Il Clima? Nature la butta in politica, la BBC la butta in caciara

Il mondo dei media, si sa, non se la passa proprio bene, almeno per quel che riguarda quelli tradizionali. E così, in materia di clima, invece di scegliere la strada della specializzazione dei contenuti, battendosi per mettere a disposizione degli utenti un’informazione che metta gli utenti in grado di capire, alcuni, molti, hanno tragicamente deciso che sia meglio scegliere da che parte stare e mantener salda la posizione, anche se questo va in deroga al ruolo che hanno sempre aspirato ad avere.

E’ il caso di due autentici pilastri della comunicazione, Nature e la BBC, passati rispettivamente dalla scienza alla politica il primo e dalla libertà di pensiero all’omologazione il secondo.

Mi capita ieri tra le mani un’editoriale uscito proprio su Nature:

Global warming tops the agenda as climate brings down a third Australian prime minister

Letto? Bene. Che siate d’accordo o no, perché si deve leggere un editoriale di chiaro stampo politico su una rivista scientifica?

Ma c’è di peggio. Un tweet circolato ieri:

Lasciamo il beneficio del dubbio, potrebbe non essere autentico. Quindi, dato che su twitter se ne è parlato parecchio, se qualcuno fosse a conoscenza di smentite ne prenderei volentieri atto.

Se però fosse vero, tralasciando l’insopportabile utilizzo del termine “negazionista”, nei fatti, la linea editoriale della BBC sul clima è di non concedere spazio al contraddittorio. Non ce n’è bisogno, dicono, la questione è talmente solida che sarebbe come mettere in discussione il risultato acquisito di una partita di calcio.

Davvero? Dal momento che il riferimento è l’IPCC, forse allora non si sono accorti di aver scritto che c’è un elevato livello di confidenza scientifica sull’aumento degli eventi estremi. Bene, secondo l’IPCC, su eventi come alluvioni, tornado, uragani etc, la confidenza scientifica sui trend è bassa o del tutto assente. Forse un po’ di contraddittorio non guasterebbe, ma questo forse rovinerebbe l’agenda a qualcuno.

Buona fine settimana.

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Author: Guido Guidi

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7 Comments

  1. @sardo61

    “In questo caso l’aumento delle precipitazioni è del 50 per cento.”
    A dirlo sono ricercatori dell’Università del Maryland a College Park e dell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign è pubblicato su “Science”.”

    ????

    Quanti parchi fottovoltaici di grandi dimensioni ci sono nel o attorno al Sahel?

    Ma chi vogliono prendere in giro questi qui?

    La spiegazione ovviamente e’ che… copio e incollo dall’articoll su Science (che se continua cosi’ dovra’ cambiare il titolo in Pseudo-Science)…

    “Li et al. conducted experiments using a climate model”

    … ovvio!… se usi i modellini farlocchi per giustificare le paranoie ideologizzate delle rinnovabili intermittenti che salvano l’umanita’ dalla CO2 assassina e’ chiaro che arrivi al risultato voluto.

    Fino a prova contraria ci sono studi, seri, basati su MISURE, che mostrano come a valle di grandi parchi eolici esistenti la densita’ di potenza da vento disponibile ad altri eventuali parchi eolici diminuisce… come e’ ovvio che sia anche utilizzando la semplice legge di conservazione dell’energia (in termini tenici… quello che il sistema terra ha difficolta’ a sopperire a valle di grandi parchi eolici e’ la Vertical Kinetic Energy (VKE)… se trovo il link allo studio lo posto qui…).

    Ennesimo “studio rivoluzionario” basato sul nulla cosmico… non vale neanche la pena di perder tempo.

    Ciao.

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  2. Suvvia ….
    “In particolare, studi sul campo e modelli hanno mostrato che l’abbattimento dell’aria calda provocato dalle turbine eoliche determina un sensibile aumento delle temperature (anche di 2 °C, in prossimità della superficie), ma il parallelo migliore rimescolamento atmosferico provoca un significativo aumento delle precipitazioni, di circa l’80 per cento nel caso del Sahel. Anche i parchi fotovoltaici causano un aumento, ma più contenuto, della temperatura al suolo, legato alla diminuzione dell’albedo (la luce riflessa verso lo spazio), che per i pannelli solari è inferiore a quella della sabbia del deserto. In questo caso l’aumento delle precipitazioni è del 50 per cento.”
    A dirlo sono ricercatori dell’Università del Maryland a College Park e dell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign è pubblicato su “Science”.
    Il corto circuito mentale, qui, e spettacolare !!!
    Il Fotovoltaico e l’Eolico sono stati pompati a colpi di incentivi per ridurre la CO2 che causa l’AGW e, adesso, con tranquillita, si afferma che la loro presenza, locale, aumenta la temperatura al suolo ma aumentano le precipitazioni, sempre locali, e quindi piu copertura vegetale, creando un ciclo di feedback positivo …

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    • Si lubrificano e mantengono pulite da sole le pale eoliche sahariane? C’è sabbia nello scatolone africano.

      Poi c’è chi fa libri di frasi fatte, con il drammatico intento, di sepellire chiunque la pensi in modo diverso.

      Io sono ignorante, perché non schierato con certe persone ok, un grande ignorante.
      Secondariamente mi chiedo queste piogge saheliane (in soldoni) in base alle dinamiche climatiche, ai flussi, ai moti convettivi, alla risposta soppressa (non è il salume) a questa attività. Cosa potrebbe capitare, sull’area mediterranea?

      Sono un ignorante illuminatemi. (ma anche testardo, e perciò penso, ci sia poco d’Immenso..) in ogni caso ascolterò..

  3. BBC a parte, anche da noi non si scherza.

    Appena visto in tv, nella puntata di Geo su Rai 3… 15′ fa. Presentazione della puntata di stasera di Presadiretta, di Riccardo Jacona. Si parlerà di temperature ai poli, di amplificazione polare… il nostro Baldo eroe salvapianeta si è accodato per 10 giorni ad una missione CNR al polo (Svalbard, immagino) ed è diventato uno dei tanti “instant experts” sul clima.
    Nei 3 minuti di intervista/presentazione di Sveva Sagramola, la conduttrice di Geo, è riuscito a spararne un paio mica male… preparo i popcorn per stasera… non me lo lascio scappare di certo.
    Per esempio, ha detto che generare l’energia con le rinnovabili al posto della fossili è solo un problema politico, non tecnologico o scientifico…. 🙂
    Cioè, secondo il il “giornalista” jacona, si potrebbe generare senza problema l’equivalente di 15 TW di potenza media del pianeta con le sole rinnovabili.
    E hanno il coraggio di chiamare negazionisti gli altri!

    Mi sa che più che di presa diretta si tratterà di presa per il culo… ma magari mi sbaglio? A domani la risposta…

    Saluti a tutti.

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  4. Scusatemi, di nuovo io….

    … anche questa come fake news to propalare al popolino non scherza, stesso pdf “informatore”:

    Claim dei negazionisti:
    “‘Warming is causing more CO2, not the other way round’
    Ice-core records do indeed show that CO2 levels rise when the Earth comes out of an ice-age.
    However, warming and CO2 levels cause each other,
    —-> so if either happens the other will follow. <—- "

    Questa storiella che la CO2 SICURAMENTE causa un riscaldamento globale e' buona solo peressere staampata su carta e poi utilizzare il pezzo di carta, ripiegato con precisione, per mettere a livello la quarta gamba di un tavolino che traballa… niente di piu' di quello.

    Il grafico che allego e' preso da una presentazione di pochi anni fa di un noto "negazionista", come amano etichettarlo sui blog "verdi"… un misero premio nobel per la fisica, iniziali CR (no, non e' Cristiano Ronaldo…).

    Se qualcuno vede una correlazione netta fra concentrazione di CO2 (in rosso, in basso) e temperatura dei carotaggi groenlandesi, in blu in alto… mi faccia un fischio, che gli mando quelli della neurodeliri a prelevarlo. 🙂

    Immagine allegata

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  5. Giusto per dare un’esempio di come si fa disinformacija al giorno d’oggi, e si propagano le fake news sul clima…

    Sul pdf “di supporto” di Science Media Center…

    http://www.sciencemediacentre.org/wp-content/uploads/2012/09/SMC-Briefing-Notes-Climate-Change.pdf

    … dicono:

    “Extreme weather: Climate change also raises the likelihood of extreme weather events.
    For instance, floods which we have come to expect once in 100 years are now likely to be seen once in 10 years and severe thunder storms are 20% more likely than 20 years ago.
    This is supported by observations.”

    “Supported by observations” cosa???? Che eventi con probabilita’ 1 ogni 100 anni in periodo pre-industriale “adesso” accadono ogni 10 anni?
    Ma dove? Ma su quale pianeta? La terra?

    Questa e’ una PANZANA colossale!… e vorrebbero che i loro “giornalisti climatici” propalino questa balla, questo falso scientifico?
    Vergogna alla BBC, venditori di snake oil. Pece e piume per chi ha partorito questo obbrobrio. Subito!

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  6. Stavo giusto dando un’occhiata a CarbonBrief… il documento BBC linkato e’ questo:

    https://www.carbonbrief.org/exclusive-bbc-issues-internal-guidance-on-how-to-report-climate-change

    … dove UNA PERSONA, che di solito non si occupa neanche di clima, dira’ a tutti i giornalisti BBC come “spiegare il clima al popolino”… evitando i contraddittori con “negazionisti”.

    “Be aware of ‘false balance’: As climate change is accepted as happening, you do not need a ‘denier’ to balance the debate.”

    La chiusura del cerchio… siamo al Maccartismo… manca la caccia alle streghe. E’ noto che le streghe sono donne e si spostano volando su scope. Invitare qualsiasi persona contraria a questo “fatto” (e’ l’IPWH a dirlo… l’international panel on witch hunting) e’ pura follia.

    Vabbe’, dai!…. e’ da un po’ che la BBC fa ridere i polli con i suoi servizi su clima e energia… vorra’ dire che lo mettero’ fra le reti TV di spettacolo, non d’informazione.
    Patetico.

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