Un problema di numeri o di parole?

Mi è stato segnalato poco fa un articolo, tra poco vi fornirò le coordinate per reperirlo in rete. Si parla di produzione di energia elettrica in Italia e, in particolar modo, di energia da fonti rinnovabili. Chiariamo subito un concetto: i numeri riportati nell’articolo sono corretti, tuttavia l’informazione fornita copre solo una piccola percentuale della verità, e quindi il lettore è naturalmente portato a pensare ciò che non è.

Spieghiamo meglio quanto è accaduto. Su Repubblica.it è uscito un articolo che riporta i dati ottenuti dal centro studi di Confartigianato. L’articolo1 inizia così:

Secondo l’ufficio studi della Confartigianato la produzione ‘verde’ è salita: lo scorso anno ha fatto segnare un più 19,2% rispetto al 2008

Ed è tutto vero!

L’articolo procede:

La produzione complessiva da fonti rinnovabili nel 2009 è giunta a coprire l’intero (100,6%) consumo di energia elettrica delle famiglie italiane

Ed è tutto vero!

Quindi ecco che si comincia a parlare di energia fotovoltaica:

Spetta alla Puglia il primato della maggior produzione di elettricità da solare, seguita da Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte. Ed è sempre la Puglia la regione che lo scorso anno ha incrementato di più la produzione da impianti fotovoltaici (…)

Poi ci viene detto come la potenza installata degli impianti fotovoltaici sia in aumento, di come il nostro mercato del fotovoltaico sia tra i più importanti ecc. ecc. Addirittura il Centro Nord con i suoi 422 Mw installati di solare fotovoltaico costituisce il 6% del mercato mondiale. Infine si conclude con un sondaggio che riporta la volontà delle aziende italiane di investire nelle energie rinnovabili (installazione di impianti fotovoltaici sui tetti).

Ora vi pongo una domanda. Quale fonte energetica ha registrato l’aumento del 19,2%, di cui abbiamo parlato all’inizio?

L’energia da impianti fotovoltaici?

Sbagliato!

Nell’articolo si parla genericamente di energie “verdi” e rinnovabili. Peccato che non ci sia il minimo accenno al fatto che dei 69.330 GWh2 più di 49000 GWh arrivino dall’idroelettrico, 6500 GWh dall’eolico e 676 GWh dal solare fotovoltaico. Tra l’altro, tra quei 69 mila GWh c’è anche la produzione da centrali a Biomasse e rifiuti che nel 2009 ha totalizzato una quantità superiore all’eolico stesso.

Eppure, per un breve momento, ero arrivato a credere che il 100% del fabbisogno delle famiglie italiane fosse coperto da energie verdi, ovvero dal fotovoltaico.

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  1. http://www.repubblica.it/ambiente/2010/07/17/news/energia_rinnovabili-5642345/?ref=HREC1-2 []
  2. Fonte: TERNA; http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/statistiche/dati_statistici.aspx []
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Author: Claudio Gravina

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11 Comments

  1. Tanto per far capire l’assoluta assenza di spirito critico con cui si danno le notizie sulle rinnovabili abbiamo che ci si vanta che…

    “…nel confronto internazionale la piccola Puglia batte addirittura il gigante Cina per potenza di impianti solari installati, 161 MW contro i 160 cinesi.”

    http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2010/07/17/visualizza_new.html_1853197507.html

    Non c’è nessuno che si chiede come mai la Cina non installa fotovoltaico? Non è forse perchè è più conveniente esportare celle FV che installarselo in casa… almeno finchè ci sono paesi ‘più furbi’ che le comprano come l’Italia?
    Per la cronaca anche il Giappone fino a due anni fa si è ben guardato dall’incentivare l’installazione di impianti FV sul territorio e tutto il fotovoltaico veniva esportato verso i paesi ‘più furbi’.

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  2. @ Alvaro

    L’efficienza dei pannelli attuali (di buona qualità) cala annualmente di uno 0,5% o poco più… anche i pannelli più scarsi oramai garantiscono che dopo 20 anni l’energia prodotta sarà almeno pari all’80% di quella iniziale.
    Ma visto che ci sono gli incentivi non ha senso parlare di pannello che diventa ‘antieconomico’ perchè nei fatti un impianto incentivato non sarà mai antieconomico… con gli incentivi un impianto si ripaga mediamente in circa 7-8 anni e poi per 20 anni si ha comunque diritto alla tariffa incentivante… ma l’impianto deve rimanere quello, al massimo se ne può ampliare la superficie o si possono sostituire pannelli guasti.
    Valutazioni serie sulla convenienza, sull’efficienza e sul turnover dei pannelli si potranno fare tra una ventina d’anno quando le nuove tecnologie (Thin film-CdTe) ci dovrebbero permettere di acquistare pannelli economici e che non necessitano di incentivi, ma che saranno molto diversi da quelli attuali, non avranno bisogno di pesanti intelaiature e supporti…
    Alla domanda 3 non so rispondere… quindi ti rispondo dal punto di vista dell’utente finale e non dal punto di vista dell’azienda che smaltisce pannelli…. Penso che la spesa per lo smantellamento dipenda dal materiale con cui sono fatti i pannelli, se sono ‘inerti’ quindi senza materiali pericolosi come il Cadmio penso che pagando 1000-2000€ un impianto da 3 kW sul tetto di casa te lo portino via… poi non so se va tutto in discarica.. ma a parte i cablaggi penso di si.

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    • Molte grazie!
      A.

  3. Sulla tecnologia fotovoltaica attuale ho tre domande che non sono riuscito a chiarirmi cercando in Internet; forse qualcuno in questa sede conosce le risposte?

    1. Come varia durante gli anni l’efficienza dei pannelli attuali, e, se calasse, in quant anni un pannello potrebbe diventare antieconomico?

    2. In base al tasso passato e quello presumibile futuro di innovazione tecnologica fotovoltaica, fra quanti anni potrebbe, se del caso, stimarsi la convenienza di sostituire un pannello “vecchio” ancora funzionante con uno nuovo più efficiente?

    3. Quant’è oneroso, tecnologicamente ed economicamente, lo smaltimento di un pannello solare attuale?

    Grazie fin d’ora…
    Alvaro

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  4. Ho seguito il consiglio di Giampiero Borrielli e sono andato a leggere i numeri della discordia. Secondo scienza e coscienza debbo riconoscere a Gravina che i dati riportati nel suo post sono perfettamente uguali a quelli di Terna. Personalmente concordo con le considerazioni di Gravina. Colgo l’occasione, però, per fare qualche piccola considerazione sul probelma del fotovoltaico. La mia attenzione, in particolare, è stata attirata dalle percentuali riportate nel sito della società elettrica. La produzione di energia da fotovoltaico nel 2009 è aumentata del 250% rispetto al 2008. Una performance eccezionale! Peccato, però, che i quantitativi in gioco sono modestissimi: l’energia elettrica da fotovoltatico, infatti, rappresenta un miserrimo 0,2% della produzione complessiva di energia elettrica (sono sempre dati desunti dal sito di Terna)! Per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica delle famiglie italiane con energia elettrica da fotovoltaico, considerando i rendimenti degli attuali pannelli fotovoltaici, bisognerà installare diversi milioni di metri quadrati di pannelli fotovoltatici. Non credo che siano sufficienti tutti i tetti italiani, per cui bisognerà far ricorso al terreno. Per ragioni professionali ho avuto a che fare con le problematiche connesse all’installazione di centrali fotovoltaiche. Il comune in cui abito (meno di 3.000 abitanti) ha presentato un progetto per l’installazione di una centrale elettrica fotovoltaica che dovrebbe occupare circa un ettaro di terreno (attualmente coltivato) per un investimento complessivo di oltre 4.000.000,00 di euro. Sempre nello stesso comune una società a responsabilità limitata ha presentato un analogo progetto per integrare nelle coperture di alcune serre agricole circa 13.000 metri quadrati di pannelli (peccato che le serre non esistono). E potrei continuare con i comuni vicini ma andrei oltre i limiti consentiti. Concludendo non posso che convenire con “gbettanini” circa i costi esorbitanti che i cittadini sono costretti a sopportare per finanziare quelle “peggiori speculazioni” di cui ho fornito degli esempi reali.

    p.s. Le associazioni ambientaliste hanno idea di che cosa significa, in termini estetici ed economici, coprire, per almeno venti anni, con pannelli fotovoltaici un ettaro di terreno ben esposto (i siti debbono essere esposti a sud) incastonato tra abitazioni, strade e, in qualche caso, strutture di interesse architettonico e/o archeologico?
    cordialmente
    Donato Barone

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    • La Germania dal 1 luglio non dà più incentivi ad impianti fotovoltaici costruiti su terreni ‘verdi’.
      Penso che a breve anche da noi arriveranno delle restrizioni simili altrimenti con i generosi incentivi che diamo (+50% rispetto a quelli tedeschi considerando la maggior insolazione) ci sarà un’invasione di capitale estero che vuole investire nel nostro FV…. sembra una cosa buona ma ricordiamo che per ogni milione di € investito in FV vengono prelevati circa DUE milioni di € dalle nostre bollette nell’arco di 20 anni.

  5. Il problema è che le notizie, quelle vere, sono abbastanza negative per le rinnovabili. L’Autorità (AEEG) ad ogni occasione fa presente che le attuali politiche incentivanti sono insostenibili e vanno riviste… come ha fatto ad esempio un paio di giorni fa:

    http://www.dailyblog.it/rinnovabili-ortisrivedere-incentivi-o-aumento-bollette-del-20-da-qui-al-2020-spostare-oneri-su-fiscalita-generale/15/07/2010/

    ….quindi al cartello dell’eolico e del fotovoltaico pare opportuno fare un po’ di ‘polverone verde’.
    I due potenti cartelli comunque sono riusciti a mettere in cascina un Nuovo Conto Energia 2011-2013 con tariffe diminuite di pochissimo rispetto al precedente ed a scongiurare l’abolizione dell’obbligo di riacquisto dei certificati verdi…. probabilmente senza rendersi conto che queste sono delle vittorie di Pirro e che avrebbero invece dovuto puntare su una razionalizzazione degli incentivi che oggi come oggi favoriscono le peggiori speculazioni… a danno dei cittadini che pagano i pesanti incentivi nella bolletta elettrica.

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    • No perchè mai? Perchè dovrei arrabbiarmi? Il file linkato però è lo stesso che ho messo in bibliografia. 🙂

    • Hai ragione…chiedo scusa!

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  1. Errare è umano… « La Valle del Siele - [...] i dati di Terna, era stato abbastanza facile rendermi conto (l’aveva fatto anche Claudio Gravina su CM) come in…

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