Il Santo Graal della sensibilità climatica

Segnalo quest’articolo del professor Roy Spencer sulla sensibilità climatica. Tra parentesi i miei commenti.

Global Warming

Il termine “Global warming” (riscaldamento globale) si riferisce all’aumento globale della temperatura media che è stato osservato negli ultimi 100 anni o più. Ma per molti politici e per il pubblico il termine implica che l’umanità sarebbe responsabile di quel riscaldamento.

Questo sito web (quello di Spencer) del mio gruppo di ricerca finanziato dal governo, fornisce le prove che suggeriscono che il riscaldamento globale è in massima parte naturale e che il sistema climatico è piuttosto insensibile alle emissioni umane di gas serra  e all’inquinamento da aerosol. Che ci crediate o no, poca ricerca è stata  finanziata per ricercare meccanismi naturali di riscaldamento… si è semplicemente supposto che il riscaldamento globale sia opera dell’uomo. Quest’assunzione è molto facile da farsi per gli scienziati, perché non abbiamo dati globali abbastanza accurati per un lungo periodo di tempo, che mostrino se ci siano in gioco meccanismi naturali di riscaldamento.

L’IPCC asserisce che il solo modo con cui è possibile far riprodurre ai loro modelli climatici il riscaldamento osservato, sia quello di tener conto dell’inquinamento antropogenico. Ma non troveranno nessun altro modo se non lo cercano.

Più di uno scienziato mi ha chiesto: “Che altro POTREBBE essere ?” Bene, la risposta a questo richiede di andare un po’ a fondo… e come vi mostro non si deve andare molto lontano.

Ma per prima cosa esaminiamo le basi del perché così tanti scienziati pensano che il riscaldamento globale sia causato dall’uomo. L’atmosfera della Terra contiene gas serra naturali, in massima parte vapore acqueo, CO2 e metano, che agiscono in modo da mantenere gli strati più bassi dell’atmosfera più caldi di quanto sarebbero altrimenti. I gas serra intrappolano la radiazione infrarossa, cioè l’energia di calore radiante che la Terra emette naturalmente verso lo spazio esterno in risposta al riscaldamento solare.

La combustione di origine umana dei combustibili fossili, massimamente carbone, petrolio, e gas naturale, rilascia diossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera e questo si pensa che faccia aumentare l’effetto serra naturale della Terra. Nel 2008, la concentrazione di diossido di carbonio nell’atmosfera era circa del 40-45% più alta di quella all’inizio della rivoluzione industriale nel XIX secolo. E’ interessante notare che, anche se il diossido di carbonio è necessario perché esista vita sulla Terra, ce n’è solo una piccola preziosa quantità nell’atmosfera terrestre.  Nel 2008, solo 39 molecole d’aria su ogni 100 mila erano molecole di CO2,  e ci vorranno altri 5 anni di emissioni antropiche  per aumentare quel numero di 1, e passare da 39 a 40, (sempre su 100mila)

Il “Santo Graal”: la sensibilità climatica!

La stima di  quanta parte del passato riscaldamento sia dovuta alle attività umane, e quanto ancora ce ne possiamo aspettare in futuro, dipende da qualcosa chiamato “sensibilità climatica”. Questa è la risposta della Terra, quindi della sua temperatura, ad un dato ammontare di “forzante radiativa”, e può essere di due tipi:

  • o nell’ammontare della luce solare assorbita dalla Terra
  • o nell’energia ad infrarosso che la Terra emette  verso lo spazio esterno.

C’è un consenso diffuso (il famoso consenso della comunità  scientifica) circa il fatto che la sensibilità climatica della Terra sia piuttosto alta, e così ci si aspetta un riscaldamento da circa 0,25 a 0,5°C ogni 10 anni,  finché l’umanità continuerà ad usare combustibili fossili come fonte primaria di energia.

James Hansen, della NASA, è convinto che la sensibilità climatica sia molto alta e che abbiamo immesso già troppo CO2 nell’atmosfera. Presumibilmente è per questo che lui e Al Gore, stanno facendo una campagna per la moratoria sulla costruzione di ulteriori centrali a carbone negli USA (J. Hansen è stato arrestato per aver fatto ostruzionismo alla costruzione di una centrale a carbone pulito negli USA).

Pensereste che ormai dovremmo conoscere la “sensibilità climatica” della Terra, ma questa è sorprendentemente difficile da determinare. Il modo in cui i processi atmosferici come le nuvole e i sistemi delle precipitazioni rispondano al riscaldamento è ancora dibattuto, in quanto essi o amplificano il riscaldamento o lo riducono.

Questo sito web, al momento, si concentra sulle risposte delle nuvole al riscaldamento, una questione che, ne sono ora convinto, la comunità scientifica ha totalmente frainteso con riferimento alle fluttuazioni naturali interannuali nel sistema climatico. Come risultato di quella confusione, la comunità scientifica ha l’errata convinzione che la sensibilità climatica sia alta, mentre in effetti l’evidenza satellitare suggerisce che la sensibilità climatica sia bassa.

Le cause del cambiamento climatico naturale.

In questo sito presento anche un’analisi dell’Oscillazione Decadale del Pacifico (PDO) che mostra che la massima parte del cambiamento climatico può essere il risultato del…sistema climatico stesso !

Perché fluttuazioni piccole e caotiche nei sistemi di circolazione atmosferica ed oceanica possono causare piccoli cambiamenti nella nuvolosità media globale e questo è tutto quello che basta  per causare un cambiamento climatico. Non c’è bisogno della variazione solare o di  qualsiasi altra influenza “esterna” sebbene queste siano anche possibili…ma per ora lascerò che ci lavorino altri.

E’ semplicemente quello che fa il sistema climatico. Questo è realmente molto facile da credere per i meteorologi, perché capiscono come siano complessi i processi atmosferici. Il meteorologo della vostra tv locale è probabilmente in segreto uno “scettico” sull’influenza dell’uomo sul clima.

Il clima cambia,  succede, con, o senza il nostro aiuto!

Tradotto da Guido Botteri (duepassi)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Claudio Costa

veterinario zootecnico tecnico AIA e emissioni zoogeniche

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »