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Regali di Natale

Il 2010 è ormai agli sgoccioli, sulle pagine dei giornali campeggiano già da qualche giorno resoconti dell’anno trascorso in varie forme. Raccolte fotografiche, elenco di eventi salienti, cronache sportive e chi più ne ha più ne metta.

Anche quest’anno, come sempre del resto, siamo in attesa della stangata fiscale, del regalo di natale che le commodities non dimenticano mai. Elettricità, gas, autostrade, anche qui il menù è piuttosto vario.

Ma perché mai dovremmo subire con fastidio questo rito di fine anno? Pensateci un attimo, vi sarà capitato di utilizzare un distributore automatico di carburanti, specie magari in questi giorni di festa. C’è sempre l’assistente di turno, che sbuca da dietro la colonnina al momento di cimentarsi con l’operazione e noi, giustamente, a metà tra la riconoscenza per farsi carico in nostra vece dell’incombenza e l’animo di marzapane che ci contraddistingue, non esitiamo mai a svuotare le tasche dagli spiccioli per ricompensare la cortesia. La somma media va da 50 centesimi a un Euro, magari contro un rifornimento di 20-30 Euro.

Poi compriamo il giornale e imprechiamo contro l’aumento di 2-3 centesimi del prezzo al litro del carburante. Non c’è veramente il senso della proporzione. Perché questa riflessione? Perché quest’anno il pacco è più grosso, più bello, più sostanzioso, e fa sempre appello al nostro animo di marzapane.

Cos’è che ci hanno raccontato ultimamente? Dobbiamo mantenere a tutti i costi l’aumento della temperatura media superficiale del pianeta entro i 2°C, altrimenti i disastri e i cataclismi climatici, già minacciosamente in essere contro un Pianeta che è invece sempre stato una sorta di eden, aumenteranno a dismisura rendendolo inesorabilmente inabitabile per la specie animale più numerosa, noi stessi.

Sicché sotto con la regolamentazione e il contenimento dell’imputato numero uno, la componente antropica dei gas serra. Passi, però le regole una volta firmate si dovrebbe anche cercare di rispettarle, se non altro per non aggiungere al danno la beffa.

E invece no, causa cronica inadempienza degli impegni presi, essendo quasi sicuro che non riusciremo a raggiungere gli obbiettivi del Protocollo di Kyoto, dovremo sborsare 1,7mld di Euro di soldi pubblici per acquistare permessi di emissione da chi ce li ha, presumibilmente la Cina, il paradiso terrestre dell’ambiente. In più, per non farci mancare nulla, si dovranno aggiungere altri 500mln di Euro che si dovranno accollare le imprese italiane soggette all’emission trading, le quali, notoriamente esperte nel fare beneficenza, c’è da scommettere che caricheranno questi costi sulla loro clientela, cioè sempre noi. La fonte è un report recentemente pubblicato da Sandbag, istituto non governativo britannico che insegue l’anidride carbonica in giro per il mondo. Totale, 2,3mld di Euro per assolvere ad un compito che non serve assolutamente a nulla, se non a gonfiare le tasche di chi fa le mediazioni e sgonfiare quelle dei cittadini.

Infatti non solo è noto che la faccenda dei due gradi (ma potrebbero anche essere 3,4, 5 quanti volete) è una delle più grosse balle scientifiche del secolo, perché il termostato di questo Pianeta non lo possiede nessuno, ma è anche noto che il suddetto Protocollo, qualora mai fosse stato implementato da tutti i firmatari, avrebbe contribuito (nelle stime, non nella realtà) a limitare il riscaldamento virtuale per qualche centesimo di grado.

Perché? Pensate che questa sia la solita posizione degli scettici impenitenti sovvenzionati dai cattivi petrolieri?

No, Journal of Climate, maggio 2010: Perché la Terra non si è scaldata quanto ci si aspettava? Wow, e il termostato? Non c’è ancora, però c’è l’abstract di questo studio.

[…] L’aumento delle temperature medie superficiali globali osservato è meno del 40% di quanto atteso in relazione all’aumento osservato della concentrazione dei gas serra in atmosfera combinato con le stime di sensibilità climatica del Rapporto IPCC del 2007. […] L’attuale incertezza della sensibilità climatica preclude la determinazione delle future emissioni di CO2 che sarebbero compatibili con ogni genere di sostenibile aumento delle temperature medie superficiali globali.

Ssst…..non lo dite a nessuno, altrimenti chi paga?

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Un commento

  1. Guido Botteri

    Noi dovremmo dar soldi alla Cina, perché emetteremmo troppa CO2, dice l’articolo… infatti:
    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-12-27/cina-diventa-primo-consumatore-211422.shtml?uuid=AYZFeAvC
    dal link che vi ho proposto:
    [ La Cina ha sottratto agli Usa la palma di maggior consumatore di energia al mondo per la prima volta nella storia, secondo un rapporto pubblicato a luglio dall’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), i cui calcoli sono stati però contestati dal governo cinese. Secondo l’Iea, nel 2009 la Cina ha utilizzato 2.252 milioni di tonnellate di risorse energetiche, fra petrolio greggio, nucleare, carbone, gas naturale ed energia rinnovabile: il 4% in più rispetto agli Usa. ]
    No comment.

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