Salta al contenuto

Un mostro alla UE

La politica “climatica” della Unione Europea (UE) si è trasformata in un mostro ossessionato dalle emissioni di CO2, privo di senno e senso, che non si preoccupa del clima, delle persone o del pianeta. E adesso ha deciso di sporcarsi le mani con le vite di coloro che si rifiuta di aiutare.

Cosa e’ successo? La CommissioneUE ha appena fatto sapere al mondo che, nonostante siano coinvolte ogni giorno nelle prevenibilissime morti di oltre 4.000 persone, le emissioni di nerofumo (fuliggine, o “black carbon”) non sono una “priorità assoluta” e “non devono distogliere l’attenzione dalla anidride carbonica”.

Poi viene il peggio…

Il motivo per respingere ogni tentativo di limitare le emissioni di nerofumo? È perché occorre che “sia effettuata più ricerca per verificare il suo impatto con maggiore precisione”. Impatto su cosa? Sul riscaldamento _globale_. Sì: perché, secondo Frank Raes, capo dell’Unità per i Cambiamenti Climatici al Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea, il nerofumo è “‘probabile’ che contribuisca al cambiamento climatico”, ma “l’impatto _regionale_ può essere anche più significativo del suo effetto sul riscaldamento globale “(l’enfasi è mia). Inoltre, “l’esistenza di aerosol ‘scuri’ e ‘chiari’, con effetti riscaldanti e raffreddanti, rende meno semplice il creare le condizioni per un’azione politica sul nerofumo”.

Ecco dunque un bell’esempio di come si possa sbagliare tutto.

La riduzionedelle emissioni di fuliggine è di gran lunga il modo più semplice, piùchiaro, più veloce per risolvere un bel numero di problemi, in uno scenario dove vincono tutti, dai ghiacciai himalayani ai bambini salvati da morte certa attraverso una legislazione facilmente approvabile:

  1. Il nerofumo ha profondi effetti sulla salute, contribuendoa circa 1.6M di decessi ogni anno. Secondol’OMS, per i bambini al di sotto i 5 anni è un killer più importante della malaria. Anche i politici e funzionari della UE che ne hanno parlato a Bruxelles il 22 giugno hanno detto altrettanto. SecondoEurActiv.com, “le conseguenze dell’inquinamento da particolato sulla salute sono una ragione convincente per affrontare il problema del nerofumo”.
  2. La scienza, anche quella “ufficiale”, è d’accordo: il nerofumo contribuisce al riscaldamento del pianeta. L’IPCC nell’AR4 del 2007 ha valutato laforzante radiativa totale da nerofumo a circa +0.3W/m2, non lontana quindi da quella del metano. E data la sua permanenza in atmosfera relativamente breve, la riduzione delle emissioni di
    nerofumo ridurrebbe il riscaldamento entro alcune settimane. Addirittura, affrontare le emissione di nerofumo può “avereun impatto positivo sul clima in soli 5-10 anni“.
  3. Il nerofumo è un problema che potrebbe essere affrontato immediatamente. Il settanta percento delle emissioni derivano da combustione aperta di biomassa (incendi di foreste e savane), e biocarburanti e carbone c a livello
    residenziale con tecnologie tradizionali. Nel Sud-Est asiatico, la maggior parte delle emissioni di nerofumo sono dovute a biocarburanti usati per cucinare. Non c’è niente di particolarmente difficile che impedisca drastiche riduzioni, e di fatto lenazioni sviluppate emettono almeno cinque volte meno fuliggine oggirispetto al 1950. E a volte, bastauna stufa nuova, e l’accesso a combustibile migliore che sterco divacca essiccato.
  4. Un accordo sul nerofumo puo’ essere un esempio su come futuriaccordi su altri tipi di emissioni possano essere raggiunti.

Dal punto di vista politico, la riduzione delle emissioni di nerofumo è estremamente semplice: non c’è nessuno “scettico del nerofumo”, nessun blog dice che “il nerofumo e’ naturale” e nessuna conferenza internazionale verra’ mai organizzata per costruire un “consenso alternativo sul nerofumo”. Nessuna lobby dei combustibili fossili ha mai spinto contro la limitazione delle emissioni di nerofumo, e chiunque puo’ essere facilmente convinto come ci sia qualcosa di molto
sbagliato nel liberare nell’atmosfera particelle notoriamente insalubri.

Il nerofumo dovrebbe essere quindi la materia piu’ ovvia per un intervento serio ed efficace di politica ambientale, e la legislazione in materia, l’organizzazione degli aiuti relativi alla riduzione delle emissioni di nerofumo e la loro distribuzione potrebbero essere messe in atto in poche settimane ..

Un video in inglese e’ molto chiaro (da qui):

=====================

Eppure…visto che il nerofumo può contribuire al riscaldamento _regionale_ piu’ che a quello _globale_ (come se a qualcuno importasse la differenza), e visto che potrebbe o non potrebbe avere effetti anche di raffreddamento in forma di “aerosol chiari”, allora l’Ufficio del Commissario UE per l'”Azione per il clima” semplicemente non vuole che “la discussione sul nerofumo distragga l’attenzione della UE in materia diriduzione delle emissioni di CO2“.

In altre parole: la politica attuale dell’UE è quella di ridurre le emissioni di CO2, non fare qualcosa per il clima, e/o per il benessere di chicchessia su questo pianeta.

Il mostro della ossessione per il riscaldamento globale da CO2 è ormai pienamente in azione.

PS: Si dice, l’Unione europea “sta già affrontando il problema nella sua legislazione sulla qualità dell’aria”? E bravi allora, e chi se ne importa del _pianeta_…inoltre, qualcuno dovrebbe essere piu’ consapevole di quanto il nerofumo possa andare lontano dal luogo dell’emissione…

PPS: c’e’ un cambioclimatista che voglia davvero arguire che le emissioni di nerofumo potrebbero essere una buona cosa, visto il loro effetto di raffreddamento, e chi se ne importa che stiano morendo cosi’ tanti bambini?

PPP Bastardi!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualitàNews

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »