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E’ solo un’impressione

Nei giorni scorsi sull’inserto R2 del quotidiano la Repubblica è comparso un articolo che si proponeva di far chiarezza su un argomento che negli ultimi giorni ha smosso non poco le acque nel dibattito sui cambiamenti climatici. Un pezzo che, sulla base delle dichiarazioni di William Chapman uno dei ricercatori dell’università dell’Illinois che cura il sito internet “The Cryosphere Today“, smentisce quanto abbiamo letto recentemente sull’estensione dei ghiacci artici. L’argomento lo abbiamo sfiorato anche qui su CM in questo post e, al riguardo, abbiamo in parte peccato di superficialità anche noi.

Il riavvicinamento alle medie del 1979 riguarderebbe in realtà non i ghiacci artici ma l’intera superficie ghiacciata del globo. La differenza non è banale, come si spiega nella nota ufficiale che hanno diffuso sul sito dell’università e che corregge le dichiarazioni che lo stesso ricercatore aveva rilasciato in questo precedente articolo sul sito Daily Tech. Una precisazione puntuale ed efficace, quella del quotidiano nazionale, anche se non è chiaro perchè si debba trarre spunto da questi argomenti per sottolineare che chi sostiene la teoria del riscaldamento globale di origine antropica rappresenti la crema della scienza sul clima e chi è invece dubbioso al riguardo sia tendenzialmente ignorante o polemista di professione.

Non sapremo mai cosa abbia detto realmente Chapman nel primo intervento, però per capire come stanno le cose possiamo aiutarci con i numeri. Secondo quanto leggiamo dalla nota ufficiale i ghiacci artici sarebbero in regresso per una superficie pari ad un milione di km2, mentre quelli antartici sarebbero in aumento di 0,5 km2. La differenza nettà è comunque negativa, per cui non si capisce come nel suo primo intervento egli abbia potuto parlare di ripresa – se lo ha mai fatto – e come, con un netto negativo pari alla metà del deficit artico ritenuto così grave ed importante, si possa leggere nella stessa nota ufficiale che l’attuale superficie globale dei ghiacci polari possa essere uguale o leggermente inferiore a quella del 1979.

Sempre nello stesso documento leggiamo anche che un aumento dei ghiacci dell’emisfero sud sarebbe previsto nei modelli di simulazione climatica tanto quanto il trend di diminuzione di quelli dell’emisfero nord. La causa – dicono – potrebbe essere nell’aumento delle precipitazioni nevose in conseguenza dell’accrescimento del vapore acqueo in atmosfera, a sua volta innescato dal riscaldamento. Per quel che ne sappiamo, sul circolo polare antartico il vapore acqueo non è aumentato, nè sono aumentate gran che le temperature. Ma, anche qualora questo fosse accaduto, la neve cade e si posa su ghiaccio già formato, non certo sulla superficie del mare, per cui questo può forse essere vero in termini di volume e non di superficie, come vorrebbe spiegarci questa teoria. Ma c’è di più, il trend di diminuzione del ghiaccio artico sarebbe più evidente nei mesi estivi ed in questo i modelli di simulazione e la realtà osservata coincidono. Però, dal grafico pubblicato con la nota ufficiale scopriamo che questa diminuzione è divenuta più evidente già nella metà del secolo scorso, quando la temperatura media globale era in diminuzione e le emissioni di CO2 erano molto più basse di oggi. Il meccanismo continua ad essere poco chiaro.

Però questa è la spiegazione che danno i modelli di simulazione climatica, per cui dobbiamo rassegnarci al fatto che sia vero e scoprire il perchè. Avrei detto che fosse giusto procedere esattamente al contrario. Al riguardo mi viene in mente quanto sottolineato ieri sera dal Ministro dell’economia Tremonti, il quale, parlando dei dati di previsione sulla crescita economica (campo di previsioni che se possibile se la passa peggio di quello climatico), ha detto che i dati e le previsioni sono uno strumento di conoscenza, non la conoscenza in assoluto. Con riferimento al clima invece si sta ragionando esattamente all’opposto. In pratica se sentite freddo ed il termometro della vostra abitazione dice che fa caldo scopritevi, è solo un’impressione.

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Published inAttualitàClimatologia

7 Comments

  1. Attenzione Lucas. La parola frode è pesante e non adatta. Il problema è molto più ampio e complesso, non si deve mai scadere nel complottismo. Tutto ciò che desideriamo è non essere torturati con un terrore al giorno e, se possibile, che vengano affrontati i problemi reali.
    gg

  2. Achab

    Questo sarebbe un interessante argomento da discutere, magari in altra sede visto che qui sarebbe decisamente offtopic: l’affidabilita’ delle fonti.
    Ovviamente in prima battuta non si puo’ che affidarsi alla NASA, all’ESA, al WMO etc. per ovvi motivi, i dati grezzi vengono da li’.
    Il secondo passaggio e’ quello dei centri di ricerca di tutto il mondo che hanno accesso ai dati grezzi e li analizzano, ognuno a modo suo. Ed e’, credo, qui che molti sospettino la frode scientifica.
    Infine ce n’e’ un terzo, quello del quasi sconosciuto fino a 4 o 5 anni fa e ora famoso IPCC. Ed anche qui, come detto dal Col. Guidi, si puo’ pensare a dati su commissione, direttamente o indirettamente pilotati.
    Ovviamente sono solo supposizioni, che io sappia nessuno ha evidenze dirette di questa frode. Ma credo che nel comune sentire prevalga sempre il detto “a pensar male spesso si indovina”. E come sempre non mancano mai i teorici delle “grandi cospirazioni”.
    Io ho il vizio di fare “l’avvocato del diavolo”; detto in altri termini faccio sempre esercizio di scetticismo in qualunque ambiente mi trovi, quindi anche qui dove noto una prevalenza di opinioni anti-AGW. Non e’ che per caso ci troviamo in una di quelle numerose fasi che la scienza ha vissuto in cui una teoria che stravolge il comune pensare fa difficolta’ ad affermarsi? Penso a Darwin (visto il duecentenario che riccorre), a Mendel, a Galileo, a Wegener, alla fisica quantistica …
    Potrei dire “dubitare e’ il mio hobby preferito”; ma credo serva a confrontarsi e a cercare dati pro o contro un’idea. Sono convinto che cosi’ vada avanti la Scienza, con la S maiuscola.

  3. @ Giorgio e Achab
    Le dinamiche dell’attività dell’IPCC sono di una complessità straordinaria. Non è mai chiaro se la letteratura scientifica sia prelevata, come dice Achab o commissionata, come è più probabile. Infatti la gran parte delle ricerche vengono dai centri che ospitano i vari WG ed i cui ricercatori sono nei WG con varie funzioni e responsabilità. Di più, sempre dagli stessi centri e stessi team di ricerca vengono i reviewers dei lavori. Insomma, la faccenda è alquanto intricata.
    gg

  4. Achab

    @Giorgio Stecconi
    Scusami la piccola pignoleria, i modelli non sono dell’IPCC che infatti non fa ricerca e non prende dati di alcun genere. L’IPCC non fa altro che consultare la letteratura scientifica, mettere assieme i dati e organizzarli in modo complessivo. Fra l’altro i modelli sono solo parte del rapporto pubblicato, c’e’ molto altro.
    Unica iniziativa dell’IPCC per quanto riguarda i modelli e’ stata quella di definire una serie di scenari di emssione con i quali i vari gruppi di ricerca hanno fatto girare i loro modelli per poterne confrontare i risultati.

  5. […] più accentuato nella stagione estiva, cioè in corrispondenza dei minimi di estensione (ne abbiamo parlato anche qui). E’ però importante considerare che il minimo giunge quando il sole sta per passare alla […]

  6. Giorgio Stecconi

    Ieri sera stavo guardando la tv satellitare e mi sono ascoltato un discorso in diretta del presidente eletto Obama, parlava di sfide e momenti difficili, ha elencato una serie di problemi e le loro cause, a un certo punto a detto :” dobbiamo affrontare una grande sfida, la nostra dipendenza dal petrolio stà scaldando il pianeta “. Per il nuovo presidente americano i modelli di previsione climatica dell IPCC sono un dogma. Se il buon giorno si vede dal mattino…

  7. carlo

    ok,ok il tempo e il clima fanno quello che vogliono, a prescindere dall’uomo o meno…. ma con tutto il freddo cane che ha fatto a Milano in queste settimane un po di GW proprio non ci starebbe male 😉
    ma veramente vi piace così tanto togliere il ghiaccio la mattina dai vetri della macchina o imbacuccarvi con sciarpe , cappello e guanti??

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