“Tempeste” di James Hansen, il Cavaliere dell’apocalisse

Il grande climatologo J. Hansen è in Italia a promuovere il suo libro “Tempeste” ed Ambiente (24 euro). Inizierò a commentarlo da due affermazioni tratte dal libro che condivido perché nella scienza chi omette, mente!

“Nella scienza, bisogna infatti valutare proprio le informazioni che sembrano discordare dall’ipotesi iniziale, per essere sicuri di non stare ingannando se stessi”

J. Hansen

Ma anche :

“L’unico modo per avere successo nella scienza è descrivere molto attentamente le evidenze, senza tenere conto di come senti che dovrebbero essere le cose.
Se hai una teoria, devi cercare di spiegarne tanto i pregi quanto i difetti. Nella scienza impari una sorta di integrità e onestà di fondo”

R Feynman

Questa la predica che però stride enormemente con un’altra nota affermazione di J. Hansen che giustifica il catastrofismo climatico e cioè:

“L’uso di scenari estremi per drammatizzare il riscaldamento globale, è stato un tempo opportuno”

James Hansen

Tanto per non drammatizzare e descrivere invece solo le evidenze, nelle prime pagine Luca Mercalli cita proprio J. Hansen.

“La conclusione sorprendente [di J Hansen] è che il continuo sfruttamento di tutti i combustibili fossili presenti sulla terra minaccia non solo le specie, milioni, che vivono sul pianeta, ma anche la sopravvivenza dell’umanità stessa – e i tempi sono più brevi di quanto pensassimo.”

Moriremo tutti e moriremo presto!

Per non parlare del livello dei mari:

“Se bruciamo tutti i combustibili fossili, le calotte glaciali si fonderanno completamente, con un innalzamento finale del livello del mare di 75 mt e gran parte di questo processo si svolgerà nell’arco di qualche secolo”

Dalla presentazione del libro su climalteranti invece cito

“La verità sull’imminente catastrofe climatica e la nostra ultima possibilità di salvare l’umanità……A seguito dell’alterazione antropogenica dell’effetto serra, Hansen delinea poi tre ipotesi catastrofiche che ritiene inevitabili in un futuro non meglio precisato: 1) lo scioglimento delle calotte polari, 2) la fusione dei clatrati di metano sui fondali marini ed infine 3) la “sindrome di Venere” il cosiddetto “runaway greenhaus effect”. (effetto serra galoppante)Secondo Hansen sarebbe solo questione di tempo…..
L’ipotesi più remota propugnata da Hansen è quella della sindrome di Venere secondo la quale la Terra, in seguito all’alterazione dell’effetto serra, potrebbe riscaldarsi (attraverso una serie di feedback positivi) in maniera tale da prosciugare completamente gli oceani, disperdendo il vapore nello spazio.

Queste affermazioni sono la crema della crema del catastrofismo climatico galoppante del cavaliere dell’apocalisse, peccato però che le evidenze ci dicano che

livello dei mari

Da Martin Vermeer, and Stefan Rahmstorf "Global sea level linked to global temperature" PNAS October 26, 2009

non c’è nessun segno di particolari accelerazioni nella fine del ‘900 (come evidente nel grafico), quindi se il trend proseguirà come nel ‘900 avremo a fine secolo 15-20 cm di più di ora, ma mettiamo anche 30 cm che però è sempre 20 volte meno di quello stimato da Al Gore cioè 6 mt. previsione con la quale ha terrorizzato il mondo, più di 200 volte meno rispetto a 75 mt di J Hansen. (ed è solo questione di tempo!)
Anche analizzando i periodi con i ratei più ripidi si evince che i 30 anni dal 1910 al 1940 sono comunque più ripidi rispetto al periodo dei 30 anni dal 1975-1995.

Una cosa che mi ha colpito nel libro sono le forzanti vulcaniche che J. Hansen stima come riscaldanti. Lo so, lo so non ci crederete, sono 20 anni che ci dicono che i solfati sono raffreddanti ma è proprio così. J. Hansen stima le forzanti vulcaniche come riscaldanti almeno di 0,15 wmq dal 1750 al 2000 ( sottolineo 2000 e non 1950) e le somma alle forzanti solari per un valore di 0,5 wmq le somme però non tornano, a me risulta infatti 0,45 wmq, e inserisce le forzanti vulcaniche nei riscaldanti anche nella tabellina delle forzanti in fig 1 del suo libro. Sulle somme cito la spiegazione di Sylvie Coyaud “tra 0,2 e 0,3 watt” (forzante solare) + 0,25 watt (stima massima per i vulcani) = “al limite + 0,5 watt” è la somma “al limite” delle stime e incertezze spiegate prima.”
Ma la forzante solare è 0,06-0,3 w mq anche la somma delle medie non torna.

Tornando al libro leggiamo ancora.

“L’aumento della forzante climatica a metà del ventesimo secolo a causa della variazione dell’attività vulcanica è stimata in 0,15 wmq rispetto al diciottesimo secolo, con un’incertezza di circa 0,1 wmq. Di conseguenza, il cambiamento delle forzanti climatiche naturali degli ultimi due secoli è stato al limite di 0,5 wmq, valore almeno equivalente alla forzante climatica di natura umana fino a metà del ventesimo secolo.”

Ma anche le forzanti antropiche dal 1600 al 1950 di 0,5 w mq non mi risultano, infatti il CO2 dal 1600 al 1900 è piuttosto stabile nella concentrazione e sono tre secoli di riscaldamento con ratei del tutto simili al riscaldamento della seconda metà del ‘900.

La forzante vulcanica riscaldante è un’assoluta novità perché non ve ne è traccia in nessuna tabella delle forzanti radiative in nessuno dei 4 rapporti dell’IPCC.

Leggiamo dal Cap. 2 del WG1 (AR4 – IPCC 2007)

“Gli effetti radiativi a causa degli aerosol vulcanici delle principali eruzioni si manifestano nelle anomalie della media globale come un riflesso della radiazione solare, questa variabile permette una buona stima degli effetti della radiazione e possono essere effettivamente testati con le osservazioni. Tuttavia, a differenza di altre forzanti RF, questa variabile contiene effetti dovuti ai feedback (ad esempio, cambiamenti nella distribuzione delle nubi) in modo che sia in realtà una firma della risposta del clima.
Nel caso dell’ eruzione del Monte Pinatubo, ci fu un picco globale nel visibile ottico di profondità di circa 0,15, le simulazioni producono una grande perturbazione negativa notata sopra i -3 W m-2 (Ramachandran et al, 2000.Hansen et al., 2002)”

La perturbazione negativa vuol dire raffreddante di -3 wmq ed è lo stesso Hansen che adesso ci racconta che i vulcani sono riscaldanti di +0,15 wmq. J. Hansen ci ha abituati a dei colpi di teatro quando di colpo aveva quasi raddoppiato la stima dei raffreddanti dal 2000 al 2005 (dimostrando che nel 2000 le stime erano completamente sbagliate), secondo Lindzen girando le manopoline per far quadrare i conti.

In realtà Hansen dice:

“i dati disponibili, per quanto scarsi suggeriscono che l’attività vulcanica fu maggiore nel diciottesimo secolo che nel ventesimo”

Quindi un’attività un pò meno raffreddante l’ha messa nei valori positivi, cioè nei riscaldanti, con la voce “vulcani” ma non perchè è riscaldante ma perchè è in calo.
La questione non è chiara per nulla perchè prima dice che l’attività è in calo, poi dice invece che è simile, cito Hansen

“Tra il 1963 e il 1991 si verificarono tre grandi eruzioni ( Agung, El Chicon, Pinatubo) , con un livello di attività vulcanica paragonabile a quello del diciottesimo secolo. Comunque, quando si confrontano il clima del diciottesimo secolo e quello del ventesimo per esaminare gli effetti delle forzanti climatiche naturali, di solito si escludono gli ultimi decenni del ventesimo secolo. In quest’arco di tempo infatti, la forzante dei gas serra prodotti dall’uomo è stata così grande da eclissare addirittura gli effetti di tre grandi eruzioni vulcaniche “

Ma cosa c’entra? Nel bilancio radiativo si dovrebbe tenere conto dell’effetto dei vulcani anche negli ultimi decenni. Non farlo significa dare più risalto alle forzanti naturali e di fatto J. Hansen aggiunge un 0,15 wmq nei riscaldanti dal 1750 al 2000, sottolineo 2000 e non 1950, perchè in un’altra frase Hansen dice:

“L’altro meccanismo forzante climatico naturale noto, i vulcani, probabilmente ha funzionato in modo analogi al sole nell’intervallo tra l ametà del diciottesimo secolo e la metà del ventesimo”

Forse è così fino al 1950 ma poi la forzante dei vulcani il prof Hansen la inserisce come 0,15 wmq nella tabellina delle forzanti dal 1750 al 2000.

Poi il climatologo americano si sbilancia sugli incrementi di temperatura dal 1600 al 1950:

“..durante la piccola era glaciale (1600) la temperatura media del pianeta fu inferiore di mezzo grado centigrado”

Questi sono i conti di Mann, che però non tornano perché dal 1600 al 1950 si stima un incremento delle temperature di almeno il doppio, anzi secondo il Pasini da “Kyoto e dintorni”:

“Le caratteristiche del clima nella piccola età glaciale si possono riassumere in: diminuzione delle temperature media dell’aria di circa 1°C 1,5°C […] in complesso l’aumento della temperatura media planetaria (intende negli ultimi secoli) si può stimare in 0,6° C a secolo!”

C’è da chiedersi come mai J Hansen sminuisca il riscaldamento avvenuto dal 1600 al 1950?
Semplicissimo perché non sa giustificarlo con le misere stime delle forzanti naturali solari che ha fatto a cui ha aggiunto un 0,15 wmq per il calo dell’attività vulcanica.
Del resto il valore insignificante delle forzanti naturali stimate da Hansen non giustifica in alcun modo, i periodi di riscaldamento dell’Olocene ( medioevale, romano e miceneo) e nemmen dell’Eemiano, come già espresso nel mio articolo “quando gli ippopotami nuotavano nel Tamigi”.

J. Hansen propone di fare una carbon tax per sostenere le rinnovabili, ma poi dice che i proventi della carbon tax vanno distribuiti procapite quindi l’energia da fossile costerebbe di più ma la gente avrebbe più soldi per usare più energia.

Non sono un economista ma mi sembra un giro soldi, dagli industriali che consumano molta energia ai loro operai che incasserebbero i proventi della carbon tax. La stessa cosa vale per chi ha la casa o la macchina più grande ecc. Il sistema a carbon tax di Hansen è molto simile all’utopia comunista, più che rivoluzione verde direi rossa, (anche se Hansen si dichiara un repubblicano moderato,) e come tale destinata al fallimento totale, perché se è vero che una carbon tax limita i consumi, ridistribuire il denaro alla gente li aumenta, che poi parte dei proventi della carbon tax degli occidentali vengano dirottati ai paesi poveri è pura illusione: fanta surrealismo.
Naturalmente, in un dibattito aperto sulle sorti del mondo, nulla contro, purché sia chiaro che si parla di questo e non di clima o di ambiente.

“Anche i pomodori sono verdi e poi diventano rossi”
G. Andreotti (a giustificare l’esclusione dei verdi da uno dei suoi governi)

Certo che se la carbon tax aumentasse il costo kWh di un fattore 11, beh allora converrebbe il fotovoltaico che adesso costa solo 10 volte di più.

Ieri sono andato all’incontro con J Hansen alla Besana di Milano, io che vengo dalla campagna, sono rimasto veramente impressionato dal traffico di Milano nell’ora di punta, dalla tribulazione per cercare il parcheggio e dallo smog. Davvero impressionante: mezz’ora per fare 200 mt

James Hansen mi ha colpito per la sua pacatezza e tranquillità, che è in contrasto con quello che scrive in particolare sulla scelta di usare il catastrofismo per “sensibilizzare” la gente ( che per me tra l’altro è controproducente)
Hansen dà per certa e sicura l’efficacia di mitigazione climatica con la riduzione delle emissioni, ma da nulla è dimostrata e non è affatto vero che non se ne discuta nel mondo scientifico, sul feedback vapore-nuvole e sul ruolo del magnetismo solare ci sono pubblicazioni molto contrastanti con le ipotesi di Hansen e sono peer reviewed quindi scienza ufficiale. Omettere queste incertezze vuol dire mentire, e non è accettabile che Hansen chieda pubblicamente che gli scettici non abbiano lo stesso diritto di parola dei serristi nei dibattiti sui media, in base al principio della maggioranza.

Quindi dando per scontato che sia vera e inoppugnabile l’ipotesi dell’AGW il dibattito alla Besana anziché trattare di questo è stato incentrato soprattutto sulle politiche energetiche e sulla beatificazione della Cina.

E’ vero che la Cina ha investito molto in fabbriche di pannelli solari al silicio e di pale eoliche in alluminio ma
– per la produzione utilizzano carbone che non è pulito in nessun punto della filiera energetica
– le miniere di carbone e di alluminio non hanno standard accettabili di sicurezza e protezione dell’ambiente
– la maggior parte di quello che producono viene esportato per gli occidentali che pensano sia tecnologia pulita mentre invece è fatta con il carbone sporco, che più sporco non si può. Ricordo che la Cina sta contruendo una nuova centrale a carbone sporco a settimana.

James Hansen è un convinto nuclearista, pensa che il nucleare sia il miglior modo per salvare l’umanità dall’estinzione di massa.

Sul nucleare, è vero che sarà la fonte energetica del futuro e che le rinnovabili appena non godranno degli incentivi saranno prontamente abbandonate, ma tra centrali nucleari di 3° e 4° generazione c’è molta differenza e molta confusione, anche perché in mezzo c’è un’altra categoria che chiamerei 3° plus cioè le centrali di 3° generazione ma che possono utilizzare oltre all’uranio le scorie nucleari ri-arricchite, il plutonio e il torio ( ad es le 6 in costruzione in India) ma queste non sono le 24 in costruzione in Cina!
E’ vero che le centrali di 3° plus e 4° generazione produrranno il 90% in meno di scorie nucleari, ma resterà sempre e comunque un nucleo di scorie altamente radioattivo, con decadimento della radioattività di 10000 anni.
Quindi il problema dello stoccaggio va comunque affrontato, e se lo si risolve ad es in vecchie miniere in fusti di piombo ecc, la differenza tra i due tipi di nucleare viene meno perché anche nelle centrali di 3° generazione le scorie riguardano comunque piccoli volumi facilmente stoccabili.
Il vero problema delle centrali nucleari non sono le scorie, ma il costo kWh, che per ora è più alto rispetto a gas e carbone (dicono ma ci sono voci diverse) e forse è più alto anche nel caso si proceda al sequestro del carbonio di cui pochi parlano, e chissà il perché, visto che ci sono già impianti funzionanti anche in Italia.

Sul metano zoogenico il fatto che Hansen abbia affermato (dopo un amia domanda) che i calcoli si debbano fare sulle emissioni di metano nette e non su quelle lorde come fanno il WWI, la FAO, il WWF, la LAV, GREENPEACE,ecc vuol dire che tutto quello che è stato scritto sul ruolo della zootecnia era gonfiato di un fattore 10: balle su balle. Perchè traformare le emissioni lorde di metano in CO2 equivalente vuol dire conteggiare una forzante enorme che non esiste in realtà.
Eppure ieri alla Besana nel padiglione “mangiare” della mostra c’era scritto che bisogna eliminare il consumo di carne entro il 2050 per salvare il pianeta!
Possibile che io non riesca ad avere un confronto con questa gente e con tutti quelli che accusano la zootecnica si essere la prima, o la seconda, o la terza causa di riscaldamento globale e dimostrar loro che hanno torto!
Certo rimane il fatto che in teoria diminuendo la zootecnia, oppure captando il metano ad es con il biogas questo dovrebbe diminuire la forzante del metano.
Però è una teoria perché la crescita zootecnia che è alta non è più correlata alla concentrazione di metano degli ultimi 10 anni che è stabile, e gli isotopi ci dicono che l’aumento del metano è naturale non zoogenico, quindi qualcosa nella teoria non torna.

La mia impressione finale è che James Hansen sia sceso in campo, quello politico intendo.

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Author: Claudio Costa

veterinario zootecnico tecnico AIA e emissioni zoogeniche

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8 Comments

  1. @ Lionello

    Su castronerie: non ho detto che ha scritto castronerie ma che ha esagerato con il catastrofismo, che in questo caso significa presentare degli scenari assolutamente improbabili, come probabili, (domani esce la seconda parte)

    su i vulcani: la giustificazione “gli ultimi decenni non si contano” non penso si accettabile dagli scienziati…ma dovrebbero dirlo loro.

    Su sassolini: penso che se ne levi più di uno anche contro la NASA in particolare con certi uffici politicizzati, nel libro accusa Bush Cheney di manipolazioni …ma non risparmia critiche nemmeno a Clinton Gore

    Su Andreotti: pensa alla frase più che alla persona

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  2. Lionello, qui penso che tutti hanno una grande ammirazione per la NASA, magari sin da bambini. Questo però non deve degenerare fino ad arrivare a pensare che sia un’organizzazione perfettamente idealista. Considerando le sue dimensioni e che è un’organizzazione statale, concludere che sia immune alla politica è un po’ assurdo. Per quanto riguarda la cosa più grande che abbia fatto sinora, la conquista dello spazio, consiglio vivamente di comprare un vecchio film del 1983 per avere un’idea dei retroscena politici, “The right stuff” (“Uomini veri” la traduzione scema in italiano). Ovviamente è un film, non un documentario, con tutti i limiti del caso (in relazione a come certi episodi sono stati ricostruiti), ma rende bene il clima dell’epoca (come nota a margine, il film è bellissimo per chi sia appassionato di aeronautica e spazio, anche per la bellissima interpretazione di Chuck Yeager da parte di Sam Shepard).

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  3. Interessante l’impostazione dell’articolo per critica e riflessioni. Ma mi sorprende che uno scienziato selezionato e fatto crescere da una organizzazione come la Nasa possa scrivere castronerie. forse ci ricama un pò sopra ma non credo si sbagli.
    p.s. hansen adesso se non mi sbaglio è in pensione, forse si sta togliendo qualche sassolino dalla scarpa
    p.p.s. senza la battuta di andreotti ci facevate più bella figura

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  4. @ Donato

    Il libro di Hansen è molto interessante perchè racconta le quinte del dibattito sul riscaldamento climatico.
    Per me è stato rivelatore su come sia nato il catastrofismo climatico e su cosa poggi, ma ci sono anche altri tagli ad es su come i politici (Cheney in particolare) abbiano tentato di arginare il fenomeno, con mezzi poco leciti, manipolazioni, furbizie, censure ecc
    Anche tutte le azione dei repubblicani legati alle grandi multinazionali del petrolio che ci racconta Hansen sono importanti nel dibattito, perchè in pratica sviliscono il messaggio degli scienziati scettici.
    Io penso che la stragrande maggioranza dei serristi sia diffidente verso gli scettici proprio perchè pensa che siano manovrati dai petrolieri.
    ….eppure anche i nuclearisti sono abili a pilotare l’opinione pubblica

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  5. Claudio, spesso mi chiedo come fai ad avere la forza e la perseveranza che anima il tuo impegno nella lotta contro la “religione agw”! Oltre a leggerti il libro di Hansen hai anche partecipato alla sua conferenza sperando di poterti confrontare con lui! Non nascondo di essere un poco invidioso. Comunque io non posso fare altro che ringraziarti perché in maniera perfetta mi hai fatto capire ciò che il libro contiene. La tua recensione è stata provvidenziale perché ero stato fortemente tentato di acquistarlo. Ti assicuro che la tentazione mi è passata. In quanto alle frasi citate resto strabiliato: sono coscienti dei limiti di quello che dicono ma si ostinano a dirlo ed a sostenerlo come se fosse la verità rivelata! In altre parole mi sembra che mentano sapendo di mentire. Molto interessanti, inoltre, le considerazioni sulla “sporcizia” dei prodotti “ecologici” made in China: condivido pienamente tutte le tue considerazioni. Mi sono molto meravigliato, infine, delle convinzioni nucleariste di Hansen. A sentire Oca Sapiens e co. non lo avrei mai immaginato!
    Ciao, Donato.

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  6. Volevo aggiungere altri commenti al libro di Hansen ma ho deciso di metterli in un altro articolo perchè ci sono tante frasi da citare compresa quella dove Hansen dice che è molto difficile pubblicare su una rivista scientifica se si va a criticare l’IPCC perchè i relatori delle riviste scientifiche sono gli stessi che hanno steso il rapporto IPCC e (in generale) gli scienziati si conportano come avvocati: mai diranno che hanno torto.

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  7. ma possibile che si “inventano” tutto ? il profitto quale sarebbe ? lo chiedo da scettico dichiarato in materia, quindi abbastanza lontano dalla loro visione.

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    • Non credo che si inventino tutto. Credo che esagerino però, fino a stravolgere la realtà, e che trascurino invece (almeno ufficialmente) altri fattori importanti.
      Però mi sembra assai strana la tua obiezione sul profitto. Quando mi sono permesso di criticare Al Gore per le falsità che dice, mi hanno attaccato per lesa maestà con la seguente motivazione “ha portato tanti soldi alla ricerca”…
      Per inciso, Al Gore ha mostrato delle temperature che richiedevano un ascensore per seguirne l’andamento praticamente quasi verticale (ricordi la scena epocale dell’ascensore nel film che gli ha fruttato due premi oscar e uno stranissimo premio nobel “per la pace” ?…che dice tutto sulla volontà di qualcuno di appoggiare le sue falsità).
      Ebbene, da allora le temperature sono più o meno dov’erano, poi ci sarebbe da vedere, ma anche prendendo per buoni i dati dopo le “correzioni”, non si vede quell’aumento della temperatura vertiginoso, quasi verticale di cui aveva parlato Al Gore. L’ascensore puà andare in deposito, perché non serve. Ergo, le cose che ha mostrato Al Gore sono false, obiettivamente false. E non è una questione di opinione, perché tutti possono constatarlo, e addirittura c’è chi, tra i sostenitori di Al Gore, parla di un raffreddamento causato dal riscaldamento globale…”raffreddamento”, altro che ascensore ! E ciò prova indubbiamente che Al Gore ha detto delle falsità, che sono sotto gli occhi di tutti.
      Poi immagino che ti sia sfuggito quel mare, quell’oceano di denaro che gira intorno agli affari delle energie rinnovabili e della fallimentare (finora) green economy…. soldi tanti, tanti, ma tanti davvero che hanno già provocato interventi della magistratura che indaga su illeciti di ogni genere, e anche questa non è una mia opinione, ma cronaca, che puoi verificare sui giornali e su internet.
      Profitto ? Mai sentito parlare di incentivi, di finanziamenti ?
      C’è qualcuno (ne ometto il nome per attenermi alle regole del sito) che si è appellato agli stipendi per incitare i serristi a scrivere articoli a favore dell’AGW… Hansen stesso, che non è certo uno scettico, parla delle difficoltà di chi non è allineato colla volontà dell’IPCC di pubblicare qualcosa, tanto che perfino lui è stato censurato, figurati !
      Qualcuno (per esempio Joanne Nova, ma anche altri) ha calcolato i soldi che girano e sostiene che l’ambiente AGWista possa contare su un giro di soldi mille volte, e più, maggiore del giro di danaro che ci sarebbe tra gli ambienti scettici, contando gli stanziamenti dei petrolieri e via dicendo (senza contare quanto più investono i petrolieri proprio nella green economy, ma se non ti bastasse informati sui rapporti tra ambientalisti e petrolieri, tanto per dirne una, perché c’è gente che ne ha parlato ampiamente).
      Non ti stupire di questa apparente contraddizione, che in realtà non esiste, tra interessi dei petrolieri e interessi ambientalisti. Pensa che i petrolieri difendono i loro interessi, non il petrolio in quanto tale.
      Poi tieni presente che non tutte le cose sballate che ci dicono sono frutto di malafede, ed anzi la buona fede è molto più diffusa di quel che molti scettici credano. Solo che molti prendono per buone le falsità (sempre nel senso di cose false, indipendentemente dalla buona o cattiva fede di chi le dica) o le esagerazioni che gli arrivano dalla Scienza ufficiale. Anche molti, in buona fede, usano strumenti come i modelli climatici a computer che, a mio parere, sono profondamente sbagliati, per la ragione che sballano i risultati, e che sono basati su assunti incompleti.
      Se una farfalla dell’isola di Celebes, bella, allegra e variopinta, col suo volo può causare un uragano in Messico, figurati come possa sbagliare un modello climatico che trascuri parametri importanti, ed altri li sottovaluti o li sovrastimi !
      L’errore sta dunque nel credere in questi modelli, e nell’affidarsi ad essi con grande fiducia. Errori, non mala fede.
      Secondo me.

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