Scioperati

Le cronache di questi giorni ci regalano una serie praticamente interminabile di spunti tragicomici in tema climatista. L’ultima perla è che sull’onda dell’esempio di Greta Thunberg, la studentessa svedese che per protestare contro il global warming ha deciso di non andare a scuola, moltitudini di studenti in tutto il mondo hanno deciso di seguirne l’esempio. Non andando a scuola nemmeno loro. Per protestare, anche loro, contro il Climate Change.

Genitori e figli

Qualche mese fa una manifestazione simile si era svolta in Australia, con 200 studenti a scendere in piazza a protestare contro il Climate Change accompagnati…da 100 genitori. Altri tempi, rispetto a quando si scioperava di nascosto, contro il volere dei matusa, e con la prospettiva di uno shampoo una volta tornati a casa. In compenso l’età dei manifestanti pare essersi abbassata notevolmente: a lasciare i banchi per manifestare contro il global warming saranno anche gli studenti delle elementari: “fin dall’età di 5 anni”, sottolinea trionfante l’Independent.

Viene da chiedersi dove siano le tante associazioni che si occupano della tutela dei minori, nel momento in cui bambini totalmente inconsapevoli vengono portati fuori da scuola, esibiti in piazza a “protestare” per il clima che cambia con tanto di cartelli in mano a mo’ di scimmiette ammaestrate. E impaurite, come si intuisce da certi sguardi, e dai contenuti delle interviste indecenti in cui i bambini raccontano a memoria le favolette climatiste e si confessano terrorizzati all’idea di “non poter andare più a scuola” a causa del Climate Change. I più grandi, sgamati, vanno invece dritti al sodo e minacciano di usare presto il loro voto contro quei politici che non li salvano da morte certa per arrostimento.

Solo politica

Ché il punto è sempre il solito: si parla di politica. Di voti, e soprattutto di quei finanziamenti trilionari che la politica deve continuare ad erogare indefinitamente e a fondo perduto: a tutto beneficio delle elite che di quei fondi usufruiscono sotto la forma di finanziamenti per progetti senza senso che scaricano le loro inefficenze sulla collettività. E quindi ben vengano i bambini esibiti come trofei, spaventati a morte, dati in pasto ai media, e usati come arma di ricatto politica.

Perché quello che traspare, da queste manifestazioni semi-serie di isteria collettiva, è che si voglia mettere la politica nell’angolo, e ricattarla per costringerla ad assecondare cause ambientalistoidi senza senso, sotto la minaccia di un contraccolpo elettorale. È l’istinto di conservazione del Frankenstein climatista, scaricato dai suoi creatori politici perché economicamente insostenibile (ne abbiamo parlato) e impegnato adesso con le sue armi migliori (ONG, media e gruppi di pressione vari) in una lotta all’ultimo sangue contro il suo stesso creatore: la politica, appunto.

Non è una cosa seria

Al solito quando si parla di Climate Change, la situazione è grave, ma non seria. Gli spunti grotteschi, pure in uno scenario così desolante, sono infatti numerosi. A partire proprio dal fatto che i bambini, nel timore che il Climate Change non gli permetta più di andare a scuola, protestino…non andando a scuola. Sarà che si stanno semplicemente portando avanti?

Certo è uno spettacolo interessante quello di una quindicenne svedese che non va a scuola per protestare contro il fatto che, forse, in Svezia non si potrà più morire di freddo e di stenti in santa pace come succedeva ai suoi bisnonni. Ed è ancora più interessante il fatto che la quindicenne in questione sia stata invitata a parlare di Climate Change a Davos, nel tempio di quel globalismo finanziario che il futuro dei giovani europei l’ha sacrificato sull’altare della delocalizzazione, dell’abbattimento dei salari, e della cancellazione di diritti acquisiti in decenni di lotte sindacali proprio dagli antenati di Greta e dei suoi coetanei.

E qualcosa deve essere davvero andato storto, se vent’anni fa gli studenti protestavano contro la globalizzazione intravedendo correttamente le minacce che questa portava con sé, e oggi invece corrono a Davos per vantarsi di aver fatto sega a scuola davanti alla platea plaudente dei sacerdoti miliardari del globalismo. Mentre i loro emuli si fanno accompagnare  da mamma e papà a concedere interviste ai giornaloni controllati della stessa élite che applaude Greta dagli scranni di Davos.

Sarà che non ci sono più i ribelli di una volta. Oppure è solo che questi giovani imparano tutto troppo in fretta: se davvero esiste una scienza “settled”, come sostengono certi espertoni di clima che si mettono simbolicamente alla testa dei cortei di baby-scioperati, allora andare a scuola non serve più, perché non c’è più niente da studiare e da scoprire.

Ma davanti allo spettacolo penoso di quei bambini trascinati fuori dalla scuola dai pifferai di Hamelin che intonano le stanche litanie del Climate Change, viene il dubbio che ci sia solo una cosa da fare: dare quei maledetti soldi ai pifferai. E in cambio farsi dare indietro i bambini. Proprio come nella favola tedesca.

Giacché di favole si parla.

 

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Author: Massimo Lupicino

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30 Comments

  1. E meno male che c’è chi si crede realista!

    Tutto il suo argomentare è un grande copia e incolla a casaccio e alla fine non può che rimediare brutte figure. La Troika la detesto, insieme a tutta l’Unione Europea, dunque se pensava di segnare un colpo ha fatto un buco nell’acqua. Fatto è che la Grecia ha subìto una decrescita e la gente non è felice (ed è la gente comune a patire di più): è questo il punto, non importa tanto il motivo per cui la decrescita si è verificata. Alla fine è la condanna inevitabile di chi sta ad ascoltare gli imbonitori dei “nuovi modelli di sviluppo”. Lei, che critica giustamente gli imbonitori della Troika, però si beve le fregnacce degli imbonitori climatici: ma sembre di imbonitori si tratta – ah, guardi, sono pure imbonitori finanziari, basta vedere il “mercato delle quote CO2” che hanno messo in piedi.

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  2. @Giudici Taranto ha problemi svariati e non è che una acciaieria emette solo residui di lavorazione e non altro. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Peraltro la decrescita c’è già stata peccato che la finanziarizzazione del sistema ha impedito che si prospettasse un cambiamento del modello di sviluppo. La Terra non è “infinita”. La vita delle persone merita rispetto e non teoremi negazionisti alla nausea. In Grecia la decrescita c’è stata grazie proprio a Politiche finanziarie di breve periodo! vedi alla voce Troika!!! E meno male che c’è chi si crede realista!

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  3. @Giovanni Baroso

    Lei sta facendo discorsi senza aggancio con la realtà. Intanto cita Taranto, che ha problemi con un’acciaieria e non una centrale elettrica. Semmai si potrebbe parlare di Gela, dove c’è un complesso petrolchimico. Ma è una raffineria, non una centrale elettrica e comunque il problema, semmai, è spostare le industrie inquinanti più lontano dai centri urbani.

    Secondariamente, per quanto riguarda la decrescita, faccia una cosa: si prenda due settimane di ferie in Grecia, intervisti un po’ la popolazione e poi venga a riferirci come stanno.

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  4. @Giudici @Guidi Ma è mai possibile che non si possa fare fronte comune su quelle che sono vere emergenze come l’inquinamento dell’aria e non solo ? Di certo sappiamo che cosi non si può continuare, chi non fosse convinto contatti i tarantini e non solo. Perché considerare un cambiamento delle prospettive energetiche come un pericolo. Ovvio che nulla è senza impatto ma ormai è obbligatorio cambiare. Che poi i danni da idrocarburi siano contenibili è assai facile da dire e da dimostrare considerato che la società moderna per come la conosciamo ha solo intrapreso quella strada. Concentriamo le energie migliori di tutti non per contrapposizioni sterili ma per migliorare la salute delle persone. Se serve “decrescere” cosa peraltro già accaduta, si decresca e si divida meglio la ricchezza.

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    • Con la decrescita si divide la povertà non la ricchezza 😉

  5. @Giovanni Baroso
    La combustione di idrocarburi può provocare danni alla salute, ma mai così tanti quanto la penuria di energia. “Modificare le logiche di approvvigionamento” non vuol dire un gran che, se non ci sono alternative concrete.

    Poi, per quanto riguarda i danni alla salute, bisogna fare i conti per bene. Ad esempio molti penseranno che l’idroelettrico è senza impatto, eppure ha già fatto centinaia di migliaia di morti.

    Io vorrei sempre vedere una classifica ragionevole dei danni alla salute rapportati alla quantità di energia prodotta.

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  6. Indipendentemente dal fatto che sia più o meno veritiero un cambiamento climatico causato dalla attività dell’uomo vale la pena comunque di modificare le logiche di approvvigionamento
    energetico perché i guai sulla salute provocati dagli idrocarburi sono drammatici !

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    • Già, ma i guai sulla salute degli idrocarburi sono contenibili con la ricerca e il rispetto delle norme, mentre i benefici che l’energia abbondante e a buon mercato ha portato all’umanità sono irrinunciabili. Sostituibili eventualmente con nuove tecnologie ma irrinunciabili. E per nuove si intende di pari rendimento e costo ovviamente.

  7. Roberto…sì, l’ho visto anch’io, rincarato da un servizio sul ben più visto tg1 delle 20.00, il Telegiornale (con la T maiuscola). Tra gli slogan più belli del corteo, citavano “anche i dinosauri pensavano di avere tempo”. Non val la pena commentare perché così tanti strafalcioni in 7 parole nemmeno nelle versioni di latino del liceo del difficilissimo Lucrezio io riuscivo a farli…ma comunque a sti “petits cons” suggerirei, se proprio vogliono utilizzare l’ironia come arma, di farsi un giro per i gabinetti del Politecnico di Milano, dove ho studiato ormai 20 anni fa, e di prendere ispirazione da quegli slogan…erano ironici e pungenti…e pur essendo contrario a chi imbratta uno spazio pubblico, non di rado mi hanno strappato un sorriso. Poi può pure essere che gli autori avessero la media del 30, a differenza di questi “scioperati”, per citare Lupicino. Chissà.
    Detto ciò, la Svezia, caro Roberto, mi sembra molto più avanti di noi nel processo di dissoluzione della loro società, e tu me lo confermi citando quei passi. Io una mia teoria l’avrei del perché sono così in là, ma essendo ben poco politically correct…me la tengo per me

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  8. Ogni tanto bisogna ricordare anche questi simpatici attivisti della comunicazione… Fortuna che il loro video si trova ancora.

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  9. …ragazzi pensate invece a studiare ed a cercare di cambiare le leggi sul lavoro precario!queste si che NON vi daranno un futuro.

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  10. La cosa più importante da sapere è: chi paga per tutti questi progetti?:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Future_Earth
    E’ utile lavorare in quest’Artic Basecamp?
    Voglio capire, perchè così ad occhio mi pare un vagabondaggio stipendiato per fare il nulla e per essere compatiti… poveretta la Greta è andata a dormire in una tenda a -15°C…. chi permette queste spese inutili sarebbe da rinchiudere e buttare via la chiave!

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    • Alessandro, li paghi tu, io e tutti gli altri contribuenti. Solo per fare un esempio, l’Unione Europea ha destinato tra il 2014 e il 2017 la bellezza di 11.3 miliardi di euro a ONG. Attraverso una modalita’ che la stessa Corte dei Conti dell’UE ha criticato per la mancanza di trasparenza: “L’UE è il principale fornitore di aiuti a livello mondiale e le ONG spesso svolgono un ruolo essenziale nell’erogare tali aiuti. Ma i contribuenti dell’UE devono sapere che il loro denaro è versato ad organizzazioni definite in modo appropriato e che la Commissione dovrà risponderne in toto”, ha dichiarato Annemie Turtelboom, il membro della Corte responsabile della relazione.

      Se poi si pensa al fatto che “big influencers” del parlamento europeo potrebbero essere in prima persona tra i possibili fruitori di quei fondi attraverso la galassia delle “loro” ONG.. C’e’ davvero da essere sconcertati.

  11. @andrea beretta

    “ma probabilmente vivendo una società senza leggi, senza confini, senza regole, senza morale, senza freni…ma di questo, nessuno ne parla.”

    Giusto una decina di giorni fa ho visto un’intervista sulla rete franco-tedesca Arte (cheerleader anti-nucleari e “ambientaliste”)… dove parlavano della Svezia… e intervistando uno psicologo questi diceva che nella societa’ svedese non solo e’ vietatissimo sculacciare i bambini, ma addirittura rimproverarli e’ considerato quasi un crimine.
    Questo spiega l’esistenza di quindicenni come Greta, credo.

    D’altra parte, cercando (invano!) la puntata di Arte, ho trovato questo articolo di Slate…

    http://www.slate.fr/monde/83599/suede-generation-education-enfant-roi

    dove dicevano gia’, nel 2014, che la Svezia era sulla buona strada per …

    “a Suède pourrait aussi être en train de former une génération de petits cons prétentieux, instables et aux tendances dépressives”

    …. la Svezia potrebbe star formando una generazione di “stronzetti” arroganti, instabili, e con tendenze depressive…. mi pare ci stiano tutti questi sintomi, nel caso specifico, no?

    Slate cita il Telegraph che cita uno “accademico Svedese”… non ho tempo adesso di andare a cercare chi sia e cosa abbia esattamente detto… ma trovo interessante che qualcuno si sia posto la domanda, in Svezia, se lasciar fare e decidere come vivere a dei bambini/adolescenti sia una buona idea, e quali conseguenze possa cio’ avere per i bambini/adolescenti stessi e il futuro del paese e della societa’ svedese.

    Greta for president…. d’altronde se ci ha provato Al “climatologo” Gore ci puo’ provare chiunque… 🙂

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  12. @andrea beretta

    “Tanto caro Massimo sti bambini un futuro non ce l’hanno: o finiranno annegati entro il 2100 (tg1 del 13 febbraio) ”

    … a proposito di svarioni scientifici dei giornalisti!… piccolo off-topic ma ne vale la pena… stamattina, giusto prima di andare al lavoro, 7:30, stavo per spegnere la TV… ho sentito un direttore di TG RAI dire che sarebbero stati gli homo sapiens a far estinguere i tirannosauri!… con tanto di foto/disegno di tirannosauro rex con mascella aperta…
    Ma che squole hanno fatto questi qui???? 🙁 🙁

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  13. Che a dettare l’agenda politico-economica ai “grandi” della terra debba essere una piccola Gretina svedese con lo sguardo allucinato che non va a scuola, la dice lunga sulla reale portata di questo fantasmagorico declino della civiltà umana, anzi “la fine del civiltà così come noi la conosciamo” dalle parole dell’attore americano Al Gore.
    Una riflessione mi viene subito in mente, che il climate change sia basato fondamentalmente sull’ignoranza; non andare a scuola è un valido motivo per inculcare nelle tenere menti adolescenziali fobie catastrofiste ed imporre utopiche soluzioni basate su pillole di litio (notoriamente usato per curare la sindrome bipolare) o su intermittenti fonti alternative (pale eoliche e pannelli fotovoltaici).
    Cito a proposito una nota tratta dal libro di Felice Vinci “Omero nel Baltico” in cui l’autore, con dovizia di particolari sostiene l’origine nordica degli achei e dei troiani e pone i miti omerici nel palcoscenico baltico.
    Non solo il Vinci, ma anche Bâl Gangâdhar Tilak sostiene l’origine artica dei Veda e, quindi degli indiani, i quali condividono con i greci il possente gruppo linguistico e genetico degli indoeuropei, le cui migrazioni furono dovute a cambiamenti climatici (chissà quanta CO2 produssero tra il V ed il III millennio a.c.).
    ” Notiamo che durante l’optimum climatico preistorico, il Sahara era, almeno in parte, una savana irrigata da grandi fiumi… Dunque il quel periodo si erano sensibilmente ridotti sia il gelido deserto artico, sia il deserto tropicale, il primo ovviamente a causa del riscaldamento dell’atmosfera, il secondo perchè il conseguente scioglimento dei ghiacci comportava un maggior tasso di evaporazione e di circolazione dell’umidità, con conseguenti precipitazioni anche in zone che poi sono diventate molto aride.
    Effetti simili… si sono verificati durante il “periodo caldo medioevale”…
    C’è dunque da chiedersi se le contemporanee fortune di due civiltà così distanti come quella vichinga e quella islamica non siano entrambe legate al sorgere, fiorire e declinare del PCM che ha reso il clima più mite al nord e più piovoso nel sud, con benefiche conseguenze in entrambi i casi…”
    ( nota 165, p. 596 “Omero nel Baltico” Diano Libri srl 2016).
    Stia serena la piccola Gretina, nessuno le sta rubando il futuro e vada a scuola .
    Prevedo, da ottimista, un grande futuro per la piccola Gretina: una brillante carriera all’interno dell’IPCC o anche dirigente di qualche ONG ambientalista.
    Per gli altri studenti che la seguono in questa attività politica rinunciando a formarsi e ad acculturarsi, prevedo, invece, un futuro di stenti, di disoccupazione e di reddito di cittadinanza. Poveri sciocchi emuli della Gretina svedese.

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    • Rocco, se devo scommettere i miei 10 centesimi, penso proprio che non ci saranno ne’ IPCC, ne’ ONG nel futuro di Greta e di tanti altri giovani aspiranti burocrati salvamondo. Alla vigilia della caduta dell’Unione Sovietica c’era un esercito, di “giovani aspiranti”. Siamo agli ultimi rantoli, oggi come allora.

      PS: Non dimentichiamo neanche che si avvicinano importanti appuntamenti elettorali e che Soros in persona, dalle colonne “di casa” del Guardian (articolo) ha auspicato il successo di partiti “Verdi” che sostengano la sua agenda “Open Border”. Il fatto che le ONG entrino pesantemente in azione in questo periodo in Europa con agende “verdi” e chiamata dei “ggggiovani” all’azione politica, non deve quindi stupire nessuno.

  14. Sky News:

    ‘It’s scary to think that when I’m older there might not be a North Pole or maybe a rainforest.’ Students protesting in London say politicians are not taking enough action on climate change.

    Apprendiamo dunque che l’AGW provocherà anche la comparsa di monopòli magnetici!

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    • “politicians are not taking enough action”

      … E’ tutto li’

    • Cara Maria, ci fosse stata internet gia’ qualche decennio fa, avresti trovato siti, pagine facebook e iniziative identiche per affrontare il pericolo imminente dello sbarco alieno (oddio, ci sono anche oggi). Sono le stesse tattiche (terrorizza, e coopta) usate dalle sette, dai fanatici religiosi, dai santoni, dai guaritori. Niente di nuovo sotto il sole.

      Quello che cambia, e’ che le retrovie del fanatismo climatista sono popolate di stakeholder ricchissimi, e potentissimi. Che dettano le loro agende ad una politica che si vuole succube. Mettono il carro davanti ai buoi, utilizzando i media sotto il loro controllo (la quasi totalita’), seminando paura, e presentandosi come salvatori. Non inventano nulla. Quello che c’e’ di nuovo rispetto al passato, e’ che i regimi totalitari di un tempo avevano carattere regionale, mentre questi hanno ambizioni globali(ste). Ambizioni azzoppate in partenza, perche’ Russia, Asia e Sudamerica sono in gran parte immuni al virus del globalismo elitista e turbo-capitalista. Ad essere infettato e’ solo l’Occidente: Stati Uniti ed Europa occidentale. E quindi, ancora una volta, la storia si ripete, e il fanatismo assume nuovamente contorni regionali ben precisi. E sempre piu’ marginali, se si considera dove sta andando il mondo. Purtroppo per noi.

  15. E qualcosa deve essere davvero andato storto, se vent’anni fa gli studenti protestavano contro la globalizzazione intravedendo correttamente le minacce che questa portava con sé, e oggi invece corrono a Davos per vantarsi di aver fatto sega a scuola davanti alla platea plaudente dei sacerdoti miliardari del globalismo. ….. DOVREBBE FAR PENSARE. La giovanissima attivista climatica svedese Greta Thunberg attaccata dai negazionisti e dagli haters – titolo su questo sito- chiarisce http://www.blueplanetheart.it/2019/02/37540la-giovanissima-attivista-climatica-svedese-greta-thunberg-attaccata-dai-negazionisti-e-dagli-haters/?fbclid=IwAR3r1rU_a6-9-vfRysQlW54Y_9pZSjo_7_dhZF48y4I5LMQfn11LS5Ik47s

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    • Negazionisti, haters, sempre gli stessi epiteti affibbiati quando qualcuno la pensa diversamente da come vogliono i padroni del vapore.

  16. Tanto caro Massimo sti bambini un futuro non ce l’hanno: o finiranno annegati entro il 2100 (tg1 del 13 febbraio) a causa dell’innalzamento del livello del mare (dovuto, ça va sans dire, alle temperature troppo alte) oppure sciolti come i pneumatici in Australia o come i ghiacciai dell-Himalaya (Corriere della Sera…anche quello previsto nel 2100, dev’essere un numero della cabala). Fa niente che se per caso ste previsioni dovessero essere sbagliate, sopravviveranno vedendo i ghiacciai al loro posto, i mari dove son sempre stati, almeno negli ultimi 10000 anni…ma probabilmente vivendo una società senza leggi, senza confini, senza regole, senza morale, senza freni…ma di questo, nessuno ne parla.

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    • Amen

    • Caro Donato, concordo. Le indagini statistiche pero’ le lascerei perdere, altrimenti avremmo Clinton presidente, l’Inghilterra in Europa e tante altre cose auspicate dai committenti dei sondaggi stessi…

  17. “Viene da chiedersi dove siano le tante associazioni che si occupano della tutela dei minori, nel momento in cui bambini totalmente inconsapevoli vengono portati fuori da scuola, esibiti in piazza a “protestare” per il clima che cambia con tanto di cartelli in mano a mo’ di scimmiette ammaestrate”
    E’ l’aspetto del principio di precauzione economicamente sostenibile che dovrebbe funzionare per tutti tranne per questi fanatici per i quali l’unica cosa che conta è il risultato (politico, non “salvifico”). Andare in piazza senza sapere e senza capire serve solo a rovinare la vita futura di questi ragazzi-bambini (ma forse lo scopo vero è l’indottrinamento delle generazioni future).
    “E quindi ben vengano i bambini esibiti come trofei, spaventati a morte, dati in pasto ai media, e usati come arma di ricatto politica.
    Appunto …
    Franco

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    • Caro Franco, chi ha qualche anno in piu’ ricorda, anche in prima persona, l’uso fatto dei bambini nel nome delle ideologie e dei fanatismi. Se proprio non si vuole tornare indietro a fascismi e stalinismi, basti pensare all’iran e ai bambini-martiri mandati a sminare i campi (un link tra i tanti) . Fatti rotolare avvolti in un lenzuolo tra gli applausi e le esultanze per la loro condizione di martiri. Da questo punto di vista, siamo molto piu’ fortunati, mettiamola cosi’…

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