Con l’ultimo atto della nostra cronaca quasi quotidiana, abbiamo avuto modo di “toccare con mano” l’ennesimo nulla di fatto dell’ennesima Conferenza delle Parti dell’UNFCCC. Il…
18 commentiIl Villaggio di Asterix
Con l’ultimo atto della nostra cronaca quasi quotidiana, abbiamo avuto modo di “toccare con mano” l’ennesimo nulla di fatto dell’ennesima Conferenza delle Parti dell’UNFCCC. Il…
18 commentiE al fin giungemmo all’agognata fine della più inutile delle COP. All’alba del 18 novembre 2017 dopo circa due settimane di negoziati ed una maratona…
20 commentiSiamo ormai alla mezzanotte (ora italiana) del 17 novembre 2017, ma non sembra che la COP23 sia conclusa o, ad essere precisi, il documento finale…
2 commentiDomani si chiuderà la COP23 di Bonn. Non credo che ci saranno sedute supplementari, per cui entro la fine della settimana potrò finalmente annunciare la…
1 commentoMancano due giorni alla fine della COP23 di Bonn e comincia la passerella dei big. Oggi sono arrivati nella città tedesca i ministri di tutti…
3 commentiIeri avevo sottolineato come fosse passato sotto silenzio da parte dei media l’evento della delegazione ufficiale USA alla COP23. Mi sbagliavo. Ieri a tarda ora…
7 commentiLe notizie circa lo stato delle negoziazioni in atto continuano ad essere molto scarse: qualche bozza di risoluzione e nulla più. Nonostante tutto gli organi…
13 commentiPrima di proseguire nella lettura di questo post occorre mettersi nel giusto stato d’animo. Quindi assicuratevi che l’audio del vostro PC o device mobile sia…
2 commenti“Questa è la prima volta nella storia dell’umanità che ci stiamo imponendo il compito di cambiare, intenzionalmente e all’interno di un periodo di tempo definito,…
13 commentiNe abbiamo avute circa una ogni 6/12 mesi di ultime chance di salvare il pianeta negli ultimi anni. Ogni volta che si è riunita la…
2 commentiYvo de Boer, noto comunicaclimatologo già Segretario Esecutivo dell’UNFCCC, ci aveva avvisati: “Il prossimo report IPCC spaventerà tutti a morte”. Senza mancare di aggiungere che almeno la paura avrebbe dato una scossa a ai politicanti di tutto il mondo, che tra un tremore e l’altro avrebbero finalmente intrapreso la via maestra della lotta al clima che cambia e cambia male. L’amico Claudio Costa ce ne aveva parlato già parecchio tempo fa.
Ora siamo ancora in trepidante attesa di questo ennesimo capitolo della saga dell’orrore climatico, ma siamo anche negli anni di wikileakes, del climategate e di Edward Snowden. Poteva restar segreto fino all’ultimo minuto il contenuto (molto parziale e provvisorio) del nuovo report IPCC la cui prima parte è in uscita a settembre?
La COP18 si è conclusa com’era iniziata, cioè nell’indifferenza generale. C’è però un valore aggiunto in questa sordina. La moltitudine di delegati, in larga misura…
2 commentiFinalmente un accordo? Il Pianeta è salvo? Da domani tutti in bibicletta? Macché, niente del genere, questi sarebbero miracoli di poco conto in confronto a…
2 commentiDa Science Daily. L’ultimo allarme non è climatico né meteorologico, è semplicemente una questione di spazio. Si tratta di un commento ad un articolo pubblicato…
10 commentiBrian Simpson, presidente del Transport Committee del Parlamento Europeo lo ha detto chiaramente (qui e qui): «Nella UE i governi hanno un bisogno disperato di denaro. Non lo ammetteranno, diranno che tutto serve per difendere l’ambiente, lo stesso che dicono a proposito dell’Air Passenger Duty (APD). Ma non illudiamoci, sia l’European Union Emissions Trading Scheme (EU ETS) che l’APD sono nuove fonti di ricavi e non servono alla protezione ambientale».
Vijay Poonoosamy, chair dell’ Industry Affairs Committee of IATA and vice president international and public affairs of Etihad Airways non è stato meno duro sull’argomento: “Tutto questo perché il trasporto aereo è un potentissimo catalizzatore dell’economia. Mentre spesso i governi utilizzano pretesti ambientalisti per tassare i vettori, limitando così le proprie economie e la propria capacità di investire in tecnologie ed energie sostenibili. E in questi tempi così difficili non si dovrebbero tagliare le ali a un’industria che fa decollare il Pil». Cosa che ad esempio stanno facendo Gran Bretagna, Germania e Austria con l’APD, che costa ai vettori miliardi di euro l’anno, per finire con il costosissimo ETS europeo, “pensato – continua Poonoosamy – per dare nuovi introiti ai governi in crisi finanziaria”.