condizioni in giro per il cosmo per cui altre civiltà siano cresciute, pasciute e poi schiattate per l’ineluttabile cambiamento climatico provocato nel crescere e pascere.

Il paper è questo:

The Anthropocene Generalized: Evolution of Exo-Civilizations and Their Planetary Feedback

O, se preferite, la sua caricat… ehm, spiegazione su Eurekalert, che ha ripreso la news lanciata dal sito web dell’università cui appartengono gli autori:

Alien apocalypse: Can any civilization make it through climate change?

Se il primo titolo è criptico, ma vedremo di che si tratta, il secondo è, come dire, particolare per la sua sobrietà.

Comunque, prendi un modello in cui replichi un ambiente estraneo alla Terra in cui sia possibile che si sviluppi una società organizzata, mettici dentro l’utilizzo delle risorse che l’ambiente mette a disposizione senza le quali la società non potrebbe crescere, anche di numero. Poi inventati dei feedback attraverso i quali l’uso di quelle risorse deteriora l’ambiente di cui la società ha bisogno per continuare ad esistere perché variano dei parametri – la temperatura e la popolazione perché no – ritenuti fondamentali. Il risultato è presto detto:

  1. Temperatura e popolazione crescono a dismisura insieme, finché la seconda non raggiunge il picco e inizia a declinare perché campare diventa difficile, finché non si arriva a numeri stabili che però sono largamente inferiori al picco; in pratica 7 su dieci dei vostri conoscenti, magari voi stessi, ci rimettono le penne. Non è comunque detto che la società sopravviva, forse perché non basterebbero le braccia?
  2. Temperatura e popolazione crescono ma ad un certo punto si fermano perché la società si accorge del danno e passa da un uso sfrenato delle risorse ad una vita più morigerata, ossia a risorse a basso impatto. Nel paper gli esempi sono, neanche a dirlo le fonti fossili e quelle rinnovabili. Tutti contenti.
  3. Temperatura e popolazione salgono velocemente finché la seconda non crolla perché semplicemente non ci si sta. Anche in questo caso non si sa se qualcuno sopravvive ma se del caso solo per fare una vita di stenti e privazioni.
  4. La temperatura e la popolazione salgono, qualcuno si accorge che così non va e si corre ai ripari ma è troppo tardi… ironia della sorte per un po’ sembra quasi che la si possa far franca ma poi scatta comunque la catastrofe.

Tutto questo, con assoluto rigore scientifico e certa possibilità di riproduzione dei risultati scaturisce da:

  1. Mondi alternativi del tutto inventati
  2. Ignota tipologia di risorse e loro disponibilità
  3. Ignote dinamiche di adattamento del sistema e dei suoi ospiti

Approfondire questa conoscenza (?), potrà aiutarci a capire se abbiamo qualche speranza di farcela oppure no prima che la nostra civiltà arrivi al collasso, perché anche sulla Terra c’è un precedente, scrivono, ed è l’Isola di Pasqua, dove gli abitanti pare (ma pare anche che non sia andata affatto così ma non è il caso di sottilizzare) abbiano consumato tutto il consumabile dandosi letteralmente la zappa sui piedi finché la popolazione non è crollata. Per cui, ecco l’anatema dell’astrobiologo prestato alla climatologia:

If you change the earth’s climate enough, you might not be able to change it back,” he says. “Even if you backed off and started to use solar or other less impactful resources, it could be too late, because the planet has already been changing. These models show we can’t just think about a population evolving on its own. We have to think about our planets and civilizations co-evolving

Che dire, a tutti quelli che al mattino si alzano e, contritamente, utilizzano il loro carro a fonti fossili per raggiungere un posto di lavoro dove schiattano fino a sera prima di ripercorrere, sempre con gran senso di colpa il percorso all’indietro, è giusto ricordare che, per il loro bene, c’è qualcuno che si guadagna da vivere così.

Buona giornata

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Author: Guido Guidi

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6 Comments

  1. Vorrei vedere uno scenario dove gli abitanti sono piante intelligenti che respirano CO2 ed espellono ossigeno.
    In questo pianeta chi si oppone alla produzione di CO2 verrebbe probabilmente usato come combustibile

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    • AHAHAHAH bellissima questa Luca 😀

  2. Naturalmente avranno anche valutato le probabilità di ciascuno scemario.
    Oops… ho scritto scemario

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  3. Guido: a modelli farlocchi corrispondono risultati farlocchi.
    Uno dei modelli da loro utilizzati si basa su questo:

    “In this model the resource is renewable ”

    … chiaro che se speri di mandare avanti un pianeta intero, e magari di colonizzarne altri, usando le energie rinnovabili…. l’estinzione e’ il minimo che ti capita, come specie.
    Braccia sottratte all’agricoltura (biologica, sia chiaro, pala e forcone, mica trattore con aria condizionata).

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  4. Tutto questo, con assoluto rigore scientifico e certa possibilità di riproduzione dei risultati scaturisce da:

    Prima hanno annullato il confine tra videogiochi e cinema e poi tra videogiochi e scienza.

    Post a Reply
    • …..e fanno diventare tutto una religione!

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