Rinnovabili col trucco

I Policy makers sono di nuovo al lavoro. Obiettivo dichiarato tracciare le linee guida degli accordi e stringere le alleanze per la lotta al nemico pubblico numero uno: l’effetto serra. Sono attese proposte che vadano nella direzione della eliminazione o almeno riduzione delle emissioni di gas clima-alteranti. Così è nelle dichiarazioni d’intenti, così nell’apparenza delle politiche sin qui adottate, così non è nei fatti. Comincia ad aumentare il numero di coloro che credono che alla fine saranno rinnovati soltanto un certo numero di portafogli piuttosto che le fonti energetiche.

Vediamo perché.

Al mondo ci sono più o meno settecentocinquanta milioni di veicoli a motore. Va da sé che le emissioni di gas serra per la mobilità  rappresentano il problema principale. Come lo risolviamo il problema? Con un trucco, anzi due.

I bio-carburanti e le celle a combustibile sono i candidati più gettonati per sostituire i combustibili fossili nelle nostre auto. Tecnologie nuove il cui impiego presenta però dei problemi che rischiano di renderle entrambe decisamente poco convenienti e controproducenti.

Trucco numero uno. Le coltivazioni intensive di cereali destinati ai motori fanno aumentare il prezzo di quelli diretti alla catena alimentare e, sul piano ambientale, implicano una importante variazione di destinazione d’uso del suolo ed un massiccio impiego di risorse idriche. Ma non basta, secondo l’opinione del Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen, scopriamo che queste coltivazioni intensive svilupperebbero grandi quantità  di ossido di azoto, un gas serra di gran lunga più efficace dell’anidride carbonica; un gas esilarante e leggermente afrodisiaco. Vuol dire che guarderemo ai cambiamenti climatici col sorriso sulle labbra e con un’aria vagamente soddisfatta.

Trucco numero due. L’idrogeno è l’elemento più abbondante dell’universo, ma non è una fonte energetica è un vettore energetico, perché non va in giro da solo e necessita di una grande quantità  di energia esterna per essere separato dalle sue compagnie. Se questa energia proviene da fonti fossili la partita di giro si chiude in pareggio e abbiamo scherzato. Se invece è pulita, ovvero proviene da fonti rinnovabili, deve essere molto a buon mercato e, anche qui, siamo parecchio lontani. Sin qui problemi di ricerca e sviluppo auspicabilmente superabili nel tempo. Ma il trucco vero consiste nel fatto che l’idrogeno è considerato pulito perché dalla sua combustione deriva quasi esclusivamente vapore acqueo. Cioè la materia prima delle nubi, la più grandiosa manifestazione visiva dell’effetto serra naturale. Peccato che se dovessero essere alimentate da qualche centinaio di milione di veicoli che bruciando idrogeno producono vapore acqueo, diventerebbero un po’ troppo abbondanti e quindi clima-alteranti. Alla faccia della riduzione delle emissioni.

Sono in pochi ormai a credere che attribuire all’uomo la capacità di aver alterato l’equilibrio climatico del pianeta sia una esagerazione. Non lo so. Certamente con queste premesse si corre il rischio di far peggio e si compie un vero atto di presunzione pensando che l’urgenza autorizzi decisioni delle quali non si valutano le conseguenze. Questo ci dimostra che ne sappiamo ancora davvero poco, benché una cosa sia certa: il clima non è controllabile.

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Author: Guido Guidi

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2 Comments

  1. `e proprio cosi` e lo sappiamo bene!
    Quindi se il clima non e` controllabile, e la riprova e` che se lo fosse non avremmo avuto tutti i disastri che stanno segnando questi
    ultimi anni, secondo voi dove si focalizza tutta questa opera di controllo?…..medidate gente …

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  2. Buon articolo,condivido in pieno il commento finale di GUIDO GUIDI

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