Clima e catastrofi: Sbagliare è umano, perseverare è… tipico.

In questi giorni, mentre per fortuna i ghiacci artici se la passano abbastanza bene e il Nord Europa sta vedendo una depressione via l’altra, l’attenzione della pompa mediatica sulla catastrofe del clima è saggiamene rivolta verso l’emisfero sud…, dove naturalmente impazza l’estate. Abbiamo sentito suonare la campana a morto sugli incendi in Australia, per poi scoprire che stanno diminuendo da decenni, e ora scopriamo che sulla Penisola Antartica si battono record su record di temperatura, dimenticando che esiste qualcosa che i tecnici chiamano compressione adiabatica per venti di caduta, le persone comuni chiamano Favonio o Garbino e i media chiamano invece climate change.

Ma, ma, tutto questo attiene al solito scempio che si è ormai deciso di fare della conoscenza, anche quella delle basi del mestiere, come disse un indimenticabile Mario Brega nei panni di se stesso a Carlo Verdone nei panni di Alfio, prete consigliere…

Appare ben più grave e, per certi versi chiaramente indicativo di un atteggiamento da attivismo più che da ricerca, perseverare nella proposizione di previsioni apocalittiche elaborate a valle di scenari e metodologie che la stessa comunità scientifica ha recentemente sconfessato. Capisco che certi lavori richiedono tempo, e che se ti cambiano le carte in tavola quando sei quasi al traguardo può non essere piacevole ma, tant’è, ecco quello che è successo.

Soliti lanci dell’ANS(i)A scopiazzati dal solito Comunicato Stampa che parla della solita ricerca che, inevitabilmente, mostra che la situazione potrebbe essere peggio del previsto. Stanti gli attuali livelli di emissione e il perseverare del genere umano nel ricorso al combustibile fossile, lo scioglimento dell’Antartide – avete capito bene, dell’Antartide – potrebbe portare entro fine secolo un contributo all’innalzamento del livello del mare anche a fino a 58 centimetri!

Projecting Antarctica’s contribution to future sea level rise from basal ice shelf melt using linear response functions of 16 ice sheet models (LARMIP-2)

Ora, il collegamento tra le temperature foehnizzate della Penisola Antartica e lo scioglimento dei ghiacci è del tutto inesistente, ma, come si dice, il ferro va battuto finché è caldo…

Il solito team di autori è giunto a queste catastrofiche conclusioni, indovinate un po’, analizzando un set di 16 modelli del progetto CMIP5 e applicando il celeberrimo scenario RCP8.5 come scenario Business As usual, commettendo cioè, in base a quanto ormai aquisito e documentato, ben due errori concettuali e metodologici insieme. In poche parole, ma se vi interessa andate qui, l’RCP8.5 è uno scenario ormai ritenuto implausibile (primo errore) e non può e non deve essere usato come scenario BUS, perché non lo è (secondo errore). Inoltre, tanto perché non si creda che possa essere uno sbaglio quanto piuttosto una chiara intenzione, gli autori indicano anche quali sono le proiezioni per lo scenario migliore, ricordando anche che sarebbe quello che “coincide con i limiti imposti dall’accordo di Parigi”, dimenticando un piccolo particolare: tra il mondo dello scenario RCP8.5 e quello dello scenario 2.6 c’è una differenza di 3 miliardi di abitanti sul pianeta. Cos’è, lo dobbiamo prendere come un avvertimento???

Scherzi a parte, è proprio questa differenza che dovrebbe far capire che questi strumenti non nascono per fare previsioni e non devono essere utilizzati a questo scopo, perché descrivono mondi inesistenti, mondi in cui la realtà viene scientemente forzata ben oltre il ragionevole (e il prevedibile…). Men che meno, per beccare un po’ di stampa, si dovrebbero suggerire queste follie ai media che, ovviamente, oltre a non capirci un accidente, non aspettano altro.

Enjoy.

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Author: Guido Guidi

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8 Comments

  1. Buongiorno:

    a parte la storiella dell’antartide che fonde come un cioccolatino sotto il sole… l’altra sera non so se avete visto (io ho lo stomaco forte) la puntata di Presa Diretta, condotta (sic!) dal diplomato DAMS (Discipline Arte Musica Spettacolo) sotutto di RAI3… sul problema della crisi climatica (presto diventera’ catastrofe climatica, lo presento).
    Hanno coperto tutto in 40′ circa: ghiacciai alpini, coste, antartide, artico, livello del mare, calure estive con relativi morti da film di zombie di serie B.

    Ho registrato la puntata (lo so, sono masochista)… devo andare a rivederla perche’ ho dimenticato il nome dello “scienziato” che predice lo sterminio della specie umana a causa del caldo. (*)

    Qui vorrei solo citare la parte della trasmissione dove hanno (s)parlato della salita del livello di mari e oceani… ovviamente solita “news” che se fonde l’antartide sono sugarless cocks, 75 m di salita… ovviamente non hanno detto che ci vorrebbero migliaia di anni… una cosa alla volta!… 🙁

    Sulla salita dei mari hanno intervistato un paio di oceanografi… con immagini del golfo di trieste (almeno uno degli intervistati e’ di trieste, lo conosco)… che con voce sommessa ha informato il pubblico che il mediterraneo sta salendo in maniera velocissima… sara’… ma le misure dei mareografi di Trieste, Genova, Marsiglia, anche quello di Venezia, dicono che non e’ cosi’…

    La migliore e’ stata un “inviato” della trasmissione (lo invierei io da qualche parte… 🙂 )… che ha iniziato il suo servizio con le solite immagini dell’acqua alta a Venezia: “ecco la prova della crisi climatica in corso”.
    Come prova delle prove, a quella non si puo’ obiettare nulla, ha portato… udite udite… le conclusioni del sindaco di Venezia!… che ha dichiarato che e’ sicuramente la prova del clima che cambia.

    Sinceramente… non so se ridere o piangere…

    (*) Spero di non sbagliarmi, dato che nello stesso giorno ho anche visto un servizio alla TV francese egualmente demenziale… potrebbe essere stato un “climatologo” francese a parlare del futuro caldo assassino…

    Saluti a tutti.

    PS: Se qualcuno vede un qualche barlume di accelerazione del rateo di salita del livello marino qui sotto… mi faccia un fischio… 🙂

    Immagine allegata

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  2. Se permettete, riporto la risposta data ad un “debole emotivo” (ossia coloro che reagiscono d’impulso alle notizie catastroambientaliste, senza riflettere, ragionare, analizzare e, soprattutto, verificare).
    Il tizio, fermamente convinto della bontà delle notizie del mainstream dice:
    “Antartide, nuovo record di caldo, superati i 20 gradi”
    Al polo sud si sta in costume, però non ci sono prove scientifiche del riscaldamento globale:
    è vero manca ancora il pattino!”
    Rispondo così:
    “quello è tempo METEOROLOGICO!!! Non CLIMA.
    In Antartide ora è estate!!! La terra, non è piatta, è rotonda ed anche inclinata.
    “Il Clima è quello che ti aspetti, il Meteo è quello che trovi”
    Andrew John Herbertson, geografo docente ad Oxford
    Ed è su questa confusione che ci marciano i gretini dell’ambientalismo climate change.
    Il clima è una media trentennale, vedrai che domani nella base antartico citata (Seymour Island) farà più freddo, così come è avvenuto (il 13 febbraio la temperatura è scesa a 230° K, ossia a -43° C, il 10/2 era effettivamente a 286°K,ossia 16° )
    Controlla anche tu le temperature con questo strumento della NASA
    https://worldview.earthdata.nasa.gov/?v=-58.24153794043673,-65.18394406635984,-55.29061020606173,-63.67661984760984&t=2020-02-13-T15%3A18%3A02Z&l=Reference_Labels,MODIS_Aqua_Land_Surface_Temp_Day,VIIRS_SNPP_CorrectedReflectance_TrueColor,MODIS_Aqua_CorrectedReflectance_TrueColor(hidden),MODIS_Terra_CorrectedReflectance_TrueColor(hidden),MODIS_Terra_Thermal_Anomalies_All(hidden),MISR_TOA_Albedo_Average_Red_Monthly(hidden),MODIS_Terra_L3_SST_MidIR_4km_Night_Daily(hidden),Reference_Features,MODIS_Terra_NDVI_8Day(hidden),IMERG_Rain_Rate(hidden),Coastlines(hidden) ”
    Che dire, controlleranno i dati prima di farsi prendere da un inutile panico volto solo ad un “bussiness as usual”?
    A tal proposito è interessante l’articolo del dr. Roy Spencer sul suo blog http://www.drroyspencer.com/2020/02/my-presentation-to-the-pacific-pension-investment-institute/

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  3. una domanda.
    Alle superiori (ormai 40 anni fa) mi insegnarono che un corpo caldo cede energia ad un corpo più freddo.
    Ora, visto che la stratosfera (che si sta raffreddando per il minimo solare) è sopra la troposfera (che si sta riscaldando, per motivi non ancora ben compresi) e visto che non vi è un confine netto tra le due zone, chiedo:
    l’energia della troposfera, non dovrebbe (almeno in parte) andare a riscaldare la stratosfera e quest’ultima dissipare l’energia attraverso gli strati superiori ad essa?
    Sono comprese le ralazioni di scambio termico tra i vari “gusci” dell’atmosfera?
    Grazie

    Post a Reply
  4. Articolo perfetto , che condivido in toto.
    Nel mio piccolo quando posso dico le stesse cose che hai detto tu alle singole persone interessate dell’argomento.
    La seggiovia con persone sconosciute è il luogo ideale per spiegare tante cose riguardanti il clima e la meteorologia.
    Domenica sono risalito in seggiovia con Andrea,
    una persona che non conoscevo, abbiamo parlato della mancanza di neve in quella zona del comprensorio. Al temine della risalita ci siamo salutati. Alla partenza dell’impianto di risalita ci siamo ritrovati. Per dirla breve abbiamo sciato altre tre ore assieme parlando tanto di clima e meteorologia e dei comportamenti dell’essere umano. Al termine ci siamo salutati dicendoci grazie per la chiaccherata.
    Prima di trovarci Andrea vedeva questo inverno alpino e delle altre parti del mondo probabilmente diversamente.
    Gli ho detto che climatemonitor.it è una fonte ideale per ampliare le proprie conoscenze
    Magari ci legge già anche lui
    Saluti

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  5. Sia la base di Esperanza che quella di Marambio hanno rilevato temperature più alte nel 1975 1976 1977 1980:
    Esperanza 22°C 23°c
    http://www.ogimet.com/cgi-bin/gsodres?lang=en&ind=889630-99999&ano=1975&mes=2&day=28&ndays=30
    http://www.ogimet.com/cgi-bin/gsodres?lang=en&ind=889630-99999&ano=1977&mes=1&day=28&ndays=30
    Marambio 22°C e 23°C
    http://www.ogimet.com/cgi-bin/gsodres?lang=en&ind=890550-99999&ano=1980&mes=1&day=28&ndays=30
    http://www.ogimet.com/cgi-bin/gsodres?lang=en&ind=890550-99999&ano=1976&mes=2&day=28&ndays=30

    Peccato non aver avuto la ripresa satellitare con il distacco dei ghiacci antartici a fine anni ’70…

    Post a Reply
    • @tizio qualunque

      Permettimi una domanda: come fanno le stazioni da te linkate ad avere +22 (o +23 C) di massima e 0 C o anche sotto zero di minima nello stesso posto, nello stesso giorno, considerato che praticamente il sole non tramonta mai a quella latitudine?…
      Possibile avere tale differenza?

      Grazie.

    • robertok06 mi riferisco alla rilevazione strumentale, se è già stata rilevata da uno strumento tale valore non vedo per quale motivo non possa accadere di nuovo.La domanda dovrebbe essere: è possibile che certi strumenti “fallibili”possano dare gli stessi numeri del passato? Per me sì.

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