Terremoto e Tsunami in Giappone – Aggiornamenti

Aggiornato alle ore 18:33:47 del 17/03/2011 – Da vedere: il primo video dettagliato dall’alto della centrale di Fukushima dopo le esplosioni dei 4 reattori. Il video dell’esplosione del reattore n°3 di Fukushima.

In coda al post trovate un’immagine molto interessante sui terremoti con magnitudo superiore a 5 gradi della scala Richter dal 1990 ad oggi.

Ultim’ora, da vedere per comprendere le dimensioni del disastro.

Un video che racconta le varie vasi dell’incidente alla centrale di Fukushima.

L’esplosione del reattore n°3

Il video dell’esplosione del reattore 1 della centrale di Fukushima (ringraziamo Max Pagano per la segnalazione).

Ormai la notizia ha fatto il giro del mondo, da questo momento cercheremo di seguire anche noi in tempo reale quanto sta accadendo in Giappone.

Il nordest del Giappone è stato sconvolto da un terremoto devastante: 8.9° della scala Richter. Questo immenso sisma ha generato uno tsunami con onde alte fino a 10 metri (successivamente sono state registrate altre ondate alte fino a 7 metri). Da quel momento le onde  hanno cominciato a propagarsi al resto dell’Oceano Pacifico, in nottata arriveranno sulle coste pacifiche delle americhe.

Le vittime accertate al momento ammontano a un centinaio, tuttavia lo tsunami pare sia stato più violento del previsto. Al momento il bilancio parla di complessive 1400 vittime tra morti e dispersi.

Attualmente c’è apprensione anche per i siti nucleari. Dopo ore di apprensione per possibili fughe radioattive, sembra che nelle prime ore della mattina (ora italiana), i tecnici siano riusciti a ridurre la pressione interna al reattore numero uno del complesso di Fukushima, riducendo per il momento le probabilità di un disastro nucleare.

In totale sono state registrate 28 scosse di assestamento, successive alla grande scossa di 8.9° Richter. Tredici di queste hanno superato magnitudo 6 e raggiunto 7.1, 6.8 e due da 6.4 (dato obsoleto, aggiornato alle 20:00 dell’11 marzo 2011).

Nella notte, inoltre, si è aperto inaspettatamente un nuovo “fronte” sismico. Ha cominciato a tremare, anche in modo sensibile con scosse fino a 6,8° Richter, la costa occidentale, in particolare lungo la direttrice Niigata – Nagano.

Tra ieri e oggi sono state fatte evacuare ben 215mila persone a causa del sisma e dello tsunami. Ben 100mila appartengono al distretto di Fukshima e di queste, 51mila sono state fatte evacuare nell’area circostante il reattore nucleare omonimo.

Ormai sembra appurato, il sisma ha spostato l’asse terrestre, la notizia arriva dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Lo spostamento ammonta a circa 10 centimetri, tuttavia i calcoli sono complessi e ancora in corso.

Aggiornamenti in tempo reale

11 marzo 2011

17:16 – Attualmente l’allarme tsunami è attivo nei seguenti paesi: Russia, Taiwan, Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Australia, Nuova Zelanda, Fiji, Messico, Guatemala, El Salvador, Costa Rica, Nicaragua, Panama, Honduras, Cile, Ecuador, Colombia e Peru.

17:31 – L’onda anomala pare che abbia registrato un’altezza massima di un metro e mezzo alle Hawaii, questo significherebbe un impatto sicuramente non preoccupante sulle coste americane che danno sul Pacifico.

17:34 – Le vittime accertate sono al momento più di 300, e i dispersi 500. Pare si siano persi i contatti con 28 nostri connazionali.

17:42 – Come apprendiamo da un articolo di Piero Vietti, cominciano a circolare (peggio degli sciacalli) i primi articoli che legano il riscaldamento globale allo tsunami1

18:01 – Il bilancio si aggrava: 337 morti e 531 dispersi

18:17 – L’agenzia ufficiale giapponese Kyodo ipotizza più di 1000 morti.

18:39 – Più di 1800 le case spazzate via nella prefettura di Fukushima, per via del crollo della diga omonima.

19:10 – In aumento le radiazioni nel reattore numero uno di Fukushima.

19:51 – Il primo ministro giapponese annuncia che potrebbe verificarsi una piccola fuga radioattiva.

20:16 – Trema anche la costa occidentale del Giappone, colpita pochi minuti orsono da una scossa pari a 6.6° della scala Richter. L’epicentro si trova a 10 km di profondità.

22:54 – Lo tsunami ha raggiunto le Filippine e le Hawaii senza creare problemi. Si registra invece un morto in California. L’onda procede adesso verso il Cile.

12 marzo 2011

8:40 – Il nuovo bilancio di morti è feriti, purtroppo come previsto, sta salendo. Attualmente siamo a circa 1400 tra morti e dispersi (circa 600 i morti). Intanto prosegue l’emergenza presso il reattore di Fukushima, voci contrastanti parlano già di fusione del reattore. Cominciano ad affluire i primi soccorsi internazionali.

9:10 – L’agenzia nucleare giapponese afferma di essere riuscita a ridurre la pressione all’interno del reattore 1 di Fukushima e che ora la situazione è sotto controllo.

9:20 – Violenta esplosione registrata nel reattore n°1 di Fukushima. La situazione, tuttavia, sembra sotto controllo. Ad oggi sono state evacuate 215mila persone a causa del sisma e dello tsunami. 51mila di queste provengono dall’area che è stata circoscritta intorno al reattore di Fukushima.

11:25 – L’area di evacuazione è stata portata da 3km a 10, e ora fino a 20 km intorno al sito nucleare di Fukushima.

11:44 – Una fonte non accreditata2 parla di un complessivo 20% in meno nella capacità di produzione di energia elettrica, in Giappone. La stessa Tokyo potrebbe incorrere in una serie di black-out nelle prossime ore.

13:44 – Situazione assolutamente complessa e caotica, anche dal punto di vista mediatico, sulle condizioni effettive del reattore 1.

14:48 – Mancano circa 10mila persone all’appello, per ora tutte concentrate nella prefettura di Myagi, a riferirlo è l’agenzia di stampa Kyodo.

14 marzo 2011

19:06 – La giornata di oggi è stata estremamente delicata e complessa. Il complesso nucleare di Fukushima è appeso ad un filo, ed è stato teatro di una nuova esplosione, questa volta ha interessato il reattore 3. Si cominciano a fare i primi bilanci, tragici: i morti sono saliti a circa 5000, ma sono ancora migliaia le persone disperse. Il sistema produttivo giapponese sta subendo, e subirà nei prossimi mesi, un contraccolpo micidiale. La borsa di Tokyo, oggi, ha chiuso in territorio profondamente negativo.

15 marzo 2011

Oggi è esploso anche l’ultimo dei quattro reattori. A breve pubblicheremo una sintesi di questa giornata che potrebbe segnare veramente l’inizio di una catastrofe nucleare.

17 marzo 2011

La situazione è davvero confusa, le valutazioni del rischio che circolano sulle agenzie sono talvolta diametralmente opposte. Rimaniamo vigili e monitoriamo le principali fonti, vi terremo informati.

Questa immagine rappresenta la simulazione della propagazione ell’energia. Con un click sull’immagine si scarica al sito della NOAA il vieo della propagazione dello Tsunami.

L’arrivo dello tsunami, davvero impressionante

Una serie di video sul terremoto e sullo tsunami

Le sirene dell’allarme tsunami alle Hawaii
L’incredibile video dell’inondazione causata dalla frana della diga di Fukushima
Streaming in diretta dal Giappone
Streaming da un canale in lingua inglese

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  1. http://news.xinhuanet.com/english2010/world/2011-03/11/c_13773765.htm []
  2. http://www.cringely.com/2011/03/flea-powder-may-be-saving-lives-in-japan/ []
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Author: Claudio Gravina

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100 Comments

    • Doverosa anche se spero inutile precisazione sul rischio rappresentato dalle centrali.
      Le condizioni di Chernobyl (progetto molto carente in sicurezza, assenza di contenimenti, errori umani ecc.) o non sono presenti in questo caso, o non sono proprio presenti nelle centrali nucleari: citare tale incidente, come ha già fatto più o meno velatamente qualcuno, manifesta semplicemente una completa carenza di conoscenza del tema, se non un vero e proprio “allarme ingiustificato”.
      Tuttavia, almeno per quanto riguarda un reattore, siamo di fronte ad un incidente nucleare serio, con un’importante fuga radioattiva INTERNA al contenimento del reattore. Penso che riusciranno ad evitare il peggio; tuttavia, cosa succederebbe appunto nel caso peggiore? L’esempio da portare è quello di Three Mile Island (1979): fuga radioattiva esterna minima, entro i limiti di pericolo; evacuazione precauzionale e temporanea; fusione del nocciolo con conseguente perdita del reattore (e di molti milioni di $) ma con il materiale ed i gas radioattivi racchiusi entro i multipli contenimenti dei reattori occidentali.

      Mi chiedo invece perché nessun ambientalista stia facendo, o abbia mai fatto, il diavolo a quattro per i depositi di carburante ed i petrolchimici: una “bomba” silenziosa, responsabile di moltissime più morti per cancro o incidente che le centrali nucleari, spesso vicinissimi a grandi centri abitati, e con misure di sicurezza risibili rispetto a quelle nucleari. Come dimostrano le immagini dal Giappone, e non voglio pensare a quanti veleni inquinanti si stanno disperdendo nell’ambiente.
      Forse perché l’andare in auto lo “toccano con mano”, ed il produrre elettricità no?

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    • P.S. intendevo ovviamente “o non sono proprio presenti nelle centrali nucleari occidentali”.

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  1. da alcuni siti leggo una breve nota che viene riportata come INGV, che dice:

    Secondo una prima stima dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) l’asse si è spostato di “quasi 10 centimetri”, ma per il Centro di Geodesia spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) è necessario raccogliere ancora molte misure prima di avere la misura esatta.”

    qui potete vedere un terrificante filmato dell’avanzamento dello tdunami che ha colpito la costa orientale:

    http://video.gazzetta.it/terremoto-giappone/4e669066-4bd1-11e0-a256-0d9ded66c2bd

    intanto, il bilancio delle vittime sembra essere salito a più di 300, dopo che su una spiaggia di Sendai, nell’isola di Honshu nel nord-est del Giappone, stati ritrovati tra 200 e 300 cadaveri colpita dallo tsunami, e il crollo di una diga con conseguenze disastrose nella prefettura di Fukushima….

    riporto dal sole24ore:
    Onde anomale, travolta una nave con 100 persone
    Un primo potente tsunami di 7,30 metri – riferisce l’Agenzia meteorologica giapponese – è stato registrato a Soma, nella prefettura di Fukushima. L’onda anomala si è spinta fino a 5 chilometri all’interno della prefettura di Fukushima. Un’altra anomala da 10 metri ha raggiunto la città di Sendai, mentre nella prefettura di Aomori, più a nord sempre nell’isola di Honshu, si sarebbero avuto onde addirittura più alte. Le piste dell’aeroporto di Sendai, la città più vicina all’epicentro del violentissimo sisma che oggi ha colpito il Giappone, sono state completamente spazzate dalle onde provocate dal terremoto. La Tv giapponese Nhk ha mostrato immagini aeree impressionanti, con l’aeroporto completamente circondato dalle acque e senza nessun velivolo sulle piste. Una nave con a bordo 100 persone è stata travolta dallo tsunami che ha colpito il nord est del Giappone.

    Allerta in tutto il Pacifico
    L’allarme «tsunami», diramato dalle autorità nipponiche. Un allerta identico è stato ben presto esteso all’intero Oceano Pacifico: dalla Siberia e dalle isole Curili in Russia fino alle Hawaii, e a sud dalle Filippine a Papua-Nuova Guinea, passando per le Marianne e la Micronesia. «Un sisma di questa potenza può generare uno tsunami distruttivo che può toccare le cose vicino all’epicentro in qualche minuto e quelle più lontane nel giro di qualche ora» ha indicato il centro per gli tsunami nel Pacifico. Messe in guardia anche l’isola di Guam, le isole Marshall, l’Indonesia, la Papuasia Nuova Guinea, Narau, Micronesia ed Hawai. A Tokyo tutte le linee di metropolitana sono state fermate e la circolazione è bloccata pure sulle autostrade e le ferrovie dirette al Nord del Paese. Secondo le previsioni dello Tsunami Warning Pacific Center infatti un’onda anomala potrebbe raggiungere le coste del Cile, il punto più lontano che potrebbe toccare lo tsunami, fra 23 ore.L’allarme è poi rientrato nelle Filippine.

    In Ecuador evacuate 300mila persone
    Quasi tutti in Paesi latinoamericani della costa pacifica hanno emesso un allarme tsunami dopo il violento terremoto che ha colpito il Giappone; il governo dell’Ecuador ha dichiarato lo stato di emergenza, ordinando lo sgombero dalle zone costiere di oltre 300mila persone. Il Cile – colpito l’anno scorso da un sisma altrettanto violento – e il Perù hanno emesso un allarme preventivo: la prima regione a poter esser colpita da un’eventuale onda anomala è la cilena Isola di pasqua, a 3.500 chilometri dall costa, verso le 21 ora italiana. Stato di allerta anche in Messico, specie nella Baja California, dove le eventuali onde anomale potrebbero arrivare verso le 18 ora italiana; situazione normale invece in Colombia, dove le autorità hanno raccomandato alla popolazione di non lasciarsi prendere dal panico. In effetti, verso le 17 ora italiana, le prime onde anomale hanno raggiunto le coste della California settentrionale. I residenti, preavvertiti dalle autorità, hanno iniziaton a evacuare l’area, anche lungo la zona costiera dell’Oregon.Si tratta comunque di onde molto basse.

    Emergenza nelle centrali nucleari
    Il governo giapponese ha dichiarato lo stato di emergenza per la centrale nucleare di Onagawa nella prefettura di Miyagi, in seguito al violento terremoto che ha colpito oggi il Giappone. Qui era divampato un incendio che è stato domato. Il governo ha fatto sapere che il processo di raffreddamento di uno dei reattori non sta procedendo come previsto. L’emergenza è anche per la centrale di Fukushima. La notizia data dall’agenzia “Kyodo” era stata smentita dal governo centrale. Tuttavia l’Aiea, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha reso noto di essere stata informata dal Giappone che nel complesso di Fukushima lo stato di allerta è stato inasprito. Anche in questo caso è il sistema di raffreddamento del reattore ad andare in panne. Le autorità della prefettura nord-orientale giapponese di Fukushima, tra le più colpite dal terremoto di magnitudo 8,9, hanno ordinato l’evacuazione di circa duemila persone residenti nel raggio di 2 chilometri dalla centrale nucleare che sorge alle porte dell’omonimo capoluogo provinciale.

    Traffico aereo sospeso
    Il traffico aereo è sospeso allo scalo internazionale di Narita, a Tokyo. Nel nord-est del Paese sono stati subito fermati anche i treni espressi Shinkansen, mentre le autostrade della regione di Tokyo sono state chiuse alcuni minuti dopo la scossa.

    Il mare nelle strade a Miyagi
    A Miyagi, capoluogo dell’omonima prefettura, l’acqua dal mare si è riversata all’improvviso nelle strade, trascinando via con sè auto e cartelloni pubblicitari. Il porto si è riempito di carcasse di veicoli. Gli esperti hanno ammonito che sismi di tale potenza diventano ancora più pericolosi con il passare delle ore, giacchè è soprattuto dopo un certo periodo di tempo che lo tsunami, alimentandosi della propria stessa forza, è in grado di assumere dimensioni particolarmente estese.

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  2. sono riuscito a trovare un approfondimento della presunta nota dell’INGV (dico presunta perché il sito INGV non riporta ancora nulla):

    da IL GIORNALE.IT

    La scossa sismica che ha colpito il Giappone avrebbe spostato l’asse terrestre di quasi 10 centimetri, secondo i risultati preliminari degli studi effettuati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. “L’impatto di questo evento sull’asse di rotazione – si legge in una nota dell’Ingv – è stato molto maggiore anche rispetto a quello del grande terremoto di Sumatra del 2004 e probabilmente secondo solo al terremoto del Cile del 1960”. Confrontando la scossa con quella che ha distrutto L’Aquila nel 2009 “l’energia liberata dal sisma di oggi è stata di circa 30.000 volte maggiore”, sottolinea il direttore dell’Ingv, Enzo Boschi. Le conseguenze in Italia sono state ugualmente devastanti perché il terremoto “è avvenuto sotto una città antica, con case costruite secoli fa e edifici moderni mal fatti, mentre in Giappone è avvenuto in mare e in un Paese che ha fatto dell’ingegneria antisismica il suo fiore all’occhiello”.

    L’area più sismica della Terra Il Giappone si trova nella cosiddetta Cintura di Fuoco una fascia che si estende per 40.000 chilometri che avvolge l’oceano Pacifico – dall’estremità meridionale del Sud America fino all’Alaska, arrivando fino alla penisola russa della Kamchatka e poi scendendo giù fino a toccare in pieno Giappone, Filippine, Indonesia fino alle isole Tonga – e nella quale si concentrano le scosse più violente e i vulcani più esplosivi del pianeta. “In tutta questa zona sono in gioco energie molto superiori rispetto a quelle possibili nel resto del pianeta”, ha osservato il direttore del dipartimento di Scienze della Terra dell’università di Roma La Sapienza, Gabriele Scarascia Mugnozza, “Qui le placche oceaniche del Pacifico scorrono al di sotto delle placche continentali di Nord e Sud America, generando terremoti, vulcani e dando origine a catene montuosa dall’Alaska alla Terra del Fuoco”.E’ in questa zona, infatti, che si sono registrati i terremoti più violenti: quello di magnitudo 9,5 che ha colpito il Cile nel 1960, il sisma di magnitudo 9,2 avvenuto nel 1964 in Alaska e quello del 26 dicembre 2004 a Sumatra, di magnitudo 9,1. Anche i vulcani che si trovano in questa zona sono celebri per spaventose eruzioni, come il Krakatoa che nel 1883 ha provocato il boato più forte mai avvertito sulla Terra, il Monte Sant’Elena, sulla costa americana del Pacifico, che si è svegliato in modo violentissimo nel 1980 ed ha ispirato il film “Uragano di fuoco”.

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  3. Scusate la domanda da profano. A proposito dei 10cm di spostamento, mi pare che implichino che tutta la superficie della Terra si è spostata di conseguenza; compreso quella sotto i nostri piedi. Per quale motivo non abbiamo avvertito lo spostamento? Immagino che visti i grandi numeri in gioco, ci siano in gioco meccanismi di smorzamento per cui lo spostamento si è compiuto in un tempo più lungo della scossa e che ha reso impercettibile la cosa. E’ giusto?

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    • (scusate, ho premuto “invio” troppo presto). Oppure vuol dire che si sono solo redistribuite le masse sotto la superficie, che invece non si è spostata?

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      • Attendiamo con fiducia il commento di un geologo (tra i nostri commentatori abituali ne annoveriamo diversi).

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      • Purtroppo non sono un esperto di terremoti e non ho avuto tempo per documentarmi bene.
        Comunque lo spostamento dell’asse terrestre avviene per ogni terremoto poiché quando questi avvengono cambia la distribuzione della massa attorno all’asse di rotazione terrestre e questo di conseguenza ne perturba il momento di inerzia. In realtà si tratta sempre di spostamenti millimetrici, che sono irrisori rispetto alla scala dell’intero pianeta, tuttavia pare che siano misurabili (non so bene come, se qui qualcuno sa qualcosa più sarei curioso anche io).
        In realtà quando si parla di “spostamento dell’asse terrestre” si intende lo spostamento del cosiddetto “Chandler Wobble”: una leggera oscillazione dell’asse terrestre attorno ad il centro di precessione (qui per una spiegazione più dettagliata http://en.wikipedia.org/wiki/Chandler_wobble)

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  4. caro Fabrizio la domanda è pertinente, ma a me personalmente più che uno spostamento lineare piacerebbe sapere se c’è stata una apprezzabile variazione dell’inclinazione rispoetto al piano dell’orbita, anche perché detta così, 10 cm di spostamento, senza ulteriori info, mi verrebbe da dire: 10 cm rispetto a dove o a cosa?

    poco ancora si trova sul web a proposito:

    Roma, 11 mar. (TMNews) – Per effetto del terremoto di magnitudo 8.9 che alle 14.46, ora locale, ha colpito il Giappone l’asse di rotazione terrestre si è quindi spostato di 10 centimetri. La stima arriva dagli studi preliminari sull’evento condotta dal professor Piersanti Melini, dell’Ingv che però subito rassicura: dallo spostamento non deriverà “nessun effetto pratico”. Ma – spiega raggiunto telefonicamente – stimare attraverso sistemi teorici e poi poter calcolare questi spostamenti, ha un grande valore scientifico, per far conoscere meglio la terra e la sua composizione.

    “La stima è teorica, il calcolo andrà validato con delle misurazioni che saranno fatte nei prossimi giorni”, premette Melini, sottolineando: “Questo tipo di effetti ha enorme interesse scientifico perché permettere di validare le teorie. Calcoli e teorie che permettono di avere informazioni sulla struttura interna della terra. Su quali sono gli strati interni e le loro proprietà fisiche: per conoscere meglio la terra. Gli effetti pratici sono nulli”. Ovvero nessuno sul pianeta avvertirà qualcosa di diverso, se non i sofisticati strumenti di calcolo, così sensibili da misurare gli effetti di un terremoto sull’asse terrestre.”

    da http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2011/03_marzo/11/giappone_ingv_sisma_ha_spostato_asse_rotazione_terra_di_-2-,28701054.html

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  5. aggiornamenti ANSA:

    (ANSA) – TOKYO, 12 MAR – Alcuni impiegati della centrale nucleare di Fukushima sono stati feriti da un’esplosione, che avrebbe polverizzato la gabbia di contenimento di uno dei reattori. Lo riferisce la tv pubblica Nhk, spiegando che una colonna di fumo bianco sembra venir fuori dall’impianto, che ha gia’ problemi di raffreddamento. Poco prima dell’esplosione l’Agenzia nipponica sulla sicurezza nucleare aveva annunciato il successo delle operazioni di riduzione della pressione nel reattore.

    L’esplosione alla centrale nucleare Fukushima Daiichi è stata confermata dalle autorità della prefettura di Fukushima. Nell’incidente sono rimasti feriti quattro operai che stavano lavorando all’interno dell’impianto. La televisione giapponese NHK ha mostrato alcune immagini di com’era la centrale prima e dopo l’esplosione. Dal confronto si vede come parte del rivestimento di uno dei quattro edifici dell’impianto che ospitano i reattori sia stato spazzato via dall’onda d’urto.

    Il violento terremoto di magnitudo 8.9 e lo tsunami che ieri hanno devastato il nord-est del Giappone hanno provocato almeno 700 vittime. Questo secondo l’ultimo calcolo preliminare aggiornato dai media nipponici. Continuano a susseguirsi le scosse, almeno una ventina nelle ultime ore. Sale l’incubo nucleare. Violenta esplosione a Fukushima: feriti alcuni impiegati. Abitanti invitati a tapparsi in casa e chiudere le finestre.
    ANCORA SCOSSE, SALE ATTIVITA’ NIIGATA-NAGANO – Sono almeno una ventina le scosse di rilevante entità (di magnitudo compresa tra 3-7) che sono state registrate nelle ultime dieci ore in Giappone, tra quelle sulla costa di nordest, già devastata ieri, e il nuovo fronte di Niigata-Nagano, sulla parte occidentale, che si è aperto a sorpresa durante la notte mostrando segnali di particolare vivacità. Il terremoto più potente è delle ore 10.46 (le 2.46 in Italia), ha riferito l’Agenzia meteorologica giapponese, con una magnitudo di 6.4 ed epicentro individuato di fronte alla prefettura di Fukushima, nelle acque del Pacifico alla profondità di 40 km.

    ESPLOSIONE NELLE CENTRALE DI FUKUSHIMA – Una potente esplosione si è verificata nella centrale di Fukushima, al punto che si sarebbe polverizzata la gabbia di esterna di contenimento di uno dei reattori. Alcuni impiegati sono rimasti feriti. La televisione pubblica giapponese Nhk ha invitato coloro che abitano nelle zone vicine alla centrale nucleare, oltre la zona già evacuata, di tapparsi in casa e chiudere le finestre. La tv ha anche consigliato gli abitanti della zona vicino alla centrale nucleare di proteggersi contro le radiazioni. Secondo gli esperti, è necessario coprirsi naso e bocca con asciugami bagnati e lavarsi le mani non appena rientrati in casa. La gente deve inoltre evitare verdure, altri cibi freschi e acqua del rubinetto, prima del via libera delle autorità.

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  6. Alcune riflessioni a caldo.

    Dal punto di vista ingegneristico l’evento giapponese è praticamente
    “fuori-scala”, nel senso che la sua probabilità, espressa in “ripetizione prevedibile ogni x-anni”, non è computabile attendibilmente. Di conseguenza, in questo caso è opportuna molta cautela nel giudicare prematuramente l’efficacia del comportamento antisimico delle infrastrutture, comprese le centrali nucleari.

    Impareremo molto da questa tragedia, ma fin d’adesso sento ammirazione per gli innumerevoli “eroi silenziosi” che, nel corso di decenni, hanno fortificato quel paese contro questi disastri — senza di loro, conteremmo perdite umane superiori di un paio di ordini di grandezza.

    Mi trovo in Germania, e nella TV tedesca è un susseguirsi di esperti di Greenpeace vaticinando apocalissi alla centrale nucleare di Fukushima. Spero molto per i locali che si sbaglino, ma le immagini TV mostrano una forte esplosione con un’onda d’urto che si propaga verso l’alto, un’immagine che ricorda i filmati di guerra delle grandi bombe da 1000 kg — qualsiasi cosa sia successa, ha liberato molta energia, circa 20 ore dopo il sisma principale.

    Non riesco ad immaginare l’impatto sul sistema industriale giapponese, paese già fortemente indebitato, per la disconnessione, forse per un tempo prolungato, di varie centrali elettriche. Forse impareremo che, nelle misure di mitigazione di tali eventi, andranno anche considerate, sparse nel territorio, delle minicentrali a turbina di emergenza — ma poi si pone anche il problema di immagazzinare in sicurezza il combustibile.

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    • Sono assolutamente d’accordo con Lei.

      Non dobbiamo dimenticare che l’area colpita è abitata se non erro da una ventina di milioni di persone. L’entità delle perdite umane è fortunatamente molto, ma molto, ridotta. Io credo che questo lo si debba alla tecnologia messa in campo nei decenni dal Giappone. Inoltre c’è da dire che la maggior parte delle vittime registrate, le abbiamo avute a causa dello tsunami, e non del terremoto. Fosse per quest’ultimo, sembra, avremmo registrato qualche decina di morti. A fronte di un evento che rimarrà per decenni negli annali, in quanto ad energia liberata. Questo deve far riflettere chi, per forza, si sente in dovere di fare bilanci e sermoni catastrofisti anche a poche ore dalla scomparsa di centinaia di persone.

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    • Ho trovato una prima stima: i soli danni potrebbero ammontare ad un punto percentuale del PIL giapponese. Chiaramente è troppo presto per avere un dato consolidato. Se non ho fatto male i conti, siamo intorno ai 50 miliardi di dollari di soli danni.

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  7. Sempre da profano, vorrei sottolineare l’atteggiamento del prof. Melini. Uno che non sta dicendo: il modello dice così, quindi è così, ma: il modello dice così e approfitteremo della situazione per validarlo con dati sperimentali. Dovrebbe essere l’atteggiamento normale, ma non lo è.

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  8. La situazione a Fukushima I è a dir poco confusa.
    Dalle prime notizie giornalistiche, sembrava che fossimo alle soglie d’una nuova Chernobyl; inoltre non ho ben capito cosa intendessero con “gabbia di contenimento”…non esistendo nessun componente o edificio simile in una centrale! A meno che non sia usato come sinonimo, improprio, del vessel del reattore o simili; o forse intendevano le strutture (carriponte, muri interni ecc.) che possono trovarsi all’interno dei contenimenti.
    Ora però leggo dalla BBC on line che è improbabile che il vessel del reattore abbia subito serii danni dall’esplosione, e che per i quattro operai feriti al momento non si parla di esposizione a grandi dosi di radiazioni; anche perché, dalle immagini, come detto da Alvaro, sembra una vera e propria esplosione, non un crollo strutturale, e dunque non è ben chiaro cosa sia esploso. Tranne il reattore stesso che al momento pare salvo: perché una delle più immediate ipotesi sarebbe quella che la fusione del nocciolo, a contatto con l’acqua di raffreddamento, abbia causato un’eccessiva produzione di vapore facendo esplodere il vessel; ma, se il vessel è salvo, non è evidentemente ciò che si è verificato, anche perché sembra che non ci siano nubi tossiche che si stiano sprigionando dal reattore, ed infatti il “rischio-cesio” è al momento considerato minore (sempre BBC). In ogni caso sia il vessel che le procedure di sicurezza contemplano il caso di “meltdown”.
    Attenderei dunque ulteriori rapporti.

    Ultim’ora BBC: il contenimento del reattore non è stato danneggiato, ed il livello di radioattività sta calando.

    Bella sfortuna però: la centrale di Fukushima I è diventata operativa nel 1971, e doveva terminare la sua vita nel…marzo 2011!
    Purtroppo, 32 anni dopo TMI, con queste “vecchie” centrali un incidente simile era probabile.

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  9. Il problema, in definitiva, al momento è più d’immagine.
    Da una parte, le strettissime misure di sicurezza vengono interpretate come l’anticamera del disastro, vedesi l’evacuazione della popolazione che avviene sempre in via precauzionale e non in seguito alle fughe radioattive; dall’altra, qualunque cosa succeda viene genericamente classificata come “incidente nucleare”, indipendentemente da cosa sia realmente successo (come diceva un mio prof. del master in ingegneria nucleare, se una macchina sbatte contro il cancello della centrale, la stampa subito parla di “incidente” nucleare).

    Sulla normativa antisismica.
    A parte i vessel e contenimenti dei reattori delle più moderne centrali nucleari (Fukushima I era del 1971) non conosco nessun edificio né normativa che preveda di proteggersi da un sisma con magnitudine >7; ed anche in caso di centrale nucleare, tale progettazione verrebbe fatta solo per luoghi come Cile, California o appunto Giappone.
    Per quanto dunque le normative e le tecniche costruttive giapponesi, in materia antisismica, siano tra le migliori al mondo, se non le migliori, è mia opinione che se l’epicentro fosse stato sulla terraferma, con un’energia simile (magnitudine 8.9), e non ad oltre 100km al largo, non sarebbero sopravvissuti molti edifici, e di conseguenza chi ci stava dentro.

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  10. Probabilmente ho reiterato io l’imprecisione. Pur essendo un profano di reattori, ho capito subito che si stessero riferendo, in realtà, alla copertura metallica dell’edificio. In effetti in più articoli ho letto proprio “struttura metallica di contenimento”.

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    • Errore non tuo, ma delle agenzie di stampa!
      Comunque attendiamo migliori rapporti, ma secondo la BBC il punto peggiore dovrebbe essere passato ed il reattore dovrebbe essere integro.

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  11. Sulla questione della centrale, il mio approccio personale è di aspettare a tirare le somme quando c’è un quadro più chiaro. E’ chiaro che ci sono avvoltoi da un lato (ne ho trovati molti nelle rassegne stampa e nei blog di ieri) e esperti nucleari dall’altro lato che dicono che comunque non può succedere niente di troppo grave. Vedremo chi ha ragione.

    In ogni caso, il danno d’immagine c’è ma è inevitabile. Se ogni volta che si parla di “fuga radioattiva” c’è chi è in grado di evocare l’apocalisse, come se indipendentemente dalla dimensione del problema questo sia senza dubbio più grave di qualsiasi altra cosa, c’è poco da fare. Qui bisognerà invece valutare i danni nel contesto che è quello di una catastrofe generale, con raffinerie esplose e dighe crollate che hanno spazzato via alcuni villaggi. Insomma, bisogna sempre valutare il rapporto costo-benefici. Senza nucleare, il Giappone sarebbe ancora più indebitato di quanto non è (se non ricordo male, è la potenza industriale più mal messa come risorse energetiche interne) e con più debiti non solo non puoi permetterti di mantenere università e ricerca di prima qualità in grado di formulare soluzioni di ingegneria antisismica, ma non puoi neanche andarle ad applicare in un paese con centotrenta milioni di abitanti. A me il dato più notevole pare che con un terremoto tra i più forti della storia ci saranno probabilmente meno morti di quanti ce ne sono stati in Irpinia.

    Ovviamente, un ragionamento così “freddo” soccombe dinnanzi a qualsiasi atteggiamento partigiano.

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    • Sì, di solito in momenti come questi, il buon senso e la pietas vorrebbero che si evitasse la polemica. Da questo punto di vista, devo dire, mi sono stupito come già IERI sera (quando ancora la gente moriva) alcuni personaggi in tv stigmatizzassero il nucleare per via di questo evento, e come altri puntassero il dito contro l’AGW quale causa di questi terremoti e tsunami.

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  12. ultime news delle 13:55

    http://www.cronacalive.it

    TOKYO / E’ massimo l’allarme alle centrali nucleari di Fukushima. Si è infatti appreso che anche la centrale nucleare numero 2 ha problemi nel raffreddamento. E intanto giungono le prime conferme dell’avvenuta fuga di sostanze radioattive. All’esterno dell’impianto, sono state individuate tracce di cesio radioattivo. La zona era stata evacuata in un raggio di 10 km.
    Ma i problemi non riguardano solo la centrale di Fukusjhima Daiichi. Si è bloccato il sistema di raffreddamento anche in una seconda centrale nucleare non molto distante dall’altra, all’incirca a 11 km. Le due centrali sono la Fukushima N1, (la Fukushima-Daiichi) e la Fukushima-Daini, la N.2. A comunicarlo all’agenzia stampa Kyodo è stata la Tokyo Electric Power Company, citata dalla Bbc.
    Nella centrale Fukushima N.1, sono stati rilevati livelli di radioattività 1000 volte più alti della norma, all’interno della sala di controllo. Nell’area esterna si sono registrati, invece, livelli 8 volte superiori alla soglia critica. Secondo quanto riportano fonti governative, le nuove operazioni per ridurre la pressione del reattore nucleare di Fukushima n1 hanno avuto successo. La situazione sarebbe “sotto controllo”, ma è ancora presto per dire che il peggio è passato.

    Crollato il tetto del reattore
    Il tetto del reattore di Fukushima con forti problemi di tenuta dell’impianto di raffreddamento è crollato. Lo conferma il gestore dell’impianto Tepco.
    Tepco, ha riferito l’Agenzia per la sicurezza nucleare in una breve conferenza stampa, ha spiegato che l’esplosione dell’impianto nucleare si è verificato durante le scosse di assestamento.

    nuova scossa in zona Fukushima alle 10.15 ora locale (le 2.15 di stanotte in Italia) magnitudo 6.4

    TOKYO / Una nuova scossa di terremoto ha colpito il Giappone negli ultimi minuti. La scossa di magnitudo 6 ha colpito la zona a nord di Tokyo, dunque ancora nella zona di Fukushima. La notizia è stata data in diretta dalla tv giapponese che ha mostrato le immagini delle telecamere fisse che ballavano. L’epicentro è nella baia di Fukushima, a circa 40 km di profondità.
    La zona maggiormente colpita sembra essere proprio in prossimità della centrale nucleare. Il numero degli evacuati continua ad aumentare.
    La tv giapponese indica che la magnitudo effettiva della scossa è stata di 5 nella prefettura di Fukushima. Nelle altre prefetture a nord la magnitudo effettiva è stata di 3-4.

    ————————
    mi permetto una considerazione a margine personale: le ultime 3 righe di quanto ho riportato dimostrano la non conoscenza dei fenomeni di chi riporta le notizie: la magnitudo di un sisma è una grandezza univoca definita su base matematica dai sismogrammi delle stazioni di misura, quindi dire “Nelle altre prefetture a nord la magnitudo effettiva è stata di 3-4” non ha nessun senso e nessun significato, in quanto la Magnitudo NON misura l’intensità degli effetti del sisma…..
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    ANSA:
    Il violento terremoto di magnitudo 8.9 e lo tsunami che ieri hanno devastato il nord-est del Giappone hanno provocato almeno 1300 vittime. Continuano a susseguirsi le scosse, almeno una ventina nelle ultime ore. Sale l’incubo nucleare. Violenta esplosione a Fukushima: feriti alcuni impiegati, entrano in azione super-pompieri. Area evacuata per 20 km. L’Agenzia giapponese sulla sicurezza nucleare ha definito però “improbabili” gravi danni al reattore. Aiea chiede informazioni a Tokyo. Intanto il premier Naoto Kan parla in tv: sisma, un disastro senza precedenti.
    300-400 CADAVERI IN PORTO NORD EST – L’esercito giapponese ha annunciato di aver ritrovato 300-400 cadaveri nel porto di Rikuzentakata (nord est), travolto dallo tsunami seguito al devastante terremoto che ieri ha colpito il Giappone.

    9.500 DISPERSI IN PREFETTURA MIYAGI – Ci sono 9.500 persone disperse nel porto di Minamisanriku, nella prefettura di Miyagi, nord est del Giappone, una delle zone piu’ colpite dal devastante tsunami seguito al terremoto di ieri. Lo riferisce l’agenzia Kyodo news.

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  13. la carta sulle radiazioni è un fake che sta girando in rete, credo sia il caso di toglierla

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  14. Mi complimento per l’equilibrio, la sobrietà e la pietas con cui CM sta seguendo gli eventi in Giappone. In questo momento l’emozione è forte per cui non mi va di esprimere ulteriori considerazioni. Ci sarà tempo e spazio per commentare quando il quadro sarà più chiaro. Ora è il momento del silenzio e della riflessione.
    Saluti, Donato.

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  15. Secondo Bloomberg (notizia pubblicata verso le 17:00 CET): la grande esplosione alla centrale di Fukushima è dovuta ad una fuga di H2 esterna all’edificio del reattore; il raffreddamento con acqua di mare procede correttamente, e le fughe radioattive, in diminuzione, non hanno raggiunto livelli rilevanti per la salute umana.

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  16. E’ sempre presente il rischio di fusione del nocciolo, e non è chiaro se il “meltdown” sia in effetti già avvenuto a Fukushima Daichi 1 (fonte BBC). Mentre al momento pare non essere ancora capitato a Fukushima Daichi 3, dove però il rischio d’un incidente del tutto simile al n°1 è elevato.
    Al peggio, come detto, avremo un incidente dello stesso livello di Three Mile Island del 1979 (per altro, i problemi di una valvola di controllo a Fukushima 3 ricordano ahimé molto quest’incidente) per cui si arriverebbe alla fusione del nocciolo, alla perdita del reattore, ma il tutto rimarrebbe entro il contenimento primario (che ha già dimostrato di reggere molto bene) senza gravi fughe radioattive.
    Purtroppo parliamo di un reattore impostato negli anni ’60 (n°1, operativo dal 1971) e di uno impostato negli anni ’70 (n°3, operativo dal 1976) per cui con livelli di sicurezza, normative antisismiche e tecniche costruttive inferiori alle attuali.

    Cito infine, sempre dalla BBC, Malcolm Grimston, esperto nucleare dell’Imperial College di Londra:
    “Given the circumstances, I think this is an extraordinary tribute to those scientists and engineers and designers who built these plants in the 1960s. I’m enormously impressed at the way in which these reactors have withstood the largest earthquake ever in Japan and one of the 10 largest that we’ve ever recorded on earth”.
    “Date le circostanze, penso che questo sia uno straordinario tributo a quegli scienziati ed ingegneri che hanno costruito questi impianti negli anni ’60. Sono davvero impressionato per il modo in cui questi reattori hanno resistito al più grande terremoto mai avvenuto in Giappone, ed uno dei 10 più grandi che abbiamo mai registrato sulla Terra”.

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  17. P.S. davvero apprezzabile la copertura mediatica della BBC (che torna a dimostrarsi un eccellente servizio pubblico): gli incidenti nucleari vengono trattati con pacatezza e con continui aggiornamenti (ieri la TV italiana continuava a dare notizie allarmistiche ed errate ormai vecchie di ore) ma soprattutto con l’intervento di veri esperti, la spiegazione di come funzionano i reattori BWR o cosa accade in caso di fuzione del nocciolo ecc. Tutt’altra “musica” sui media italiani, che forse credono di trovarsi sul set de “La Sindrome Cinese”.

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  18. Come si genera l’H2 in queste circostanze? Un’altra domanda, che dalle letture che ho fatto (*) rimane senza risposta: i danni ai due reattori sono stati causati dal terremoto o dal maremoto?

    (*) Scusate la franchezza, ma consiglio di leggere solo stampa estera. Sui nostri giornali trovo solo traduzioni parziali e anche grossolane nei termini tecnici.

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    • Per ora non si hanno notizie di danno ai reattori in sé (per fortuna), anche se appunto il n°1 potrebbe subire la fusione del nocciolo; è vero invece che le strutture circostanti i reattori hanno subito danni, non solo quelli che hanno problemi, prima per il terremoto (un tecnico morto sotto una gru) e poi anche per il maremoto (che pare abbia causato il blocco dei gruppi diesel d’emergenza che servivano per pompare il liquido refrigerante nel reattore n°1 – acqua, addizionata di acido borico per “spegnere” la fissione).
      L’idrogeno potrebbe generarsi per reazione chimica ad altissime temperature, in caso di fusione delle guaine di zirconio (che contengono le barre di combustibile nucleare) a contatto con l’acqua.

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    • da un’ANSA delle 14 di oggi:

      “IL PUNTO SULLE CENTRALI NUCLEARI – Sono stati 11, complessivamente, i reattori che si sono spenti automaticamente in seguito al terremoto che venerdì ha colpito il Giappone. I reattori appartengono a 4 delle 54 centrali attive in Giappone, le altre hanno continuato a funzionare perché l’accelerazione al suolo a livello locale non è stata tale da comandarne lo spegnimento automatico. Quest’ultimo è una misura automatica che scatta per motivi di sicurezza con terremoti di magnitudo 6. I problemi più seri riguardano al momento la centrale di Fukushima I, dove i 3 dei 6 reattori in funzione si sono spenti immediatamente. I problemi sono nati in seguito, quando tsunami e scosse di assestamento hanno danneggiato i generatori diesel che alimentano il sistema di raffreddamento di emergenza, provocando surriscaldamento e rendendo necessario il rilascio controllato di vapore con contrazioni di isotopi radioattivi. Da ieri il reattore è raffreddato con acqua di mare. Sempre ieri una nuova forte scossa sismica ha provocato un’esplosione che ha danneggiato seriamente la parte alta dell’edificio reattore dell’unità n. 1. Secondo gestore, autorità di controllo e governo, l’esplosione non ha pregiudicato la funzione di contenimento. Nel reattore 2 di Fukushima I il sistema di raffreddamento d’emergenza ha funzionato, ma l’aumento della pressione nell’edificio di contenimento ha costretto a scaricare il vapore nell’atmosfera. Nel reattore 3 il sistema di raffreddamento di emergenza non ha funzionato, come nel reattore 1, probabilmente per l’accumulo di calore si sono rotte alcune barre di combustibile, provocando il rilascio di iodio 131 nell’atmosfera insieme al vapore. Nella centrale di Onagawa sono stati fermati tutti e tre i reattori attivi e tutti e 4 quelli della centrale di Fukushima II, che si trova a 11 chilometri da Fukushima I. Si è fermato anche l’unico reattore della centrale di Tokai. Al momento, a quanto si apprende, si sono verificati alcuni incendi nelle strutture convenzionali (non nucleari) delle centrali, tutti immediatamente spenti, come è accaduto ad Onagawa. Nella centrale di Fukushima II i sistemi di emergenza hanno funzionato regolarmente e i reattori stanno progressivamente raggiungendo le condizioni di spegnimento a freddo, eliminando così rischi di rilascio di isotopi radioattivi.”

      questo da ANSA delle 19.10:

      “AIEA; EMERGENZA IN CENTRALE ONAGAWA – E’ stato decretato lo stato d’emergenza in una seconda centrale nucleare in Giappone, colpita dal devastante terremoto di venerdì. Lo ha reso noto l’Aiea (Agenzia internazionale dell’energia atomica). “Le autorità giapponesi – scrive un comunicato dell’agenzia dell’Onu, che ha sede a Vienna – hanno informato l’Aiea che il primo (cioé il più basso) stato d’allerta è stato deciso nella centrale di Onagawa dalla Tohoku Electric Power Company”. Secondo le autorità giapponesi, riferisce l’Aiea, i tre reattori del sito nucleare di Onagawa “sono sotto controllo” e “l’allerta è stato dichiarato per il fatto che i livelli della radioattività registrati sono superiori ai livelli autorizzati nell’area vicino alla centrale”. “Le autorità giapponesi stanno tentando di stabilire l’origine delle radiazioni”.

      FUMO ANCHE DA CENTRALE MIYAGI – L’uscita di fumo è stata anche segnalata da un’altra centrale nucleare della prefettura di Miyagi. Lo riferisce la tv pubblica, la Nhk.

      RIPRESO RAFFREDDAMENTO REATTORE TOKAI – Il sistema di raffreddamento del reattore n.2 della centrale nucleare di Tokai, 120 chilometri a nord di Tokyo, e’ in funzione secondo la Japan Atomic Power, che gestisce l’impianto. La Jpa ha precisato che due dei tre generatori usati per il raffreddamento sono in avaria ma che il terzo e’ in funzione. Il reattore si e’ spento automaticamente venerdi’ scorso dopo il terremoto e il devastante tsunami che ne e’ seguito.

      GOVERNO, PROBLEMA REATTORE RESTA GRAVE – “Stiamo verificando lo stato delle barre del combustibile del reattore n.3′”. Lo ha detto il portavoce del governo, Yukio Edano, precisando che “l’acqua nel reattore tende a non salire. La situazione resta critica”.”

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  19. Pare che Onagawa risulti essere un falso allarme: il livello di radioattività era salito a 21microsievert/ora, ma ora è già ridisceso a 10. Addirittura c’è chi parla di possibile contaminazione per le radiazioni fuoriuscite da Fukushima I (Daichi) 1 e 3.
    Il solo parlare di “radioattività”, per non dire “contaminazione”, ingenera un vero panico, irrazionale quanto non proporzionale ad altre situazioni ben più gravi: non mi pare ci sia nessuna isteria verso le dighe, nonostante una di queste cedendo in seguito al terremoto abbia spazzato via un’intera valle in Giappone; eppure ogni possibile problema alle centrali nucleari va subito in primo piano, anche Onagawa che misurava in ogni caso valori di radioattività davvero modesti. Tanto che il ministro dell’ambiente austriaco ha chiesto una verifica antisismica di tutte le centrali nucleari europee: probabilmente, se il suo paese avesse almeno un reattore (l’Austria, assieme all’Italia, è l’unico stato in zona senza centrali) saprebbe che tali verifiche partono già dal progetto della centrale stessa; ma non è stata avanzata la stessa richiesta per le dighe, né per gli impianti chimici.

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  20. Il prof. Imamura, dell’Università Tohoku di Sendai, ha parlato di un evento con tempi di ritorno “letteralmente millenari”, dato che il precedente simile evento fu nell’869, a quanto si è ricostruito dalle cronache e dai sedimenti geologici (con mille morti).

    Il prof. Regan, esperto in protezione radioattiva ed ambientale dell’Università del Surrey, ha dichiarato che nessuno dei “vessel” (i contenitori in pressione dei reattori, che ospitano le barre di combustibile e l’acqua a diretto contatto con esse) si è rotto, e che “il peggio appare passato”.

    Intanto l’allarme a Onagawa è pienamente rientrato, dato che i livelli di radioattività sono tornati normali.

    Fonte BBC on line.

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    • Sì corrisponde alle ricostruzioni che ho letto anche altrove da ieri sera.
      Pensare che, con un reattore di generazione III+ a sicurezza passiva, tutto questo non sarebbe mai successo, nemmeno in caso di black-out elettrico totale.

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  21. Continuano i problemi ai reattori n°1, 2 e 3 della centrale di Fukushima I (Daichi); c’è un serio rischio di fusione del nocciolo, pare soprattutto nel n° 2 che era quello che finora aveva dato meno problemi. Purtroppo la situazione è resa critica sia dal maremoto che ha messo fuori uso i gruppi diesel, sia dalla carenza di energia elettrica disponibile per le operazioni di raffreddamento dei reattori.
    Ricordo comunque che, in caso di meltdown, i contenimenti sono progettati per contenere all’interno il materiale fuso ed altamente radioattivo; è quello che successe a Three Mile Island nel 1979, con danni ambientali ed umani molto bassi, tanto da permettere il pronto ritorno alla vita normale in zona (e la continuazione della vita operativa dell’altro reattore della centrale).

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  22. C’è una grossa onda emotiva che si sta scatenando a livello europeo (più forse l’India). Da più parti si richiedono verifiche eccezionali sulle centrali, o un ripensamento della politica energetica. Tuttavia non vedo cosa dovrebbero trovare o rinnovare eventuali commissioni d’inchiesta: i livelli di sicurezza e le specifiche tecniche sono già rigidissime, e dubiterei solo di qualche vecchissima centrale in servizio (tipo un paio di reattori degli anni ’60 nel Regno Unito).
    Non è una gran consolazione sapere che anche nel mondo tedesco si è scatenata una spinta emotiva ben poco teutonica, direi quasi “italiana”; a parte anche un filo d’arroganza (vedesi l’atteggiamento austriaco che chiede la chiusura delle centrali negli altri paesi) questo atteggiamento manca completamentedi misura e di obiettività. Sarò monotono, ma nessuno sta chiedendo verifiche eccezionali delle dighe o degli impianti (petrol)chimici, pur essendo questi molto peggio costruiti (e gestiti) e molto più pericolosi sul piano umano ed ambientale.
    Come si dice…attendiamo che la tempesta passi, e valutiamo i reali danni. Anche perché l’unica reale concorrenza è nucleare/fossili, e rinunciare all’atomo vorrebbe dire doverlo sostituire con petrolio/gas/carbone.

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    • Caro Filippo, dimentichi che l’Italia è il paese del sole e del vento…

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      • Bisognerebbe far passare il messaggio che nucleare e rinnovabili convivono bene insieme, come sta procedendo Obama.

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  23. ultime ANSA 15:40

    E’ critica la situazione a Fukushima, dove a tre giorni dal devastante terremoto che ha colpito il Giappone, si lotta perevitare una nuova Chernobyl. Le barre di combustibile sono rimaste scoperte in tutti e tre i reattori della centrale nucleare di Fukushima 1 ed in uno di essi potrebbe essere cominciato il processo di fusione. Ad aggravare la situazione una nuova forte scossa di assestamento di magnitudo 6,2 avvertita anche a Tokyo. Intanto, si continuano a contare le vittime: 5.000 secondo l’ultimo bilancio che però si ritiene possa salire fino a 10 mila. Sul fronte economico la Borsa diTokyo ha chiuso gli scambi con una perdita del 6,18%; ferma la produzione nei maggiori impianti automobilistici del paese. La Bank of Japan immesso sui mercati valutari denaro liquido per 12mila miliardi di yen. La Farnesina ha reso noto che è sceso a due il numero degli italiani di cui non si hanno notizie.

    BARRE FUKUSHIMA COMPLETAMENTE ESPOSTE – Le barre di combustibile nucleare nel reattore n.2 della centrale di Fukushima n. 1 sono totalmente esposte. Lo ha annunciato la societa’ che gestisce l’impianto, la Tepco, secondo quanto riportato dall’agenzia Kyodo news. A questo punto, il rischio di fusione delle barre di combustibile non puo’ essere escluso.

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  24. Io penso che a mente fredda il fronte nuclearista debba rivedere qualcosa della sua politica di comunicazione. Ma ne riparliamo tra qualche giorno. Credo però che sia sostanzialmente inutile: con decenni di disinformazione antinuclearista portato avanti in modo efficiente e da un fronte molto ampio, l’opinione pubblica non è in grado di affrontare una discussione oggettiva come dici tu. La politica, che è già sotto pressione per la crisi economica, non è in grado di andare controcorrente. Non c’è molto da aggiungere.

    Ancora oggi ho letto da qualche parte roba tipo “se l’incidente rimanesse all’attuale livello di gravità, sarebbe comunque la terza peggiore __tragedia__ nucleare della storia”. Lasciamo pure da parte Chernobyl; Three Miles Island non è certo stata una tragedia. Ma come si fa a ragionare con chi pone la questione in questi termini?

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    • Concordo. E se mi si permette il commento qualunquista, l’Italia, a destra come a sinistra, manca sia d’una valida informazione sul modello anglosassone (infatti sto seguendo gli eventi su BBC e CNN, grazie internet, anzi grazie Al Gore ehehehe) sia d’una classe politica capace di prendere decisioni responsabili e lungimiranti, controllando il naturale “panico collettivo” delle masse (già ben descritto dal Manzoni).
      Tuttavia, mi sembra che finora l’incidente abbia cambiato motlo poco le carte in tavola, quando anch’io m’attendevo un rinforzo del fronte antinuclearista:
      – chi era già contro, aveva paura prima ed ha paura adesso, per cui non cambia idea;
      – chi era a favore, riconosce l’eccezionalità dell’evento, il ritardo con cui sono stati dismessi i vecchi reattori per costruirne di nuovi, e l’impegno dimostrato nel contenere l’incidente, per cui difficilmente cambierà opinione se ben informato.

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  25. ça BBC parla di un possibile errore umano al reattore n°2 di Fukushima-I: pare che sia stata chiusa una valvola che controlla il flusso dell’acqua di raffreddamento, interrompendolo; il livello interno del fluido è dunque improvvisamente calato (vaporizzandosi) esponendo così le barre. Questo è altamente pericoloso dato che in questa maniera il combustibile non può venire efficacemente raffreddato, ed il rischio di fusione del nocciolo è molto elevato: incidente molto simile al sempre già citato TMI-1979. La radioattività pare in aumento.

    Ci andrei invece cauto sulla presunta ricaduta radioattiva sulla flotta americana 100km al largo. Non so con quale criterio e frequenza vengano effettuati controlli radiologici sui marinai, né quale sia la quantità di materiale radioattivo rilevato: per quanto ne sappiamo, potevano essere a bordo di scafi a propulsione nucleare, per non parlare della possibile presenza di armi nucleari a bordo; anche escludendo ciò, le fonti di radioattività sia naturali che artificiali (es. apparecchiature mediche radiologiche) non possono essere escluse, senza più precise informazioni.

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    • i contaminati fanno parte dell’equipaggio di tre elicotteri della Reagan in missione di soccorso. Nessun contaminato a bordo. I 19 sono stati decontaminati e non corrono alcun pericolo. Mi preoccupano di più le dosi a cui sono esposti i tecnici e gli ingegneri ora al lavoro nelle sale controllo della centrale.

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      • Sì, e la notizia è (volendo) anche positiva: l’eventuale radioattività si sta disperdendo nell’atmosfera e verso l’oceano, in quantità piuttosto ridotta. Essendo equipaggi aerei, escluderei le fonti a bordo – direi che ce ne sono molte su una portaerei nucleare.

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  26. Yukiya Amano, dell’agenzia ONU di controllo nucleare, conferma che i contenimenti dei reattori hanno retto e la fuoriuscita radioattiva è minima.

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  27. Fa piacere leggere in giro che la discussione qui presente è ritenuta di elevata qualità. Grazie a tutti!

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  28. Breve sunto al momento, dalle notizie BBC e CNN:
    – il sisma, direttamente, pur ben più potente dei requisiti di progetto, non ha causato alcun danno ai reattori, ai contenimenti ed ai sistemi di sicurezza, e tutto ha operato in maniera corretta;
    – il maremoto, invece, oltrepassando le protezioni previste, ha messo fuori uso i gruppi diesel d’emergenza, togliendo elettricità alla centrale (che è di fatto isolata anche elettricamente, in una zona completamente devastata) e quindi ai sistemi di sicurezza;
    – i gruppi elettrici forniti dalla marina americana hanno permesso di riprendere le operazioni di sicurezza, ma ormai i reattori operativi si erano surriscaldati;
    – reattori 1 e 3 con probabile parziale fusione del nocciolo, danni solo agli edifici esterni, dovrebbero essere finalmente sotto controllo e con perdite radioattive minime;
    – reattore 2 con probabile fusione del nocciolo e possibili danni ad uno dei contenimenti, ma perdite radioattive minime, e più passa il tempo più il calore residuo diminuisce e si può controllare il reattore;
    – i reattori 4, 5 e 6 erano spenti per manutenzione e sostituzione del combustibile, per cui essi non hanno alcun problema in sé;
    – ma le “piscine” annesse a questi ultimi tre reattori erano piene del combustibile esausto, che necessita di refrigerazione;
    – la “piscina” del 4 ha cominciato a emettere idrogeno (reazione chimica tra le guaine di zirconio delle barre, surriscaldate, e l’acqua di raffreddamento) che poi è esploso in aria, come avvenuto nei tre reattori operativi, ma ha anche provocato un incendio poi domato, mentre i livelli di radioattività sono fortemente saliti fino a livelli molto pericolosi nei pressi dell’edificio del reattore;
    – tuttavia la quantità di particelle radioattive emesse è stata abbastanza modesta da disperdersi facilmente nell’atmosfera, rappresentando un perizolo minore già ai cancelli della centrale, e dopo alcune ore tali livelli sono scesi entro limiti accettabili anche nei pressi del reattore 4;
    – numerosi tecnici sono stati esposti a dosi di radiazioni, da minime a pericolose, ma la popolazione civile non ha ancora subito alcuna ricaduta radioattiva.

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  29. Ultim’ora BBC: fuoco presso il reattore 4, ma nessun avviso di nuove esplosioni al momento. Incidente, o incendio controllato dell’idrogeno emesso?

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    • No stanno tentando di spegnerlo: altro incidente.
      I reattori probabilmente riusciranno ad essere “controllati”, anche se è andato letteralmente tutto storto, ma rischiamo un serio incidente in un edificio di “passaggio” delle scorie.

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  30. La Germania ha annunciato che chiuderà i 2 reattori più obsoleti (e sarebbe ora: dovevano sostituirli tempo fa invece) e disporrà tre mesi di “fermo” per controlli straordinari alle 7 unità pre-1980; le altre, più recenti, funzioneranno come normale. Questa è una mossa politica e non tecnica, per tener buona l’pinione pubblica: i reattri nucleari vengono regolarmente controllati, monitorati, verificati in ogni loro componente, e le ispezioni non troveranno nulla che non abbiano gia controllato, monitorato, verificato e validato.
    L’E.On però avverte che tale decisione potrebbe avere gravi conseguenze sulla rete elettrica tedesca, con scompensi nella fornitura d’energia.

    Gli USA invece, per bocca sia del portavoce di Obama, che del segretario all’energia Chu, confermano il proprio impegno per i nuovi 20 reattori in programma (di 2 si sono già iniziate le “opere civili”) e difendono a spada tratta l’industria nucleare americana dai dubbi sulla sicurezza e la prevenzione del rischio.

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  31. Oggi ho sentito in TV che qualche “tecnico” ipotizzava una connessione tra una esplosione e l’altra (fino ad arrivare all’ultima). Si ipotizzava una connessione. Domando agli esperti: è possibile? Ovviamente per connessione non si intendeva un danno strutturale causato magari dall’onda d’urto, ma a una qualche emissione che “influenzava” lo stato degli altri reattori. Da profano dico che mi sembra una sciocchezza.

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    • I composti esplosivi possono in effetti esplodere “per simpatia”, uno dietro l’altro, ma ovviamente in sequenza immediata.
      Quindi, la sequenza di eventi esclude questo caso, dato che si sarebbe tratto di 4 esplosioni diverse in 4 orari diversi.
      Se però c’è un esperto in materia, ci illuminerà meglio.

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  32. In Germania va tenuto conto che ci sono un certo numero di scadenze elettorali quest’anno e che il partito di governo è in difficoltà.
    Sempre relativamente alla Germania, ma non solo, il commissario europeo per l’energia, che è tedesco, ha parlato di “apocalisse”.

    Negli USA da quanto ho potuto vedere (mi spiace, mi sono perso il link) le centrali nucleari datate sono alcune decine – immagino anche a causa della moratoria sulle nuove centrali degli ultimi trent’anni (tipica “mezza misura” della politica: non ne costruiamo nuove perché sono impopolari, non possiamo rinunciare a quelle esistenti perché non ci sono alternative, quindi le lasciamo invecchiare).

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    • Il commissario all’energia è un personaggio piuttosto discusso in Germania per le sue uscite “sopra le righe” e a sproposito, e personalmente credo che qui non faccia eccezione: invece di analizzare lucidamente la situazione, pro o contro non importa, si mette a diffondere un panico immotivato in Europa, ed a sminuire l’impegno di chi è davvero in Giappone.

      Sì gli USA hanno molte centrali datate, esattamente per quel motivo: non sono mai state sostituite.

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  33. Domato il nuovo incendio alla piscina del n°4. Ancora ignote le cause.

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  34. [NOTA per il moderatore: mi scuso, il post è “partito” inavvertitamente, lo riprendo integro qui pregando di cancellare il precedente — grazie!]

    Un pensiero a quelli lì dentro a Fukushima…

    Ho una esperienza con fabbriche con macchinari termici pesanti — i grandi forni rotanti usati nel cemento e, più piccoli, per l’argilla espansa.

    Mi sono trovato qualche volta in situazioni precarie (ma mai pericolose) e vorrei descrivere cosa ho vissuto, per poter dare così un’idea di cosa stanno vivendo i tecnici e le maestranze a Fukushima.

    Un forno rotante è un tubo di 3 – 6 metri di diametro e 50 metri di lunghezza, circa 1000 tonnellate di acciaio e refrattario con 1300 – 1600 gradi al suo interno, che ruotano su pesanti anelli di acciaio con tolleranze del decimo di millimetro. Ci vogliono 24 – 48 ore per portarlo a regime termico, e se si ferma a caldo il “tubo” si piega in uno-due minuti con danni di qualche milione di euro.

    Per non farlo mai fermare a caldo si usano almeno due sistemi di emergenza, uno o più gruppi elettrogeni diesel da 500 – 1000 kW con partenza immediata, e come ultima difesa, un motore locale a scoppio collegato meccanicamente al riduttore che fa ruotare il forno.

    Qualche anno fa, durante l’avviamento di un forno simile in Venezuela, mancò la corrente durante un forte temporale — e il gruppo di emergenza si arrestò dopo pochi minuti. Avevamo rilevato la fabbrica da un gruppo locale che non riusciva a farla funzionare, e vi erano molte apparecchiature americane che noi europei non conoscevamo bene.

    Dopo pochi secondi, nella cabina di comando si cominciò a sentore un forte sibilo: non lo sapevamo, ma un dosatore Foxboro del metano, rimasto senza corrente, aveva (incredibilmente!) come “no power default” la posizione “tutto aperto”, ed il flusso di metano acceso dentro al forno passò in pochi secondi da 1000 a 4000 m3/ora.

    In parole semplici, eravamo a circa 180 secondi dal “meltdown” di un forno rotante, e i comandi a distanza della “gigliottina del gas” della cabina di decompressione del metano, a circa 200 metri, non funzionarono. Fu un ingegnere italiano di Avellino che, in mezzo allo sconcerto generale, conservò la calma, riuscì al buio a trovare fisicamente quel dosatore e, in un minuto, ad azionare un comando manuale che arrestò il metano, salvando così il forno. Peraltro, se avesse funzionato la “ghigliottina”, con il senno del poi scoprimmo che il motore a scoppio di emergenza, alimentato pure lui a metano, non avrebbe funzionato, ed il forno si sarebbe deformato irrimediabilmente.

    Fin qui la mia piccola storia, una delle molte di questo tipo, che racconto solo perchè mi fa rivivere quello che vorrei trasmettere con queste righe: quando vediamo le esplosioni di Fukushima nei video, non vediamo l’angoscia delle persone che ci lavorano, degli operai e dei tecnici che, dopo il terremoto ed i tsunami, durante giorni e notti continue di lavoro, vedono sempre più andare a pezzi e in fumo il loro mondo.

    Senza corrente, in cabine di comando probabilmente semibuie e con gran parte della strumentazione fuori uso, non smettono un attimo di lottare, coscienti, ma senza tenerne conto, dei pericoli che stanno correndo, per mettere in sicurezza quella che loro, più di chiunque altro, considerano la “loro” fabbrica.

    Per loro, vedere dopo decine di anni saltare in aria uno dopo l’altro, per ragioni che probabilmente non riescono a capire del tutto, gli edifici che contengono i reattori, gli crea uno sgomento, una sofferenza che chi ha vissuto, sia pure in minima parte, qualcosa di simile, deve cercare di trasmettere agli altri, per far capire una dimensione aggiuntiva di una tragedia che supera la nostra capacità umana di capirla tutta insieme.

    Spero fortemente che un giorno qualcuno racconterà la loro storia,
    per non perdere il ricordo del loro coraggio.

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  35. C’è stata un’emissione di “fumo” dal reattore n°3, apparentemente durata meno di un’ora, ed essendo “fumo bianco” potrebbe essere stato vapor d’acqua.
    Il personale tecnico in loco è stato temporaneamente allontanato in via precauzionale, ma è presto ritornato sul luogo.
    La BBC parla di un picco di 10mSv/ora di radioattività nel perimetro della centrale, elevato ma nettamente inferiore ai picchi seguiti all’incendio presso la “piscina” del reattore n°4. L’OMS (WHO) ha lanciato un appello perché sia contenuta l’ingiustificata paura di una nube radioattiva sull’Asia, dato che non c’è alcun segno di livelli pericolosi di radioattività [al di fuori della centrale, NdA].
    Le notizie fanno comunque ben capire il panico che sta prendendo Tokio, e gli stranieri presenti, anche se non sono ancora segnalate nubi radioattive, ed il vento soffi sempre verso l’oceano.
    La CNN ci fa sapere che due elicctori sorvolano la centrale, uno per la misura delle radiazioni, ed uno carico d’acqua da sversare sul reattore n°3 al bisogno. Inoltre, in via precauzionale, sta venendo evacuata l’area intorno alla centrale di Fukushima-II (Daini): i reattori sono stati spenti in sicurezza, ma le “piscine” presentano il rischio di surriscaldamento.
    La Sud Corea invierà al Giappone riserve di acido borico, che diluito nell’acqua di raffreddamento inibisce la reazione di fissione.

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    • Abortita la missione per “innaffiare” con l’elicottero il reattore n° 3.

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    • Nuovo rapporto ufficiale. Non ci sono immediati rischi a 20km dalla centrale, nella quale il livello di radioattività si è al momento stabilizzato su 1.5mSv/ora.

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  36. BBC:
    “Some interesting comments on the psychological impact of nuclear crises from David Spiegelhalter, professor of the public understanding of risk at the University of Cambridge: “Nuclear issues really tick all the boxes when it comes to peoples’ fears. It’s been researched very well that it’s an area where all the things that make people shudder come to the fore,” he tells the BBC World Service. “The idea of some sort of invisible threat, something you can’t see – it’s associated with cancer, people don’t feel in control of it, you cannot just get to the high ground.”
    Prof Spiegelhalter adds that fear is exacerbated by the fact that most people do not understand the science behind nuclear power. “There is a real emotional, gut feeling response to it. And of course it is usually tied in with trust – with trust in authorities, in the electricity company and in what you are being told. And that takes a long time to build up, even in situations when there is no apparent risk. So it’s a very tricky issue.”

    Alcuni interessanti commenti sull’impatto psicologico delle crisi nucleari da David Spiegelhalter, professore di comprensione pubblica del rischio a Cambridge: “Le questioni nucleari toccano tutti i nervi scoperti quando si rapportano alle paure della gente. E’ stato studiato molto bene che è un’area [quella nucleare] dove tutte le cose che fanno rabbrividire le persone vengono fuori” dichiara alla BBC World Service. “L’idea che una sorta di minaccia invisibile, qualcosa che non puoi vedere – è associata al cancro, le persone non si sentono in controllo di questo, non puoi passarci sopra”.
    Il Prof. Spiegelhalter aggiunge che la paura è esacerbata dal fatto che la maggioranza delle persone non comprende la scienza dietro l’energia nucleare. “C’è una risposta sentimentale davvero emozionale, che va alla pancia della gente, su questo. E naturalmente questo è di solito legato alla fiducia – la fiducia nelle autorità, nella compagnia elettrica ed in quello che ti dicono. E ci vuole molto tempo per costruirla, anche in situazioni dove non pare esserci pericolo. Ne risulta una questione molto spinosa”.

    Spero che la traduzione sia accurata.

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  37. Di fronte all’incidente nucleare, per quanto grave, sembrano passare in secondo piano le notizie sul “cataclisma” naturale.
    Centinaia di migliaia di persone sono ancora sfollate in condizioni precarie, spesso con pochi o nulli viveri ed acqua potabile, e letteralmente “al freddo e al gelo”. Migliaia di chilometri quadrati di territorio sono distrutti, se non completamente devastati; non esistono più le “reti”, stradale, elettrica, telefonica, idrica in molte zone anche densamente popolate. Migliaia di corpi giacciono ancora insepolti sotto il fango e le macerie. Intanto, il paese è scosso da continui forti tremori: dopo “l’apocalittica” magnitudine 9.0 in mare con il maremoto a seguire, ci son stati 3 terremoti diversi >=6.0 nelle isole giapponesi (energia paragonabile a Belice, riuli o L’Aquila) e diverse scosse di assestamento >=5.0, il tutto nel giro di appena 5 giorni. La stessa capitale Tokio, rimasta inzialmente praticamente isolata e senza rifornimenti, ha grosse difficoltà a riprendere la vita nromale ed è spopolata dal panico.
    L’isola di Honshu, la maggiore del Giappone, pare che si sia spostata di 8cm; la penisola coreana, abbastanza lontana dai sismi, di 5cm.

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    • P.S. senza dimenticare il “razionamento elettrico” in atto, in attesa di poter ricnnettere alla rete le centrali spentesi in seguito al sisma (tranne ovviamente Fukushima).

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  38. Mi correggo, il Giappone dovrebbe essersi spostato di 3m.
    Intanto, importante dal punto di vista politico, e che sottolinea bene la gravità della situazione, il messaggio televisivo a reti unificate diretto a tutto il Giappone da parte di S.M.I. Akihito a proposito del recente cataclisma, definito come un evento senza precedenti dalla BBC (nel 1995 inviò solo un messaggio scritto).

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    • La prima volta che ho letto questa notizia, diceva che “un-isola” (Honshu) si era spostata di 2,4 metri.
      “Un’isola”… evidentemente chi ha dato la notizia non aveva idea che l’isola di Honshu ha una superficie di 231.090 km², pari quasi all’Italia continentale (l’Italia tutta ha superficie di 301.336 km²).
      Nell’isola di Honshu si trovano le maggiori città giapponesi, la capitale T?ky?, Hiroshima, Kawasaki, K?be, Ky?to, Nagoya, Nara, Osaka, Sendai, Yokohama.

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      • Per un problema dell’editor, alcuni nomi sono incomprensibili. Li correggo
        [ la capitale Tokyo, Hiroshima, Kawasaki, Kobe, Kyoto, Nagoya, Nara, Osaka, Sendai, Yokohama. ]

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  39. Nonostante i danni e la probabile (parziale) fusione del nocciolo, paiono stabili i reattori 1, 2 e 3, ed ancora intatti i contenimenti: comunque la situazione è grave, ma se si continua così va sempre meglio.
    Il problema, e non minore, sono le piscine del combustibile esausto. La situazione di quella del reattore 4 è particolarmente grave, le barre potrebbero essere completamente scoperte ed il rischio è potenzialmente molto elevato: se cominciasse una fuga “importante” di radioattività, i livelli sarebbero molto elevati, tali da impedire ogni attività nella centrale, compresi i tre reattori di cui sopra.

    Il livello dell’incidente, a causa di quest’ultimo evento, potrebbe eguagliare il 6 (su 7) come Kyshtym:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Kyshtym_Disaster

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    • “ma se si continua così va sempre meglio.”

      Ne siamo veramente sicuri? Perché la BBC – che finora si è dimostrata piuttosto professionale – qui (http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12766930) riferisce che la TEPCO teme una re-criticalità nella piscina andata asciutta, cioè un reinnesco della reazione nucleare. Mentre la temperatura dei quattro reattori, pure alta, si sta lentamente riducendo perché la reazione è ferma, se capisco bene così non sarebbe per la piscina se la reazione si reinnesca, avvenendo oltretutto al di fuori da ogni meccanismo di contenimento. La cosa è spiegata più in dettaglio sempre dalla BBC: http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-12762608

      Nel frattempo, gli americani hanno dichiarato una propria area di evacuazione di ben 80km di raggio.

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      • Quella frase è evidentemente riferita ai tre reattori, e non alla piscina dove “il rischio è potenzialmente molto elevato”.

        Dubito inoltre che la reazione possa reinnescarsi, senza l’acqua per moderarla (la piscina 4 pare vuota o quasi) – ed anche in presenza di acqua, la sua ebollizione renderebbe più difficile l’innesco.

        Teniamo conto anche che parliamo di zone letteralmente devastate e dove manca tutto: meno gente c’è da assistere, meglio è, e quindi tanto meglio se gli stranieri evacuano l’area (per essere un po’ cinici).
        Come riferisce sempre la BBC, il panico è molto più diffuso tra gli occidentali che tra i giapponesi (a sentire i nostri TG, direi che abbiamo quasi più paura noi in Italia che loro lì).

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  40. Livelli di radioattività ai cancelli della centrale, ultimi dati BBC, in netto calo, ancora oltre il normale ma sotto i limiti pericolosi:
    0.752mSv/h alle 0800GMT
    0.338mSv/h alle 2000GMT

    La dose permessa ai lavoratori era stata elevata in giornata da 100mSv a 250mSv (totali).

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  41. Tra tanti dubbi una certezza. Analizzando le immagini dei lanci di acqua sul reattore 3, a proposito dell’unico lancio veramente riuscito si può notare che pochi secondi dopo che l’acqua arriva sul bersaglio si sprigiona una certa quantità di vapor d’acqua. C’ è qualcosa di molto caldo in quel punto e ben oltre i 100 gradi; potrebbe essere il contenitore in accaio del reattore ma per la posizione e me sembra la zona di stoccaggio del combustibile…

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    • E’ proprio lo stoccaggio. A questo punto possiamo dire con tranquillità che la società che gestisce l’impianto non brilli molto per la trasparenza…

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      • Sul punto in generale siamo d’accordo, ma spiegati meglio su cosa non è trasparente.
        Teniamo conto che tutte le società negli ambiti industriali hanno simili difficoltà a relazionarsi col pubblico, specialmente perché vengono sottoposte a forti pressioni e rischiano di ingenerare paure parzialmente infondate che si ritorcerebbero contro di loro: è un aspetto che andrebbe più curato da parte di tali società.

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      • Filippo, per aumentare la nostra conoscenza dell’evento, ci puoi spiegare quali sonon le principali differenza tra il reattore 3 e il reattore 4? Grazie.
        ( parlo del tipo di combustibile utilizzato. )

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        • Sono entrambi BWR-4 da 784MWe di potenza, anche se il reattore 3 è Toshiba ed il 4 è Hitachi.
          L’unica differenza apparente è nel combustibile usato: il 4 usa 100% uranio debolmente arricchito, come nella massima parte dei reattori; il 3 usa MOX, cioè un combustibile fatto al 93% di uranio ed al 7% di plutonio (spesso si usa il plutonio delle armi atomiche smantellate).
          Non è chiaro tuttavia in quale percentuale usi il MOX: potrebbe anche essere il 100%, ma anche solo il 30-50%, dato che oltre il 50% servirebbero piccole modifiche tecniche al reattore.
          In questo incidente, le uniche differenze “sensibili” sarebbero che il MOX produce un po’ più calore, e che c’è maggiore radioattività nel combustibile se non sbaglio.

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  42. Abbiamo aggiunto un interessantissimo video molto dettagliato dei quattro reattori, ripresi dall’alto. Lo trovate in testa all’articolo.

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  43. Anche se la passata giornata è stata un sostanziale stallo, perché non ci sono novità (ma neanche peggioramenti), c’è un aggiornamento interessante:

    http://www.nytimes.com/2011/03/18/world/asia/18intel.html

    The first readings from American data-collection flights over the stricken Fukushima nuclear plant in Japan show that the worst of the contamination has not spewed beyond the 18-mile range of highest concern established by Japanese authorities

    Le prime misurazioni effettuate da velivoli di ricognizione americani sulla centrale di Fukushima rivelano che il peggio della contaminazione non si è sparsa oltre il limite di 30km stabilito dalle autorità giapponesi.

    Questo mentre buona parte della stampa internazionale ha contribuito a diffondere il panico a proposito della radioattività a Tokyo, nonostante anche le misurazioni effettuate direttamente nella capitale fossero tutt’altro che preoccupanti.

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  44. Altra giornata senza particolari novità. Domani proveranno a far ripartire le pompe con l’allacciamento elettrico di emergenza.

    Segnalo anche questo articolo del Times of India che è il primo che mi è capitato sottomano a dare qualche dettaglio in più sul motivo per cui i generatori diesel si sono fermati (niente che non fosse immaginabile peraltro):

    http://timesofindia.indiatimes.com/india/At-Fukushima-gensets-were-underground/articleshow/7741036.cms

    Analysis emerging now shows that there were 13 diesel generators installed in a below-ground bunker near the seawall protecting the nuclear plant from the ocean. The diesel fuel was reportedly stored in tanks built on the sea front to facilitate easy unloading from ships.

    … The generators managed to provide power for about an hour when the 10-meter tsunami reached the plant, breached the seawall, swept away the diesel tanks and drowned the generators.

    … Keeping the generators at low levels has been criticized by experts in nuclear design.

    Tepco managing director Akio Komori has admitted that the elevation of the backup generators was a potential issue of inquiry.

    Some nuclear plants in the US, have Fukushima type design, but they keep the generators in watertight stalls with 30-centimeter thick concrete walls.

    Traduzione:

    Le analisi in corso mostrano che c’erano 13 generatori diesel installati in un bunker sotterraneo vicino alla diga di protezione della centrale dall’oceano. E’ stato riferito che il carburante diesel era stoccato in serbatoi costruiti di fronte al mare per facilitare lo scaricamento dalle navi.

    … I generatori sono stati in grado di fornire energia per circa un’ora quando lo tsunami da 10 metri ha raggiunto l’impianto, ha rotto la diga, ha disperso i serbatoi di carburante e allagato i generatori.

    … Il fatto che i generatori fossero in una posizione bassa sul terreno è stato criticato da esperti di progettazione di centrali nucleari.

    Il direttore esecutivo della Tepco Akio Komori ha ammesso che l’altezza a cui erano collocati i generatori fosse un potenziale problema da analizzare.

    Alcune centrali nucleari negli USA hanno la stessa struttura di quella di Fukushima, ma i generatori sono collocati in comparti a prova d’acqua con muri di protezione in cemento da 30 centimetri di spessore.

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  45. La corrente elettrica sta venendo riallacciata reattore dopo reattore: questo dovrebbe riattivare i sistemi di sicurezza e di pompaggio interni, e portare sempre più sotto controllo la situazione.
    Nei prossimi anni probabilmente l’intero impianto andrà smantellato – i tre reattori con il nocciolo (almeno in parte) fuso come ovvio, ma penso anche gli altri tre per ragioni di sicurezza. Si è parlato di un “sarcofago” in cemento, ma penso che si intendesse semplicemente un nuovo edificio esterno progettato come terzo contenimento (e non un semplice “capannone” intorno ai due contenimenti com’era prima dell’incidente) in attesa di poter iniziare le operazioni di dismissione in sicurezza.

    Intanto c’è un bell’articolo di David Spiegelhalter, professore di pubblica comprensione del rischio a Cambridge, sulla BBC, su come il rischio nucleare sia stato largamente “pompato” dai media ben oltre il suo reale pericolo, dimenticando la tragedia dello tsunami:

    http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12785274

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  46. Sembrerebbe che la fase di maggior pericolo sia in via di superamento. La cosa mi rende oltremodo felice. Non nell’ottica nucleare si, nucleare no ma solo in quella della salvaguardia della salute dei milioni di persone che vivono nelle vicinanze della centrale. Ho potuto seguire, in modo serio, le vicende della centrale nucleare danneggiata solo attraverso questo blog ed i commenti a questo post. La copertura mediatica del fenomeno (per uno come me che ha poca dimestichezza con l’inglese e che, quindi, non ha potuto attingere alle fonti “extra-italiane”) è stata di uno squallore unico. Un grazie di cuore a CM, C. Gravina ed a tutti coloro che hanno postato qui i loro commenti.
    Ciao, Donato.

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  47. Negli ultimi giorni abbiamo avuto esempio di falsi allarmi, come di voci completamente inventate.
    In alcuni siti, per la verità piuttosto inattendibili, si parla di un rinnesco della reazione nei reattori spenti, o addirittura tra le barre di combustibile esausto nelle “piscine” annesse: tutto ciò è impossibile fisicamente; come sono impossibili i letali “raggi/fasci neutronici”, che le stesse voci vorrebbero emessi da reattori “ripartiti da soli”.
    Superfluo dire che i reattori civili non possono esplodere come una bomba atomica, proprio per impossibilità fisica, dato che l’uranio/MOX presente non ha neanche lontanamente le caratteristiche necessarie perché sia usato in una bomba: ma si sente ancora pure questo.
    O le diverse evacuazioni “della centrale”: mai avvenute, se non nelle fantasie dei media; mentre al massimo si sono avute temporanee evacuazioni di alcuni singoli edifici, in attesa del calo della radioattività (che decade e si disperde, non rimane immutabile, spesso neanche per qualche ora). O dosi di 2-6Sv assunte dai tecnici, ormai moribondi, altro clamoroso falso.
    Infine i falsi allarmi: la contaminazione dell’acqua di Tokio, che un giorno c’era, ed il giorno dopo non più; o la radioattività “10milioni di volte” superiore al normale nel reattore n°2, dovuta ad un errore di misura ed in attesa di migliori letture strumentali.
    La situazione rimane critica, ma ogni giorno che passa è un piccolo successo, pur con alti e bassi come in ogni incidente. Ad esempio le perdite radioattive, elevate rispetto alle condizioni “normali”, contenute rispetto ai livelli di rischio, anche se piuttosto sensibili nel mare antistante la centrale (a 300m però, non a 30km come diceva qualche giornalista nostrano). Poi pochi giorni fa, pare non rispettando le stringenti norme di protezione personale (secondo la BBC), tre tecnici sono rimasti contaminati da acqua radioattiva nel reattore 3: in ospedale, due di loro presentavano ustioni da radiazioni, uno invece era lì solo per accertamenti; la dose assunta era nell’ordine di 170-180mSv, non immediatamente avvelenante anche se pericolosa per la possibile futura insorgenza di tumori. Finora, tuttavia, non è ancora morto nessuno a causa delle radiazioni di Fukushima, su questo possiamo tranquillizzarci.

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    • Filippo di follie in rete se ne sono sentite tante, ma anche alla TEPCO non hanno certo brillato per sincerità e trasparenza.
      La storia dei due tecnici con ustioni alle gambe è vera, si stima una dose di esposizione degli arti inferiori tra i 2 e i 6 Sievert. Non sono moribondi perchè non è stata un’esposizione total body ma limitata alle gambe e dovuta non a un gamma emittente ma a un beta emittente. Dal Sito AIEA :

      For two of the three workers, significant skin contamination over their legs was confirmed. The Japanese authorities have stated that during medical examinations carried out at the National Institute of Radiological Sciences in the Chiba Prefecture, the level of local exposure to the workers’ legs was estimated to be between 2 and 6 sieverts.

      http://www.iaea.or.at/newscenter/news/tsunamiupdate01.html

      Non è ancora morto nessuno ma l’atomo evoca l’apocalisse nucleare e fa sempre paura tra l’opinione pubblica. La maggior trasparenza della TEPCO aiuterebbe.

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  48. Grazie, Dr. Tortorici.

    Leggendo la Sua nota, confesso la mia sorpresa nel notare quanto sia difficile, direi incomprensibilmente difficile, poter accedere altrove a notizie affidabili e valutazioni pacate e competenti nel caso di questo grave incidente industriale causato da un forte terremoto.

    Leggo le stringate notizie pubblicate nel sito stesso dells TEPCO — la più recente al momento di scrivere questa nota è: http://www.tepco.co.jp/en/press/corp-com/release/11032712-e.html — e non riesco a credere che siano del tutto false o fuorvianti.

    Che alcuni promotori di un futuro energetico non-nucleare interpretino o amplifichino le notizie in modo più o meno catastrofico posso capirlo, anche se non lo condivido.

    Ma che il resto del “normale” sistema informativo — il cosiddetto MSM o MainStream Media — si sia rivelato così manifestamente incapace di dare notizie serie su come stiano le cose nell’impianto di Fukushima è, lo ripeto, inaspettato e preoccupante — è forse la notizia più amara di tutte.

    Perché?

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    • C’è anche da dire che in Italia ormai tutti i media hanno sposato la linea sensazionalistica: non servono giornalisti istruiti sull’argomento, si risparmiano noiose interviste agli esperti (che invece in un primo tempo c’erano), si danno notizie brevi e che “vendono” subito. Una specie di caricatura di un tabloid tecnico-scientifico (se esistesse un tabloid simile).
      Invece nel mondo anglosassone (BBC, CNN) tali notizie vengon ofornite in modo molto più pacato e competente: senza nascondere nulla, e persino ascoltando gl iesperti, cosa inconcepibile per la stampa italiana si vede!

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