Le Previsioni di CM – 29 Aprile / 5 Maggio 2019

Queste previsioni sono a cura di Flavio

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Situazione sinottica

Condizioni depressionarie sull’Italia per il veloce passaggio di un nocciolo d’aria fredda in quota responsabile di condizioni diffuse di instabilità e di ulteriori nevicate sui rilievi. Condizioni anticicloniche alle alte latitudini tra la Gran Bretagna e la Groenlandia, in fase con la cellula atlantica. Il flusso perturbato atlantico resta confinato tra il Labrador e l’Islanda. Aria molto fredda viene convogliata dall’Artico in direzione del Mare di Barents (Fig.1).

Nel corso della settimana si assisterà ad un cambiamento radicale della configurazione sinottica a livello emisferico, per la formazione di un gigantesco ponte anticiclonico che dal Mare di Beaufort (Alaska) si estenderà attraverso la Groenlandia fino alle latitudini subtropicali del vicino Atlantico. Specularmente, una vastissima area depressionaria si estenderà dalla Siberia orientale alla Scandinavia, con associato scorrimento di aria molto fredda che alle alte latitudini muoverà retrograda dal Mare dei Chukchi fino alle isole britanniche. Questo fiume di aria gelida nella seconda metà della settimana potrebbe tuffarsi nel Mediterraneo occidentale, con conseguenze ancora tutte da valutare, ma che potrebbero associarsi a condizioni di intenso maltempo sulla penisola italiana (Fig.2).

A distanza di poco più di un anno dall’episodio imponente di stratwarming di fine inverno 2018, pare riproporsi una situazione sinottica altrettanto eccezionale, che potrebbe portare ad una delle più intense ondate di gelo tardivo in Europa degli ultimi anni. Viene in mente, a questo riguardo, il memorabile pezzo di Carlo Colarieti Tosti del 2015, e in particolare il riferimento alle oscillazioni latitudinali multidecadali del vortice polare. Chissà che gli eventi che hanno interessato il campo di massa a livello emisferico nell’ultimo anno non abbiano un valore ben maggiore di quanto possa raccontare una semplice previsione del tempo a breve termine.

Linea di tendenza per l’Italia

Lunedì schiarite via via più ampie sul Nordovest e alto Tirreno. Piogge, rovesci e nevicate a quote basse sul Triveneto, in trasferimento al mattino verso l’Emilia Romagna. Generale peggioramento del tempo sulle regioni centro-meridionali peninsulari con piogge, rovesci, e nevicate al di sopra dei 1200 metri circa sull’Appennino. Schiarite anche ampie sulle isole maggiori e sulle regioni ioniche.

Temperature in diminuzione, maestrale teso sui bacini di ponente, resiste il libeccio su Ionio e Adriatico meridionale.

Martedì nuvolosità e fenomeni scivolano verso est attardandosi al primo mattino sulle regioni centrali adriatiche. Instabilità pomeridiana sulla regione appenninica con qualche rovescio. Ampie schiarite sulle regioni tirreniche.

Temperature in aumento, venti generalmente di maestrale in graduale attenuazione.

Mercoledì ampie schiarite al mattino, seguite da aumento della nuvolosità nelle ore più calde con diffusa fenomenologia da instabilità pomeridiana sulla regione appenninica peninsulare.

Temperature in lieve ulteriore aumento, venti deboli.

Giovedì peggiora al Nord per il passaggio di una perturbazione che porterà piogge e rovesci sparsi prevalentemente a nord del Po, e nevicate sulle Alpi al di sopra dei 1600-1800 metri. Generali condizioni di bel tempo sul resto del Paese con l’eccezione dell’alta Toscana dove i cieli saranno nuvolosi con associate precipitazioni prevalentemente deboli.

Temperature stazionarie, ventilazione che tende a ruotare dai quadranti meridionali.

Venerdì nuvolosità in aumento al Nord con precipitazioni sparse. Peggiora anche sui versanti tirrenici con piogge e rovesci in estensione dalle isole maggiori alle regioni tirreniche peninsulari. Cieli parzialmente nuvolosi sulle regioni sud-orientali in assenza di precipitazioni.

Temperature in aumento al Meridione, ventilazione in intensificazione dai quadranti meridionali.

Sabato e Domenica generali condizioni di maltempo su tutto il Paese, con le regioni centrali e meridionali che appaiono al momento maggiormente penalizzate. Ventilazione intensa, temperature in forte diminuzione.

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5 Comments

  1. Le previs I oni!… manca la “i”!
    🙂

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  2. Un flusso basso di elettroni secondo me favorisce l’aumento di concentrazione di ozono in stratopausa, è questo il punto a parer mio fondamentale.

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  3. Ormai sono diventato un appassionato osservatore del flusso di elettroni a 30000 km dalla superficie terrestre.
    Questo flusso misurato così lontano dalla nostra ionosfera può comunque darci un’indicazione relativamente alla concentrazione di elettroni in termosfera.
    Adesso siamo di fronte ad un flusso basso di elettroni che sta coincidendo cone temperature continentali più fredde della norma:

    Immagine allegata

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    • Può anche essere un indicatore dell’ aumento di raggi cosmici e coincidere con una riduzione dell’ attività solare?

    • No Luca, altrimenti non si spiegherebbne l’alto flusso di elettroni di marzo 2019 per non parlare di quelli osservati in passato:

      Immagine allegata

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