Attribuzione senza attributi

Lo ammetto, il gioco di parole è alquanto banale, ma è quello che mi è venuto in mente leggendo un articolo in materia di attribuzione del tempo al clima, anzi, del maltempo al clima che cambia.

Finalmente, scrivono, sappiamo come fare: prendi un modello climatico che funzioni a CO2, poi prendi un evento estremo e cambia la concentrazione di CO2 facendo girare il modello e misurando se e come aumenta la probabilità che quell’evento estremo raggiunga intensità che vanno ad occupare le code della sua distribuzione statistica. Elementare. E pure circolare 😉

Global warming can make extreme weather worse. Now scientists can say by how much.

Leggete per intero e poi magari tornate qui a dire cosa ne pensate.

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Author: Guido Guidi

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13 Comments

  1. @carmelo

    “scusate l’O.T.: …”

    Io continuo ad avere problemi a postare in risposta a qualcuno… posso solo postare nuovi messaggi…

    Il bottone “Submit Comment” in bassoa destra non e’ attivo, quando posto in risposta… non ho idea del perche’.

    Mi succede da laptop sotto Windows, a anche da tablet e cellulare Android…

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  2. scusate l’O.T.:
    perchè i commenti non seguono un ordine cronologico? ciascuno dovrebbe accodarsi a quello che lo precede, cosa che non avviene già da un po’ di tempo.
    cordiali saluti a tutti.
    carmelo

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  3. @Luigi Mariani

    “A me tuttavia non risulta che la bibliografia disponibile supporti tali capacità dei GCM ma posso ovviamente sbagliarmi e chi avesse evidenze diverse me le segnali, grazie.”

    Confermo che la letteratura peer-reviewed NON supporta l’ipotesi che i modelli di circolazione globale siano in grado di produrre risultati di hindcasting affidabili. E’ una leggenda metropolitana che lo facciano, nulla di piu’.

    Solo a volte lo fanno, ma spesso no.
    Quando lo fanno ci azzeccano su una “variabile”, per esempio le precipitazioni, ma cannano al tempo stesso su altre… il che indica che ci azzeccano piu’ per colpo di culo che per altro… per esempio perche’ inizializzano “ad arte” i dati iniziali, in modo tale da ottenere il risultato voluto. Sono quelle che si chiamano “self-fulfilling profecies”, nulla di piu’.

    Una spiegazione del perche’ sia cosi’ e’ data. per esempio, in questo articolo:

    “Spectra, intermittency, and extremes of weather, macroweather and climate”, Sci Rep 8 2018 p12967

    … che magari e’ gia’ stato citato qui recentemente?… non ricordo adesso e non ho tempo di verificare.

    Lovejoy conclude che…

    “We argued that in the atmosphere, strong intermittency and extreme black swan events are ubiquitous and that this has numerous consequences including for spectral analysis and for distinguishing “normal”, “expected” extremes from tipping points.”

    Gli eventi “estremi” sono piu’ “normali” (come frequenza di accadimento) di quanto si possa pensare sulla base della sola loro distribuzione statistica.

    Oppure questo, stesso autore,…

    “Do GCMs predict the climate … or macroweather?”,

    https://www.earth-syst-dynam.net/4/439/2013/

    … vedasi la parte “peer review” delle discussioni/domande/risposte dei reviewers, Roger Pielke e Gavin Schmidt, soprattutto il primo e le dettagliate referenze che cita in proposito, sulla precisione e affidablita’ dei modellini GCM.

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  4. @AleD
    “Ma di questo quando ne parlate?”

    ??? PIK???
    Sicuramente fake news… infatti altro non e’ che un altro esempio di statistica creativa applicata ai modellini farlocchi…. nell’articolo linkato dal PIK dicono che…

    “There is modeling evidence indicating that these observed trends are at least partly attributable to AA. CMIP5 coupled model simulations”

    … i soliti modellini approssimati e poco affidabili.

    Altro risibile commento sul sito del PIK da te citato:

    “The wildfire in Canada’s Alberta region in 2016 is one stark example for the potentially disastrous impact of planetary-waves slow-down and the resulting summer-weather stalling.”

    Tutta colpa del disastroso rallentamento delle onde-planetarie “previsto” dai modellini farlocchi, giusto? Uh!… come no…

    In realta’ I DATI (non i modellini farlocchi CMIP5), dicono (maiuscole mie) invece che, vedi figura copiata e allegata…

    “This chart shows the HIGH VARIABILITY in both number of fires and area burned in Canada per year.”

    Based on data in the National Forestry Database, over 8000 fires occur each year, and burn an average of over 2.1 million hectares.”

    http://cwfis.cfs.nrcan.gc.ca/ha/nfdb

    Nel 2016, l’anno citato dal PIK, in Canada ci sono stati 5,243incendi boschivi con 1,404,655 ettari andati in fumo. La figura che ho copiato mostra come nel 1988 abbiano bruciato in totale piu’ di SETTE milioni di ettari di boschi canadesi… e ci siano 3 anni sopra ai SEI milioni di ettari.

    ——————–
    Poco sotto dicono anche…

    ” When those conditions stall for several days or weeks, they can turn into extremes: heatwaves resulting in droughts, health risks and wildfires; ”

    … quando di siccita’ pluri-decennali estreme ce ne sono state a bizzeffe nella storia antica della terra (dove “antico” significa precedente l’inizio della rivoluzione industriale, con annesse emissioni antropiche della velenosissima CO2).
    Esempi a bizzeffe… come ho detto qui sotto basta andare sul sito di Climate of the Past e fare una ricerca con “drought”… per esempio questo articolo:

    “Decadal variation of extreme drought and flood in North China revealed by documentary-based seasonal precipitation reconstruction for the past 300 years ”

    https://doi.org/10.5194/cp-2018-45

    … dove dicono che…

    “The results show that there were 29 extreme
    droughts and 28 extreme floods in North China from 1736 to 2000. ”

    … che se anche la matematica non e’ un’opinione (come la “scienza” climatologica d’oggi) fanno una siccita’ o alluvione “estrema” ogni ~9 anni in media (264/29).

    Bisogna leggere meno spazzatura e soprattutto non prendere per buoni i proclami dei climatocatastrofisti, che dicono quel che dicono per interesse personale (fondi di ricerca, fama, foto e interviste da tutte le parti, e a volte anche soldi in tasca… vedasi “gettoni” di presenza dorati, 20 mila dollari a “conferenza”…).

    Ciao.

    Immagine allegata

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  5. @guido

    “Leggete per intero e poi magari tornate qui a dire cosa ne pensate.”

    Beh… nel prestigioso articolo “scientifico” citato dicono cose come questa…

    “We can then assess the probability of occurrence of the observed event in the present climate, p1, and past climate, p0. These probabilities are communicated as return periods of the event in the present and past: 1/p1 and 1/p0 respectively. The risk ratio is evaluated as the ratio of p1 to p0.”

    … che svela immediatamente la bufala. Le probabilita’ di accadimento di eventi estremi rari nel passato NON sono note con sufficiente precisione, per poter valutare la distribuzione di eventi con tempi di ritorno di secoli o molti decenni, dato che servono dati su intervalli temporali piu’ lunghi del tempo di ritorno medio… nemmeno per il continente europeo che ha, per ragioni storiche, la base di dati piu’ antica e’ possibile fare cio’… quindi tantomeno per gli altri continenti.
    I paleo-dati ottenuti tramite proxies sono notoriamente poco affidabili, per tutta una serie di motivi…. basta dare un’occhiata su riviste come Climate of the Past, tanto per citare una rivista specializzata… uno dei tanti esempi qui:

    “Long-term variability of droughts in the Czech Lands and large-scale climate drivers ”
    https://www.clim-past-discuss.net/cp-2018-61/

    Per inciso, la stessa notizia riportata su altri blogs e siti web d’informazione citano Friederike Otto, che lavora a Oxford.
    La suddetta F Otto…

    https://www.eci.ox.ac.uk/people/fotto.html

    …altri non e’ che una pasdaran climatocatastrofista (mi assumo la responsabilita’ di quanto dico, ovviamente)… che sta facendo carriera sul nulla cosmico, sulla para- fanta- scienza della “attribution” di eventi meteo estremi.
    Perche’ dico questo? Basta leggere questo suo prestigioso articolo peer-reviewed (e poi ti dicono che bisogna credere nel peer-reviewing!)…

    “On judging the credibility of climate predictions”
    https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs10584-013-0813-5

    … dove con molta non-chalance dichiara che…

    “This encourages a more explicit use of data in making quantitative judgments about the credibility of future climate predictions, and in training users of climate predictions to become better judges of credibility. ”

    … cioe’, leggete l’articolo!… dice che e’ lecito per i “ricercatori” che utilizzano le simulazioni, valutare a-priori, sulla base della loro “esperienza”, l’attendibilita’ delle previsioni indicate dai modelli stessi.
    Della serie “oste, com’e’ il tuo vino?”.

    Anti-scienza! Lysenko-ismo climatologico guidato dall’ideologia.

    Post a Reply
    • è arrivato l’umarell..

      Siete come la prima ricostruzione dello scheletro del dinosauro Iguanodon..

      con il pollice della bestia sopra il naso..

      Immagine allegata

  6. Trattasi solo dell’ennesima applicazione di statistica creativa agli “ensembles” di modellini farlocchi.

    In pratica funziona cosi’: si prendono N modelli climatologici “regionali”, non “globali”, che sono tutti approssimati e imprecisi anche alle risoluzioni di maglie di calcolo di pochi km di lato (lo dicono LORO, non e’ una mia invenzione)… si fanno girare N copie di ognno utilizzando come input dati ESTRAPOLATI da misure e condizioni iniziali un po’ diverse una dall’altra, e si ottiene una distribuzione di risultati. .. le varie “anomalie” di temperatura, o precipitazioni, o altro.

    Qui arriva la statistica creativa, dove si assume con un atto di fede che la media, o la mediana, o l’intervallo di confidenza , o altro di una distribuzione di dati approssimati e imprecisi (lo dicono LORO, non io) ottentua con codici di calcolo approssimati ed imprecisi (lo dicono LORO, non io) possa essere corretta ed affidabile.
    Ma dove? Ma come? Ma su quale pianeta? Quello dei balocchi, forse… non sul pianeta terra, di certo.

    Questi qui sono alla canna del gas, ultimo tentativo di far paura alla gente col babau degli eventi estremi assassini causati dalla CO2 assassina pure lei.

    Finti scienziati, venditori di “snake oil”, come nei film western. E la stampa ed i telegiornali a fargli da cassa di risonanza, quello e’ il peggio…

    Non c’e’ neanche da perdere tempo a commentarli, sono incommentabili.

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  7. Caro Guido, l’articolo che ci proponi è fondato sull’idea che i politici che si rifiutano di convertire l’intero mondo occidentale al solare e all’eolico distruggendo di fatto le nostre economie e le nostre stesse vite (pensa a quanti milioni di morti farebbe in Europa una grande ondata di freddo invernale affrontata senza combustibili fossili..) debbano marcire in galera e che i GCM saranno l’arma finale per ottenere ciò. Ciò detto occorre dire che il ragionamento sotteso a tale “nobile” aspirazione avrebbe senso se i GCM fossero stati calibrati e validati per il passato in relazione ai diversi tipi di eventi estremi (ondate di caldo e di freddo, incendi, siccità, eventi alluvionali, ecc.) riuscendo a ricostruire efficacemente la frequenza e l’intensità degli eventi estremi stessi. A me tuttavia non risulta che la bibliografia disponibile supporti tali capacità dei GCM ma posso ovviamente sbagliarmi e chi avesse evidenze diverse me le segnali, grazie.
    Peralrto su queste considerazioni si potrebbe imbastire la trama di un romanzo di fantascienza, sulla linea di “Stato di paura” di Michael Crichton…

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  8. Ma chi vogliamo prendere in giro? Non c’è assolutamente niente di nuovo. Hanno solo un po’ più di sfacciataggine nel sostenere che oggi possono dimostrare che il tempo di ieri (che non avevano previsto l’altroieri) è andato come NON avevano previsto per colpa del riscaldamento globale da CO2. La solita pagliacciata per i gonzi!

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  9. Il fatto è estremamente interessante …
    Predirre il l’ evento estremo sarà, d’ora in poi, estremamente facile !!!
    O no ?
    Oppure, non ho capito un tubo !!!

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  10. E’ come la dimostrazione che la divina provvidenza non fa crescere l’erba dove passano le ruote dei carri..

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