Terremoto e Tsunami in Giappone – Aggiornamenti

Aggiornato alle ore 18:33:47 del 17/03/2011 – Da vedere: il primo video dettagliato dall’alto della centrale di Fukushima dopo le esplosioni dei 4 reattori. Il video dell’esplosione del reattore n°3 di Fukushima.

In coda al post trovate un’immagine molto interessante sui terremoti con magnitudo superiore a 5 gradi della scala Richter dal 1990 ad oggi.

Ultim’ora, da vedere per comprendere le dimensioni del disastro.

Un video che racconta le varie vasi dell’incidente alla centrale di Fukushima.

L’esplosione del reattore n°3

Il video dell’esplosione del reattore 1 della centrale di Fukushima (ringraziamo Max Pagano per la segnalazione).

Ormai la notizia ha fatto il giro del mondo, da questo momento cercheremo di seguire anche noi in tempo reale quanto sta accadendo in Giappone.

Il nordest del Giappone è stato sconvolto da un terremoto devastante: 8.9° della scala Richter. Questo immenso sisma ha generato uno tsunami con onde alte fino a 10 metri (successivamente sono state registrate altre ondate alte fino a 7 metri). Da quel momento le onde  hanno cominciato a propagarsi al resto dell’Oceano Pacifico, in nottata arriveranno sulle coste pacifiche delle americhe.

Le vittime accertate al momento ammontano a un centinaio, tuttavia lo tsunami pare sia stato più violento del previsto. Al momento il bilancio parla di complessive 1400 vittime tra morti e dispersi.

Attualmente c’è apprensione anche per i siti nucleari. Dopo ore di apprensione per possibili fughe radioattive, sembra che nelle prime ore della mattina (ora italiana), i tecnici siano riusciti a ridurre la pressione interna al reattore numero uno del complesso di Fukushima, riducendo per il momento le probabilità di un disastro nucleare.

In totale sono state registrate 28 scosse di assestamento, successive alla grande scossa di 8.9° Richter. Tredici di queste hanno superato magnitudo 6 e raggiunto 7.1, 6.8 e due da 6.4 (dato obsoleto, aggiornato alle 20:00 dell’11 marzo 2011).

Nella notte, inoltre, si è aperto inaspettatamente un nuovo “fronte” sismico. Ha cominciato a tremare, anche in modo sensibile con scosse fino a 6,8° Richter, la costa occidentale, in particolare lungo la direttrice Niigata – Nagano.

Tra ieri e oggi sono state fatte evacuare ben 215mila persone a causa del sisma e dello tsunami. Ben 100mila appartengono al distretto di Fukshima e di queste, 51mila sono state fatte evacuare nell’area circostante il reattore nucleare omonimo.

Ormai sembra appurato, il sisma ha spostato l’asse terrestre, la notizia arriva dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Lo spostamento ammonta a circa 10 centimetri, tuttavia i calcoli sono complessi e ancora in corso.

Aggiornamenti in tempo reale

11 marzo 2011

17:16 – Attualmente l’allarme tsunami è attivo nei seguenti paesi: Russia, Taiwan, Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Australia, Nuova Zelanda, Fiji, Messico, Guatemala, El Salvador, Costa Rica, Nicaragua, Panama, Honduras, Cile, Ecuador, Colombia e Peru.

17:31 – L’onda anomala pare che abbia registrato un’altezza massima di un metro e mezzo alle Hawaii, questo significherebbe un impatto sicuramente non preoccupante sulle coste americane che danno sul Pacifico.

17:34 – Le vittime accertate sono al momento più di 300, e i dispersi 500. Pare si siano persi i contatti con 28 nostri connazionali.

17:42 – Come apprendiamo da un articolo di Piero Vietti, cominciano a circolare (peggio degli sciacalli) i primi articoli che legano il riscaldamento globale allo tsunami1

18:01 – Il bilancio si aggrava: 337 morti e 531 dispersi

18:17 – L’agenzia ufficiale giapponese Kyodo ipotizza più di 1000 morti.

18:39 – Più di 1800 le case spazzate via nella prefettura di Fukushima, per via del crollo della diga omonima.

19:10 – In aumento le radiazioni nel reattore numero uno di Fukushima.

19:51 – Il primo ministro giapponese annuncia che potrebbe verificarsi una piccola fuga radioattiva.

20:16 – Trema anche la costa occidentale del Giappone, colpita pochi minuti orsono da una scossa pari a 6.6° della scala Richter. L’epicentro si trova a 10 km di profondità.

22:54 – Lo tsunami ha raggiunto le Filippine e le Hawaii senza creare problemi. Si registra invece un morto in California. L’onda procede adesso verso il Cile.

12 marzo 2011

8:40 – Il nuovo bilancio di morti è feriti, purtroppo come previsto, sta salendo. Attualmente siamo a circa 1400 tra morti e dispersi (circa 600 i morti). Intanto prosegue l’emergenza presso il reattore di Fukushima, voci contrastanti parlano già di fusione del reattore. Cominciano ad affluire i primi soccorsi internazionali.

9:10 – L’agenzia nucleare giapponese afferma di essere riuscita a ridurre la pressione all’interno del reattore 1 di Fukushima e che ora la situazione è sotto controllo.

9:20 – Violenta esplosione registrata nel reattore n°1 di Fukushima. La situazione, tuttavia, sembra sotto controllo. Ad oggi sono state evacuate 215mila persone a causa del sisma e dello tsunami. 51mila di queste provengono dall’area che è stata circoscritta intorno al reattore di Fukushima.

11:25 – L’area di evacuazione è stata portata da 3km a 10, e ora fino a 20 km intorno al sito nucleare di Fukushima.

11:44 – Una fonte non accreditata2 parla di un complessivo 20% in meno nella capacità di produzione di energia elettrica, in Giappone. La stessa Tokyo potrebbe incorrere in una serie di black-out nelle prossime ore.

13:44 – Situazione assolutamente complessa e caotica, anche dal punto di vista mediatico, sulle condizioni effettive del reattore 1.

14:48 – Mancano circa 10mila persone all’appello, per ora tutte concentrate nella prefettura di Myagi, a riferirlo è l’agenzia di stampa Kyodo.

14 marzo 2011

19:06 – La giornata di oggi è stata estremamente delicata e complessa. Il complesso nucleare di Fukushima è appeso ad un filo, ed è stato teatro di una nuova esplosione, questa volta ha interessato il reattore 3. Si cominciano a fare i primi bilanci, tragici: i morti sono saliti a circa 5000, ma sono ancora migliaia le persone disperse. Il sistema produttivo giapponese sta subendo, e subirà nei prossimi mesi, un contraccolpo micidiale. La borsa di Tokyo, oggi, ha chiuso in territorio profondamente negativo.

15 marzo 2011

Oggi è esploso anche l’ultimo dei quattro reattori. A breve pubblicheremo una sintesi di questa giornata che potrebbe segnare veramente l’inizio di una catastrofe nucleare.

17 marzo 2011

La situazione è davvero confusa, le valutazioni del rischio che circolano sulle agenzie sono talvolta diametralmente opposte. Rimaniamo vigili e monitoriamo le principali fonti, vi terremo informati.

Questa immagine rappresenta la simulazione della propagazione ell’energia. Con un click sull’immagine si scarica al sito della NOAA il vieo della propagazione dello Tsunami.

L’arrivo dello tsunami, davvero impressionante

Una serie di video sul terremoto e sullo tsunami

Le sirene dell’allarme tsunami alle Hawaii
L’incredibile video dell’inondazione causata dalla frana della diga di Fukushima
Streaming in diretta dal Giappone
Streaming da un canale in lingua inglese

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  1. http://news.xinhuanet.com/english2010/world/2011-03/11/c_13773765.htm []
  2. http://www.cringely.com/2011/03/flea-powder-may-be-saving-lives-in-japan/ []
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Author: Claudio Gravina

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100 Comments

  1. Grazie, Dr. Tortorici.

    Leggendo la Sua nota, confesso la mia sorpresa nel notare quanto sia difficile, direi incomprensibilmente difficile, poter accedere altrove a notizie affidabili e valutazioni pacate e competenti nel caso di questo grave incidente industriale causato da un forte terremoto.

    Leggo le stringate notizie pubblicate nel sito stesso dells TEPCO — la più recente al momento di scrivere questa nota è: http://www.tepco.co.jp/en/press/corp-com/release/11032712-e.html — e non riesco a credere che siano del tutto false o fuorvianti.

    Che alcuni promotori di un futuro energetico non-nucleare interpretino o amplifichino le notizie in modo più o meno catastrofico posso capirlo, anche se non lo condivido.

    Ma che il resto del “normale” sistema informativo — il cosiddetto MSM o MainStream Media — si sia rivelato così manifestamente incapace di dare notizie serie su come stiano le cose nell’impianto di Fukushima è, lo ripeto, inaspettato e preoccupante — è forse la notizia più amara di tutte.

    Perché?

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    • C’è anche da dire che in Italia ormai tutti i media hanno sposato la linea sensazionalistica: non servono giornalisti istruiti sull’argomento, si risparmiano noiose interviste agli esperti (che invece in un primo tempo c’erano), si danno notizie brevi e che “vendono” subito. Una specie di caricatura di un tabloid tecnico-scientifico (se esistesse un tabloid simile).
      Invece nel mondo anglosassone (BBC, CNN) tali notizie vengon ofornite in modo molto più pacato e competente: senza nascondere nulla, e persino ascoltando gl iesperti, cosa inconcepibile per la stampa italiana si vede!

  2. Negli ultimi giorni abbiamo avuto esempio di falsi allarmi, come di voci completamente inventate.
    In alcuni siti, per la verità piuttosto inattendibili, si parla di un rinnesco della reazione nei reattori spenti, o addirittura tra le barre di combustibile esausto nelle “piscine” annesse: tutto ciò è impossibile fisicamente; come sono impossibili i letali “raggi/fasci neutronici”, che le stesse voci vorrebbero emessi da reattori “ripartiti da soli”.
    Superfluo dire che i reattori civili non possono esplodere come una bomba atomica, proprio per impossibilità fisica, dato che l’uranio/MOX presente non ha neanche lontanamente le caratteristiche necessarie perché sia usato in una bomba: ma si sente ancora pure questo.
    O le diverse evacuazioni “della centrale”: mai avvenute, se non nelle fantasie dei media; mentre al massimo si sono avute temporanee evacuazioni di alcuni singoli edifici, in attesa del calo della radioattività (che decade e si disperde, non rimane immutabile, spesso neanche per qualche ora). O dosi di 2-6Sv assunte dai tecnici, ormai moribondi, altro clamoroso falso.
    Infine i falsi allarmi: la contaminazione dell’acqua di Tokio, che un giorno c’era, ed il giorno dopo non più; o la radioattività “10milioni di volte” superiore al normale nel reattore n°2, dovuta ad un errore di misura ed in attesa di migliori letture strumentali.
    La situazione rimane critica, ma ogni giorno che passa è un piccolo successo, pur con alti e bassi come in ogni incidente. Ad esempio le perdite radioattive, elevate rispetto alle condizioni “normali”, contenute rispetto ai livelli di rischio, anche se piuttosto sensibili nel mare antistante la centrale (a 300m però, non a 30km come diceva qualche giornalista nostrano). Poi pochi giorni fa, pare non rispettando le stringenti norme di protezione personale (secondo la BBC), tre tecnici sono rimasti contaminati da acqua radioattiva nel reattore 3: in ospedale, due di loro presentavano ustioni da radiazioni, uno invece era lì solo per accertamenti; la dose assunta era nell’ordine di 170-180mSv, non immediatamente avvelenante anche se pericolosa per la possibile futura insorgenza di tumori. Finora, tuttavia, non è ancora morto nessuno a causa delle radiazioni di Fukushima, su questo possiamo tranquillizzarci.

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    • Filippo di follie in rete se ne sono sentite tante, ma anche alla TEPCO non hanno certo brillato per sincerità e trasparenza.
      La storia dei due tecnici con ustioni alle gambe è vera, si stima una dose di esposizione degli arti inferiori tra i 2 e i 6 Sievert. Non sono moribondi perchè non è stata un’esposizione total body ma limitata alle gambe e dovuta non a un gamma emittente ma a un beta emittente. Dal Sito AIEA :

      For two of the three workers, significant skin contamination over their legs was confirmed. The Japanese authorities have stated that during medical examinations carried out at the National Institute of Radiological Sciences in the Chiba Prefecture, the level of local exposure to the workers’ legs was estimated to be between 2 and 6 sieverts.

      http://www.iaea.or.at/newscenter/news/tsunamiupdate01.html

      Non è ancora morto nessuno ma l’atomo evoca l’apocalisse nucleare e fa sempre paura tra l’opinione pubblica. La maggior trasparenza della TEPCO aiuterebbe.

  3. Sembrerebbe che la fase di maggior pericolo sia in via di superamento. La cosa mi rende oltremodo felice. Non nell’ottica nucleare si, nucleare no ma solo in quella della salvaguardia della salute dei milioni di persone che vivono nelle vicinanze della centrale. Ho potuto seguire, in modo serio, le vicende della centrale nucleare danneggiata solo attraverso questo blog ed i commenti a questo post. La copertura mediatica del fenomeno (per uno come me che ha poca dimestichezza con l’inglese e che, quindi, non ha potuto attingere alle fonti “extra-italiane”) è stata di uno squallore unico. Un grazie di cuore a CM, C. Gravina ed a tutti coloro che hanno postato qui i loro commenti.
    Ciao, Donato.

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  4. La corrente elettrica sta venendo riallacciata reattore dopo reattore: questo dovrebbe riattivare i sistemi di sicurezza e di pompaggio interni, e portare sempre più sotto controllo la situazione.
    Nei prossimi anni probabilmente l’intero impianto andrà smantellato – i tre reattori con il nocciolo (almeno in parte) fuso come ovvio, ma penso anche gli altri tre per ragioni di sicurezza. Si è parlato di un “sarcofago” in cemento, ma penso che si intendesse semplicemente un nuovo edificio esterno progettato come terzo contenimento (e non un semplice “capannone” intorno ai due contenimenti com’era prima dell’incidente) in attesa di poter iniziare le operazioni di dismissione in sicurezza.

    Intanto c’è un bell’articolo di David Spiegelhalter, professore di pubblica comprensione del rischio a Cambridge, sulla BBC, su come il rischio nucleare sia stato largamente “pompato” dai media ben oltre il suo reale pericolo, dimenticando la tragedia dello tsunami:

    http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12785274

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  5. Altra giornata senza particolari novità. Domani proveranno a far ripartire le pompe con l’allacciamento elettrico di emergenza.

    Segnalo anche questo articolo del Times of India che è il primo che mi è capitato sottomano a dare qualche dettaglio in più sul motivo per cui i generatori diesel si sono fermati (niente che non fosse immaginabile peraltro):

    http://timesofindia.indiatimes.com/india/At-Fukushima-gensets-were-underground/articleshow/7741036.cms

    Analysis emerging now shows that there were 13 diesel generators installed in a below-ground bunker near the seawall protecting the nuclear plant from the ocean. The diesel fuel was reportedly stored in tanks built on the sea front to facilitate easy unloading from ships.

    … The generators managed to provide power for about an hour when the 10-meter tsunami reached the plant, breached the seawall, swept away the diesel tanks and drowned the generators.

    … Keeping the generators at low levels has been criticized by experts in nuclear design.

    Tepco managing director Akio Komori has admitted that the elevation of the backup generators was a potential issue of inquiry.

    Some nuclear plants in the US, have Fukushima type design, but they keep the generators in watertight stalls with 30-centimeter thick concrete walls.

    Traduzione:

    Le analisi in corso mostrano che c’erano 13 generatori diesel installati in un bunker sotterraneo vicino alla diga di protezione della centrale dall’oceano. E’ stato riferito che il carburante diesel era stoccato in serbatoi costruiti di fronte al mare per facilitare lo scaricamento dalle navi.

    … I generatori sono stati in grado di fornire energia per circa un’ora quando lo tsunami da 10 metri ha raggiunto l’impianto, ha rotto la diga, ha disperso i serbatoi di carburante e allagato i generatori.

    … Il fatto che i generatori fossero in una posizione bassa sul terreno è stato criticato da esperti di progettazione di centrali nucleari.

    Il direttore esecutivo della Tepco Akio Komori ha ammesso che l’altezza a cui erano collocati i generatori fosse un potenziale problema da analizzare.

    Alcune centrali nucleari negli USA hanno la stessa struttura di quella di Fukushima, ma i generatori sono collocati in comparti a prova d’acqua con muri di protezione in cemento da 30 centimetri di spessore.

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  6. Anche se la passata giornata è stata un sostanziale stallo, perché non ci sono novità (ma neanche peggioramenti), c’è un aggiornamento interessante:

    http://www.nytimes.com/2011/03/18/world/asia/18intel.html

    The first readings from American data-collection flights over the stricken Fukushima nuclear plant in Japan show that the worst of the contamination has not spewed beyond the 18-mile range of highest concern established by Japanese authorities

    Le prime misurazioni effettuate da velivoli di ricognizione americani sulla centrale di Fukushima rivelano che il peggio della contaminazione non si è sparsa oltre il limite di 30km stabilito dalle autorità giapponesi.

    Questo mentre buona parte della stampa internazionale ha contribuito a diffondere il panico a proposito della radioattività a Tokyo, nonostante anche le misurazioni effettuate direttamente nella capitale fossero tutt’altro che preoccupanti.

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  7. Abbiamo aggiunto un interessantissimo video molto dettagliato dei quattro reattori, ripresi dall’alto. Lo trovate in testa all’articolo.

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  8. Tra tanti dubbi una certezza. Analizzando le immagini dei lanci di acqua sul reattore 3, a proposito dell’unico lancio veramente riuscito si può notare che pochi secondi dopo che l’acqua arriva sul bersaglio si sprigiona una certa quantità di vapor d’acqua. C’ è qualcosa di molto caldo in quel punto e ben oltre i 100 gradi; potrebbe essere il contenitore in accaio del reattore ma per la posizione e me sembra la zona di stoccaggio del combustibile…

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    • E’ proprio lo stoccaggio. A questo punto possiamo dire con tranquillità che la società che gestisce l’impianto non brilli molto per la trasparenza…

    • Sul punto in generale siamo d’accordo, ma spiegati meglio su cosa non è trasparente.
      Teniamo conto che tutte le società negli ambiti industriali hanno simili difficoltà a relazionarsi col pubblico, specialmente perché vengono sottoposte a forti pressioni e rischiano di ingenerare paure parzialmente infondate che si ritorcerebbero contro di loro: è un aspetto che andrebbe più curato da parte di tali società.

    • Filippo, per aumentare la nostra conoscenza dell’evento, ci puoi spiegare quali sonon le principali differenza tra il reattore 3 e il reattore 4? Grazie.
      ( parlo del tipo di combustibile utilizzato. )

    • Sono entrambi BWR-4 da 784MWe di potenza, anche se il reattore 3 è Toshiba ed il 4 è Hitachi.
      L’unica differenza apparente è nel combustibile usato: il 4 usa 100% uranio debolmente arricchito, come nella massima parte dei reattori; il 3 usa MOX, cioè un combustibile fatto al 93% di uranio ed al 7% di plutonio (spesso si usa il plutonio delle armi atomiche smantellate).
      Non è chiaro tuttavia in quale percentuale usi il MOX: potrebbe anche essere il 100%, ma anche solo il 30-50%, dato che oltre il 50% servirebbero piccole modifiche tecniche al reattore.
      In questo incidente, le uniche differenze “sensibili” sarebbero che il MOX produce un po’ più calore, e che c’è maggiore radioattività nel combustibile se non sbaglio.

  9. Livelli di radioattività ai cancelli della centrale, ultimi dati BBC, in netto calo, ancora oltre il normale ma sotto i limiti pericolosi:
    0.752mSv/h alle 0800GMT
    0.338mSv/h alle 2000GMT

    La dose permessa ai lavoratori era stata elevata in giornata da 100mSv a 250mSv (totali).

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  10. Nonostante i danni e la probabile (parziale) fusione del nocciolo, paiono stabili i reattori 1, 2 e 3, ed ancora intatti i contenimenti: comunque la situazione è grave, ma se si continua così va sempre meglio.
    Il problema, e non minore, sono le piscine del combustibile esausto. La situazione di quella del reattore 4 è particolarmente grave, le barre potrebbero essere completamente scoperte ed il rischio è potenzialmente molto elevato: se cominciasse una fuga “importante” di radioattività, i livelli sarebbero molto elevati, tali da impedire ogni attività nella centrale, compresi i tre reattori di cui sopra.

    Il livello dell’incidente, a causa di quest’ultimo evento, potrebbe eguagliare il 6 (su 7) come Kyshtym:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Kyshtym_Disaster

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    • “ma se si continua così va sempre meglio.”

      Ne siamo veramente sicuri? Perché la BBC – che finora si è dimostrata piuttosto professionale – qui (http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12766930) riferisce che la TEPCO teme una re-criticalità nella piscina andata asciutta, cioè un reinnesco della reazione nucleare. Mentre la temperatura dei quattro reattori, pure alta, si sta lentamente riducendo perché la reazione è ferma, se capisco bene così non sarebbe per la piscina se la reazione si reinnesca, avvenendo oltretutto al di fuori da ogni meccanismo di contenimento. La cosa è spiegata più in dettaglio sempre dalla BBC: http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-12762608

      Nel frattempo, gli americani hanno dichiarato una propria area di evacuazione di ben 80km di raggio.

    • Quella frase è evidentemente riferita ai tre reattori, e non alla piscina dove “il rischio è potenzialmente molto elevato”.

      Dubito inoltre che la reazione possa reinnescarsi, senza l’acqua per moderarla (la piscina 4 pare vuota o quasi) – ed anche in presenza di acqua, la sua ebollizione renderebbe più difficile l’innesco.

      Teniamo conto anche che parliamo di zone letteralmente devastate e dove manca tutto: meno gente c’è da assistere, meglio è, e quindi tanto meglio se gli stranieri evacuano l’area (per essere un po’ cinici).
      Come riferisce sempre la BBC, il panico è molto più diffuso tra gli occidentali che tra i giapponesi (a sentire i nostri TG, direi che abbiamo quasi più paura noi in Italia che loro lì).

  11. Mi correggo, il Giappone dovrebbe essersi spostato di 3m.
    Intanto, importante dal punto di vista politico, e che sottolinea bene la gravità della situazione, il messaggio televisivo a reti unificate diretto a tutto il Giappone da parte di S.M.I. Akihito a proposito del recente cataclisma, definito come un evento senza precedenti dalla BBC (nel 1995 inviò solo un messaggio scritto).

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    • La prima volta che ho letto questa notizia, diceva che “un-isola” (Honshu) si era spostata di 2,4 metri.
      “Un’isola”… evidentemente chi ha dato la notizia non aveva idea che l’isola di Honshu ha una superficie di 231.090 km², pari quasi all’Italia continentale (l’Italia tutta ha superficie di 301.336 km²).
      Nell’isola di Honshu si trovano le maggiori città giapponesi, la capitale T?ky?, Hiroshima, Kawasaki, K?be, Ky?to, Nagoya, Nara, Osaka, Sendai, Yokohama.

    • Per un problema dell’editor, alcuni nomi sono incomprensibili. Li correggo
      [ la capitale Tokyo, Hiroshima, Kawasaki, Kobe, Kyoto, Nagoya, Nara, Osaka, Sendai, Yokohama. ]

  12. Di fronte all’incidente nucleare, per quanto grave, sembrano passare in secondo piano le notizie sul “cataclisma” naturale.
    Centinaia di migliaia di persone sono ancora sfollate in condizioni precarie, spesso con pochi o nulli viveri ed acqua potabile, e letteralmente “al freddo e al gelo”. Migliaia di chilometri quadrati di territorio sono distrutti, se non completamente devastati; non esistono più le “reti”, stradale, elettrica, telefonica, idrica in molte zone anche densamente popolate. Migliaia di corpi giacciono ancora insepolti sotto il fango e le macerie. Intanto, il paese è scosso da continui forti tremori: dopo “l’apocalittica” magnitudine 9.0 in mare con il maremoto a seguire, ci son stati 3 terremoti diversi >=6.0 nelle isole giapponesi (energia paragonabile a Belice, riuli o L’Aquila) e diverse scosse di assestamento >=5.0, il tutto nel giro di appena 5 giorni. La stessa capitale Tokio, rimasta inzialmente praticamente isolata e senza rifornimenti, ha grosse difficoltà a riprendere la vita nromale ed è spopolata dal panico.
    L’isola di Honshu, la maggiore del Giappone, pare che si sia spostata di 8cm; la penisola coreana, abbastanza lontana dai sismi, di 5cm.

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    • P.S. senza dimenticare il “razionamento elettrico” in atto, in attesa di poter ricnnettere alla rete le centrali spentesi in seguito al sisma (tranne ovviamente Fukushima).

  13. BBC:
    “Some interesting comments on the psychological impact of nuclear crises from David Spiegelhalter, professor of the public understanding of risk at the University of Cambridge: “Nuclear issues really tick all the boxes when it comes to peoples’ fears. It’s been researched very well that it’s an area where all the things that make people shudder come to the fore,” he tells the BBC World Service. “The idea of some sort of invisible threat, something you can’t see – it’s associated with cancer, people don’t feel in control of it, you cannot just get to the high ground.”
    Prof Spiegelhalter adds that fear is exacerbated by the fact that most people do not understand the science behind nuclear power. “There is a real emotional, gut feeling response to it. And of course it is usually tied in with trust – with trust in authorities, in the electricity company and in what you are being told. And that takes a long time to build up, even in situations when there is no apparent risk. So it’s a very tricky issue.”

    Alcuni interessanti commenti sull’impatto psicologico delle crisi nucleari da David Spiegelhalter, professore di comprensione pubblica del rischio a Cambridge: “Le questioni nucleari toccano tutti i nervi scoperti quando si rapportano alle paure della gente. E’ stato studiato molto bene che è un’area [quella nucleare] dove tutte le cose che fanno rabbrividire le persone vengono fuori” dichiara alla BBC World Service. “L’idea che una sorta di minaccia invisibile, qualcosa che non puoi vedere – è associata al cancro, le persone non si sentono in controllo di questo, non puoi passarci sopra”.
    Il Prof. Spiegelhalter aggiunge che la paura è esacerbata dal fatto che la maggioranza delle persone non comprende la scienza dietro l’energia nucleare. “C’è una risposta sentimentale davvero emozionale, che va alla pancia della gente, su questo. E naturalmente questo è di solito legato alla fiducia – la fiducia nelle autorità, nella compagnia elettrica ed in quello che ti dicono. E ci vuole molto tempo per costruirla, anche in situazioni dove non pare esserci pericolo. Ne risulta una questione molto spinosa”.

    Spero che la traduzione sia accurata.

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  14. C’è stata un’emissione di “fumo” dal reattore n°3, apparentemente durata meno di un’ora, ed essendo “fumo bianco” potrebbe essere stato vapor d’acqua.
    Il personale tecnico in loco è stato temporaneamente allontanato in via precauzionale, ma è presto ritornato sul luogo.
    La BBC parla di un picco di 10mSv/ora di radioattività nel perimetro della centrale, elevato ma nettamente inferiore ai picchi seguiti all’incendio presso la “piscina” del reattore n°4. L’OMS (WHO) ha lanciato un appello perché sia contenuta l’ingiustificata paura di una nube radioattiva sull’Asia, dato che non c’è alcun segno di livelli pericolosi di radioattività [al di fuori della centrale, NdA].
    Le notizie fanno comunque ben capire il panico che sta prendendo Tokio, e gli stranieri presenti, anche se non sono ancora segnalate nubi radioattive, ed il vento soffi sempre verso l’oceano.
    La CNN ci fa sapere che due elicctori sorvolano la centrale, uno per la misura delle radiazioni, ed uno carico d’acqua da sversare sul reattore n°3 al bisogno. Inoltre, in via precauzionale, sta venendo evacuata l’area intorno alla centrale di Fukushima-II (Daini): i reattori sono stati spenti in sicurezza, ma le “piscine” presentano il rischio di surriscaldamento.
    La Sud Corea invierà al Giappone riserve di acido borico, che diluito nell’acqua di raffreddamento inibisce la reazione di fissione.

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    • Abortita la missione per “innaffiare” con l’elicottero il reattore n° 3.

    • Nuovo rapporto ufficiale. Non ci sono immediati rischi a 20km dalla centrale, nella quale il livello di radioattività si è al momento stabilizzato su 1.5mSv/ora.

  15. [NOTA per il moderatore: mi scuso, il post è “partito” inavvertitamente, lo riprendo integro qui pregando di cancellare il precedente — grazie!]

    Un pensiero a quelli lì dentro a Fukushima…

    Ho una esperienza con fabbriche con macchinari termici pesanti — i grandi forni rotanti usati nel cemento e, più piccoli, per l’argilla espansa.

    Mi sono trovato qualche volta in situazioni precarie (ma mai pericolose) e vorrei descrivere cosa ho vissuto, per poter dare così un’idea di cosa stanno vivendo i tecnici e le maestranze a Fukushima.

    Un forno rotante è un tubo di 3 – 6 metri di diametro e 50 metri di lunghezza, circa 1000 tonnellate di acciaio e refrattario con 1300 – 1600 gradi al suo interno, che ruotano su pesanti anelli di acciaio con tolleranze del decimo di millimetro. Ci vogliono 24 – 48 ore per portarlo a regime termico, e se si ferma a caldo il “tubo” si piega in uno-due minuti con danni di qualche milione di euro.

    Per non farlo mai fermare a caldo si usano almeno due sistemi di emergenza, uno o più gruppi elettrogeni diesel da 500 – 1000 kW con partenza immediata, e come ultima difesa, un motore locale a scoppio collegato meccanicamente al riduttore che fa ruotare il forno.

    Qualche anno fa, durante l’avviamento di un forno simile in Venezuela, mancò la corrente durante un forte temporale — e il gruppo di emergenza si arrestò dopo pochi minuti. Avevamo rilevato la fabbrica da un gruppo locale che non riusciva a farla funzionare, e vi erano molte apparecchiature americane che noi europei non conoscevamo bene.

    Dopo pochi secondi, nella cabina di comando si cominciò a sentore un forte sibilo: non lo sapevamo, ma un dosatore Foxboro del metano, rimasto senza corrente, aveva (incredibilmente!) come “no power default” la posizione “tutto aperto”, ed il flusso di metano acceso dentro al forno passò in pochi secondi da 1000 a 4000 m3/ora.

    In parole semplici, eravamo a circa 180 secondi dal “meltdown” di un forno rotante, e i comandi a distanza della “gigliottina del gas” della cabina di decompressione del metano, a circa 200 metri, non funzionarono. Fu un ingegnere italiano di Avellino che, in mezzo allo sconcerto generale, conservò la calma, riuscì al buio a trovare fisicamente quel dosatore e, in un minuto, ad azionare un comando manuale che arrestò il metano, salvando così il forno. Peraltro, se avesse funzionato la “ghigliottina”, con il senno del poi scoprimmo che il motore a scoppio di emergenza, alimentato pure lui a metano, non avrebbe funzionato, ed il forno si sarebbe deformato irrimediabilmente.

    Fin qui la mia piccola storia, una delle molte di questo tipo, che racconto solo perchè mi fa rivivere quello che vorrei trasmettere con queste righe: quando vediamo le esplosioni di Fukushima nei video, non vediamo l’angoscia delle persone che ci lavorano, degli operai e dei tecnici che, dopo il terremoto ed i tsunami, durante giorni e notti continue di lavoro, vedono sempre più andare a pezzi e in fumo il loro mondo.

    Senza corrente, in cabine di comando probabilmente semibuie e con gran parte della strumentazione fuori uso, non smettono un attimo di lottare, coscienti, ma senza tenerne conto, dei pericoli che stanno correndo, per mettere in sicurezza quella che loro, più di chiunque altro, considerano la “loro” fabbrica.

    Per loro, vedere dopo decine di anni saltare in aria uno dopo l’altro, per ragioni che probabilmente non riescono a capire del tutto, gli edifici che contengono i reattori, gli crea uno sgomento, una sofferenza che chi ha vissuto, sia pure in minima parte, qualcosa di simile, deve cercare di trasmettere agli altri, per far capire una dimensione aggiuntiva di una tragedia che supera la nostra capacità umana di capirla tutta insieme.

    Spero fortemente che un giorno qualcuno racconterà la loro storia,
    per non perdere il ricordo del loro coraggio.

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  16. Domato il nuovo incendio alla piscina del n°4. Ancora ignote le cause.

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  17. In Germania va tenuto conto che ci sono un certo numero di scadenze elettorali quest’anno e che il partito di governo è in difficoltà.
    Sempre relativamente alla Germania, ma non solo, il commissario europeo per l’energia, che è tedesco, ha parlato di “apocalisse”.

    Negli USA da quanto ho potuto vedere (mi spiace, mi sono perso il link) le centrali nucleari datate sono alcune decine – immagino anche a causa della moratoria sulle nuove centrali degli ultimi trent’anni (tipica “mezza misura” della politica: non ne costruiamo nuove perché sono impopolari, non possiamo rinunciare a quelle esistenti perché non ci sono alternative, quindi le lasciamo invecchiare).

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    • Il commissario all’energia è un personaggio piuttosto discusso in Germania per le sue uscite “sopra le righe” e a sproposito, e personalmente credo che qui non faccia eccezione: invece di analizzare lucidamente la situazione, pro o contro non importa, si mette a diffondere un panico immotivato in Europa, ed a sminuire l’impegno di chi è davvero in Giappone.

      Sì gli USA hanno molte centrali datate, esattamente per quel motivo: non sono mai state sostituite.

  18. Oggi ho sentito in TV che qualche “tecnico” ipotizzava una connessione tra una esplosione e l’altra (fino ad arrivare all’ultima). Si ipotizzava una connessione. Domando agli esperti: è possibile? Ovviamente per connessione non si intendeva un danno strutturale causato magari dall’onda d’urto, ma a una qualche emissione che “influenzava” lo stato degli altri reattori. Da profano dico che mi sembra una sciocchezza.

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    • I composti esplosivi possono in effetti esplodere “per simpatia”, uno dietro l’altro, ma ovviamente in sequenza immediata.
      Quindi, la sequenza di eventi esclude questo caso, dato che si sarebbe tratto di 4 esplosioni diverse in 4 orari diversi.
      Se però c’è un esperto in materia, ci illuminerà meglio.

  19. La Germania ha annunciato che chiuderà i 2 reattori più obsoleti (e sarebbe ora: dovevano sostituirli tempo fa invece) e disporrà tre mesi di “fermo” per controlli straordinari alle 7 unità pre-1980; le altre, più recenti, funzioneranno come normale. Questa è una mossa politica e non tecnica, per tener buona l’pinione pubblica: i reattri nucleari vengono regolarmente controllati, monitorati, verificati in ogni loro componente, e le ispezioni non troveranno nulla che non abbiano gia controllato, monitorato, verificato e validato.
    L’E.On però avverte che tale decisione potrebbe avere gravi conseguenze sulla rete elettrica tedesca, con scompensi nella fornitura d’energia.

    Gli USA invece, per bocca sia del portavoce di Obama, che del segretario all’energia Chu, confermano il proprio impegno per i nuovi 20 reattori in programma (di 2 si sono già iniziate le “opere civili”) e difendono a spada tratta l’industria nucleare americana dai dubbi sulla sicurezza e la prevenzione del rischio.

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  20. Ultim’ora BBC: fuoco presso il reattore 4, ma nessun avviso di nuove esplosioni al momento. Incidente, o incendio controllato dell’idrogeno emesso?

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    • No stanno tentando di spegnerlo: altro incidente.
      I reattori probabilmente riusciranno ad essere “controllati”, anche se è andato letteralmente tutto storto, ma rischiamo un serio incidente in un edificio di “passaggio” delle scorie.

  21. Breve sunto al momento, dalle notizie BBC e CNN:
    – il sisma, direttamente, pur ben più potente dei requisiti di progetto, non ha causato alcun danno ai reattori, ai contenimenti ed ai sistemi di sicurezza, e tutto ha operato in maniera corretta;
    – il maremoto, invece, oltrepassando le protezioni previste, ha messo fuori uso i gruppi diesel d’emergenza, togliendo elettricità alla centrale (che è di fatto isolata anche elettricamente, in una zona completamente devastata) e quindi ai sistemi di sicurezza;
    – i gruppi elettrici forniti dalla marina americana hanno permesso di riprendere le operazioni di sicurezza, ma ormai i reattori operativi si erano surriscaldati;
    – reattori 1 e 3 con probabile parziale fusione del nocciolo, danni solo agli edifici esterni, dovrebbero essere finalmente sotto controllo e con perdite radioattive minime;
    – reattore 2 con probabile fusione del nocciolo e possibili danni ad uno dei contenimenti, ma perdite radioattive minime, e più passa il tempo più il calore residuo diminuisce e si può controllare il reattore;
    – i reattori 4, 5 e 6 erano spenti per manutenzione e sostituzione del combustibile, per cui essi non hanno alcun problema in sé;
    – ma le “piscine” annesse a questi ultimi tre reattori erano piene del combustibile esausto, che necessita di refrigerazione;
    – la “piscina” del 4 ha cominciato a emettere idrogeno (reazione chimica tra le guaine di zirconio delle barre, surriscaldate, e l’acqua di raffreddamento) che poi è esploso in aria, come avvenuto nei tre reattori operativi, ma ha anche provocato un incendio poi domato, mentre i livelli di radioattività sono fortemente saliti fino a livelli molto pericolosi nei pressi dell’edificio del reattore;
    – tuttavia la quantità di particelle radioattive emesse è stata abbastanza modesta da disperdersi facilmente nell’atmosfera, rappresentando un perizolo minore già ai cancelli della centrale, e dopo alcune ore tali livelli sono scesi entro limiti accettabili anche nei pressi del reattore 4;
    – numerosi tecnici sono stati esposti a dosi di radiazioni, da minime a pericolose, ma la popolazione civile non ha ancora subito alcuna ricaduta radioattiva.

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  22. Fa piacere leggere in giro che la discussione qui presente è ritenuta di elevata qualità. Grazie a tutti!

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  23. Yukiya Amano, dell’agenzia ONU di controllo nucleare, conferma che i contenimenti dei reattori hanno retto e la fuoriuscita radioattiva è minima.

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  24. ça BBC parla di un possibile errore umano al reattore n°2 di Fukushima-I: pare che sia stata chiusa una valvola che controlla il flusso dell’acqua di raffreddamento, interrompendolo; il livello interno del fluido è dunque improvvisamente calato (vaporizzandosi) esponendo così le barre. Questo è altamente pericoloso dato che in questa maniera il combustibile non può venire efficacemente raffreddato, ed il rischio di fusione del nocciolo è molto elevato: incidente molto simile al sempre già citato TMI-1979. La radioattività pare in aumento.

    Ci andrei invece cauto sulla presunta ricaduta radioattiva sulla flotta americana 100km al largo. Non so con quale criterio e frequenza vengano effettuati controlli radiologici sui marinai, né quale sia la quantità di materiale radioattivo rilevato: per quanto ne sappiamo, potevano essere a bordo di scafi a propulsione nucleare, per non parlare della possibile presenza di armi nucleari a bordo; anche escludendo ciò, le fonti di radioattività sia naturali che artificiali (es. apparecchiature mediche radiologiche) non possono essere escluse, senza più precise informazioni.

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    • i contaminati fanno parte dell’equipaggio di tre elicotteri della Reagan in missione di soccorso. Nessun contaminato a bordo. I 19 sono stati decontaminati e non corrono alcun pericolo. Mi preoccupano di più le dosi a cui sono esposti i tecnici e gli ingegneri ora al lavoro nelle sale controllo della centrale.

    • Sì, e la notizia è (volendo) anche positiva: l’eventuale radioattività si sta disperdendo nell’atmosfera e verso l’oceano, in quantità piuttosto ridotta. Essendo equipaggi aerei, escluderei le fonti a bordo – direi che ce ne sono molte su una portaerei nucleare.

  25. Io penso che a mente fredda il fronte nuclearista debba rivedere qualcosa della sua politica di comunicazione. Ma ne riparliamo tra qualche giorno. Credo però che sia sostanzialmente inutile: con decenni di disinformazione antinuclearista portato avanti in modo efficiente e da un fronte molto ampio, l’opinione pubblica non è in grado di affrontare una discussione oggettiva come dici tu. La politica, che è già sotto pressione per la crisi economica, non è in grado di andare controcorrente. Non c’è molto da aggiungere.

    Ancora oggi ho letto da qualche parte roba tipo “se l’incidente rimanesse all’attuale livello di gravità, sarebbe comunque la terza peggiore __tragedia__ nucleare della storia”. Lasciamo pure da parte Chernobyl; Three Miles Island non è certo stata una tragedia. Ma come si fa a ragionare con chi pone la questione in questi termini?

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    • Concordo. E se mi si permette il commento qualunquista, l’Italia, a destra come a sinistra, manca sia d’una valida informazione sul modello anglosassone (infatti sto seguendo gli eventi su BBC e CNN, grazie internet, anzi grazie Al Gore ehehehe) sia d’una classe politica capace di prendere decisioni responsabili e lungimiranti, controllando il naturale “panico collettivo” delle masse (già ben descritto dal Manzoni).
      Tuttavia, mi sembra che finora l’incidente abbia cambiato motlo poco le carte in tavola, quando anch’io m’attendevo un rinforzo del fronte antinuclearista:
      – chi era già contro, aveva paura prima ed ha paura adesso, per cui non cambia idea;
      – chi era a favore, riconosce l’eccezionalità dell’evento, il ritardo con cui sono stati dismessi i vecchi reattori per costruirne di nuovi, e l’impegno dimostrato nel contenere l’incidente, per cui difficilmente cambierà opinione se ben informato.

  26. ultime ANSA 15:40

    E’ critica la situazione a Fukushima, dove a tre giorni dal devastante terremoto che ha colpito il Giappone, si lotta perevitare una nuova Chernobyl. Le barre di combustibile sono rimaste scoperte in tutti e tre i reattori della centrale nucleare di Fukushima 1 ed in uno di essi potrebbe essere cominciato il processo di fusione. Ad aggravare la situazione una nuova forte scossa di assestamento di magnitudo 6,2 avvertita anche a Tokyo. Intanto, si continuano a contare le vittime: 5.000 secondo l’ultimo bilancio che però si ritiene possa salire fino a 10 mila. Sul fronte economico la Borsa diTokyo ha chiuso gli scambi con una perdita del 6,18%; ferma la produzione nei maggiori impianti automobilistici del paese. La Bank of Japan immesso sui mercati valutari denaro liquido per 12mila miliardi di yen. La Farnesina ha reso noto che è sceso a due il numero degli italiani di cui non si hanno notizie.

    BARRE FUKUSHIMA COMPLETAMENTE ESPOSTE – Le barre di combustibile nucleare nel reattore n.2 della centrale di Fukushima n. 1 sono totalmente esposte. Lo ha annunciato la societa’ che gestisce l’impianto, la Tepco, secondo quanto riportato dall’agenzia Kyodo news. A questo punto, il rischio di fusione delle barre di combustibile non puo’ essere escluso.

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  27. C’è una grossa onda emotiva che si sta scatenando a livello europeo (più forse l’India). Da più parti si richiedono verifiche eccezionali sulle centrali, o un ripensamento della politica energetica. Tuttavia non vedo cosa dovrebbero trovare o rinnovare eventuali commissioni d’inchiesta: i livelli di sicurezza e le specifiche tecniche sono già rigidissime, e dubiterei solo di qualche vecchissima centrale in servizio (tipo un paio di reattori degli anni ’60 nel Regno Unito).
    Non è una gran consolazione sapere che anche nel mondo tedesco si è scatenata una spinta emotiva ben poco teutonica, direi quasi “italiana”; a parte anche un filo d’arroganza (vedesi l’atteggiamento austriaco che chiede la chiusura delle centrali negli altri paesi) questo atteggiamento manca completamentedi misura e di obiettività. Sarò monotono, ma nessuno sta chiedendo verifiche eccezionali delle dighe o degli impianti (petrol)chimici, pur essendo questi molto peggio costruiti (e gestiti) e molto più pericolosi sul piano umano ed ambientale.
    Come si dice…attendiamo che la tempesta passi, e valutiamo i reali danni. Anche perché l’unica reale concorrenza è nucleare/fossili, e rinunciare all’atomo vorrebbe dire doverlo sostituire con petrolio/gas/carbone.

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    • Caro Filippo, dimentichi che l’Italia è il paese del sole e del vento…

    • Bisognerebbe far passare il messaggio che nucleare e rinnovabili convivono bene insieme, come sta procedendo Obama.

  28. Continuano i problemi ai reattori n°1, 2 e 3 della centrale di Fukushima I (Daichi); c’è un serio rischio di fusione del nocciolo, pare soprattutto nel n° 2 che era quello che finora aveva dato meno problemi. Purtroppo la situazione è resa critica sia dal maremoto che ha messo fuori uso i gruppi diesel, sia dalla carenza di energia elettrica disponibile per le operazioni di raffreddamento dei reattori.
    Ricordo comunque che, in caso di meltdown, i contenimenti sono progettati per contenere all’interno il materiale fuso ed altamente radioattivo; è quello che successe a Three Mile Island nel 1979, con danni ambientali ed umani molto bassi, tanto da permettere il pronto ritorno alla vita normale in zona (e la continuazione della vita operativa dell’altro reattore della centrale).

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    • Sì corrisponde alle ricostruzioni che ho letto anche altrove da ieri sera.
      Pensare che, con un reattore di generazione III+ a sicurezza passiva, tutto questo non sarebbe mai successo, nemmeno in caso di black-out elettrico totale.

    • Penso che qualcuno qui farebbe cosa buona se postasse su climatemonitor un breve articolo che spiega i concetti essenziali di un “reattore di generazione III+ a sicurezza passiva”.

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      Fabrizio, cerca i lavori di Filippo Turturici nella lista degli autori.
      gg

    • Grazie a tutti e due.

  29. Il prof. Imamura, dell’Università Tohoku di Sendai, ha parlato di un evento con tempi di ritorno “letteralmente millenari”, dato che il precedente simile evento fu nell’869, a quanto si è ricostruito dalle cronache e dai sedimenti geologici (con mille morti).

    Il prof. Regan, esperto in protezione radioattiva ed ambientale dell’Università del Surrey, ha dichiarato che nessuno dei “vessel” (i contenitori in pressione dei reattori, che ospitano le barre di combustibile e l’acqua a diretto contatto con esse) si è rotto, e che “il peggio appare passato”.

    Intanto l’allarme a Onagawa è pienamente rientrato, dato che i livelli di radioattività sono tornati normali.

    Fonte BBC on line.

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