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Biocarburanti verde cartamoneta

Odio dire ve l’avevamo detto, però era appena il settembre del 2007, con CM ancora in fasce, che avevamo pubblicato un articolo dal titolo “Rinnovabili col Trucco“, in cui si parlava dell’impatto tutt’altro che positivo che un massiccio ricorso al biocombustibile potrebbe avere sulle dinamiche della biosfera.

Poi sono passati circa diciotto mesi, ed abbiamo pubblicato un altro post con dove si cercava di capire quale fosse, ma soprattutto per chi fosse, in effetti, l’utilità dell’impiego di vegetali da autotrazione (CM – E’ solo questione di mercato). Mentre agenzie ONU potenti come l’UNEP e l’IPCC ne promuovono, anzi, incentivano l’adozione, altre come la FAO o il WFP ne stigmatizzano l’impiego.

Sembra il gioco delle parti, e non si può neanche pensare che si tratti di dover far ricorso alla classica coperta corta, per cui è necessario fare una valutazione del rapporto costo-beneficio e poi prendere una decisione. Questi calcoli sono già stati fatti, ed è noto che, ad oggi, il ricorso ai biocarburanti è una follia, sia dal punto di vista climatico, che ambientale, che economico, che sociale.

Eppure la verdissima Europa conta di fare ricorso per la maggior parte proprio a questa risorsa per raggiungere il primo dei tre fatidici 20. Leggiamo ancora dalle pagine di Terra che si starebbe pensando ad un cambiamento di rotta, il che equivale a rinunciare all’obbiettivo. Difficile da credere, perché come detto, si sapeva tutto già da prima. Nel frattempo la novella verde america produce quantità enormi di cereali da autotrazione, mentre una tra le più forti economie in via di sviluppo, il Brasile, ha fatto proprio di questo settore uno dei pilastri della sua crescita.

Una cosa è certa, con tutto questo il clima non ha nulla a che fare, che ce lo dicano una buona volta, che è soltanto, come sempre, una questione di soldi.

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Un commento

  1. Luigi

    Ottima ricostruzione storica per questa “follia” annunciata,ma come fermarla ? Diciamo che basterebbe il buon senso , se non già le dimostrazioni che si aumenta l’entropia del sistema.
    Mi sarei aspettato ,ad esempio ,da parte dei nostri responsabili politici al governo appunto buon senso sull’argomento ,invece aumentiamo alla grande la quota di biocarburanti nella benzina e disel.Forse ragionano in termini di scambio: è vero che vogliamo fare il nucleare ,ma siamo anche per le rinnovabili; poco importa se poi manca il grano per il pane( speriamo ne rimanga anche per le brioches…).
    Sarebbe interessante conoscere come l’agricoltuta italiana si sta muovendo e attrezzando su questa produzione ;non è che fra qualche anno parleremo di “quote biodisel” dopo le “quote latte”?

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