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Ottobre piovono libri – Mostra bibliografica

Nell’ambito delle iniziative culturali di “Ottobre piovono libri”, manifestazione dedicata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali alla promozione del libro e della lettura, l’Unità di Ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicate all’Agricoltura (CRA-CMA) apre per la seconda volta la propria Biblioteca alla visita del pubblico, proponendo una Mostra di testi antichi e moderni che mira ad illustrare l’evoluzione sia delle conoscenze scientifiche in tema di previsioni meteorologiche che dello stile editoriale delle pubblicazioni stesse, a partire dalla fondazione della struttura di ricerca, datata 1876, e fino ad oggi. L’obiettivo dell’evento è quello di rendere visibile e fruibile a studiosi ed appassionati l’enorme tesoro bibliografico custodito all’interno della Biblioteca storica CRA-CMA, nota da tempo come “Biblioteca Centrale della Meteorologia Italiana”, ancor più dopo la “dispersione” delle biblioteche meteorologiche del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e del Servizio Idrografico del Ministero dei Lavori Pubblici. L’adesione dell’Unità di Ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicate all’Agricoltura alla campagna nazionale “Ottobre piovono libri” si inserisce nel contesto della consolidata attività di divulgazione e formazione che, a diverso titolo, il personale addetto alla ricerca dedica alle Scienze dell’Atmosfera ed alle relative applicazioni in ambito agricolo.

La Mostra bibliografica verterà sul tema “Le previsioni del tempo tra magia, empirismo e scienza” e si svolgerà giovedì 28 ottobre e mercoledì 3 novembre 2010, dalle ore 16:30 alle ore 18:30, presso il Collegio Romano, nella Biblioteca del CMA.

Prevedere il tempo è stata un’aspirazione ed un bisogno dell’uomo fin dalla più remota antichità. Era inevitabile che, così imponenti e mutevoli quali sono, i fenomeni meteorologici impressionassero profondamente la fantasia dell’uomo primitivo. Ne sarebbe allora derivata una loro interpretazione o come manifestazioni di entità immanenti o come segni inequivocabili degli umori di divinità trascendenti. E, di conseguenza, i primi sforzi di identificare, sia pure in chiave mitologica e magico-religiosa, gli indizi premonitori dei fenomeni anzidetti. Fu con l’avvento dell’Agricoltura che l’uomo incominciò a volgere sistematicamente il proprio sguardo al cielo, nel tentativo di formulare, sia pur su base empirica, utili correlazioni di significato prognostico tra la posizione ed il moto dei corpi celesti e le condizioni atmosferiche dei giorni immediatamente successivi. Le basi delle moderne previsioni meteorologiche non furono però gettate prima della seconda metà del XX secolo. Dove, Maury, Loomis, Secchi, Fitz Roy, Le Verrier, Buy Ballot, Marié Davy, Ferrel, Helmholtz, De Marchi, Sprung, van Bebber, Abercromby, Mohn, Teisserenc de Bort, Angot, Algué, Guilbert, Vercelli, V. e J. Bjerknes, Richardson, Charney, Gherzi, sono solo alcuni dei nomi più importanti cui è legato il grandioso sviluppo teorico del moderno approccio scientifico alla previsione. Esporre i lavori più originali ed innovativi sull’argomento (in prevalenza editi nella seconda metà dell’Ottocento e nella prima del Novecento): è proprio questo l’obiettivo della Mostra. Un modo per ridare luce anche a quegli apporti teorici meno noti o addirittura misconosciuti!

Come avete letto poche righe più su, questo evento è alla sua seconda edizione. Considerato il fatto che per le ragioni che potete leggere qui potrebbe non essercene una terza, vi consiglio sinceramente di non perderlo!

NB: qui la locandina in pdf

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