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Cimeli

Non si finisce mai di imparare. Ricevo da un caro amico e condivido l’immagine qui sotto, con la quale ho incontrato la figura di Luke Howard (Londra 1772-1864), che scopro essere stato il padre della nefologia, ossia dello studio delle nubi.

L’immagine è tratta da una sua pubblicazione “The Climate of London” nella quale raccolse osservazioni giornaliere della temperatura, un lavoro con il quale per primo documentò l’effetto di isola di calore. Già allora, e con così pochi dati a disposizione, metteva in guardia dell’uso in chiave climatica dei dati raccolti in area urbana, a causa del condizionamento che questi subiscono dalla modifica delle condizioni al contorno. E’ stupefacente come dopo 200 anni e con l’enorme urbanizzazione seguita, questi aspetti siano stati derubricati.

Suo anche il saggio “Essay on the Modification of Clouds“, con una poesia di Goethe in prefazione (!).

Due autentiche miniere di informazioni, Buona lettura in questo week end così uggioso.

Enjoy

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Published inAttualità

5 Comments

  1. Luigi Mariani

    Caro Guido,
    grazie per la segnalazione.
    Da parte mia posso dire che mi sono avvicinato alla figura di Luke Howard tanti anni fa attraverso il bel libro di Richard Hamblin “L’invenzione delle nuvole. La storia affascinante della nascita della meteorologia”.
    Ricordo alcune cose:
    – nella vita Howard faceva il chimico e la sua attenzione alla tassonomia delle nubi è frutto di passione
    – Howard era quaqquero (https://it.wikipedia.org/wiki/Quaccherismo), lo stesso movimento religioso cui apparterrà Lewis Fry Richardson, padre della modellistica numerica previsionale
    – l’uso della classificazione binomia (genere e specie) in latino per le nubi è una scelta che si ispira al monumentale lavoro di Linneo sulla tassonomia vegetale e animale.
    – dalla classificazione di Howard deriva l’atlante internazionale delle nubi (oggi edito dal WMO), la cui prima edizione è ottocentesca e si deve credo allo svedese Hugo Hildebrand Hildebrandson (https://en.wikipedia.org/wiki/Hugo_Hildebrand_Hildebrandsson).
    Luigi

  2. Gianni

    Per quel che ne so’, Lamarck aveva già proposto nel 1802 una prima classificazione scientifica delle nubi, con un elenco di termini descrittivi in francese.
    Luke Howard ebbe l’intuizione di usare il latino (cumulus, stratus, cirrus), ispirandosi all’approccio di Linneo.
    In seguito, il geologo e meteorologo francese Émilien Jean Renou propose di aggiungere i termini altocumulus e altostratus e negli anni ’90 del 1800 questa versione estesa della classificazione originale di Howard fu adottata ufficialmente e pubblicata nel primo Atlante Internazionale delle Nuvole..

  3. Andrea D

    Bellissimo il “Modification of Clouds”.

    Un cloudspotting ante litteram con spiegazioni annesse riguardo evoluzione e situazioni per ogni nube classificata.

  4. FRANCO CARACCIOLO

    Grazie Guido, (spero di poterti chiamare per nome anche se non siamo ai stati presentati, ma abbiamo per lo meno un amico in comune…).
    Un dono bellissimo la pubblicazione, che mi terrà compagnia nelle prossime settimane con un misto di nostalgia e di curiosità per un periodo storico ed un metodo scientifico di divulgazione così distantie dalle banalità odierne.

    • Sono contento che sia piaciuto. È stata una sorpresa interessante anche per me.

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