Mai così tanto ghiaccio in otto anni

Con buona pace di quelli del “Dipartimento il tempo non è il clima”, che sono sicuro attribuiranno il touch down dell’estensione dei ghiacci artici con la media del periodo di osservazione ad un semplice fattore meteorologico, registriamo dal sito del Jaxa che l’estensione di questa parte del mese di aprile è comodamente al di sopra di quanto è stato misurato nello stesso periodo dell’anno dal 2002.

Fonte WUWT

L’NSIDC va come sempre un po’ più a rilento, ma anche dalla loro media è visibile il trend di guadagno del ghiaccio rispetto alla norma. Considerato che loro fanno una media mobile su cinque giorni, se il “fattore meteorologico” persisterà , anche lì vedremo segnare un punto.

Fonte NSIDC

Questa informazione di per sé è poca cosa, ma dato che la salute dei ghiacci artici è più controllata di quella di un capo di stato e considerato il fatto che se invece che in aprile fossimo in settembre e stessimo guardando l’estensione più bassa raggiunta negli ultimi otto anni ci scapperebbero le edizioni straordinarie dei telegiornali, direi che valga la pena darle un po’ di risalto.

Se le cose continueranno ad andare così, registreremo il terzo anno consecutivo di recupero rispetto all’annus horribilis del 2007. A questo punto propongo che i profeti di sventura producano numerose altre proiezioni di scomparsa totale dei ghiacci dall’Artico, sembra che questa terapia porti giovamento al malato.

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Author: Guido Guidi

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28 Comments

  1. e allora di sto ghiaccio in recupero non se ne parla piu?
    I profeti di sventura potrebbero rimanerci male….

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    • Grazie della segnalazione. Continuerò a seguire l’evolversi dei ghiacci artici con molta attenzione, come ho sempre fatto. Vedremo poi l’evolversi della situazio ne nel tempo.
      Ma visto che Lei è così attento ai ghiacci artici, sarebbe così gentile da illuminarci sullo stato attuale dei ghiacci alpini, e di quelli antartici ?
      Se la questione è globale, globale sia, no ?

  2. [ fufo1959 ]:
    se è per questo, il vecchio Albert sosteneva che “Dio non gioca a dadi con l’universo” per poi ricredersi. Anche lui ne ha dette parecchie di scemenze..
    [ duepassi ] :
    sfonda una porta aperta, non direi mai qualcosa solo perché l’ha detta Einstein o chiunque altro !
    Tutti possono sbagliare, ma trovo che qualcuno ha sbagliato meno di altri, o per lo meno, tra le cose giuste che ha detto, ci siano cose di grande rilevanza e di alto livello, che hanno fatto fare all’umanità un grosso passo avanti.

    [ fufo1959 ]:
    ha provato con molto spreco d’inchiostro a spiegare la sua teoria a chi non era del mestiere ma con scarsi risultati.D’altronde c’è ancora chi ha problemi non solo quantitativi con il teorema di Pitagora!
    [ duepassi ] :
    essere semplici è compito di chi spiega o divulga, Capire è compito di chi ascolta. Si può essere semplici e non essere capiti (a volte perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire). Non confonda i compiti di chi spiega con quelli di chi ascolta.

    [ fufo1959 ]:
    Cmq, nel caso in esame, i problemi derivano pesantemente dai dati (quantitativi) e da come sono trattati quindi converrà lei stesso che non è il caso di discuterne allegramente.
    [ duepassi ] :
    convengo, se intende la serietà dei contenuti, e non quella della forma. Si possono dire cose serissime in modo allegro. Personalmente non ho stima della seriosità priva di spessore concettuale.

    [ fufo1959 ]:
    La semplicità in questi casi ce la possiamo scordare! La sfida della semplicità risiede negli strumenti matematici che adoperiamo ma la teoria fisica, questa in particolare, è intrinsecamente complessa !
    [ duepassi ] :
    La semplicità attiene alla fase della divulgazione del proprio pensiero. Quanto più si riesca ad esprimere in maniera semplice una questione complessa, tanto più si è bravi, se non geniali. (Qualunque raccomandato riesce invece ad esprimere i concetti in maniera astrusa e incomprensibile).
    La materia è certamente complessa, anzi, è proprio quello che si è sempre detto anche in questo sito, mi sembra.
    In questo senso leggo la sua frase nel senso che i sostenitori dell’AGW hanno creato modelli troppo semplici rispetto alla complessità del sistema, ed è esattamente quello che penso anch’io.

    Secondo me.

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    • Sinceramente non vi capisco.Voi confondete la scienza con chi la divulga.Chi studia cerca di capire, chi divulga fa politica! Volete capire? Bene date a chi studia i mezzi per farlo poi forse riusciranno a darvi una risposta. Ma vi pare che le teorie sull’origine dell’universo siano più sensate di quelle climatologiche? Pensate che il Big Bang sia replicabie? Pensate che gli esperimenti in proposito siano gratuiti? ma dai.. Ma avete idea di quanto progredisce la scienza in toto anche per i modelli sbagliati?
      Vi pregherei di riflettere.

    • Non mi riferivo all’esperimento sul Big Bang, sul quale posso condividere la Sua posizione, ma a quest’altro:
      http://www.climatemonitor.it/?p=2087
      che mi pare invece assai interessante e promettente.
      Non credo di confondere la Scienza con la sua divulgazione, e nemmeno con la politica, che vorrei stesse fuori (magari!)
      Sono d’accordo che si progredisce anche attraverso gli errori.
      Conosco persone, colle quali ho lavorato, specializzate nel commettere errori. La cosa è molto seria, e mira alla produzione di programmi “error free”. Io stesso, quando facevo dei programmi, curavo molto la simulazione dei possibili errori.
      L’errore, visto in una certa ottica, è assolutamente positivo, ci mancherebbe altro.
      Dirò di più, un programma che non preveda gli errori è un programma mal fatto, e porta a situazioni come il millennium bug, dove programmatori pagati profumatamente si fecero sorprendere dal fatto che dopo il 1999 sarebbe venuto il 2000 e non il 199A !
      Ma, sia che gli errori siano un metodo di esperimentazione, sia che siano sbagli involontari, sarebbe importante che, una volta fatti, “fossero riconosciuti tali”.
      Errare è umano, perseverare è diabolico.
      Fondamentale è imparare dagli errori, in un modo o nell’altro.
      Ma se ci si arroccasse sulla difesa degli errori ad oltranza, piegando ogni logica a necessità non scientifiche… allora, spero che convenga con me, staremmo a fare un errore molto più grosso, e niente affatto utile, non trova ?
      Secondo me.

    • Sarebbe bello tener fuori la politica, ma la faccenda è diventata un fatto politico! Il trattamento riservato anche qui ad Al Gore è politico! Il suo riferimento ai raccomandati è molto chiaro e politico!
      Non credo che la sua metafora sugli errori di programmazione calzi bene. Testare gli errori intrinsechi in un manufatto umano è un discorso, provare la correttezza di una teoria è altra cosa. Non si preoccupi, la scienza elimina da sola chi imbroglia, magari col tempo ma lo fa. Se nessuno ammette di aver sbagliato predicando il GW o il GC è perchè in tutta onestà nessuno può dire d’aver ragione!

    • Che la politica sia entrata nella Scienza ne sono convinto, anzi convintissimo. Ho letto quello che diceva la Thatcher qualche tempo fa, e leggo quel che dice al gore.
      Ma compito di chi ama la Scienza, come me, e come, sono sicuro, anche Lei, deve essere proprio di tenere fuori la politica dalla Scienza.
      La politica non può e non deve imporre le teorie e le scoperte scientifiche, ma deve accogliere quelle che le vengono dalla Scienza.
      In altre parole, in ambito scientifico deve comandare la Scienza e non la politica. Io così la penso, mi dica se sbaglio.
      Vede, è lecito a mio parere, ed anche giusto, avere e proporre delle teorie (compresa quella dell’AGW). Ma poi si devono fare le sperimentazioni e le verifiche con animo sgombro da posizioni aprioristiche. Non si possono fare “tricks” per adattare dati che mostrano tendenze diverse da quelle che si vorrebbero, ma si deve capire cosa significano quei dati, ed eventualmente correggere le teorie. Dite sempre che la natura deve comandare e non l’uomo…ebbene, fatela comandare quando essa dovrebbe farlo, e cioè rispettate le sue indicazioni. Compito dello scienziato è infatti “capire”.
      So bene quanto il mondo esterno alla Scienza sia spesso insensibile ed indifferente ai problemi della Scienza, ma se si applica la politica dell’ Al Lupismo (mi consenta il neologismo), si potranno pure avere vantaggi immediati…come no ? Ma poi che rimarrebbe della credibilità della Scienza quando l’eventuale bufala venisse scoperta ? Ci pensi, ci pensi, e tenga presente che noi la Scienza l’amiamo davvero, almeno quanto Lei, e se ci interessiamo a questi temi è proprio in forza di questo amore.
      Secondo me.

  3. Il CERN cerca di dimostrare teorie avanzate di fisica e anche di climatologia con esperimenti ripetibili e replicabili; tutt’altra cosa è finanziare modelli climatici matematico-teorici che rimangono per sempre teoria.

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  4. Non la butto in politica. Ho solo constatato certi atteggiamenti che sembrano più che altro delle crociate di parte. Atteggiamenti faziosi quanto lo è lui, quanto lo siamo tutti. Converrà con me che curiosamente il meteo negli ultimi anni è diventato una questione di schieramenti. Mi chiedo come mai non desti lo stesso interesse quello che sta avvenendo al CERN. Non crederà mica che certi esperimenti costino poco? Dove crede vadano a prendere i soldi?? Controlli se le sue tasche hanno dei buchi……

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    • Non so quanto costi quell’esperimento, ma fra i tanti studi che si fanno, mi sembra uno che potrebbe darci delle importanti risposte, potrebbe. Speriamo, e in quel caso quei soldi sarebbero spesi bene.
      Secondo me.

  5. ancora un appunto: qualcuno deve spiegarmi perchè la destra italiana non sopporta Al Gore. E’ forse troppo comunista? forse è troppo intelligente e questo imbarazza parecchia gente! Non mi stanco di ripetere che se noi TUTTI utilizziamo il web, dobbiamo ringraziare il senatore Gore per il lavoro legislativo fatto oramai più di 20 anni fa. Saluti

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    • Non la butti in politica. Al gore non lo sopporto per le cose pseudoscientifiche che ha detto, a cominciare da quell’ascensore (che non sale più), proseguendo per gli orsi scemi che non conoscono il ghiaccio e annegano (ma solo nei cartoni animati), proseguendo per i gelati che si squagliano istantaneamente (sempre nei cartoni animati) perché i bambini vanno “plasmati” da piccoli e continuando con tutta la sua pseudoscienza che gli ha fruttato bei quattrini (in questo aspetto è stato furbo, perché ha saputo far soldi).
      Della sua politica non so e non mi interessa al di fuori del fatto climatico.
      Resti ai fatti scientifici, per favore.
      Secondo me.

  6. Credo che qui si stia facendo una gran confusione.Certi argomenti non sono argomenti da bar quindi e, che si stia dall’una o dall’altra parte(neanche il meteo fosse una faccenda politica), non si ha l’autorità per commentarli. Chi ce l’ha lo faccia pure ma citi sempre le fonti da cui attinge le notizie. E che non siano riviste più o meno scientifiche di divulgazione, ma le originali pubblicazioni di scienziati accreditati. Ricordo che temi così complessi e controversi anche nell’ambito scientifico non sono per tutti. In ultimo vorrei dire che ovviamente Al Gore non ha titoli per parlare di clima ed ambiente ma cmq la sua campagna contribuisce a sensibilizzare la gente e veicola denaro a favore della ricerca. Chiunque viva di ricerca dovrebbe rispettarlo

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    • Quando si fanno pagare 800 milioni subito, o tre miliardi dopo, mi dispiace per Lei, ma gli argomenti “diventano” per tutti.
      Certamente una persona come me non si mette a pontificare su questioni scientifiche sulle quali non ha la necessaria competenza, ma, visto che mi mettono le mani nel portafoglio, e non solo con quei 800 milioni, allora mi sento in diritto di sapere cosa pago e perché.
      Quando Lei entra in un negozio, pagando di tasca Sua, accetta forse incondizionatamente quello che Le dice l’esperto dall’altra parte del bancone, che potrebbe saperne più di Lei, o vuole vederci chiaro ?
      Io vorrei vederci chiaro, con modestia, consapevole dei miei limiti, ma anche con fermezza, se permette.
      Sono anni che seguo tutte le campane, e non condivido, per parte mia (qui non c’entra il sito, di cui sono solo ospite, ma è una faccenda personale) discorsi come il Suo. Glielo dico col massimo rispetto.
      Avrò pure o non avrò diritto di fare qualche domanda ? Se poi qualcuno ha la gentilezza e l’attenzione di rispondermi, ne sono ben felice, pur senza pretendere nulla.
      Ma l’assicuro che quando scrivo qui non mi sento affatto in un “bar”. Sono qui per imparare, magari sono un po’ chiassoso, ma è solo perché davvero voglio capire.
      Cordiali saluti.

    • nonostante qualcuno abbia detto che se un argomento, per quanto difficile, lo si è capito allora lo si riesce a spiegare anche ad un bambino,io non credo che ciò sia vero. La fisica dell’atmosfera non è argomento che tratto con il commesso di un negozio, con il dovuto rispetto per tutte le categorie professionali. E’ chiaro che l’emissione di co2, produca o no effetti sul GW, va a braccetto con lo sfruttamento incontrollato del pianeta ,delle sue risorse e con tutti i conseguenti problemi economici sociali e sanitari. Compito della scienza è studiare il fenomeno in modo asettico, compito dei politici è trovare una soluzione globale e locale a questi problemi. Ad ogni buon conto, si impari dai nostri vicini d’oltralpe i quali hanno colto l’occasione per finanziare ricerca e tecnologia di punta legate alla green economy.Piaccia o no questa è la direzione, cerchiamo di non perder anche questo treno!

    • Quel qualcuno si chiamava Albert Einstein. Ho letto il libro in cui lo diceva. Diceva Einstein (dico con parole mie quello che ho capito io) che di fisica si può parlare in modo qualitativo, ed è un conto, ma se si va a quantificare, allora (ha ragione Lei), c’è bisogno di porre mano a calcoli che non son da tutti. Diceva anche quello scienziato, che è più difficile parlare in modo semplice, perché se dici una cosa sbagliata lo capiscono tutti. Chi ha le idee confuse, o ha qualcosa da nascondere, crea fumo, sbatte formule in faccia alla gente, si appella all'”ipse dixit” o comunque cerca di mettersi su un piedistallo.
      Ma chi ha veramente ragione, ed ha ben capito quello che sa, non ha bisogno di tutto questo. Tene rem, diceva Catone, verba sequentur.
      La sfida della semplicità è la vera sfida della ragione, nei due sensi di questa parola.
      Secondo me.

    • se è per questo, il vecchio Albert sosteneva che “Dio non gioca a dadi con l’universo” per poi ricredersi. Anche lui ne ha dette parecchie di scemenze..ha provato con molto spreco d’inchiostro a spiegare la sua teoria a chi non era del mestiere ma con scarsi risultati.D’altronde c’è ancora chi ha problemi non solo quantitativi con il teorema di Pitagora! Cmq, nel caso in esame, i problemi derivano pesantemente dai dati (quantitativi) e da come sono trattati quindi converrà lei stesso che non è il caso di discuterne allegramente. La semplicità in questi casi ce la possiamo scordare! La sfida della semplicità risiede negli strumenti matematici che adoperiamo ma la teoria fisica, questa in particolare, è intrinsecamente complessa !

  7. Caro Mattia, il guru dell’ambientalismo, tale premio oscar, e ancora premio oscar, e premio, pure, nobel al gore, è venuto (sempre senza par condicio, come si usa in temi di ambientalismo… ti lascio indovinare a favore di chi…) a dire che lui si batte per “la libertà di stampa”.
    “Libertà di stampa” vuol dire che siamo liberi solo ed esclusivamente di dire quello che volete voi,
    o vuol dire che siamo liberi di dissentire ?
    Lo chiedo, visto che tu usi quell’insulto “negazionisti”, che non promette niente di buono sulla “libertà di stampa” di cui sarebbe paladino il difensore di orsi che annegano se gli si squaglia l’iceberg.
    A proposito, vedete di mandare la manutenzione, perché è da un po’ che quell’ascensore è fermo… 🙂
    Libertà di stampa vuol dire che dobbiamo credere che l’acqua calda sprofondi nelle fosse abissali dell’oceano ?
    Lo dico come convinzione personale, perché qui io sono un ospite qualsiasi, come te, e non la voce del sito.
    Da ospite cerco qui di ragionare su tanti, tanti, ma veramente tanti aspetti dell’AGWT che non mi convincono.
    Apprezzerei che tu, invece di insultarmi come “negazionista” mi spiegassi il tuo punto di vista, come altri spiegano il loro.
    Chi legge poi avrà argomenti per formarsi un giudizio.
    Dopo tanti anni passati a leggere di queste cose, pur non avendo una competenza professionale, mi sono formato delle idee, e non credo che siano così facili da cambiare. Ma la chiave per farlo c’è, se ce l’hai, e cioè “dire cose convincenti”. Dille, e magicamente cambierò parere.
    Finora da parte dei sostenitori dell’AGWT son venuti invece insulti, insinuazioni gratuite, richiami all'”ipse dixit” e in genere all’autorità o alla pretesa autorevolezza di questo o di quello, ma poche argomentazioni, e poco convincenti (per me).
    Non mi paga nessuno per pensare come la penso, né vado da nessuna parte a leggere come devo pensarla. So sbagliare da solo.
    Secondo me.

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    • Volevo chiedere scusa al tenente colonnello Guido Guidi se ho risposto anch’io dove lui aveva già dato una eccellente risposta, ma questa storia del “negazionismo”, che è di fatto una forma di tentata censura, non mi va proprio giù, anche tenendo conto delle ripetute frasi, di cui qualcuna ne ho citata io stesso anche su questo sito, di ambientalisti che vorrebbero sospendere la democrazia, e magari imporre sanzioni ai “negazionisti” o addirittura imporre il reato di “negazionismo”.
      Che poi al gore se ne esca ad atteggiarsi a paladino della libertà di stampa, mi suona assai falso, anche se gli debbo concedere il dubbio della buona fede.
      Ci fu, vari anni fa, una proposta di espellere i “negazionisti” dall’associazione climatica americana, ed io mi domando, e lo domando a Mattia, come può essere che una scienza ancora così incerta (questo dovrebbe concedermelo) e che ammette che tanti parametri non li conosce a pieno, e che si perde una metà del calore, senza capire dove sarebbe finito, posto che davvero esista (Kevin E. Trenberth e Fasullo), che alcuni parametri non li prende proprio in considerazione perché non sa come quantificarli, poi pretenda di essere così accertata e consolidata da tacciare chi ha dei dubbi di “negazionismo” ?
      Come mai scienziati così autorevoli e così profumatamente pagati preferirebbero la via dei tribunali alla contestazione argomentale (là dove prevale chi ha buone ragioni, e non chi ha buoni avvocati e leggi favorevoli) ?
      Si sentono forse insicuri della loro vecchissima scienza (si pensi a Calcante e alla fine della povera innocente Ifigenia), che solo da pochissimo sta faticosamnete cercando di diventare una scienza moderna, come tutti ci auguriamo ?
      Secondo me.

  8. Mattia, devo dire che avevo sperato si potesse parlare ancora un po’ prima che passassi al “voi negazionisti” ed alla “solita truffa”. Peccato. Comunque bello il filmato, delle immagini veramente interessanti. Peccato che sul punto cruciale circa la misura del volume (misura non stima eh?) si limiti a dire che le informazioni le ha avute da un suo amico ricercatore che dice che si usano “sensori sofisticati”.
    Così, se hai un minuto, leggi qui
    http://www.climatemonitor.it/?p=186
    e poi qui http://www.climatemonitor.it/?p=2338. Scoprirai che quando le misure sono state fatte con sensori veramente sofisticati, hanno trovato ghiaccio spesso due volte quello che si aspettavano, ove per quello che si aspettavano, si intendono ovviamente le stime fatte con i sofisticati sensori che hanno generato quelle belle immagini colorate.
    E ora due paroline due sulla cortesia del tuo intervento. Quello che facciamo qui è scambiarci informazioni e discuterne, con cortesia e con rispetto delle opinioni altrui. Mi pare di capire che questo non ti piace, ma che piuttosto ti piace sentirti dire da un tizio con voce suadente che il ghiaccio artico ha iniziato la sua spirale di morte. Scienza vera, non c’è dubbio. Il mondo è libero, sei comunque il benvenuto.
    gg

    Post a Reply
  9. Suggerisco comunque questo video:

    Post a Reply
  10. Il lieve incremento dell’estensione dei ghiacci artici è un’illusione di ritorno alla normalità. Il fatto è che i ghiacci sono occasionalmente più estesi, ma sono più sottili. E quello che conta alla fine è che c’è sempre meno ghiaccio. Come del resto è logico: se la temperatura planetaria aumenta, il ghiaccio si fonde.

    Basta guardare questi grafici per rendersene conto:

    http://1.bp.blogspot.com/_ix1qRsD71DE/S9NekdoS1hI/AAAAAAAACoA/MCsR4GczX_A/s1600/ArcticIceextent1953-2010.jpg

    http://2.bp.blogspot.com/_ix1qRsD71DE/S9NiB9k5NaI/AAAAAAAACoI/5Tp48ZSygZU/s1600/Arctic_sea_ice_anomaly.gif

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    • Il secondo grafico è molto interessante Mattia, sinceramente non sapevo che qualcuno misurasse il volume del ghiaccio. Perché sono misure vero? Non sono stime derivate dall’estensione, ovvero dall’unica misura che è stato possibile fare sin qui. Che mi risulti infatti, i sensori per fare delle misure volumetriche sono appena stati messi in orbita. Una volta ho scritto anche qualcosa sulla misura dello spessore del ghiaccio, ovvero sulla sua non misura. Se manca la seconda dimensione, come lo calcolano il volume?
      Ad ogni modo, se di illusione si tratta lo sapremo. Basta aspettare no?
      gg

    • Si certo, possiamo aspettare. Vedo però, che con tutti questi dubbi in ballo, tu non hai certo *aspettato* a trarre certe conclusioni, ah?

    • Quali esattamente nello specifico?
      gg

    • Il tono dell’articolo è chiarissimo ed è ovviamente allineato con il resto degli altri post del sito. Usare grafici non inseriti in un contesto (o in un contesto così piccolo da non poter trarre alcuna conclusione utile) è la solita truffa di voi negazionisti. E quelli che non sono d’accordo sono “profeti di sventura”.

  11. Concordo pienamente sul modo alquanto poco “democratico” in cui vengono affrontate le notizie climatiche, un dato “caldo” viene sbandierato come prova inoppugnabile, uno “freddo” e’ sicuramente una “variabilita’” climatica …. 🙂

    Sull’Artico, pero’, eviterei qualunque tipo di previsione, pur con tutti i se del caso. Il dato minimo di settembre 2010 non dipenderà che minimamente dalla attuale “normale” situazione, in quanto comunque NON e’ ancora realmente normale, non come spessore dei ghiacci.
    Sta recuperando da due anni e ritengo anche io che questo sara’ il terzo, pero’ abbiamo avuto anche costanti anomalie positive in atmosfera artica e lo spessore potrebbe essere scarso. Attendo agosto.

    Un saluto e un grazie per il grande lavoro che fa per tutti.

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  1. ALEZEIA - [...] Mai così tanto ghiaccio in otto anni Scritto da Guido Guidi il 24 – aprile – 2010 [...]
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