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Vi ricordate della First Solar (ne abbiamo parlato qui)? E’ stata un’azienda sulla cresta dell’onda fotovoltaica per qualche tempo, finchè ha seguito il destino di tutte le altre: un inesorabile tracollo. Avevamo lasciato la First Solar con la pesante decisione di chiudere un importante stabilimento produttivo in Germania. Ora invece è arrivata la trimestrale.

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A volte capita che alcuni commenti siano particolarmente puntuali e interessanti. E’ questo il caso di quello scritto dal lettore Maurizio Rovati circa il rendimento reale o presunto dei pannelli fotovoltaici. Dal momento che a noi interessano i conti e non i brand, ho cancellato dal suo commento i riferimenti diretti ai produttori. Le informazioni impiegate sono comunque reperibili interamente sulla rete e, su richiesta, possiamo fornirne le coordinate a chiunque le volesse esaminare.

Buona lettura.

I pannelli [...], MODULI DA 225 W, commercializzati da “[...]” [...] hanno le seguenti caratteristiche:

  • Superficie pannello:1,64 mq
  • Potenza di picco 225W
  • Valori misurati in STC (Standard Test Condition) ovvero irragiamento solare 1000 W/mq a 25 °C

Dunque 225W diviso 1,64 mq fa 137,2 W/mq, sempre che ci siano i famosi 1000 W/mq in STC. Quindi il rendimento di conversione (in STC) sarebbe pari a:

137,2/1000=13,7 % (soggetto al calo da invecchiamento stimato in un ulteriore 15%)

Loro [...] dichiarano un rendimento del 13,9% in STC. Siamo lì.

Ritengo allora ragionevole che se dal sole arrivassero 1250W/mq il pannello produrrebbe:

137,2 x 1,25=171,5W/mq

Queste sono condizioni ottimali. Cielo sereno e sole a picco sui pannelli a 25°C. Sappiamo anche (da [...]) che a Bologna arrivano 1420 kWh/mq anno sul piano orizzontale. Considerando apposita tabella. Con un Tilt (inclinazione) di 30° e orientamento Sud diventano 1420×1,13=1604kWh/mq anno.

Dividiamo per le ore in un anno: 1604/8760=0,183 kW/mq cioè 183 W/mq

Ma abbiamo visto sopra che il pannello può produrre al max 171,5W/mq se, e solo se, è illuminato da 1250W/mq, valore questo molto prossimo alla costante solare. Tali condizioni sono realizzate solo intorno a mezzogiorno e quando il meteo lo permette. [...] forse non ce la racconta giusta…

Più realisticamente al rendimento in STC occorre applicare un ulteriore “sconto” dovuto al ciclo diurno e stagionale, al fattore meteo climatico e all’installazione. Supponendo ottimisticamente che i fattori naturali e d’installazione incidano per il 75% nella raccolta della luce, dovremmo avere che ogni mq di pannelli produrrà in media:

171,5×0,25=42 W/mq

pari a 42×8760= circa 375 kWh/mq anno

Cerchiamo di fare la prova del nove.

La cartina per la zona di Bologna made in [...] indica una produzione di 1200 kWh/mq anno per ogni kW “nominale” installato.

ATTENZIONE! La didascalia dice testualmente

“Rendimento Annuo Impianto Fotovoltaico in Italia La cartina geografica Italiana con la resa in kWh _al metro quadro_ per 1 kWp installato”.

Per me questo _al metro quadro_ è un parametro incomprensibile. Infatti il pannello da 1,64 mq produce 225W nominali (STC), quindi dovremo installare: 1000/225=4,44 pannelli per ottenere 1 kW installato corrispondente ad una superficie di 7,28 mq/kW inst. Ritengo abbiano messo un _al metro quadro_ di troppo, allora si deve leggere forse così:

“La cartina geografica Italiana con la resa in kWh per 1 kWp installato”

Suona più normale, no? A questo punto vediamo (cosa orrenda) che: 1200kWh diviso 8760 ore sono pari a 136W che sono ottenuti con ben 7,28mq di pannelli. Quindi ogni mq di pannelli genera mediamente in un anno:

136/7,28=18Watt di potenza.

Meno della metà di quanto pensassi… Ahimè il rendimento crolla quindi vertiginosamente ad un misero 1,8% rispetto alle condizioni di test (STC).

Tutto questo “salvo errori” di cui vi prego darmi conto.

Sono stato ad una serie di convegni molto interessanti a Verona al Solar Expo 2011. Appena entrato in fiera sono stato subito attratto da un megaposter della sexy modella Nina Senicar vista da dietro e dal basso, una cosa enorme! La Senicar nel poster invitava la gente allo stand della cinese LDK SOLAR per uno spritz gratis, a dire il vero tutti i giorni  allo stand c’erano donnine come la Senicar che offrivano spritz a babbo morto.

La LDK SOLAR è la più grande azienda di fotovoltaico al mondo, perché hanno i pannelli meno costosi al mondo (1 dollaro a watt) e ormai ha messo non uno, ma due piedi in Italia.

Ovviamente i costi bassissimi dei cinesi non scaturiscono da una superiorità tecnologica o organizzativa, ma solo dai bassissimi costi dell’energia utilizzata per produrre i pannelli FV, che rappresenta il 70% dei costi di produzione e dal basso costo del lavoro in Cina che in molti definiscono sfruttamento. Quindi i pannelli FV cinesi spacciati per energia verde e pulita sono fatti con il carbone estratto con poco rispetto delle norme di sicurezza e bruciato senza filtrare i fumi, prodotto da operai schiavizzati.

http://www.ilgiornale.it/esteri/tragedia_cina_esplode_miniera_20_morti_17_intrappolati_sotto_terra/cronaca-miniera-esplosione-cina/16-10-2010/articolo-id=480528-page=0-comments=1

Minatori cinesi estratti dopo un esplosione che ha ucciso 20 persone

Cito da qui

“Nei primi 8 mesi del 2006 le miniere di carbone cinesi hanno ucciso 2.900 persone in incidenti causati da alluvioni, esplosioni ed allagamenti.”

Il carbone però si può estrarre senza fare morti e si può bruciare filtrando le emissioni fino al punto di essere paragonate a quelle dovute alla combustione del gas metano (Prof Macchi) come accade in Germania, Danimarca, Usa, Australia ecc. Rimirando il gonnellino della Senicar mi sono chiesto chi paghesse tutto il suo talento e ha iniziato ad insinuarsi in me il dubbio che usassero i miei soldi a pagarla, anzi i nostri soldi, cioè quelli che ci prendono in bolletta per le rinnovabili.

Poi la sera ho sentito l’intervista al TG1 dell’amministratore delegato della LDK SOLAR Italia che tutto tronfio affermava che la Cina aveva stanziato 6 miliardi di euro per dare incentivi a chi installasse i pannelli FV cinesi. Il dubbio che anche i 6 miliardi di incentivi dati dai cinesi fossero sempre soldi nostri, è diventato sempre più una certezza.

Il giorno dopo sono tornato a Verona per un convegno sul biogas, nella discussione il presidente uscente del consorzio italiano biogas , un dirigente di Astrim ha affermato che i 6 miliardi stanziati dai cinesi non sono nemmeno la decima parte degli interessi che prenderanno dal capitale che gli occidentali stanno loro anticipando, un vero e proprio fiume di denaro che dall’occidente è già andato e continuerà ad andare alla Cina. Per non parlare (aggiungo io) degli enormi guadagni che i cinesi stanno facendo per salvare il mondo dal disastro climatico (per chi crede alla favoletta della mitigazione climatica).

Il dirigente di Astrim poi ha continuato la polemica sul fatto che invece le bioenergie sono tutte tecnologie italiane o tedesche e conservano il capitale in Italia, che le bioenergie hanno avuto solo un conto energia, mentre il fotovoltaico ne ha già avuto 4 che hanno distorto il mercato talmente tanto che alcuni imprenditori hanno istallato i pannelli anche nelle falde a nord (in realtà si può fare, in tetti poco inclinati esposti a nord est nord ovest, con i pannelli al silicio amorfo ma le rese sono basse). E’ un’assurdità energetica, possibile solo grazie agli incentivi. Lo stesso discorso (per me) vale per tutto il fotovoltaico piano al silicio.

Purtroppo anche nelle bioenergie ci sono delle distorsioni dovute agli incentivi, ne parlerò nel prossimo post perché ci sono alcune novità con il dls 28 recentemente approvato.

Vi sottopongo un piccolo elenco di punti indicati come i vantaggi degli incentivi alle energie rinnovabili:

  • Mitigazione climatica
  • Applicazione della direttiva 20-20-20
  • Diversificazione delle fonti, per meglio affrontare le crisi energetiche
  • Produrre energia pulita
  • Evitare fuoriuscita di capitale verso paesi poco democratici ( paesi arabi ex Urss ecc)
  • Gli incentivi favoriscono le economie di scala
  • La produzione per autoconsumo abbassa il costo dei trasporti sia delle fonti sia dell’energia
  • L’autoproduzione favorisce il risparmio energetico
  • Alcune rinnovabili si possono abbinare allo smaltimento di rifiuti organici, dei reflui urbani e zootecnici e alla gestione dei nitrati

Comprare pannelli FV cinesi, quanti di questi punti soddisfa realmente?

Alla mitigazione climatica molto poco, anche nel caso sia vera l’ipotesi di una mitigazione con la riduzione dell emissioni, trattasi comunque di qualche centesimo di grado per riduzioni del 20% delle emissioni europee. Che è comunque ancora tutto da dimostrare.
Sicuramente all’adeguamento burocratico della direttiva 20 20 20.
La diversificazione delle fonti conta poco se il prezzo dei pannelli FV è legato comunque al prezzo del carbone con la cui energia si è fuso il silicio a 1200°C.
Il carbone cinese non è certo energia pulita.
I capitali escono dall’Italia ( e noi stiamo a guardare come i grulli) e la Cina non è certo un paese democratico.
Certamente le economie di scala contano ma vale per qualsiasi fonte energetica si scelga dal nucleare al carbone pulito.
Il trasporto dei pannelli dalla Cina all’Italia non è certamente ecologico.
L’autoconsumo presenta effettivamente dei vantaggi ma nel bilancio finale prevalgono decisamente gli svantaggi a causa dei costi del kWh di molto superiori rispetto alle fonti a carbonio.
I pannelli solari non risolvono nulla riguardo ai rifiuti e ai reflui.

Insomma alla fine lo spritz dai cinesi non l’ho voluto bere, l’ho rifiutato, del resto preferisco il pirlo, il tipico aperitivo bresciano a base di vino bianco, campari, seltz e scorza di limone.

  • 1/3 vino bianco
  • 1/3 bitter Campari (guai a chi usa l’Aperol)
  • 1/3 selz (ma è concesso l’uso di acqua molto frizzante)
  • una di scorza di limone