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Siccità 2022-Aggiornamento al 31 agosto
Prosegue il testa a testa tra 2022 e 1922

di Luigi Mariani e Franco Zavatti

Il mese di agosto ha segnato la ripresa delle precipitazioni su gran parte del territorio nazionale pur persistendo anomalie negative in alcune aree che già in precedenza presentavano livelli di criticità elevati (Piemonte settentrionale, Valle d’Aosta, Lombardia occidentale, …). Alla luce di ciò proponiamo ai lettori un aggiornamento del bollettino dedicato alla siccità, riportando dati cumulati dall’inizio dell’anno idrologico in corso (1 ottobre 2021) al 31 agosto 2022. Per interpretare in modo il più possibile oggettivo la rilevantissima anomalia pluviometrica negativa che interessa alcune aree del Paese stiamo utilizzando i dati di 25 stazioni con serie storiche secolari che coprono l’intero areale italiano. I dati originali sono disponibili al sito di supporto (i dati di Montevergine non sono pubblici) mentre una sintesi è riportata in tabella 1.

Se per le 25 stazioni si considera il periodo dal 1 ottobre 2021 (inizio dell’anno idrologico in corso) al 31 agosto 2022, le situazioni più estreme, perché prive di precedenti nelle relative serie storiche, si registrano a

  • Torino (321 mm – la serie storica ha inizio nel 1803 e presenta una media di 804 mm),
  • Casale Monferrato (320 mm – la serie inizia nel 1800 e la media è di 682 mm) e
  • Milano (486 mm – la serie inizia nel 1763 e la media è di 908 mm).

Criticità sensibili si registrano altresì a:

  • Lugano (CH) e Rovigo, stazioni le cui serie storiche presentano meno di 1 caso per secolo con piovosità inferiore a quella di quest’anno
  • Mantova, Padova, Udine, Venezia e Ferrara con 1-3 casi per secolo

La carta in figura 1, realizzata per porre in evidenza con i colori arancio e rosso le aree pluviometricamente più anomale, è frutto della spazializzazione dei dati dell’ultima colonna della tabella annessa al post (Casi per secolo con precipitazioni inferiori al 2022). La spazializzazione è stata eseguita con l’algoritmo di kriging di Surfer 6.0.

Fig.1: Casi per secolo con precipitazioni inferiori al 2022 (con 0 si indicano stazioni per le quali i valore del 2022 non ha precedenti nella serie storica). Analisi riferite al periodo dal 1 ottobre al 31 agosto.

In figura 2 è invece presentata la piovosità media del Nord Italia ottenuta mediando i dati di 13 stazioni la cui serie storica si estende almeno fino al 1901. Si riportano solo i dati delle 50 annate meno piovose. Si noti che il 1922 presenta precipitazioni di poco inferiori a quella di quest’anno.

Fig.2: Precipitazione media del Nord Italia per l’anno idrologico (da ottobre ad agosto – ad esempio il 1922 indica la somma delle precipitazioni dall’ottobre 1921 all’agosto 1922). Dati medi di 13 stazioni storiche del Nord Italia (Belluno, Bologna, Casale Monferrato, Cuneo, Genova, Mantova, Milano, Padova, Rovigo, Ferrara, Torino, Udine, Venezia).

Nel diagramma a barre di figura 3 si riportano i valori medi delle 13 stazioni storiche dal 1901 al 2022, evidenziando in rosso le 10 annate più povere di precipitazioni. Su tale serie e per il periodo 1923-2022 (purtroppo il software impiegato, Makesens del servizio meteorologico finlandese, consentiva di analizzare un massimo di 100 anni) è stato effettuato il test di Mann-Kendall che ha evidenziato quanto già emerge dall’analisi visuale e cioè la totale assenza di trend. Si tratta dunque di una serie stazionaria il che è indicato anche dalla ripartizione relativamente omogenea lungo la serie dei 10 eventi più critici evidenziati dalle barre in rosso.

Fig.3: Precipitazioni medie per l’anno idrologico (media delle 13 stazioni storiche elencate nella didascalia di figura 2). In rosso sono evidenziate le 10 annate meno piovose indicate in figura 2.

Dalla figura 4 si evince che sia per le massime che per le minime la stagione estiva del 2022 è stata la seconda più calda del cinquantennio 1973-2022, dopo l’estate del 2003. Ciò ha incrementato i consumi idrici della vegetazione spontanea e coltivata, accentuando le condizioni di stress idrico.

Fig.4: Temperature medie delle massime e delle minime del Nord Italia per il trimestre giugno-agosto e per il periodo dal 1973 al 2022 (50 anni). Valori medi di 83 stazioni della rete NOAA GSOD ordinati dal più caldo.

Un’ulteriore metrica, utilizzabile per analizzare il fenomeno in questione, consiste nell’esprimere i dati delle annate più critiche come percentuali rispetto alla media dell’intero periodo. E’ quanto si è fatto in tabella 2, da cui si evince che la pioggia caduta nel Nord Italia dall’ottobre 1921 all’agosto 1922 è stata il 56% della media e quella caduta dall’ottobre 2021 all’agosto 2022 è stata il 60%.

Concludiamo segnalando ai lettori che i dati sulla carenza di precipitazioni non si possono assumere come indicatore affidabile del contenuto idrico dei suoli, a sua volta indicatore di siccità agronomica. Per calcolare il contenuto idrico dei suoli si può utilizzare un bilancio idrico a passo giornaliero che ha come input le precipitazioni, l’irrigazione e la risalita di falda e come output l’evapotraspirazione, il ruscellamento e il drenaggio.

•• Crediamo di fare cosa gradita ai lettori proponendo le slide di una conferenza tenuta da Luigi Mariani a Soave (VR) il 16 settembre scorso: è sullo stesso argomento di questo post e contiene argomenti legati alla viticultura e riferimenti storici e sociologici connessi alla siccità. Per chi fosse interessato, la pagina dei seminari del Museo di Storia dell’Agricoltura (MULSA) è https://www.mulsa.it/seminari

Tutto il materiale è disponibile nel sito di supporto
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Published inAttualitàClimatologia

2 Comments

  1. FRANCO CARACCIOLO

    Sarebbe interessante poter disporre delle stesse serie di medie di massime e minime anche per il centro adriatico vs centro tirrenico, che spesso risentono di contesti meteo-climatici completamente opposti.
    Quanto alle serie proposte per il nord, mi sorprende che il torrido (sul medio adriatico) 2007 sia per il nord Italia a metà classifica per le massime ed in “zona retrocessione” per le minime.

  2. rocco

    nella letteratura scientifica ho trovato un caso di siccità durato ben 1000 anni.
    “End of Green Sahara amplified mid- to late Holocene megadroughts in mainland Southeast Asia” https://www.nature.com/articles/s41467-020-17927-6
    Tanto per dire che le cause dei cambiamenti climatici non sono così semplici da attribuire e non è la sola CO2 a determinarli.

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