La fine della (nostra) libertà

E’ un po’ forte come titolo? Può essere, tuttavia ripeteremo la medesima riflessione al termine di questo articolo. Il mondo è bello perchè è vario, dicono, tuttavia il canto dei catastrofisti climatici sta cominciando a diventare monocorde. Mentre in Italia e nel mondo discettano amabilmente sul significato di “negazionista” climatico in luogo di scettico e confondono l’opinione pubblica grazie a queste corbellerie, il grosso dell’ideologia catastrofista avanza a viso sempre più scoperto.

Abbiamo avuto modo più volte, nel recente passato, di affermare come certo tipo di ecologismo stia gettando la maschera per mostrare al mondo il proprio vero obiettivo: la salvezza del mondo naturale “at all costs”, anche passando attraverso lo sterminio o  l’umiliazione del nostro genere. Ovviamente per queste persone non esiste un “noi”, ma solo un voi. Quindi, ad essere sterminati, dicono loro sarete voi, ad essere frustrati come essere umani, senzienti, dicono loro, sarete voi. Non loro.

Essi vanno a Cancun, in areo, e soggiornano in camere con la Jacuzzi, loro.

Tuttavia non voglio che mi si accusi di populismo. No.

Sarei curioso di sapere di cosa potremmo accusare queste persone, per quello che sto per raccontarvi. Prendiamone uno a caso, assurto agli onori della cronaca negli ultimi mesi, per una sequela di proclami ad alzo zero sul genere umano. Stiamo parlando del Professore Emerito David Shearman, laureato in medicina e già collaboratore dell’IPCC nel terzo e quarto Working Group. Ok, siamo d’accordo che non stiamo parlando del pizzicagnolo all’angolo di casa mia?

Ebbene, questo Emerito Professore, sinteticamente, promuove l’idea di una eco-dittatura esercitata da una classe dirigente di Eco Guerrieri che possa soggiogare le masse attraverso le leggi della Green Religion.

Prendetevi tutto il tempo necessario per rileggere la frase qui sopra, perchè ovviamente il Professore Emerito va avanti.

E qui scadiamo nella peggiore tradizione ecologista: Shearman infatti non si sottrae alle classiche definizioni dell’umanità, in quanto eco-tumore, cancro ecologico. E l’unica soluzione, guarda caso, è un regime autoritario. Altro che democrazia, l’unico modo – parole di Shearman – per governare il mondo è l’autoritarismo. E andiamo avanti, o meglio l’Emerito Professore va avanti. Il suo progetto, in stile Megamind, prevede la soppressione e la sostituzione delle religioni, che mal si sposano con l’autoritarimo. Per esempio la religione cristiana. Ovviamente andrebbe sostituita con la Green Religion, dove il dio trascendente altri non è che lo Stato.

E questo dio, incarnato nello Stato, punirebbe i suoi adepti ogniqualvolta venga commessa una eco-infrazione.

Chapter 9 will describe in more detail how we might begin the process of constructing such real universities to train the ecowarriors to do battle against the enemies of life. We must accomplish this education with the same dedication used to train its warriors. As in Sparta, these natural elites will be especially trained from childhood to meet the challenging problems of our times

Testuali parole di Shearman. In questo passaggio il Professore (Emerito) spiega la necessità di avere centri di educazione e formazione per gli Eco Guerrieri. Queste armate elitarie, come nell’antica Sparta (sic), avranno il compito di combattere i nemici della vita. Ovviamente non della vita umana.

Cito nuovamente Shearman, perchè altrimenti potreste pensare che mi stia inventando tutto.

Government in the future will be based upon . . . a supreme office of the biosphere. The office will comprise specially trained philosopher/ecologists. These guardians will either rule themselves or advise an authoritarian government of policies based on their ecological training and philosophical sensitivities. These guardians will be specially trained for the task (…)

In futuro i nostri governi saranno basati sul Ministero della Biosfera, all’interno del quale lavoreranno Filosofi ed Ecologisti. Questi guardiani (sic) potranno o governare direttamente o indirizzare un governo autoritario basato su politiche derivanti dalle indicazioni ecologiste e dalla sensibilità filosofica degli stessi.

E’ troppo, è davvero troppo per un singolo post, e allora chiudo qui per non appesantirvi la giornata, non prima però di aver fatto due riflessioni insieme a voi.

E’ scandaloso il pensiero di Shearman? Vedete, siamo in democrazia, e questo per lui è un Privilegio, non dovrebbe dimenticarsene. Quando viene meno la democrazia, sono a rischio tutte le teste, anche la sua. Possibile che la storia non insegni mai nulla?

La seconda rilfessione è che, semmai, il vero scandalo è che questa persona abbia preso parte al processo di revisione dell’IPCC. E la cosa ancor più grave è che questo Shearman non è affatto una meteora solitaria in cielo. A parte il famoso Lovelock, che nella sua ipotesi Gaia già auspicava una sospensione della democrazia, c’è da dire che in questi ultimi anni si stanno moltiplicando i messaggi ostili. Un esempio1?

  • L’ambientalista finlandese Pentti Linkola2 auspica la creazione di eco-gulag nei quali rinchiudere, ehm sì, noi scettici. Per essere rieducati. Nel qual caso saremmo i più fortunati. Visto che auspica anche lo sterminio di massa, la sterilizzazione di massa, la confisca delle auto e la Green Police ad aspettarvi sulla porta di casa. Ah, dimenticavo: per Linkola andrebbero resettati gli ultimi 100 anni di progressi scientifici.
  • L’ambientalista Keith Farnish invece promuove atti di sabotaggio e terrorismo. Secondo lui bisognerebbe far saltare in aria le dighe e distruggere le città per forzare l’umanità a tornare ad una situazione precedente la Rivoluzione Industriale. Farnish vi è sconosciuto? Sappiate che l’introduzione al suo libro è stata scritta nientemeno che da… James Hansen. Sì, proprio lui.
  • John Holdren, sì l’amico di Paul Ehrlich e l’attuale consigliere di Obama, è stato (adesso si da un tono) promotore di idee quali la decrescita, non molto felice. Infatti sarebbe da perseguire con un governo mondiale eco-fascista che dovrebbe attuare aborti e sterilizzazioni di massa.
  • Erik Pianka, professore biologo dell’università del Texas. Marginale come figura, però nel 2006, per inciso, durante una conferenza della Academy of Science, suggerì di sterminare il 90% della popolazione con il virus Ebola.

In apertura vi chiedevo se trovaste il titolo un po’ forte. Adesso, cosa ne pensate?

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  1. http://www.infowars.com/ipcc-professor-calls-for-elite-warrior-leadership-to-rule-over-eco-dictatorship/ []
  2. http://www.prisonplanet.com/global-warming-alarmist-calls-for-eco-gulags-to-re-educate-climate-deniers.html []
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Author: Claudio Gravina

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15 Comments

  1. A proposito di ecologia e libertà penso che una posizione come quella di Edward Osborne Wilson potrebbe essere un buon punto di partenza, che sfruttare il pianeta più razionalmente è nel nostro interesse, che il 90% dei nuovi medicinali derivino da sostanze isolate in esseri viventi e che nel caso di carestie alimentari solo l’esistenza di piante e animali divers da quell che sfruttiamo sarebbe una risorsa utile,e che qindi mantenere zone selvagge in cui la biodversità sia massima è una necessità per noi, che per fare questo gli OGM che permettono di produrre più cibo con meno superficie coltivata siano un bene.
    E che quindi solo la cosienza da parte di tutti di quelle che sono le nostre necessità ci può salvare, non un ideologia astratta.

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  2. Qualche mese fa, su questo blog, si scherzava piacevolmente sulla sorte degli scettici. Anch’io ho ironizzato su questa faccenda: ipotizzavo un modello matematico che consentisse di stabilire se la CO2 prodotta dall’esecuzione della condanna al rogo di uno scettico, potesse essere compensata dalla riduzione di emissioni conseguenti alla cessazione delle sue attività contro l’AGW. Poi, con il passar del tempo, mi sono accorto che, come spesso capita, anche in questo campo, la realtà supera la fantasia ed il mio sorriso ironico si è trasformato in una smorfia di disgusto e di indignazione. Io amo la democrazia e la libertà. Tutti hanno diritto di esporre le proprie idee e di discuterle. Le bestialità, però, no! E quelle citate nell’articolo sono vere e proprie bestialità, non idee. Quando penso a Platone ed alla sua Repubblica governata dai Filosofi sorrido e vado oltre: l’utopia non può essere negata a nessuno. Quando, però, si passa il segno e qualcuno (scienziato, politico, ministro, premier) pensa di poter disporre per se e per gli altri nel senso che ciò che vale per gli altri (voi) non vale per lui (noi), non siamo più nel regno dell’utopia ma in quello della dittatura, dell’arbitrio, della giungla, della sopraffazione. In queste idee balzane (bestialità, pardon) io, però, vedo anche un segno di debolezza estrema: l’imposizione agli altri delle proprie idee significa che quelle idee non sono forti al punto da convincere la maggioranza degli uomini. La Storia ci insegna che, quando un’idea è debole, è destinata a soccombere. Può anche essere imposta con la forza ma, alla fine, cederà il passo e verrà dimenticata o aborrita dai posteri. A noi spetta il compito di vigilare e, come stiamo facendo, additare al pubblico ludibrio chi osa solo pensare di imporre con la forza le proprie convinzioni. A nulla giova il fatto che la limitazione della NOSTRA libertà viene effettuata in nome del supremo interesse di Gaia. Non esiste, infatti, bene più importante della NOSTRA libertà e, per questo, è necessario difenderla. Costi quel che costi.
    Ciao, Donato.

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  3. Ringrazio tutti.
    Ovviamente conoscevo già la differenza tra “ecologo” ed “ecologista”.
    Mi domando però cosa siano Al Gore, Nicholas Stern, il principe di Galles e tanti altri che intervengono con autorità e gran seguito mediatico nelle vicende ambientali, e con quale competenza.
    Ma mi domando anche se persone qualificate, certamente più qualificate di me, come quelle citate nell’articolo, che sono scienziati, mica ingegneruccoli come me, possano riscuotere consensi quando si scagliano contro il genere umano.
    Basta una (magari grande) competenza scientifica a consentire una strage ?

    Post a Reply
    • Quelli che citi non sono né ecologisti e né ecologi, sono generalmente politici trombati e furbi che divengono opportunisti, Generalmente perché sul principe ho parecchi dubbi sulle capacità e qualità.

  4. Dunque. Spesso i commenti prendono strade inaspettate, tant’è. Oggi il dibattito è la traduzione di Ecologist. Personalmente, in questo caso, vicino al filosofo, ci vedo proprio bene l’ecologista. Non l’ecologo. Ma sono minuzie interpretative.

    @Fabio: The Climate Change Challenge and the Failure of Democracy

    CG

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  5. SCusa quando scrivi “Chapter 9” a quale documento fai riferimento? Esiste una versione integrale scaricabile? Grazie

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  6. Caro Claudio, senza nulla togliere alla assurdità di certi pensieri, noi italiani continuiamo a tradurre la parola inglese “ecologist” con “ecologisti”; in realtà dovremmo usare “ecologi” che, come ben sa, ha un altro significato.

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    • Può spiegare meglio questa obiezione, visto che gli dà questo rilievo ?
      Sa, io rappresento la voce dei non addetti ai lavori, di quelle persone che vorrebbero informarsi e farsi un’idea, e quindi non se ne esca con frasi da intendersi tra chi sa. Sia chiaro ed esplicito, in modo che il frutto del sapere sia mensa per tutti, anche per noi poveri ignoranti, che di tale condizione ci rammarichiamo, e vorremmo acculturarci.
      In sintesi, mi pare di capire che l’uso della parola “ecologista” da parte di Claudio Gravina, secondo Lei, se capisco bene, sarebbe inesatta e fuorviante.
      Ci faccia capire perchè, per favore.

    • Non credo che vi fosse un intento polemico, ma un semplice precisazione sulla traduzione. “Ecologista” è l’attivista (ambientalista), per cui anche un semplicissimo cittadino senza alcuna formazione; “ecologo” è invece lo studioso dell’ecologia. Cosa che ovviamente non implica che bisogna seguire i suoi suggerimenti: altrimenti gli scienziati nazisti (alla Mengele) o sovietici (alla Lisenko) l’avrebbero avuta vinta da tempo.
      Aggiungo che altri famosi casi di cattiva traduzione inglese-italiano sono – purtroppo anche in certi film famosi – “silicon” (silicio) come “silicone” o “carbon” (carbonio) come “carbone”.

    • Caro Guido Botteri, nessuna polemica. Senza aggiungere altro credo che gli interventi di Filippo, Fabio e Maurizio chiariscano bene il concetto.

    • Ci provo io: un ecologo e’ uno scienziato, un ecologista e’ un attivista. Ma sono sicuro che lo sapeva anche lei. Certo non toglie nulla alla demenza dei passi citati. Evidentemente e’ una patologia comune dell’innato senso politico dell’uomo quella di immaginare sistemi autoritari guidati da elite di iniziati. E’ interessante notare come tutti questi sistemi siano simili: comando di un’elite, eliminazione degli avversari, eliminazione delle ideologie e delle istituzioni in competizione (la religione e’ fra queste) e delle loro gerarchie. Le idee riportate sono perfettamente equivalenti al Nazismo e allo Stalinismo, solo il vestito cambia.

    • Perfetto.

    • In realtà esiste un problema di traduzionevisto che, da quanto ne so ma ci vorrebbe un madrelingua, “ecologo, ecologista, ecologia, ecologismo, ambientalismo” pur essendo associati a concetti diversi nella traduzione divengono rispettivamente “ecologist, ecologist, ecology, environmentalism, environmentalism”, faccenda che può creare qualche confusione d’interpretazione. Saluti

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