Drin!Drin!Drinn!

Pronto, chi parla? E’ un produttore e gestore dell’energia elettrica che desidera informare sulla nuova tariffa bioraria, se consumi la notte risparmi mentre il giorno costa di più.

La domanda sorge spontanea: il futuro è l’energia solare e volete incentivare il consumo di notte che non c’è il Sole? Se l’energia solare è il futuro e costa poco, non si dovrebbe cominciare ad abituare le persone a consumare di giorno? Sono a conoscenza che di giorno la richiesta è più alta per le necessità industriali, etc., ma per i costi delle centrali elettriche non ci dovrebbe essere differenza tra notte e giorno, come non c’è stata finora. Lasciare le cose inalterate sarebbe stato un modo per limitare le cause condominiali e non favorire l’insonnia, magari evitando di lasciare gli elettrodomestici in stand-by in attesa di azionarsi di notte.

L’operatore mi informa che la notte i francesi vendono la loro energia nucleare a basso costo, tanto le loro centrali debbono rimanere in funzione e le loro industrie consumano meno, invece il nostro solare conta poco o nulla.

Penso che alle volte i problemi siano difficili, ma le soluzioni possano essere semplici, allo stesso modo di quando tra due paesi con diversi sistemi di governo c’è un confine. Le discussioni filosofiche, sociologiche, etc, su dove si sta meglio possono durare anni, però se si osserva che lo spostamento delle persone si verifica sempre in un’unica direzione, i fatti possono dirmi dove si vive più soddisfacentemente prima ed in modo più comprensibile dei filosofi (anche se non è detto che quel Paese sia il Paradiso sulla Terra).

Se l’osservazione sulla tariffa bioraria è giusta, nonostante le discussioni sui quotidiani ed ai convegni, non dovrebbe esserci incertezza su quale tipo di produzione di energia è la più conveniente. Se il contributo del solare crescerà a breve dovremmo invece arrivare alle tariffe orarie invertite, si spende meno di giorno che di notte. Ne avete sentito parlare in qualche nazione più green della nostra? Aspetto notizie.

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Author: Fabio Spina

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7 Comments

  1. che la corrente elettrica di notte costa poco o niente è causato dal fatto che la potenza delle centrali nucleari praticamente non può essere ridotta. Oggi l’Italia importa la corrente notturna a costo basso dalla Francia. Domani l’Italia avrà la propria produzione nucleare.

    Lo sviluppo dell’auto elettrica in fondo è un nonsens completo. Le batterie al litio costano care, durano poco e sono inquinanti quando si buttano. Immagazzinano 0,5 Megajoule al chilogrammo. Il gasolio o la benzina tengono 40 Megajoule/kg. E’ impossibile costruire un auto elettrica con un’autonomia simile a quella delle auto con carburanti tradizionali. Però dovrebbero consumare energia elettrica di notte per ricaricare le batterie e quindi aiutare le centrali nucleari.

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    • Mi risulta pure che il litio sia considerato una fonte non rinnovabile, il cui picco rischia di essere molto prima di quello del petrolio, a meno di nuove straordinarie scoperte.
      Il tallone di Achille di alcune fonti c.d. “rinnovabili” è di far uso di una tecnologia che si affida a fonti, come le terre rare che sono più a rischio delle fonti fossili, anche perché pare che la Cina ne detenga quasi il monopolio… e, se non piacciono i monopoli, questo dovrebbe far scattare qualche viva preoccupazione, se non addirittura il “principio di precauzione”… (e su questo aspetto, scusate, mi vien che ridere, come mi spinge, ahimè a fare il mio animo monello).
      Colgo l’occasione per salutarti, Elmar. Tu forse non mi conosci, ma io ho apprezzato in altri siti alcuni tuoi interventi, e sei persona che stimo molto.

    • Non per essere pignolo, ma il Litio non è una fonte energetica e poi è riciclabile. E’ invece il “serbatoio” di un’energia prodotta altrove (anche inquinando eventualmente) usando fonti più o meno rinnovabili. Se guardiamo bene è solo l’aspetto tecnologico che pone problemi, come per l’idrogeno (altra chimera) il serbatoio criogenico, che perde sempre altrimenti esplode, o le bombole ad alta pressione. L’auto elettrica di massa è attualmente irrealizzabile, meglio sarebbe fare parcheggi e strade, ma per fare quelli bisogna avere dei permessi. Attualmente invece l’unica espressione della politica ambientale urbana sono i divieti. Strada molto lucrativa per i politici e, conseguentemente, onerosa per i cittadini.

    • Purtroppo non saprei come ritrovare la trasmissione in cui lo sentii, e posso portare solo il mio opinabile ricordo, ma una volta in tv un assessore disse che il suo compito era
      “scoraggiare gli automobilisti”
      quindi, NON rendere più snello il traffico, e vigilare sulla salute dei cittadini, garantendone però la mobilità, e la possibilità di parcheggiare in maniera “umana”,
      ma “scoraggiare”.
      Con questa mentalità, cosa vuoi aspettarti, che ti facciano i parcheggi ?

    • Oddio, li farebbero anche, i parcheggi, tra l’altro nel giro di appalti e lavori, non voglio dire che salterebbero fuori un sacco di tang… aiuti alla politica… ma poi l’opposizione deve dire che non va bene, così no, e presenta l’esposto alla magistratura in violazione di una cinquantina delle migliaia di leggi vigenti, e poi ci sono ben altri problemi, bla bla… E la magistratura blocca i lavori, così partono i ricorsi infiniti… insomma un casino. Cosa deve fare il povero assessore, si scoraggia e , si sa, lo scoraggiamento è contagioso.

    • La capacità di un impianto di seguire la richiesta della rete si chiama capacità di “load following”. Le centrali nucleari più recenti hanno una capacità di LF fino al 100% cioè possono essere portate a potenza 0 se necessario senza spegnerle, al contrario di quanto propalano molti antagonisti del nucleare.
      Senza arrivare a questi estremi, fare LF dell’ordine del 20-30% non è per niente complicato. Altra cosa è vedere se è conveniente per qualcuno.
      Siccome l’energia prodotta con nucleare è estremamente economica (dell’ordine di 5-6 €cent/kWh al più), alle utility proprietarie delle centrali conviene tenerle sempre al 100% e usare in maniera intermittente tutti gli altri tipi di centrali.
      Anche a noi Italiani d’altra parte conviene, come compratori d’energia, perché la nucleare la paghiamo nettamente meno che quella generata dai vari cicli combinati e centrali termiche (solo quella da carbone ha costi comparabili col nucleare).
      Personalmente ritengo invece che l’elettrificazione del parco di veicoli privati e pubblici sia un percorso ineluttabile, così come la riconversione dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento a sistemi ad alta efficienza basati su energia elettrica. Tutto questo aumenterà sensibilmente i consumi elettrici che dovremo assicurarci ai minimi costi possibili se vorremo mantenere la competitività delle nostre economie a livelli accettabili. Il ricorso al nucleare per garantire tutto questo mi pare imprescindibile.

    • Grazie del commento e del competente contributo.

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  1. Il bicchiere della staffa (links per il finesettimana – 30/10/2010) « La Valle del Siele - [...] una buona domanda, quella che si è fatto Fabio Spina su Climate Monitor: se il solare fotovoltaico è così…

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