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Fridays 4 Everything but the climate

Pare che in materia di clima e ambiente la nuova generazione abbia preso consapevolezza, almeno questo è quello che dice quella vecchia nei commenti entusiastici alla giornata di venerdì.

Vediamola questa consapevolezza.

Sorpresi? Io no, alla loro età non ne sapevo molto di più, di questa materia come di tutto il resto. Però manifestavo, come tutti, come molti, per ragioni che non ricordo, anzi, che ricordo di non aver mai saputo. Ma erano sempre delle cause buone e giuste, ovviamente.

Quindi niente di nuovo, ben venga l’entusiasmo dei giovani per la giusta causa dei nostri tempi. Ma, forse, ripensandoci, qualcosa di nuovo c’è. C’è che nell’era della globalizzazione, che ha amplificato enormemente gli effetti di questo gioioso movimento, nell’era in cui la propaganda è talmente forte da far proprio anche il ribellismo volgendone i numeri a proprio favore, i numeri sono stati decisamente importanti.

Pensate che bello sarebbe vederli sfilare sotto la bandiera della scienza, un fantastico #Strike4science invece di #Strike4climate… In effetti però per farlo si dovrebbe spiegare, studiare, capire, una faticaccia. Meglio, molto meglio lasciarsi guidare a colpi di luoghi comuni dal mainstream.

Numeri importanti si diceva, tanto che, non so se per riflesso o per rigetto, mentre sui media echeggiavano interviste come quelle qui sopra portate a esempio di consapevolezza, il villaggio di Asterix, il nostro blog, faceva il record di contatti di tutti i tempi raccontando il rovescio della medaglia di Greta. Più del giorno del climategate, più della neve a Roma, più dello split de Vortice Polare. Tanta gente davvero per un piccolo villaggio.

Quindi, lasciatemelo dire, grazie Greta! Grazie di aver segnato l’apice e quindi l’inizio della fine di questa isteria di massa segnata dall’analfabetismo funzionale.

Peccato che dopo ne arriverà un’altra…

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Published inAmbienteAttualità

14 Comments

  1. Alessandro

    Visto il servizio de “Il Messaggero” da una parte provo disagio e preoccupazione e dall’altra ilarità per una generazione che resta in superficie intellettuale nella conoscenza dei problemi reali, come quelli del clima e dell’ambiente, nonostante la potenza di mezzi per approfondire gli argomenti. Si segue la via più facile e meno faticosa come quella dei “pifferai” della comunicazione mainstream creando,o sfruttando un caso-Greta che manifesta solitaria davanti alle sedi istituzionali svedesi per un clima più pulito-zeppo di luoghi comuni che fanno presa sui giovani senza verifiche, approfondimenti scientifici, come si vede nl video. Qui la responsabilità non è solo dei genitori, ma in generale di tutte quelle Istituzioni libere da ogni ideologismo propagandistico,ristabilendo un rapporto educativo che si basi sulla realtà e la fatica di scandagliarne ogni aspetto che accompagni questi ragazzi, adottando quel metodo scientifico possibile da imparare per tutti, che da Galileo ad Einstein, ha portato a grandi consapevolezze e vere rivoluzioni. E non su fake news come bene qui avete ribaltato sul clima e ambiente.

  2. Carlo Torchio

    Lorenzo si sarebbe espresso meglio 🙂

    Immagine allegata

  3. Alessandro2

    Da uomo di pianura con radici ben profonde e lontane nell’agricoltura locale e nelle sue tradizioni, suggerirei ai giovincelli che (non) affollano le scuole padane una bella processione, di quelle che si facevano una volta per impetrare l’agognata pioggia. Questo è meteo e non clima (quindi andiamo sul sicuro); un po’ di disciplinate preghiere non farebbero male a nessuno. E magari funzionerebbero. #Pray4rain

  4. rocco

    La onorevola (ci tiene tanto al genere 🙂 ) Boldrini, non è la stessa che vuole combattere le fake news (solo degli altri, pero) ?
    In quest link, le emissioni fossili della Norvegia, fonte Comunità Europea.
    Come volevasi dimostrare, non è solo la produzione di energia elettrica a produrre CO2 e nonostante gli sforzi compiuti dal più grande fondo sovrano arricchitosi con il petrolio del Mare del Nord (che stranamente non ha inquinato come invece inquinerebbe nel Mediterraneo) le emissioni sono più o meno stabili.
    Ma anche se fosse vero che la Norvegia avesse solo fonti cosidette rinnovabili, ci insegna una cosa fondamentale: prima si sfrutta e si guadagna con il fossile e poi dopo, con i soldi guadagnati dalle partecipazioni azionarie del fondo sovrano, si possono anche acquistare 4 palette eoliche tanto per accontentare i Gretini di tutto il mondo.
    Ah, dimenticavo, chissà se la piccola Greta lo sa che nella sua Svezia così tanto attenta ai problemi ambientali, la sua amabile casetta ecologica è alimentata con l’energia di ben 7 centali nucleari. L’onorevolessa Boldrini di sicuro non lo sa (sto dicendo una fake news, perdonatemi)
    http://edgar.jrc.ec.europa.eu/booklet2017/countries/NOR.pdf

  5. robertok06

    … and the winner is????..

    Laura Boldrini!!!!!!

    Yeah!… congratulations!!!

    Appena sentito da Fazio su RAI1, prime time:

    “Pensi, Fazio… che un paese come la Norvegia, con inverni con pochissime ore di luce, è riuscito a soddisfare il 90% del suo fabbisogno energetico in maniera pulita, solo con sole e vento”.

    Sole e vento… in Norvegia???
    Sarà magari idroelettrico?
    Sarà che la Norvegia è il principale produttore di petrolio in Europa? Eh, Laura???

    E stare zitta o parlare di qualsiasi argomento nel quale sia ferrata?… non sarebbe stato meglio???
    Diamine!… E poi sarebbero i negazionisti a raccontare balle?????

    • Massimo Lupicino

      Robe… Anche tu porta pazienza… Un fisico del CERN che ascolta Fazio e Boldrini che discettano di energia… Ma tu sei masochista completo… 🙁

  6. Fabrizio Giudici

    Ma il massacratore di Aston Martin ha fatto convertire anche le altre cinque auto che possiede?

  7. La verifica della consapevolezza di questi giovani e del loro impegno e interesse per cambiare le cose sarebbe semplicissima da fare. Domenica prossima invece di uno sciopero facciamo due ( DUE) ore di studio e approfondimento nelle scuole sull’argomento “Surriscaldamento globale” e raccogliamo le loro proposte. Il tutto a smartphone assolutamente spenti, per focalizzarci meglio sul problema immane che minaccia il loro futuro. Io mi sbilancio subito sulle percentuali di partecipazione… dallo 0, 3 al 1,4 %.

  8. Rocco

    I ragazzi stanno prendendo consapevolezza di vivere troppo bene, non gli manca niente, hanno tutto ciò che la tecnologia produce, vacanze, cibo quotidiano e tanto tanto altro.
    Mica come quei sciacalli criminali dei loro genitori (leggasi questo articolo https://www.lastampa.it/2019/03/16/italia/lurlo-dei-ragazzi-italiani-guariremo-questo-pianeta-sfregiato-dai-nostri-genitori-xTK929OIJZV0PFMT8HziRL/pagina.html ) che per sfamare i propri figli, per permettergli di andare a scuola (tranne per manifestare contro i Cambiamenti Climatici con il patrocinio della più alta politica ), per acquistargli l’ultimo smartphone, per dargli la paghetta settimanale a due zeri, per vestirli e coccolarli e quant’altro sono andati a scavare il carbone in Belgio, o a piegarsi la schiena nelle catene di montaggio (dei macchinini che i loro figli usano), a fare i turni di notte nelle inquinanti fabbriche…
    Che prendano coscienza anche i genitori:
    – Papà, mi compri i pantaloni nuovi che si sono strappati?
    – Figlio mio, dobbiamo risparmiare le risorse, usalo lo stesso va anche di moda! Ai miei tempi li rattoppavamo, ma consumavamo ago e filo: Povero pianeta!
    – Papà mi accompagni a scuola?
    – Figlio mio, dobbiamo pensare al pianeta, alzati mezz’ora prima e vai a piedi.
    – Papà, mi compri il cellulare 5G?
    – Ma figlio mio, non lo sai che nei cellulari ci sono metalli rari ed anche velenosi? All’ambiente non ci pensi ? Fai come facevo io ai miei tempi, andavo a bussare al citofono.
    Si, i giovani manovrati da abili comunicatori hanno perfettamente ragione: la colpa è dei genitori… che li hanno messi al mondo. Fossero stati più responsabili non avrebbero procreato dei consumatori compulsivi di benessere a sbafo.

    • Massimo Lupicino

      La Stampa… Ihihih… Che spettacolo di editoriali staranno sfornando su Greta in questi giorni, conoscendoli… Ma mantengo fede al mio impegno di non regalare nemmeno un click a questo e altri giornaloni, mi perdonerai per questo 😉

  9. donato b.

    Partiamo dall’invasione del villaggio di Asterix: c’era tanta gente che si faceva fatica a muoversi! 🙂
    A parte gli scherzi, quando ho visto il diagramma delle visite, ho pensato ad un malfunzionamento del sistema, ma poi ho collegato ed ho capito: la gente non si ferma alla prima stazione e cerca di capire. Bene, molto bene! Una bella soddisfazione che ripaga tanti anni di studio, impegno e … insulti. Finisco qui con l’auto celebrazione e prometto di non farlo più. 🙂
    .
    Tornando al focus del post, ovvero le interviste ai partecipanti alle manifestazioni pro-Greta, pardon contro il cambiamento climatico, qualche numero. Insegno a circa cento alunni (tanti ne contano le mie classi) e di essi il 90% era assente alle lezioni. Indagini successive hanno consentito di appurare che hanno partecipato alla manifestazione cittadina circa il 20% degli assenti: il resto ha fatto altre cose. Diciamo che, abbondando, circa il 20% dei miei alunni ha preso parte alla manifestazione contro i cambiamenti climatici. Non voglio fare lo stesso errore dei climatologi e, quindi, mi astengo dal tentare spericolate estrapolazioni a livello globale. 🙂
    .
    Se avessero intervistato i miei alunni partecipanti alla manifestazione le risposte sarebbero state ben altre. Avrebbero risposto che l’uomo altera il clima a causa delle emissioni di CO2 e delle trasformazioni dell’ambiente. Si, perché una parte dei miei alunni cui ho parlato del cambiamento climatico dal punto di vista fisico ed a cui ho illustrato lo stato del dibattito, ha abbracciato l’idea che se pur in modo non esclusivo, noi stiamo alterando il clima ed è convinta che anche se il nostro contributo fosse del 10%, in ogni caso sarebbe troppo e la dobbiamo smettere: costi quel che costi. Una partecipazione consapevole, quindi. E di cui sono orgoglioso, pur se contraria a come la penso io.
    .
    Il problema di fondo è che a questi ragazzi nessuno spiega lo stato del dibattito in corso. Eppure la termodinamica e la fluidodinamica, oltre che la salvaguardia dell’ambiente, sono parti dei programmi che svolgiamo nella scuola.
    Probabilmente queste interviste sono state montate in modo tale da rafforzare la narrazione circa l’inadeguatezza delle nuove generazioni dal punto di vista culturale e sociale. Vivendo in mezzo a loro buona parte della mia esistenza, non credo che siano tutti così. Se le domande avessero riguardato l’ambiente in generale, credo che le risposte sarebbero state altre.
    In ogni caso queste interviste mi imbarazzano. Sono imbarazzato come insegnante, perché esse decretano ancora una volta il fallimento di una parte non piccola della scuola e questo mi fa riflettere e mi addolora. Mi spinge, però, a impegnarmi ancora di più e spero che susciti lo stesso sentimento anche in altri colleghi.
    Ciao, Donato.

  10. Maurizio Rovati

    Notiziona! Anche 007, al secolo D. Craig, ha optato per la salvaguardia dell’ambiente facendo dotare la sua Aston Martin, per la modica somma di 270000£, di propulsore elettrico ad emissioni zero (anzi zero zero , immagino). Lo annuncia stamane il tg5 con il consueto entusiasmo.

  11. Massimo Lupicino

    Si sono sparati nei piedi: portando alla luce del sole la sovrapposizione pressoché perfetta tra climatismo e settori ben precisi del mondo dell’informazione e polemica politica spiccia, hanno di fatto sancito la trasformazione del “climate change” da argomento di discussione scientifica a argomento di disputa elettorale.

    Così facendo, per immediato moto di ripulsa, la fazione “opposta” ha mangiato la foglia: “se il giornale X è così entusiasta, allora è una fregatura”; “se la trasmissione Z dedica tanto spazio allora è fake news”, e via dicendo. Per non dire di Greta, che non si presenta proprio come un personaggio positivo che istilla speranza, fiducia e buonumore (eufemismo).

    Normale che tutti i settori contrari alla narrativa dominante siano insorti immediatamente, per riflesso condizionato. Da terreno più o meno condiviso e “scientifico” ad argomento di scontro puramente politico, a guerra per fazioni.

    Il GW come l’abbiamo conosciuto è morto venerdì.

  12. Luigi Mariani

    Aldilà del vuoto spinto a livello di cultura scientifica, quel che emerge dalle interviste è molto umano: prima si interpreta la realtà con un approccio emozionale e solo più tardi, forse, ci si arriverà con la ragione.

    Spiace perchè questi ragazzi sono fatti marciare da adulti che sfruttano ai propri fini le generiche aspirazioni a un mondo più pulito e più giusto e che in prospettiva imporrano loro per tutta la vita stili di consumo e schemi di pensiero. Così come hanno fatto marciare noi quando frequentavamo le scuole superiori…
    D’altronde mi viene da pensare che se le stesse domande fossero state rivolte a persone più in età le risposte non sarebbero state molto diverse…
    Luigi

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